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Thursday, February 4, 2010

Google e i link a pagamento

I link sono uno degli elementi cruciali del Web. L'invenzione di un sistema di documenti interlincato ha rappresentato un passaggio decisivo nella storia di Internet: l'invenzione del World Wide Web :)

La ricerca naturale di Google funziona perché può contare su milioni di persone che inserendo link sulle pagine dei loro siti web ci aiutano nel determinare quali siti offrano contenuto di valore. Google analizza l'importanza e rilevanza di ogni pagina web utilizzando più di 200 segnali ed una varietà di tecnologie, incluso il PageRank™, che ci permettono di determinare i siti che sono stati "votati" come le migliori risorse di informazioni dagli altri siti in giro per il Web.

I link che Google tiene in considerazione a questo fine sono quelli che rappresentano una libera scelta editoriale da parte del proprietario del sito, quelli che sono quindi spontanei, come se fossero dei voti reali o referenze nelle tesi universitarie. Meritocrazia e democrazia del Web sono i punti fermi su cui si basa il nostro algoritmo.

In questa prospettiva e' evidente che ogni cosa che cerca di manipolare artificiosamente il posizionamento del tuo sito o il suo PageRank™ può solo andare contro la filosofia di Google (e le nostre Linee Guida).

Nonostante ciò, alcuni proprietari di siti e webmaster comprano e/o vendono link (includiamo anche i post a pagamento) per passare PageRank™ non curandosi della qualità di questi link, con l'unico fine di forzare il posizionamento dei siti in questione. Questo a dispetto degli altri webmaster che lavorano duro per creare ottimi contenuti e servizi per i loro utenti, aumentando così in maniera naturale la loro popolarità.

Quindi comprare e/o vendere link che passano PageRank e' contro le Linee Guida di Google?
Si. Queste strategie rappresentano una violazione delle Linee Guide per i Webmaster fornite da Google e possono avere un impatto negativo sul posizionamento di un sito nei risultati di ricerca.
Come già detto da Matt Cutts (Search Quality Software Engineer), il PageRank mostrato nella Toolbar di Google, la capacita' del tuo sito di passare PageRank ed altri fattori possono essere interessati se vendi link che passano PageRank. Queste tecniche possono influenzare l'opinione che abbiamo sul valore del tuo sito o addirittura farci perdere la fiducia nel sito stesso.

Vendere link è sempre sbagliato?
No. Quando i link venduti non passano PageRank e quindi non influenzano i motori di ricerca, vanno assolutamente bene. Per esempio, i link a scopo pubblicitario che non passano PageRank e non manipolano i risultati sono perfettamente ok.
I link comprati per generare traffico o per scopi pubblicitari possono essere creati in questi modi:

  • Aggiungendo un attributo rel="nofollow" al tag
  • Implementando un reindirizzamento di questi link a una pagina intermedia che è esclusa dall'indicizzazione attraverso un file robots.txt

Come posso segnalare dei link a pagamento?
Poniamo il caso che vi imbattiate in un sito che compra o vende link che passano PageRank per manipolare i risultati dei motori di ricerca; potete comunicarcelo attraverso gli Strumenti per i Webmaster. Questo ci aiuterà a migliorare la nostra funzione di rilevamento algoritmico di questi link, e a conservare la meritocrazia nel posizionamento dei risultati nella ricerca.

Dovrei concentrarmi di più sui link o sul contenuto?
Noi crediamo che gli utenti cerchino sempre contenuto di valore. Questo significa che dovreste sempre cercare di offrire il miglior contenuto possibile, e ricordare che il web è pieno di ottimi siti con contenuto interessante: è quindi necessario concentrarsi su questo aspetto. Da una parte, voi dovreste sempre cercare di rendere il vostro sito visibile e conosciuto dagli altri utenti; dall'altra, gli utenti vorranno linkare le vostre pagine se ne apprezzano il contenuto. Quindi, per sintetizzare, contenuti e link sono entrambi importanti, e la loro qualità dovrebbe essere collegata: contenuto utile attirerà link di valore.

Google vuole dirmi come gestire il mio sito?
No. Potete fare quello che volete con il vostro sito. Al tempo stesso crediamo che Google abbia il diritto di fare quello che ritiene più appropriato (per quello che riguarda il nostro indice e l'algoritmo) per fornire risultati di ricerca utili.

Any source

Wednesday, October 14, 2009

Google non usa i meta tag keywords per il posizionamento

Ultimamente abbiamo ricevuto alcune domande su come Google usa (o, per essere precisi, su come non usa) i meta tag keywords per il posizionamento dei risultati di ricerca. Poniamo il caso di due persone che hanno un sito web, Alice e Bob. Alice ha un'azienda che si chiama AliceCo mentre Bob ne ha una che si chiama BobCo. Un giorno, mentre visita il sito di Bob, Alice nota che Bob ha copiato alcune delle parole che lei usa nel meta tag keywords. E, cosa più interessante, Bob ha aggiunto la parola "AliceCo" nel suo meta tag keywords. Alice si deve preoccupare di questa cosa?

Almeno per quanto riguarda i risultati di ricerca di Google, al momento (Settembre 2009), la risposta è no. Google non usa i meta tag keywords per il posizionamento dei risultati di ricerca. Se volete, potete approfondire il tema con le domande qui di seguito.

D: Google utilizza i meta tag keywords nel posizionamento dei risultati di ricerca?
R: No. Google vende un prodotto che si chiama Google Search Appliance, e questo prodotto usa diversi meta tag, fra cui, eventualmente, i meta tag keywords. Ma si tratta di un prodotto per la ricerca aziendale, completamente separato dal nostro motore di ricerca web. La nostra ricerca sul web (il famoso Google.com che centinaia di milioni di persone usano ogni giorno) trascura completamente i meta tag keywords. In parole povere, allo stato attuale questi non hanno nessun effetto sul posizionamento dei risultati di ricerca.

D: Perché Google non fa uso dei meta tag keywords?
R: Una decina di anni fa i motori di ricerca giudicavano le pagine web basandosi esclusivamente sul loro contenuto e non tenevano conto di alcun fattore cosiddetto "esterno" alla pagina, come ad esempio i link che puntano ad un sito. Durante quel periodo, in maniera piuttosto rapida, i meta tag keywords sono diventati per qualcuno un'area da riempire di parole chiave spesso irrilevanti e che in genere non vengono mai visualizzate dagli utenti abituali. Poiché i meta tag keywords venivano spesso usati in questo modo, Google ha iniziato ad ignorarli.

D: Questo vuol dire che Google ignora tutti i meta tags?
R: No, Google supporta molti altri meta tag. Questa pagina offre maggiori informazioni su altri meta tag utilizzati. Ad esempio, a volte utilizziamo il meta tag "description" (in italiano, descrizione) come snippet, cioè come testo visualizzato sotto il titolo della pagina nei risultati della ricerca. Ecco un'immagine di esempio:


Anche se a volte utilizziamo il meta tag "description" come testo relativo ad un risultato di ricerca, non lo utilizziamo per il posizionamento.

D: Questo significa che Google ignorerà per sempre i meta tag keywords?
R: E' possible, ma improbabile, che Google possa utilizzare questo tipo di informazioni in futuro. Google ha ignorato i meta tag keywords per anni e allo stato attuale non vediamo motivi per cambiare questa decisione.

Search Quality Team - traduzione del post di Matt CuttsAny source

Monday, September 28, 2009

Il testo nascosto, ossia quando è consigliabile e quando può danneggiare il tuo sito

Oggi affronteremo un tema importante nell'ambito della Qualità della Ricerca del nostro mercato: il testo nascosto. E' bene tener presente, innanzitutto, che le pagine web dovrebbero essere accessibili a qualsiasi utente, a prescindere dal tipo di browser che essi usano (ad esempio browser a lettura per ipovedenti e non vedenti). Per ottenere questo risultato è alle volte necessario aggiungere del testo alternativo visibile solo a tali browser testuali, come potete vedere nell'esempio che segue.

Spesso però il testo nascosto viene utilizzato al fine di modificare artificialmente il posizionamento. Per tale motivo, Google lavora costantemente al miglioramento dei sistemi che permettono di distinguere il testo inserito per facilitare l'accessibilità delle pagine web da quello inserito per manipolare i risultati di ricerca.

Vediamo perché il testo nascosto che ha come fine esclusivo il posizionamento è dannoso:

  • altera la percezione della pagina rispetto ai suoi contenuti reali - l'utente che ha trovato quella pagina non visualizza in realtà l'informazione di cui ha bisogno e questo si traduce in una cattiva esperienza per l'utente;
  • può causare una perdita di fiducia da parte del motore di ricerca rispetto alla pagina poiché tale testo nascosto ha lo scopo di manipolare il posizionamento nei risultati;
  • peggiora l'accessibilità della pagina per un browser alternativo che, ad esempio, effettua la lettura del contenuto delle pagine.

Qui di seguito vi segnaliamo alcune delle tecniche contrarie alle linee guida relative al testo nascosto:

  • L’utilizzo di testo dello stesso colore dello sfondo
  • Inserire testo dietro le immagini
  • L’utilizzo di fogli di stile CSS al fine di nascondere testo
  • L’uso di un font size zero
  • L’uso di Javascript per nascondere o alterare testo in modo tale che sia visibile solo ai motori di ricerca.
  • Cloaking – il cloaking è la pratica di presentare agli utenti contenuti o URL diversi da quelli presentati ai motori di ricerca. La restituzione di risultati diversi a seconda dello user-agent può provocare l'identificazione del tuo sito come ingannevole e la sua conseguente rimozione dall'indice di Google.

Se siete i proprietari di un sito e decidete di far ottimizzare delle vostre pagine web affidandovi ad agenzie terze o ottimizzatori web (SEO), è importante che controlliate attentamente come il sito viene ottimizato.

Cosa controllare:

  • La versione solo testo della cache delle vostre pagine (cerca cache:www.esempio.it): corrisponde alla pagina proposta agli utenti?
  • L'account degli Strumenti per i Webmaster: controllate i link in entrata, il testo che più di frequente compare sulle vostre pagine e se avete ricevuto un messaggio di esclusione dall'indice da parte di Google.

Ecco come comportarsi nel caso il vostro sito abbia testo nascosto e si verifichi una delle seguenti condizioni:

  • ricevete un'email o una comunicazione nel message center degli Strumenti per i Webmaster
  • notate un drastico calo nel traffico proveniente dai motori di ricerca

Se avete competenze tecniche sufficenti per rimuovere il testo nascosto, vi consigliamo di farlo immediatamente e di effettuare una richiesta di riconsiderazione. Se non avete le competenze necessarie per farlo, contattate al piu' presto la persona che gestisce il vostro sito e chiedete che il testo nascosto venga rimosso e che venga effettuata la richiesta di riconsiderazione. E' importante che facciate presente al vostro SEO che questa pratica è contro le linee guida di Google.

Prima di decidere di avvalervi dei servizi di un SEO, ecco alcune domande utili che potete fargli:

  • Seguite le Istruzioni per i Webmaster di Google?
  • Che tipo di risultati prevedete di ottenere e in che tempi?
  • Quali sono le vostre tecniche SEO più importanti?
  • In che modo posso comunicare con voi? Mi informerete su tutte le modifiche apportate al mio sito?
Vi raccomandiamo pertanto di studiare le nostre Istruzioni per i Webmaster e di leggere la nostra Guida introduttiva di Google all'ottimizzazione per i motori di ricerca.

Ciao e grazie per l'attenzione.

Any source

Tuesday, December 30, 2008

Indicizzare, non indicizzare o rimuovere? Un aiuto per gestire i contenuti dagli Strumenti per Webmaster

Ciao a tutti e bentornati al nostro ormai consueto appuntamento sugli strumenti per webmaster.

Per chi ancora non ne sapesse nulla, abbiamo realizzato una serie di video di approfondimento sugli Strumenti per webmaster di Google toccando diversi temi, in particolare come attivare un account e verificare il proprio sito (primo video), come impostare le preferenze per indicizzare al meglio il vostro dominio, scegliere il vostro target geografico di riferimento e impostare la frequenza di scansione del vostro sito (secondo video), e come creare e caricare una sitemap (terzo video).

Oltre a trattare un nuovo argomento, questa settimana abbiamo anche un nuovo speaker: dopo Luisella, ecco Stefano, la cui voce vi accompagnerà per i prossimi tre video.
Il tema di oggi riguarda l'esclusione dei dati privati dal processo di indicizzazione di Google e l'eventuale rimozione di dati, se già indicizzati.
Uno dei metodi più semplici per escludere un determinato contenuto dal processo di indicizzazione consiste nell'inserirlo in una directory protetta da password: così facendo il contenuto non sarà accessibile ne' ai bot ne' ai visitatori. Un secondo metodo, particolarmente indicato se avete un sito di piccole dimensioni o se volete proteggere soltanto delle singole pagine del sito, è l'utilizzo dei metatag. Nel video troverete ulteriori informazioni sulle operazioni da compiere e sui parametri da indicare.

Nel caso in cui vi foste persi i primi tre video, potete consultare i post precedenti, "Strumenti per Webmaster? Da oggi anche in video", "Strumenti per webmaster: è live il secondo video" e "Terzo appuntamento con gli Strumenti per Webmaster: creazione e caricamento di una sitemap", o guardare la playlist "Webmaster" direttamente su YouTube.

Vi ricordo inoltre i prossimi appuntamenti:

Strumenti per webmaster 5: Diagnostica, statistiche e link
Strumenti per webmaster 6: La comunicazione tra Google e i webmaster

Se avete domande relative agli strumenti per webmaster o volete saperne di più sui temi trattati nel video, non esitate a scriverci sul Gruppo di Assistenza Webmaster.

Buona visione!


Any source