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Thursday, January 8, 2009

Public Policy a Google: bilancio di un anno

L'inizio dell'anno è sempre il momento giusto per fare un bilancio di quello che si è fatto. Gli ultimi 12 mesi sono stati veramente importanti per lo sviluppo della politiche pubbliche di Google Italia. Ci sono stati momenti esaltanti ed altri molto meno, ma queste sono state le tappe più significative nel nostro percorso finalizzato a far conoscere il ruolo di Internet e delle nuove tecnologie per il futuro del nostro Paese.

La prima parte dell'anno è stata dedicata al tema della privacy, con il convegno che abbiamo organizzato in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano, in cui Peter Fleischer ed il Segretario Generale dell'Autorità Garante per la Privacy si sono confrontati sul bisogno di regole globali per la privacy. L'incontro ha confermato il nostro impegno ad aumentare il livello di tutela delle informazioni personali degli utenti che utilizzano Google, come provato dal link all'informativa sulla privacy che abbiamo posto in homepage e dalla decisione di rendere anonimi gli indirizzi IP conservati sui nostri server dopo nove mesi.

La visita a Roma del nostro Vice President, David Drummond, è stata un'importante occasione per far conoscere la storia di una persona che ha vissuto il fenomeno Google sin dai suoi primi giorni e che ha seguito da vicino la campagna elettorale per la Presidenza degli Stati Uniti, vinta da Barack Obama grazie anche al grande coinvolgimento creato da un utilizzo intelligente di Internet.

In autunno abbiamo partecipato all'indagine conoscitiva lanciata dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati sulle reti di nuova generazione, dove il nostro Country Manager, Massimiliano Magrini, ha esposto la nostra richiesta di maggiore attenzione per la difesa della Net Neutrality e lo sviluppo dei sistemi di connettività wireless a basso costo e grande rendimento, come i white spaces e lo spectrum, in linea con la nostra posizione negli Stati Uniti espressa durante l'asta per le frequenze a 700 MHZ.

A dimostrazione di come la collaborazione fra il settore Pubblico e quello privato possano portare grandi risultati, proprio su questo blog in novembre il Sindaco di Roma ha presentato l'iniziativa di Google dedicata a far rivivere Roma Antica attraverso Google Earth.

Ma l'evento per me più importante è stata la partecipazione all'Internet Governance Forum di Hyderabad, dove ho avuto l'onore e l'onere di rappresentare Google e discutere del futuro della Rete, dei diritti e doveri di tutti i soggetti coinvolti.
Questo non è che il punto di partenza, nuove sfide ci aspettano, come far capire l'importante ruolo che possono giocare le nuove tecnologie per far uscire le nostre economie dalla crisi o cosa possono fare gli Internet service provider per la crescita della nostra società nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità.

Ma oggi è ancora il momento degli auguri, per un 2009 che sarà impegantivo per tutti ma speriamo anche pieno di soddisfazioni.

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Friday, December 12, 2008

L'Internet Governance Forum 2008 e la questione dei diritti su Internet

La scorsa settimana si è svolto ad Hyderabad, in India, il terzo Internet Governance Forum. Su questo blog abbiamo già avuto modo di parlare dell'IGF e di quello che rappresenta.

Per una settimana rappresentanti dei Governi, delle imprese e della comunità degli utenti della Rete si sono riuniti da tutte le parti del mondo per scambiarsi informazioni ed esperienze utili. L'IGF non ha l'obiettivo di prendere delle decisioni, ma ha l'importante compito di di informare ed inspirare chi ha il potere di prenderle.

Quest'anno il tema principale era come permettere a tutti popoli della Terra di accedere alle opportunità di Internet ed in particolare come raggiungere il prossimo miliardo di utenti, promuovere la sicurezza e la fiducia, gestire le risorse critiche, analizzando la situazione attuale e pensando come andare avanti con riguardo ai nuovi problemi che stanno emergendo.

L'aspetto forse più interessante dell'IGF è la capacità di portare avanti un metodo di lavoro che coinvolga tutte le parti interessate, a tutti i livelli decisionali. Ti può capitare, come effettivamente è successo a me, di parlare ad un gruppo di lavoro sulla protezione dei minori online insieme ad un giornalista della BBC, un avvocato turco, una studentessa universitaria coreana, una rappresentante delle Istituzioni europee, un'operatrice di una ONG bulgara. Tutta questa ricchezza e complessità vuole riprodurre la stessa struttura decentrata della Rete, offrendo anche un modo per affrontare i problemi in un'ottica di co-regolamentazione e rispetto delle diverse posizioni.

Google crede in questo processo: anche quest'anno eravamo presenti con la nostra postazione di YouTube dove i partecipanti potevano lasciare un messaggio e con una presenza attiva nei vari Gruppi di lavoro, con l'obiettivo di raccogliere suggerimenti e spunti e fornire il nostro punto di vista sulle questioni che ci riguardano più da vicino come la tutela dei minori online, la libertà di espressione e la privacy.

Proprio il tema dei diritti della Rete è stato al centro dell'attenzione. La riunione della coalizione dinamica sull'Internet Bill of Rights ha discusso varie interessanti proposte, dal rendere più semplici e leggibili le informative sulla privacy fino alla necessità per gli operatori online di pensare a codici etici per dare maggiore trasparenza ai loro principi. Anche in questo caso è importante sottolineare che la comunità degli utenti della Rete ha accolto positivamente l'impegno delle aziende di aprirsi al dibattito ed alle critiche, secondo quello che è il credo del processo dell'IGF, ovvero un approccio multistakeholders.
A questo proposito, il nostro impegno è stato quello di formalizzare la partecipazione al Gruppo di Lavoro sui diritti della Rete e presentare una recente iniziativa che abbiamo lanciato insieme ad altre aziende del nostro settore, la Global Network Initiative con il fine di favorire lo sviluppo del dibattito intorno a temi più delicati della Rete.


L'appuntamento è ora per la prossima estate a Roma, dove la delegazione italiana ha proposto di riunire le varie "Coalizioni dinamiche" costituitesi nell’ambito dell’IGF per discutere la questione dei diritti di Internet che ad Hyderabad è stata al centro dell'attenzione.

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