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Friday, March 12, 2010

Internet e libertà

Dopo una fila di oltre mezz'ora, sono tra i fortunati che hanno potuto assistere in diretta al convegno "Internet è Libertà - perché dobbiamo difendere la rete" organizzato a Montecitorio da Capitale Digitale intorno alla lectio magistralis del Prof. Lawrence Lessig. Un evento particolarmente interessante e positivo già dal suo inizio, con l'intervento del Presidente della Camera Fini a supporto della candidatura di Internet al Premio Nobel per la Pace, un'iniziativa che Google ha da sempre sostenuto. Secondo l'On. Fini l'accesso ad Internet "deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell'uomo" e "la cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà": una civiltà che, lo dimostra il Prof. Lessig, non riceve solo passivamente le informazioni come nel caso dei media tradizionali, ma può anche produrle autonomamente, scambiarle, utilizzarle, rielaborarle. L'ispirazione del singolo porta a diverse interpretazioni, l'informazione a diverse opinioni: è proprio questo che fa di Internet un tale strumento di libertà e democrazia.

Secondo il Prof. Lessig Internet non può ne deve essere assimilata ad un mezzo di comunicazione tradizionale, in particolare - e soprattutto - nella sua regolamentazione, che deve essere affrontata "con umiltà". Come nel mondo offline, anche su Internet vengono perpetrate attività illecite o criminali, che dobbiamo combattere con tutte le nostre forze. Compito delicato del Legislatore è quello di sapere incoraggiare gli aspetti positivi prevenendo e quelli negativi. Tuttavia "é saggio non imbarcarsi in una guerra senza speranza": Internet per legge di natura non può essere sconfitta.

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Wednesday, February 24, 2010

Una grave minaccia per il web

A fine 2006, alcuni studenti di una scuola di Torino si sono filmati mentre maltrattavano un compagno di classe affetto da autismo e hanno caricato il video su Google Video. Vista la natura assolutamente riprovevole del video, è stato rimosso a distanza di poche ore dalla notifica della Polizia. Abbiamo inoltre collaborato con la polizia locale per l'identificazione della persona che lo ha caricato, che è stata poi condannata dal Tribunale di Torino a 10 mesi di lavoro al servizio della comunità, e con lei diversi altri compagni di classe coinvolti. In casi come questo, rari ma gravi, è qui che il nostro coinvolgimento dovrebbe finire.

In questo caso, tuttavia, la Procura di Milano ha deciso di incriminare quattro dipendenti di Google - David Drummond, Arvind Desikan, Peter Fleischer and George Reyes (che ha lasciato l'azienda nel 2008) - con accuse di diffamazione e mancato rispetto del codice italiano della privacy. Per essere chiari, nessuno dei quattro Googlers incriminati ha avuto niente a che fare con questo video. Non vi erano rappresentati, non lo hanno ripreso, caricato o rivisto. Nessuno di loro conosceva le persone coinvolte e non hanno saputo dell'esistenza di questo video fino a quando non è stato rimosso.

Nonostante questo, oggi un giudice del Tribunale di Milano ha condannato tre dei nostri quattro colleghi - David Drummond, Peter Fleischer e George Reyes - per mancato rispetto del codice Italiano della privacy. Tutti e 4 sono stati dichiarati non colpevoli delle accuse di diffamazione. In sostanza questa decisione significa che i dipendenti di piattaforme di hosting come Google Video sono penalmente responsabili per i contenuti caricati dagli utenti. Faremo appello contro questa decisione che riteniamo a dir poco sorprendente dal momento che i nostri colleghi non hanno niente a che fare con il video in questione. Riteniamo, anzi, che durante l'intero processo abbiano dato prova di grande coraggio e dignità; il semplice fatto che siano stati sottoposti ad un processo è eccessivo.

C'è un'altra importante ragione, però, per la quale siamo profondamente turbati da questa decisione: ci troviamo di fronte ad un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito Internet. La Legge Europea è stata definita appositamente per mettere gli hosting providers al riparo dalla responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. La motivazione, che condividiamo, è che questo meccanismo di "segnalazione e rimozione" avrebbe contribuito a far fiorire la creatività e la libertà di espressione in rete proteggendo al contempo la privacy di ognuno. Se questo principio viene meno e siti come Blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme - ogni singolo testo, foto, file o video - il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire.

Si tratta di questioni di principio importanti, ed è per questa ragione che continueremo a sostenere i nostri colleghi in tutto il percorso dell'appello.


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Monday, July 13, 2009

Un silenzio rumoroso

Qualche settimana fa abbiamo parlato su questo blog delle preoccupazioni che hanno suscitato alcuni articoli inseriti nel disegno di legge sulle intercettazioni, in cui si estendono anche ai “siti informatici” le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione, regole finora applicate solo ai mezzi di informazione tradizionali. Molto meglio di quanto abbia fatto io, Guido Scorza ha fatto capire in modo chiaro le questioni sollevate da queste norme.
Siamo di fronte sempre ai soliti problemi: la difficoltà ad interpretare il web tenendo in considerazione la specificità di questo mezzo, la mancanza di un metodo di discussione multi-stakeholder sul tema dei diritti e doveri degli utenti della Rete che coinvolga tutte le parti interessate (Istituzioni, società civile ed aziende) ed infine la mancanza di una governance di Internet (negli ultimi mesi sono stati troppi gli ambiti istituzionali in cui si è discusso delle regole della Rete senza una cabina di regia).
L'importanza dei diritti in gioco e la difesa della libertà di espressione stanno producendo varie reazioni: da un lato, molti cittadini hanno aderito allo sciopero dei bloggers e alla manifestazione che 'Diritto alla Rete' ha organizzato domani a Roma, mentre alcuni politici, penso all'On. Palmieri e al Sen. Belisario, si stanno spendendo per trovare una soluzione che salvi il principio per cui siamo responsabili delle nostre azioni sia quando siamo online sia quando ci muoviamo nel cosiddetto mondo reale, senza per questo arrivare all'estremo per cui un blogger non professionista avrebbe gli stessi obblighi del direttore di un quotidiano nazionale.
Consapevolezza e passione: queste sono le due caratteristiche più evidenti dell'iniziativa 'Questo blog alza la voce'. Un 'silenzio rumoroso' che merita di essere ascoltato.

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Friday, July 3, 2009

Una relazione intelligente

La relazione di quest'anno del Garante per la protezione per i dati personali, che si è tenuta ieri a Roma, è stata veramente innovativa ed interessante. Ne ho apprezzato in particolare l'incisività e l'approccio costruttivo. Sono tre in particolare i passaggi degni di nota a mio parere:

- Il primo è la riconferma della soluzione proposta al problema della tensione fra le nuove tecnologie e la protezione dei dati personali, ovvero la necessità per gli utenti di informarsi per essere protagonisti e non vittime dell'innovazione. C'è sicuramente continuità con il lancio della guida 'Social network: attenzione agli effetti collaterali', in cui l'Autorità ha distillato alcuni utili e pratici consigli su come usare i servizi del Web 2.0 con consapevolezza.
- Il secondo aspetto è l'indicazione della necessità di definire regole globali per la tutela della privacy, esigenza sulla quale noi stessi ci siamo più volte espressi positivamente. Basta ricordare a questo proposito che Peter Fleischer ha per primo lanciato questa proposta nel 2007 e che Google è direttamente coinvolta nel processo dell'Internet Governance Forum.
- Infine, e soprattutto, la notizia più interessante per quello che ci riguarda è il riconoscimento fatto dal Prof. Pizzetti del ruolo fondamentale che la Rete svolge per la democrazia e il richiamo alla necessità di difendere Internet 'da chi ne vuole soffocare la libertà'. Il richiamo alla libertà di espressione, in un periodo di grandi discussioni sul tema della governance di Internet, della responsabilità degli Internet Service Provider e del conflitto fra censura e diritto ad essere informati, è un monito molto importante.

A questo link potete trovare il testo completo della relazione annuale del Garante.

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