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Thursday, March 7, 2013

Una nuova versione di Google News per tablet

Una nuova versione di Google News per tablet è ora disponibile anche in italiano. 

Come molti di voi sapranno, c'è qualcosa di speciale nel leggere le notizie su tablet. Sfogliando Google News da tablet, trovare articoli che soddisfino i vostri interessi e stuzzichino la vostra curiosità è veramente semplice e a partire da oggi, ancora più immediato. 

Ad esempio, con pochi, semplici gesti potrete trovare nuovi articoli, fonti di notizie e approfondire argomenti di interesse. Potrete spostarvi tra le diverse sezioni, dall'economia agli spettacoli, scorrendo in orizzontale oppure toccando l'opzione "Approfondisci" per visualizzare vari articoli e altre informazioni su una data notizia.  

Abbiamo aggiunto una maggiore spaziatura tra gli articoli, per permettervi di identificare in modo ancora più semplice le notizie che maggiormente vi interessano. 

Pensiamo che questi miglioramenti consentiranno a Google News di incrementare ulteriormente il traffico verso i siti degli editori (attualmente sei miliardi di accessi al mese, in continua crescita). 


Ora non vi resta che visitare news.google.com con un Nexus 7, Nexus 10 o iPad.
Any source

Thursday, February 18, 2010

Il format delle Living Stories diventa open source

Negli ultimi due mesi, un piccolo gruppo di giornalisti del New York Times e del Washington Post ha sperimentato le Living Stories, una nuova modalità di presentazione delle notizie online. Usando questa piattaforma tecnologica, è possibile pubblicare centinaia di sviluppi di una vicenda sotto una singola pagina dinamica, che offre agli utenti molti modi diversi di approcciare l'informazione. Il format delle Living Stories ha aiutato il Times ad intrattenere i lettori su temi quali il cambiamento climatico, la guerra in Afghanistan, i playoff della N.F.L. e le retribuzioni dei manager. Il Post lo ha usato per seguire la riforma sanitaria, la stagione dei Redskins e la riforma del sistema scolastico di D.C.
Da quando abbiamo lanciato questo esperimento nei Google Labs in dicembre, il 75% delle persone che ci hanno mandato un riscontro hanno dichiarato di preferire il formato delle Living Stories a quello tradizionale delle notizie online. Significativo anche il tempo dedicato dagli utenti per esplorare queste storie, il che ci dice che esiste interesse per un giornalismo di qualità presentato in modo coinvolgente.

Oltre ad avere ricevuto riscontri positivi da parte dei lettori, anche gli editori ci hanno detto di essere interessati a raccontare le loro storie utilizzando questo formato, ragione per cui riteniamo che sia giunto il momento di passare ad una nuova fase di questo esperimento: rendere il formato delle Living Stories accessibile in modo più ampio, per vedere quali potenzialità riserva. Per questa ragione oggi stiamo rendendo il codice disponibile in open source, in modo che qualunque sviluppatore possa realizzare le proprie pagine Living Stories. (Qui si trovano i dettagli tecnici della documentazione open source; nel Google News Help Forum si possono formulare domande e trovare risposte alle questioni di supporto più generale.) Ora che passiamo alla fase pubblica dell'esperimento, il Times e il Post chiuderanno le loro iniziative, ospitate ad oggi nei Google Labs. Desideriamo ringraziarli per essersi 'imbarcati' in questo progetto con noi; non vediamo l'ora di continuare a lavorare con loro, e con molte altre pubblicazioni, sulle Living Stories così come su altri progetti che hanno l'obiettivo di portare innovazione nel modo in cui le notizie vengono presentate online.

Nei prossimi mesi ci impegneremo per creare dei tool software che rendano ancora più semplice per gli editori utilizzare il format delle Living Stories, ma nel frattempo siamo ansiosi di vedere quali risultati affascinanti giornalisti e sviluppatori realizzeranno utilizzando il codice open source delle Living Stories.

Any source

Wednesday, December 9, 2009

Scoprire un nuovo modo dinamico di leggere le notizie con le Living Stories

Ultimamente si discute molto del "futuro dell’informazione": le notizie online diventeranno a pagamento? In che modo gli editori potranno sostituire fonti di guadagno come la piccola pubblicità? Come potrà sopravvivere un giornalismo serio e responsabile? E, cosa ancor più importante, le notizie avranno un futuro nell’era digitale? Queste sono domande che ci interessano in modo particolare e stiamo sperimentando possibili soluzioni. Ciò che viene spesso tralasciato in queste discussioni sono la natura degli articoli stessi e la modalità di lettura delle notizie online. Riteniamo sia importante capire come gli editori possano trarre vantaggio dal Web per raccontare storie in modi nuovi, modi che semplicemente non sarebbero possibili se non online.
Tuttavia, anche se sappiamo bene come le informazioni vengono fruite sul Web, non siamo giornalisti e non creiamo contenuti. Per questo motivo, negli ultimi mesi ci siamo confrontati con un gran numero di esperti per sviluppare il concetto di ciò che noi e altri del settore definiamo "living story". Oggi in Google Labs mostriamo parte del lavoro svolto in collaborazione con due organizzazioni di livello mondiale: il New York Times e il Washington Post. Il risultato di questo esperimento è il prototipo Living Stories, che offre nuove modalità per interagire con l’informazione di qualità a cui i giornalisti di questi quotidiani ci hanno abituato. Siamo impazienti di imparare da questo esperimento e speriamo in futuro di poter rendere disponibili questi strumenti agli editori che vorranno utilizzarli.
L’idea da cui nascono le Living Stories è quella di sperimentare un nuovo modo di presentare le notizie online. Gli editori producono una grande quantità di contenuti che tutti noi riteniamo importanti; l’accesso a queste informazioni dovrebbe sfruttare tutte le potenzialità del mezzo internet. Un tipico articolo di quotidiano inizia con le notizie più importanti ed interessanti e continua poi con informazioni di minore importanza. Allo stato attuale, molte informazioni sono ripetute in ogni nuovo articolo pubblicato online e ciascun viene presentato a tutti, indipendentemente dal fatto che sia già stato letto o meno dal singolo utente. Le Living Stories, invece, propongono un approccio differente, che valorizza alcuni vantaggi distintivi del mezzo online. Le notizie sono raccolte in una singola pagina dinamica, pubblicata con una URL unica. Le Living Stories organizzano le informazioni in base agli sviluppi della storia e richiamano l’attenzione sulle modifiche apportate dopo l’ultima visualizzazione da parte del lettore, in modo che sia più facile individuare le nuove informazioni. Tramite un breve riepilogo dell’intera storia e regolari aggiornamenti, tentano di trovare un equilibrio tra una visione “panoramica” e informazioni approfondite e contestualizzate.
Questo progetto ha avuto origine dalle conversazioni tra i manager delle tre aziende. Noi abbiamo condiviso una visione di come, a nostro parere, è possibile utilizzare il Web per una narrazione più efficace, mentre il Times e il Washington Post ci hanno messo a disposizione la loro enorme esperienza giornalistica. Le Living Stories hanno iniziato a prendere forma durante l’estate, dopo che i nostri ingegneri e il team che si occupa dello sviluppo dell’interfaccia utente hanno lavorato all’interno delle redazioni dei due quotidiani. Noi mettiamo a disposizione la piattaforma tecnologica, mentre i giornalisti del Times e del Washington Post si occupano della stesura e della redazione degli articoli; la collaborazione per rendere l’interfaccia utente adeguata alla loro linea editoriale è continua.
Nei prossimi mesi affineremo le Living Stories in base ai vostri commenti. Stiamo anche cercando di sviluppare strumenti gratuiti per consentire agli editori di creare autonomamente pagine di questo tipo, o almeno alcune delle loro funzioni. Se sei un lettore, ci piacerebbe conoscere la tua opinione. Se sei un editore, inviaci i tuoi commenti sul format delle Living Stories. Inoltre, se decidi di implementarle sul tuo sito, ci piacerebbe che ce lo comunicassi. E infine, ci auguriamo che questa collaborazione dia avvio a un proficuo dibattito e incoraggi l'innovazione nel modo in cui le persone interagiscono con le notizie online.

Any source

Tuesday, September 15, 2009

Leggere le notizie più velocemente

Uno dei maggiori problemi di oggi nel leggere le notizie on-line è che ci si mette un sacco di tempo. Una pagina piena di notizie carica circa una dozzina di file e può metterci fino a 10 secondi per caricarsi completamente, anche se si dispone di una linea a banda larga. E la cosa è a dir poco frustrante.
Quello di cui abbiamo bisogno invece è un modo di passare velocemente da un articolo all’altro senza rallentamenti, come quando stampiamo un documento. Il passaggio da una notizia all’altra dovrebbe essere fluido e funzionare senza difficoltà, dando la possibilità di navigare tra le notizie senza dover aspettare ogni volta che il file venga caricato.
Provate ad immaginare di metterci 10 secondi per girare la pagina di un giornale!

Per questo, oggi abbiamo aggiunto un nuovo servizio sperimentale in Google Labs: si chiama Google Fast Flip ed è accessibile all’indirizzo fastflip.googlelabs.com.
Fast Flip è un modo di leggere innovativo che combina la qualità della carta stampata con quella dell’informazione on-line. Come una rivista cartacea, Fast Flip ti dà la possibilità di leggere in sequenza le ultime no
tizie, i titoli e gli argomenti più gettonati, attraverso collegamenti diret
ti con i singoli editori.

Così come suggerito dal nome stesso, lo scorrimento da un argomento all’altro è molto veloce, in maniera tale che venga dato il tempo di dare una rapida occhiata a moltissime pagine fino al momento in cui non si trovi qualcosa di interessante.
Viene inoltre offerta allo stesso tempo la possibilità di ricercare e di accedere ai migliori quotidiani e riviste e la possibilità di condividere il materiale ricercato con gli amici e la community.

Fast Flip riesce anche a personalizzare la ricerca prendendo spunto dalle selezioni degli utenti e offrendo ulteriore materiale sullo stesso argomento da fonti e giornalisti diversi, oltre che da argomenti correlati.In breve, la navigazione sarà molto più veloce, secondo uno stile mo
lto più simile a quello di una normale testata, arricchita dai suggerimenti degli amici e degli altri membri della community e da una selezione
di argomenti tra cui scegliere, personalizzata e sempre indovinata.

Abbiamo anche creato una versione mobile di Fast Flip per gli apparecchi che supportano Android e per l’iPhone. Questa versione, basata sulla tecnologia tactile page flipping (di cui sono dotati gli schermi touch screen) permette di navigare con Google Fast Flip ovunque. Anche questo servizio per telefonia mobile è accessibile allo stesso indirizzo.

Per creare Google Fast Flip abbiamo collaborato con 36 periodici di altissimo livello, tra i quali New York Times, Atlantic, Washington Post, Salon, Fast Company, ProPublica e Newsweek. Questi partner condivideranno una parte dei guadagni derivati dalle varie pubblicità; in questa maniera infatti viene data la possibilità di introdurre nuovi lettori ai loro contenuti. Questo testerà tra l’altro anche la nostra teoria secondo cui la gente, se potesse leggere più in fretta, leggerebbe di più. Aumentare la quantità di contenuti fruiti significa aumentare le richieste di spazi pubblicitari e portare quindi maggiori guadagni agli editori.

Oggi più che mai il mercato dell’editoria sta incontrando grandi difficoltà e non esiste una bacchetta magica in grado di risolvere la situazione. Tuttavia pensiamo che incoraggiare i lettori a leggere di più abbia un effetto decisivo nel risolvere una parte del problema. Pensiamo che Fast Flip sia un modo di iniziare a dare una mano, ma ne stiamo studiando molti altri da presentare al più presto.

Vai su Google Labs e prova Fast Flip. E se hai dei suggerimenti utili a migliorare il servizio, per favore faccelo sapere. Noi nel frattempo continueremo a cercare nuove soluzioni per migliorare la tua esperienza di lettura. Happy flipping!


Any source

Thursday, August 27, 2009

Come funziona davvero l'esclusione delle notizie da Google News?

Traduciamo e ripubblichiamo qui un post che è appena stato pubblicato sul nostro European Public Policy Blog, nel quale si chiarisce come funziona il meccanismo di esclusione di una notizia da Google News. Un argomento che oggi ha riscosso una grande attenzione e su cui pensiamo sia importante fare chiarezza.

Ecco, in italiano, il testo del post di Josh Cohen:

"E' possibile che abbiate letto oggi sulla stampa italiana che l'Antitrust ci ha notificato un'indagine in relazione a Google News come conseguenza di una segnalazione della FIEG (Federazione Italiana Editori di Giornali). In questo momento stiamo rivedendo la notifica in dettaglio, ma nel frattempo abbiamo pensato che fosse utile fare chiarezza sul meccanismo con cui gli editori possono controllare i loro contenuti sul web.

Primo, l'obiettivo di Google News è sempre stato quello di mettere a disposizione prospettive diverse su una notizia e di portare i lettori di tutto il mondo sui siti degli editori. Noi non visualizziamo le notizie nella loro completezza, piuttosto il nostro approccio è simile a quello che adottiamo per la ricerca su web: mostriamo semplicemente il titolo della notizia, una o due righe di testo e poi il link al sito dell'editore. Insomma, giusto le informazioni utili perché il lettore sia invogliato a leggere l'intero articolo. Una volta che l'utente fa click sul link e viene reindirizzato all'articolo, sta all'editore decidere come trarre profitto dal contenuto. Il giornale può scegliere se far pagare il lettore per accedere all'intero articolo oppure può ospitare pubblicità sul proprio sito.

Chi fornisce notizie, analogamente a qualsiasi altro editore online, ha il pieno controllo sul fatto di rendere visibili i propri contenuti attraverso i servizi di Google. Quindi, se un editore non vuole essere trovato su Google.com o su Google.it o su un altro motore di ricerca, può evitare l'indicizzazione automatica utilizzando uno standard universalmente accettato, chiamato robot.txt. Gli editori hanno anche una serie di altre modalità per controllare come i loro contenuti appaiono (o non appaiono). Una di queste opzioni è per esempio quella di continuare a comparire nei risultati di ricerca di Google senza comparire su Google News. In questo caso, tutto quello che deve fare è contattarci e richiedere la rimozione dal servizio. In effetti, abbiamo incontrato diversi editori italiani e rappresentanti della FIEG proprio quest'estate per spiegare loro queste opzioni.

Noi rispettiamo i desideri dei proprietari del contenuto, ed è per questo che abbiamo fatto in modo che non far parte dei nostri servizi sia semplice. Tuttavia, quando si tratta di Google News, riceviamo di gran lunga più richieste di essere inclusi nel servizio di quante ne riceviamo per la rimozione. Questo è perché gli editori capiscono che il traffico generato da Google News, e da servizi ad esso analoghi, è un traffico di valore: Google News porta oltre 1 miliardo di click al mese agli editori di notizie, molti dei quali traggono profitti da questo traffico grazie alla pubblicità presente sui loro siti."


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