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Tuesday, October 22, 2013

L'Imbarazzo della Scelta

L’ordine sociale forma un blocco. Un blocco della stessa fusione. È possibile, a seconda della tinta, dare ad ogni filone un nome diverso. Vi si trova il filone del capitalismo, il filone del clericalismo, il filone del militarismo e molti altri ancora. Ma non è possibile assestare una picconata ad un determinato filone senza intaccarne un altro, da tanto si incrociano, si mescolano e si mischiano. Provengono tutti da una medesima colata. [Albert Libertad]

Da mesi si parla di MUOS e delle proteste che si stanno sviluppando sul territorio di Niscemi (CL) dove sorgono numerose antenne e una, nello specifico, è in corso di costruzione.

Abbiamo sentito parlare delle voci indignate di politicanti di ogni ri­sma, di tecnici e professori pronti a stilare relazioni e pubblicare studi ora sulla pericolosità dell’inquinamento elettromagnetico e il suo im­patto sulla salute e l’ambiente, ora su una loro assoluta innocuità. Paro­le e discorsi, biechi impegni politici ed inganni populisti.

Laddove c’è da prendere in giro le persone o strumentalizzare un loro possibile dissenso, gli interventi di subdoli soggetti si sprecano.

Se proviamo a soffermarci su cosa sia concretamente il MUOS, capia­mo immediatamente come i pareri di politici e scienziati, di autorità e istituzioni di ogni genere, di pennivendoli vari siano funzionali a recu­perare ogni forma di dissenso a questo progetto, che è, in pratica, uno degli aspetti del problema della guerra e del militarismo.

Il MUOS (Mobile User Objective System ) è un moderno sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense, compo­sto da cinque satelliti geostazionari (SATCOM) ad altissima frequenza e quattro stazioni di terra, di cui una a Niscemi, dotate di tre grandi pa­rabole del diametro di 18 metri e due antenne alte 149 metri. Il suo uti­lizzo è destinato a coordinare in modo capillare i sistemi militari statu­nitensi dislocati in tutto il mondo, in particolare i droni, aerei sen­za pilota allocati anche a Sigonella.

Il programma MUOS, gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è ancora nella sua fase di sviluppo. Tre delle quattro stazioni di terra sono state completate, mentre quella di Niscemi è attualmente in costruzione e, sembra, in fase di completamento. Dei cinque satelliti, solo il primo è stato messo in orbita nel febbraio del 2012. Si prevede che l’ultimo satellite verrà lanciato entro il 2015. Allora il sistema sarà pienamente funzionante.

Il sistema MUOS integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo. Destinato principalmente ad utenti mobi­li, il MUOS trasmetterà la voce degli utenti, i dati e le comunicazioni video operando nella banda di frequenza UHF, una banda di frequenza inferiore a quella utilizzata dalle tradizionali reti cellulari terrestri, il MUOS permetterà ai militari di comunicare in ambienti svantaggiati, come ad esempio boschi o foreste.

Aldilà del progetto in atto, nella base militare americana di Niscemi dal 1991 sono operative 41 antenne il cui scopo è la trasmissione con i sommergibili militari.

Un problema vecchio quello delle basi militari USA e delle antenne funzionanti da anni. Un problema nuovo quello del progetto del MUOS. Problemi che si intrecciano all’interno del più ampio e deso­lante orizzonte del militarismo e della guerra, mostrando come lo svi­luppo tecnologico vada nella direzione affinare le tecniche militari, rendendo più funzionali gli strumenti di guerra e meno comprensibili ai più. Guardando un antenna enorme, non è immediato immaginare cosa si celi dietro il funzionamento di quell’ammasso di cemento, ferro e fili metallici: comunicazioni fra soldati giostrate da vili strateghi mi­litari ed utilizzate per bombardare e assoggettare milioni di persone, droni in azione, navi, elicotteri e aerei militari pilotati e guidati. In una parola la guerra silenziosa e costante.

La complessità degli equilibri strategici, l’estensione raggiunta dal mercato delle armi, la compenetrazione delle dinamiche politiche e mi­litari a livello sovranazionale, la tecnologia ad un alto livello di svilup­po e accettazione, fanno sì che la guerra, a parte le immagini cruente saltuariamente e pateticamente imposte dai media, serpeggi subdolamente in ogni aspetto della nostra esistenza, e prenda corpo sotto i nostri occhi, sopra le nostre teste, attorno a noi.

Proviamo a chiederci perché, pur essendo evidente la portata repressi­va di un progetto come quello del MUOS a livello globale, ciò che vie­ne fatto rilevare è il suo impatto sul paesaggio, gli effetti delle onde elettromagnetiche sulla salute, gli interessi affaristici che ruotano attor­no al progetto. Di certo la distruzione dell’ambiente, le malattie, l’in­quinamento non sono cose che ci piacciono, ma sono solo alcuni degli aspetti della macchina oppressiva del dominio.

Sono aspetti sui quali il capitale stesso può trovare soluzioni: abbellire le antenne, dislocarle nelle giungle d’asfalto piuttosto che nelle riserve naturali, sviluppare metodi scientifici per diminuire i danni provocati dalle onde elettromagnetiche, emanare leggi che rendano trasparenti i passaggi di denaro nella realizzazione dei progetti, o addirittura far sì che la gente stessa possa guadagnarci qualcosa in termini di soldi! Ecco come la paura di ammalarsi, di vedere distrutta e resa improdutti­va la propria terra sono paure recuperabili. Recuperabili come tutte le paure. Che senso ha quindi unirsi al coro di coloro che agitano lo spet­tro dell’olocausto ambientale, entrando a far parte delle già folte ­schiere di “terrorizzati”? Ciò comporterebbe essere costretti ad affidare le proprie speranze agli strumenti messi a disposizione dal nemico.

Noi crediamo che parlare di MUOS significhi parlare di guerra, proble­ma non staccato dall’insieme della situazione sociale, ma assolutamen­te connesso con le “normali” condizioni di oppressione con cui faccia­mo i conti quotidianamente. La guerra è la condizione vitale, normale, dell’esistenza del potere, così come il controllo sociale. Il problema del MUOS, quindi della guerra e del militarismo, vanno inquadrati in una certa ottica. Intendiamo fare un discorso preciso. Non vogliamo limi­tarci ad evidenziare le atrocità della guerra, le dinamiche e gli interessi del colonialismo economico, politico e militare. Intendiamo dire di più. Crediamo che in una prospettiva di lotta contro il militarismo, la guerra e lo sviluppo tecnologico che li sostiene, sia necessario fare uno studio attento e dettagliato sui vari tipi di presenza militare sul territorio e la loro funzione in senso repressivo (caserme, carceri, istituzioni e strut­ture militari, industrie belliche o collegate a questo settore, apparati della propaganda bellicista, ditte legate allo sviluppo di progetti milita­ri ecc.), impostare correttamente le analisi e indicare i mezzi e gli obiettivi. Crediamo fondamentale proiettarsi versa una prospettiva di attacco contro uomini e strutture che la guerra la rendono possibile.

Quanto proposto nelle pagine successive tiene conto delle riflessioni appena fatte.


DITTE LEGATE AL PROGETTO MUOS

GEMMO. Contractor di fiducia del Pentagono in Italia. In Sicilia ha in appalto i lavori per l’installazione delle tre antenne radar del nuovo si­stema MUOS nel Centro di trasmissione dell’US Navy di Niscemi. È una società leader nell’installazione elettrica e nella progettazione e co­struzione d’impianti civili, porti, aeroporti, strade, autostrade e tunnel. Ha sedi in Romania, Turchia, Malta, Belgio.
* Viale dell’industria 2, 36057 Arcugnano (VI) - Tel. 0444.959595 - Fax 0444. 961551
* c/o Tecnopolo Tiburtino, Via Peroni 400, mod. 1c, 00157 Roma - Tel. 06.4174161 - Fax 06.41735462
* Viale Tunisia 39, 20124 Milano - Tel. 02.29061970 - Fax 02.29062019

LAGECO di PARISI ADRIANA srl. Si occupa della costruzione di edifici residenziali e non residenziali.
Via Etnea, 587, 95100 Catania

LA.RA. srl. Fa parte con la Gemmo spa e la Del-Jen Inc. del consorzio “Team Bos Sigonella” che si occupa della esecuzione, supervisione, trasporto di armamenti, materiali ed attrezzature necessarie ai servizi operativi e di supporto, della gestione ed amministrazione dei servizi ambientali e del controllo delle sostanze nocive, la raccolta e il riciclag­gio dei rifiuti nella stazione aeronavale di Sigonella e nelle installazioni siciliane collegate, fra le quali il complesso portuale di Augusta (base di appoggio per portaerei e sottomarini nucleari), la stazione di telecomu­nicazione di Niscemi e di Pachino.

Corso Sicilia 15, Motta Sant’Anastasia - Tel. 095 309561

CALCESTRUZZI PIAZZA srl, c.da Pilacane, 93015 Niscemi (CL) - Tel. 0933.950075

COMINA srl, Via Valcorrente 39, Belpasso (CT) - Tel. 095.391813

MECHATRONI SYSTEMS srl, Sede legale: Via Alessi 24, 95124 Ca­tania

Ufficio Tecnico: Via Firenze 136, Aci Castello (CT) - Tel. 095.495763 - Fax 095. 4032156

ERICSSON TELECOMUNICAZIONI spa, Via Anagnina 203, 00118 Roma - Tel. 06.72581

LOCKHEED MARTIN SPACE (USA), Contatti: Tel. 06.42016941

ARRIS CORPORATION (GB) e DEL-JEN, Inc. (USA): non risultano sedi in Italia.


AMBASCIATE E CONSOLATI

Ambasciata degli Stati Uniti d’America
Via Vittorio Veneto 119/A, 00187 Roma - Tel. 06.4674 2382 - Fax 06.4674 2113
Office of Public Affairs - Embassy of the United States
Via Sallustiana 49, 00187 Roma - Tel. 06.46742368 - Fax 06.46742723

Consolati
* Via Principe Amedeo 2, 20121 Milano - Tel. 02.62688500 - Fax 02.6596 561
* Lungarno Vespucci 38, 50123 Firenze - Tel. 055.266951 - Fax. 055.21555
* Piazza della Repubblica, 80122 Napoli - Tel. 081.5838111 - Fax 081.5838275

Agenzie consolari
* Via Dante 2, 16121 Genova - Tel. 010.584492 - Fax. 010.5533033
* Via Vaccarini, 90143 Palermo - Tel. 091.305857 - Fax 091.6256026
* Marco Polo Airportl, Viale Galileo Galilei 30, 30030 Tessera (VE) - Tel. 041.5415944 - Fax 041.5416654


ALTRI INTERESSI ITALIA-USA

THE U.S. - ITALY FULBRIGHT COMMISSION. Commissione per gli Scambi Culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti, è un ente binazionale che promuove l’organizzazione di attività di rilievo culturale, educativo e scientifico di carattere nazionale ed internazionale; ha come Presiden­ti Onorari il Ministro degli Affari Esteri e l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America.
* Via Castelfidardo 8, 00185 Roma - Tel. 06.4888.211 - Fax 06.4815680

ASSOLOMBARDA, Via Pantano 9, 20122 Milano - Tel. 02.583701

FONDAZIONE ASSOLOMBARDA, Via Vittorio Veneto 108 - 00187 Roma

ASSOCIAZIONE ITALIA USA VERONA, c/o Società Letteraria, Piazzetta Scalette Rubiani. 137121 Verona

MENTORING USA/ITALIA. Nata nel 1998 per iniziativa di Matilda Raffa Cuomo, moglie di Mario e madre di Andrew, rispettivamente già e attuale Governatore dello Stato di New York, sostenuta dal CNR.
* Via Matteo Ripa 7, 84122 Salerno - Tel. 089.254747 - Fax 089.2582572
* Via Federico Cesi 44, 00193 Roma - Tel. 06.32110405

AMCHAM IN ITALY. È un’organizzazione privata affiliata alla Chamber of Commerce di Washington D.C. AmCham ha lo scopo di sviluppare e favorire le relazioni economiche e culturali tra gli Stati Uniti d’America e l’Italia, di promuovere e tutelare gli interessi dei pro­pri associati nell’ambito dell’attività di business tra i due Paesi.
* Via C. Cantù 1, 20123 Milano - Tel. 02.8690661 - Fax 02.39296752

Le rappresentanze regionali:

* Abbruzzo-Basilicata-Molise: Enzo La Civita titolare della ditta “Con­fetti D’Alessandro”, Via Montenero 20, 67039 Sulmona (AQ) - Tel. 0864.5229/54090 - Fax 0864.34751
* Campania: Fabio D’Aniello - Founder Partner D’Aniello e Associati Studio Legale. C.so Venezia 12, 20121 Milano - Tel. 02.76280576 - Fax 02.36215507
Viale dei Parioli 67, 00197 Roma
Riviera di Chiaia 276, 80121 Napoli - Tel. 081.420 7011 - Fax 081.25 20852
* Piemonte: Enrico Maria Rosso Direttore Relazioni Esterne e Comuni­cazione - De-Line srl
* Puglia: Antonio Turino Amministratore Unico AllService Finance, Via E. Pappacena 22, 70024 Bari
* Roma: Davide Cefis Eric Salmon & Partners srl, con sedi a Piazza di Pietra 26i, Roma - Tel. 06.6991189 - Fax 06.6791487
Corso Matteotti 10i, 20121 Milano, Tel. 02.777271 - Fax 02.77727391
* Sicilia: Pietro Viola c/o Studio Viola, Via Giovanni Campolo 92, 90145 Palermo - Tel./Fax 091.6811844, 3383515969
* Trento: Alessio Parolari, consigliere di amministrazione Informatica Trentina spa, Via Gilli, 38121 Trento, Tel. 0461.800111 - Fax 0461.800436
* Verona: Antonio Ferragù socio Studio Pirola Pennuto Zei & Associa­ti, Via Belgio 12, 37135 Verona, Tel. 045.8092511 - Fax 045.8015627

NIAF. La National Italian American Foundarion (Niaf) collabora atti­vamente con il Congresso degli Stati Uniti e con la Casa Bianca su tutte le maggiori questioni che riguardano gli italo-americani.
* Vicepresidente regionale - Nord: Paolo Catalfamo, Founder & Chair­man Investar Torre Velasca, Piazza Velasca 5, 20125 Milano
* Vicepresidente regionale - Sud: Alfonso Ruffo, Il Denaro - Mostra d’Oltremare - Viale Kennedy 54, 80125 Napoli
* Director, Special Projects for Italy: Francesco Nicotra, Largo Luzzi R. 8, 01019 Cura di Vetralla (VT)
* Business: Via Uffici del Vicario 49 (Ficei), 00186 Roma - Tel. 320.7761285 - Fax 06.6795777
* Reppresentate in Vaticano: Marco Simeon, Piazza di Spagna 15, 00187 Roma - Tel. 06.6758291

AMERIGO. Associazione che riunisce gli alunni italiani dei Program­mi di scambi culturali internazionali promossi, nelle loro varie articola­zioni, dal Dipartimento di Stato USA (Bureau of Educational and Cul­tural Affairs). Sede legale presso l’Ambasciata degli Stati Uniti d’Ame­rica (Roma).


PRINCIPALI AZIENDE USA IN ITALIA

GOOGLE ITALIA, Corso Europa 2, 20122 Milano - Tel. 02.36618300 - Fax 02.36618 301

PLANET HOLLYWOOD ITALIA srl, Via Del Tritone 20, 00187 Roma - Tel. 0642828012

WARNER BROS ITALIA spa, Via Varese 16/b, 00185 Roma - Tel. 06.448891 - Fax 06.4462981

COCA COLA ITALIA Srl, Viale Edison 11/b, 20099 Sesto San Gio­vanni (MI) - Tel. 02.262461 - Fax 02.26227120

IBM Italia spa, via Sciangai 53, 00144 Roma - Tel. 06.59664110
* c/o Atrak, Via Valentino Mazzola 66, 00142 Roma - Tel. 06.51607933
* c/o Tecnosphera, Viale Monza 270, 20126 Milano - Tel. 02.36530641
* c/o Atrak, Viale Monza 14, 20126 Milano - Tel. 02.26005054
* c/o Web for Enterprise, Via dei Radiotelegrafisti 28, 00143 Roma - Tel. 06.92926435

3M ITALIA spa, Via Norberto Bobbio 21, 20096 Pioltello (MI) - Tel. 02.7035.1 800-802145
* Sede di rappresentanza: Via del Tritone 87, 00187 Roma - Tel. 06.68625.1 - Fax 06.68625.265

Stabilimenti:
* Via Padergnone 19, 24050 Grassobbio (BG) - Tel. 035.331111
* Via Carlo Gavazzi 25, 20010 Marcallo con Casone (MI) - Tel. 02. 70351
* Strada Provinciale Alessandria, 15077 Predosa (AL) - Tel. 0131.718477 (Grafoplast)
* Centro Distribuzione prodotti: Via Don Dossetti 7, Frazione Francoli­no, 20080 Carpiano (MI) - Tel. 02.70351

WHIRLPOOL EUROPE srl, Servizio Clienti, Viale Guido Borghi 27 - 21025 Comerio (VA)

GENERAL MOTORS POWERTRAIN EUROPE, Corso Castelfidardo 36, 10138 Torino
MICROSOFT, Via Lombardia 2, 20068 Castella Borromeo (MI) - Tel. 02.38591444
JONHSON CONTROLS SYSTEMS AND SERVICE ITALY srl, Via Manzoni 44, 20095 Cusano Milanino (MI) - Tel. 02.280421 - Fax 02.28042223
LEAR, Corso Canonico Allamano 32, Grugliasco (TO)
DELPHI, Via Fratelli Cervi snc, Segrate - Milano 2
MOTOROLA ELECTRONICS spa, Via Cardinal Massaia 83, 10100 Torino
UPS - United Parcel Service Italia srl, Via Fantoli 15/2, 20138 Milano - Tel. 02.30303039
CHRYSLER/FIAT, Via Nizza 250, 10126 Torino - Tel. 011.0061111
MC DONALDS, Via Del Bosco Rinnovato 6, Assago (MI) - Tel. 02.748181
BURGER KING ITALIA srl, Galleria San Federico 54, 00100 Torino

ESSO ITALIA srl, Viale Castello della Magliana 25, 00148 Roma - Tel. 06.65691 - Fax 06.65692779
CHEVRON PRODUCTS ITALIA spa, Piazza Della Vittoria 12 - 16121Genova - Tel. 010.541105/5960434
TEXACO ITALIANA spa (proprietà Chevron), Via Fagiani Cesare 3, 66034 Lanciano (CH) - Tel. 0872.724184
NORTHROP GRUMMAN ITALIA spa, V. Pontina km 27.800, 00040 Pomezia (RM) - Tel. 06.911921 - Fax 06.91192290


SOCIETÀ DI COSTRUZIONI LEGATE 
ALLE INFRASTRTTURE MILITARI

IMPRESA COSTRUZIONI MALTAURO. Partner di Gemmo. L’a­zienda si occupa della realizzazione di infrastrutture destinate ad utiliz­zo militare. Nel passato ha gestito la costruzione di impianti all’interno delle basi militari di Vicenza e Aviano (Pordenone). Nel giugno 2008 alla maltauro è stata assegnata la realizzazione ad Abou-Aisha, nelle vi­cinanze dell’aeroporto di Tripoli, di un fabbricato per l’assemblaggio e la manutenzione degli elicotteri da guerra “A109 Power”, prodotti su li­cenza AgustaWestland, destinai al pattugliamento marittimo e la vigi­lanza delle frontiere. In Sicilia, a Lentini, ha presentato il piano per la costruzione di un complesso insediativo destinato ai militari americani della base US Navy di Sigonella. Per questo progetto la Maltauro ha costituito ad hoc la “Scirumi S.r.l.”.

SCIRUMI srl. La maggioranza delle quote sociali della Scirumi sono in mano alla Maltauro Costruzioni. Un altro 10% delle quote sono in mano alla Cappellina Srl.
Via XX Settembre 43, Catania presso lo studio del prof. Gaetano Sici­liano.
CAPPELLINA srl,Via Pietra Dell’Ova 51, 95100 Catania
SATER SICILIA. Altra società che fa capo alla Scirumi srl. Condivide la stessa sede della Cappellina in via Pietro dell’Ova 51, Ca­tania.
NUOVA SCIRUMI srl. Condivide la stessa sede della Cappellina in via Pietro dell’Ova 51, Catania
COOPERATIVA MURATORI CEMENTISTI (CMC)
* Via Trieste 76, 48122 Ravenna - Tel. 0544.428111 - Fax 0544.428554
* Via Leonida Bissolati 76, 00187 Roma - Tel. 06.42020425 - Fax 06.42390728
* Piazza Velasca 5, 20122 Milano - Tel. 02.49680110 - Fax 02.49790136
CONSORZIO COOPERATIVE COSTRUZIONI
Via Marco Emilio Lepido 182/2, Bologna - Tel. 051.3161111 - Fax 051.3161888

FEDERAZIONE DELLE AZIENDE ITALIANE PER L’AEROSPAZIO, LA DIFESA E LA SICUREZZA

A.M.A. spa, Via Torre 16, 31032 Casale sul Sile (TV)
A.R.I.S. spa, Strada Cascina Bertola 10, 10040 Lombardore (TO)

ABL srl, Via F. d’Ovidio 20, 00137 Roma
* Via Monte d’Oro 31bis/B, 00040 Pomezia (RM)
* Località Prato Risacco, 00065 Fiano Romano (RM)

AEREA spa, Via Cefalonia 18, 20156 Milano

AERO SEKUR spa, Via delle Valli 46, 04011 Aprilia (LT)

AEROSTUDI srl., Via A. Gregorcic 31, 34170 Gorizia

AGUSTAWESTLAND, Via G. Agusta 520, 21017 Cascina Costa di Samarate (VA)

ALENIA AERMACCHI spa, Via Ing. P. Foresio 1, 21040 Venegono Sup. (VA)
* V.le B. Buozzi 58 int. 8, 00197 Roma

ALENIA AERONAUTICA spa, Via Campania 45, 00187 Roma
* Strada Malanghero, 10072 Caselle (TO)
* Strada Statale 87 Km. 8,7, 80026 Casoria (NA)
* Zona ASI Incoronata, 71100 Foggia
* Via Boscofangone (zona ASI), 80035 Nola (NA)
* V.le dell’Aeronautica, 80038 Pomigliano D’Arco (NA)
* C.so Marche 41, 10146 Torino

ALENIA AERONAVALI spa, Via Triestina 214, 30173 Tessera (VE)
* Via Nuovo Tempio 20, 80144 S. Pietro a Patierno (NA)
* P.zza Generale Del Vento, 72011 Brindisi

ALENIA SIA spa, Strada Antica di Collegno 253, 10146 Torino
* Via Borzoli 61/b, 16153 Genova

ALSTOM Ferroviaria spa, Via Ottavio Moreno 23, 12038 Savigliano (CN)
* Via Sabotino, 00034 Colleferro (RM)
* Via Fosse Ardeatine 120, 20099 Sesto S. Giovanni (MI)

ANSALDO RICERCHE spa, C.so Perrone 25, 16152 Genova
* Via Nuova delle Brecce 260, 80100 Napoli

ASE srl, C.so V. Emanuele II 30, 20122 Milano
* Via T. Salvini 25, 00197 Roma
* Via Verdi 33/35, 20010 S. Giorgio su Legnano (MI)

ASTRA VEICOLI INDUSTRIALI spa, Via Caorsana 79, 29100 Pia­cenza

AVIO spa, Strada del Drosso 145, 10135 Torino
* Via I Maggio 99, 10040 Rivalta di Torino (TO)
* Via Barberini 86, 00187 Roma
* Via I Maggio 99, 10040 Rivalta di Torino (TO)
* Via I Maggio 56, 10040 Rivalta di Torino (TO)
* Strada del Drosso 145, 10135 Torino
* C.so Garibaldi 22, 00034 Colleferro (Roma)
* V.le Impero angolo Viale Alfa, 80038 Pomigliano d’Arco (NA)
* Località Calabricito, 80011 Acerra (NA)
* V.le Arno 60, 72100 Brindisi

AXITUDE srl, Via Caracciolo 15, 80122 Napoli
* Via Pascoli 7, 80026 Casoria (NA)

BERETTA spa, Via P. Beretta 18, 25063 Gardone Valtrompia (BS)
* L.go del Nazareno 15, 00187 Roma

BONETTI AIRCRAFT SUPPORTS, Via De Marini 1, 16149 Genova,
* V.le B. Croce 34B/2, 00142 Roma
* Centro Direzionale “Le Torri”, Via Marsala 40/c, 20013 Gallarate (VA)
* Centro Direzionale Isola F/3, 80143 Napoli

C.M.D. Costruzioni Motori Diesel, S.S. 87 km. 23,300, 81020 San Ni­cola La Strada (CE)
* Nucleo Industriale “Valle di Vitalba”, 85020 Atella (PZ)
* Zona Industriale ASI, Lotto 6/3, 83040 Morra De Sanctis (AV)

C.S.M. Centro Sviluppo Materiali, Via di Castel Romano 100/2, 00129 Roma
* V.le B. Brin 215, 05100 Terni
* P.zza Caduti 6 Luglio 1944 1, 24044 Dalmine (BG)
* Via Emanuele Gianturco 31/c, 84146 Napoli

CALZONI srl, Via De Gasperi 7, 40012 Calderara di Reno (BO)
* Via A. Solari 19, 20144 Milano

CIRA Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, Via Maiorise, 81043 Ca­pua (CE)

CISDI “COMITATO IMPRESE SETTORE DIFESA”, c/o Confindu­stria, Viale dell’Astronomia 30, 00144 Roma
* c/o Celin Avio srl, Loc. Cerri, 19020 Follo (SP)

CONSORZIO S3LOG, Via Salaria 1027, 00138 Roma

DEMA Design Manufacturing spa, Via D. Morelli 7, 80121 Napoli
* Via S. Sossio 38, 80049 Somma Vesuviana (NA)
* V.le Impero Consorzio il Sole Lotto T, 80038 Pomigliano d’Arco (NA)
* Via Prov.le Pianura 29, Loc. Ind. S. Marino, 80078 Pozzuoli (NA)
* S.S. Appia km 237, 82011 Paolisi (BN)
* Via Mattei 12, 72100 Brindisi
* Via Caorsana 34, 29100 Piacenza
* Via Varese 17/b, 21013 Gallarate (VA)

ELE.SI.A. spa, Via Montenero 63/65, 00012 Guidonia Montecelio (RM)
* Via B. Provaglia 7, 40128 Bologna
* Via Cavour 151, 10091 Alpignano (TO)

ELETTRONICA spa, Via Tiburtina Valeria Km.13,700, 00131 Roma

ELETTRONICA ASTER spa, Via Cino del Duca 2, 20122 Milano
* Via Longoni 108/b, 20030 Barlassina (MI)

ELSAG DATAMAT spa, Via Puccini 2, 16154 Genova
* Via Laurentina 760, 00143 Roma
* Via Castrogiovanni 1, 74100 Taranto

ENGINEERING - INGEGNERIA INFORMATICA spa, Via S. Marti­no della Battaglia 56, 00185 Roma
* Strada 2 - Palazzo D/3, 20090 Assago (MI)
* Via F. Morosini 19, 10128 Torino
* C.so Stati Uniti 23/a-c-d-i, 35127 Padova
* Via M. Staglieno 10/24, 16129 Genova
* Galleria del Leone 3, 40125 Bologna
* Via G. del Pian dei Carpini 1, 50127 Firenze
* V.le Sardegna 37, 53100 Siena
* Via Settevalli 429, 06129 Perugia
* Via Terragneta 90, 80058 Torre Annunziata (NA)
* V.le Virgilio 146, 74100 Taranto
* V.le Regione Siciliana 72-75, 90146 Palermo
* Località Morello, Variante Aurelia 295, 19038 Sarzana (SP)
* Via Edison 2, 60027 Osimo (AN)
* Via Nazionale per Teramo 14, 64023 Mosciano S. Angelo (TE)
* V.le Marconi 16, 63100 Ascoli Piceno

ERA ELECTRONIC SYSTEMS srl, Via Ranco 9/d, 06080 Collestrada (PG)
* Loc. Ferriera 50, 06089 Torgiano (PG)

EUROCONTROL spa, Via Varenna 52A, 16155 Genova

EXPRIVIA SOLUTIONS spa, Via C. Colombo 456, 00145 Roma
* Via Carlo Esterle 9, 20132 Milano
* V.le Olivetti s.n., 70056 Molfetta (BA)

FEDEGARI AUTOCLAVI spa, S.S. 235 km 8, 27010 Albuzzano (PV)

FIMAC spa, Via Piemonte 19, 20030 Senago (MI)
* Via Don Gnocchi 6, 20016 Pero (MI)

FINCANTIERI spa, Via Genova 1, 34121 Trieste
* Via Cipro 11, 16129 Genova
* Passeggio S. Andrea 6, 34123 Trieste
* Via Tevere 1/A, 00198 Roma
* V.le S. Bartolomeo 446, 19024 Muggiano (SP)
* Via Erasmo Piaggio, 16037 Riva Trigoso (GE)

FINMECCANICA spa, P.zza Monte Grappa 4, 00195 Roma
* C.so Perrone 118, 16161 Genova
* Galleria San Babila 4/c, 20122 Milano

FLEXIDER srl, C.so Romania 501/24, 10156 Torino

FORGITAL ITALY spa, Via G. Spezzapria 1, 36016 Velo d’Astico / Seghe (VI)

G.M.A. di A. Punzi & C. sas, V.le Ferrovie dello Stato 20, 80014 Giu­gliano (NA)
* V.le Ferrovie dello Stato 14, 80014 Giugliano (NA)
* Via Saccomuro 21, 00131 Roma

G.S.E. srl, V.le del Vignola 44, 00196 Roma
* Via Vecchia Torchiarolo s.n., 72100 Brindisi

GALILEO AVIONICA spa, Via A. Einstein 35, 50013 Campi Bisenzio (FI)
* Via G. V. Bona 85, 00156 Roma
* Via Turanense Km. 44,452, 67061 Carsoli (AQ)
* Strada Priv. Aeroporto Caselle, 10077 S. Maurizio Canav. (TO)
* Via Montefeltro 8, 20156 Milano
* Via G.B. Grassi 93, 20157 Milano
* V.le Europa, 20014 Nerviano (MI)
* Via dei Castelli Romani 2, 00040 Pomezia (Roma)
* Via M. Stoppani 21, 34077 Ronchi dei Legionari (GO)
* Via Villagrazia 79, 90125 Palermo

GEM ELETTRONICA srl, Via Vespucci 9, 63039 S. Benedetto Tronto (AP)

GEMELLI srl, Via Manzoni 39, 20010 Canegrate (MI)

GORIZIANE spa, Via Aquileia 7, 34070 Villesse (GO)

HELITEC srl, V.le del Vignola 44, 00196 Roma
* Via Marsala 40, 21013 Gallarate (VA)
* Via Vecchia Torchiarolo s.n., 72100 Brindisi

I&SII spa, Via Panama 52, 00198 Roma
* Via della Meccanica 2b, 04011 Aprilia (LT)
* Via Chiesuola s.n., 04100 Latina
* Via Pontina km 77,900, 04100 Latina
* Via dei Conti Ruffo 26, 88100 Catanzaro
* Via Contrada Chiesa dei Morti 553/4, 70043 Monopoli (BA)
* Via Santa Barbara 9, 09012 Capoterra (CA)
* Via Giovanni Tritto 27bis, 80141 Napoli
* V.le Europa 26, 90039 Villabate (PA)
* Via Tommaso Da Celano 6, 00100 Roma

I.A.P. srl, Via Appia 236, 72100 Brindisi
* Via R. Moretti s.n., 72100 Brindisi

IDS Ingegneria dei Sistemi spa, Via Livornese 1019, 56122 Pisa
* Via Sterpulino 20, 56121 Ospedaletto (PI)
* Via Flaminia 1068, 00189 Roma
* Via Vittorio Veneto 12, 21100 Morazzone (VA)

ILMAS SUD spa, Contrada Pantano, Zona ASI, 80011 Acerra (NA)

INFO SOLUTION spa, Via della Burrona 51, 20090 Vimodrone (MI)
* Via Zoe Fontana 220 int B1, 00131 Roma
* Via Fiumara 7/3, 16100 Genova

ING. NADDEO & C. srl, Via G. Di Vittorio 10, 84018 Scafati (SA)

INTERMARINE spa, Via Alta, 19038 Sarzana (SP)
* V.le San Bartolomeo, 19100 La Spezia

IVECO - Defence Vehicles, Via A. Volta 6, 39100 Bolzano

KAYSER ITALIA srl, Via di Popogna 501, 57128 Livorno

LARIMART spa, Via di Torrevecchia 12, 00168 Roma

LOGIC Sistemi Avionici spa, Via G. Galilei 5, 20060 Cassina De’ Pec­chi (MI)

MAGNAGHI AERONAUTICA, Via Galileo Ferraris 76, 80142 Napoli

MB ELETTRONICA snc, Zona PIP Vallone 35, 52042 Camucia di Cortona (AR)

MARS srl, Via Emanuele Gianturco 31, 80146 Napoli

MBDA ITALIA spa, Via Tiburtina Km. 12,400, 00131 Roma
* Via di Fusaro 267, 80070 Bacoli (NA)
* Via Valdilocchi 15, 19136 La Spezia

MECAER spa, Via per Arona 46, 28021 Borgomanero (NO)

MES spa, Via Tiburtina 1292, 00131 Roma

METAL SUD srl, Via Nazionale Appia Loc. Crisci, 81021 Arienzo (CE)

MICROTECNICA srl, P.zza Arturo Graf 147, 10126 Torino
* Via S.M. al Lambro 18/20, 20047 Brugherio (MI)
* Via Primo Maggio, 199, 10062 Luserna S. Giovanni (TO)

MOREGGIA srl, Via Borgone 25, 10139 Torino
* C.so Pastrengo 36, 10093 Collegno (TO)

N.M.C. Nuovo Molifcio Campano, Via G. Sanfelice 24, 80134 Napoli
* Zona ASI - SS 87, Km 16,460, Loc. Pascarola, 80023 Caivano (NA)

NORTHROP GRUMMAN ITALIA, Via Pontina Km. 27,800, 00040 Pomezia (Roma)

OMA spa, Via Cagliari 20, 06034 Foligno (PG)

OMA SUD spa, Via Marra, Loc. Silvani, 81043 Capua (CE)
* Via ASI di Pascarola, 80023 Caivano (NA)
* Zona Industriale s.n., 81030 Trantola D. (CE)

OMP ENGINEERING srl, Via Trescalini 3 int. 2, 36031 Dueville (VI)

ORIZZONTE SISTEMI NAVALI, V.le Brigata Bisagno 45 r, 16129 Genova
* Via Carlo Pesenti 109, 00156 Roma

OTO MELARA spa, Via Valdilocchi 15, 19136 La Spezia
* Via Lunga 2, 25126 Brescia
* Via F. Siacci 4, 00197 Roma

PIAGGIO AERO INDUSTRIES spa, V.le Castro Pretorio 116, 00185 Roma
* Via Cibrario 2-4, 16154 Genova Sestri (GE)
* V.le R. Piaggio 3, 17124 Finale Ligure (SV)
* Via Campi Flegrei 34, Comprensorio Olivetti, 80078 Pozzuoli (NA)

PIETRO ROSA TBM srl, Via Petrarca 7, 33085 Maniago (PN)

POMPE GARBARINO spa, Via Marenco 44, 15011 Acqui Terme (AL)
* V.le A. Doria 31, 20124 Milano

PRESTEL ELETTRONICA srl, Loc. Batasiolo 85/a, 12064 La Morra (CN)

PROGESI spa, Via del Maggiolino 125, 00155 Roma
* P.zza della Vittoria 11, 16121 Genova
* Via Camperio 14, 20123 Milano

REVELLI spa, Via Umbria 27, 10099 S. Mauro (TO)

RHEINMETALL ITALIA spa, Via Affile 102, 00131 Roma
* V.le Italia 60, 20020 Lainate (MI)

S.E.I. Società Esplosivi Industriali, Via Industriale 8/d, 25016 Ghedi (BS)
* Località Matt’è Conti, 09015 Domusnovas (CA)
* Via Fogazzaro 28, 25016 Ghedi (BS)

S.I.ME. srl, Via Borgogna 5, 20122 Milano
* Via Arona 81/83, 28021 Borgomanero (NO)

SISTEMATICA spa, Via D. Bramante 43, 05100 Terni

S.I.T.T.I. spa, Via Giovan Battista Brocchi 24, 20131 Milano
* Via Cadorna 69/73, 20090 Vimodrone (MI)

SALVER spa, Via della Camilluccia 535, 00135 Roma
* Via Orso Maria Corbino 10, Zona Industriale, 72100 Brindisi

SECONDO MONA spa, Via C. del Prete 1, 21019 Somma Lombardo (VA)

SELEX Communications spa, Via Pieragostini 80, 16151 Genova
* V.le dell’Industria 4, 00040 Pomezia (RM)
* Via degli Scialoja 20, 00196 Roma

SELEX Sistemi Integrati spa, Via Tiburtina km 12,400, 00131 Roma
* Via Giulio Cesare 105, 80070 Bacoli (NA)
* Via Hermada 6/b, 16154 Sestri Ponente (GE)
* Circ. Esterna di Napoli, 80014 Giugliano in Camp. (NA)
* Via Valdilocchi 15, 19136 La Spezia
* Via S. Maria 83, 56126 Pisa
* c/o Maricenprog, Via Orate s.n., 74020 S. Vito (TA)
* c/o Arsenale M.M.I., Via di Palma, 74100 Taranto

SELT srl, V.le Industrie 13/22, 20020 Arese (MI)

SICAMB spa, Via Eschido Zona Aeroporto, 04010 Latina

SISTEMA COMPOSITI spa, Via Vittor Pisani 22, 20125 Milano
* Via Casilina km 57,500, 03018 Castellaccio di Pal. (FR)

SITE TECHNOLOGY srl, Via Piave 7, 00100 Roma
* Loc. Casale Marcangeli, 67063 Oricola (AQ)

SITEP ITALIA spa, Via Vincinella 14, 19035 S. Stefano Magra (SP)

SNAP-ON TOOLS ITALIA srl, Via Bizet 43-45, 20092 Cinisello Bal­samo (MI)

SOFITER spa, C.so Francia 35, 10138 Torino
* Via Francesco De Sanctis 15, 00195 Roma

SUPERJET INTERNATIONAL spa, Via delle Industrie 82-84, 30020 Marcon (VE)

T.C.S. GROUP srl, Via Cottolengo 34, 10070 Mappano di Caselle (TO)

TELESPAZIO spa, Via Tiburtina 965, 00156 Roma
* Comune di Ortucchio, 67051 Avezzano (AQ)
* Loc. Pian di spagna SS. 340, 22050 Gera Lario (CO)
* Piana degli Albanesi km 39,500, 90037 Scanzano (PA)
* Contrada Murge, 75100 Terlecchie (MT)

THALES ALENIA SPACE spa, Via Saccomuro 24, 00131 Roma
* Via Tiburtina 1210, 00131 Roma
* Strada Antica di Collegno 253, 10146 Torino
* Via Pile 60, 67100 L’Aquila
* S.S. Padana Superiore 290, 20090 Vimodrone (MI)

THALES ITALIA spa, Via Ansperto 7, 20123 Milano
* Via Tiburtina 1072, 00156 Roma
* Via E. Mattei 1, 20064 Gorgonzola (MI)
* Via Tiburtina 1072, 00156 Roma
* Via E. Mattei 20, 66100 Chieti Scalo (CH)
* Via Provinciale Lucchese 33, 50019 Sesto Fiorentino (FI)
* Via Sempione 26/l, 21029 Vergiate (VA)

TXT E-Solutions spa, Via Frigia 27, 20126 Milano
* Via Capelli 12, 20126 Milano
* Strada Torino 43, 10043 Orbassano (TO)
* Via della Meccanica 1/r, Palazzo dell’Industria, 36100 Vicenza
* Salita S.Barborino 23/r, 16149 Genova
* Via G.B. Pontani 10, 06128 Perugia
* Via Andrea Meldola 39F/2, 00143 Roma
* Parco Tecnopolis, S.P. per Casamassima km 3, 70100 Valenzano (BA)

U.T.R.I. srl, Via del Follatoio 12, 34147 Trieste
* V.le del Lido 37, 00122 Roma

VITROCISET spa, Via Salaria 1027, 00138 Roma
* Via Tiburtina 1020, 00156 Roma
* Capo S. Lorenzo, 09040 Villaputzu (CA)

VULCANAIR spa, Via F. Caracciolo 15, 80122 Napoli
* Via G. Pascoli 7, 80026 Casoria (NA)

WÄRTSILÄ ITALIA spa, Bagnoli della Rosandra 334, 34018 S. Dorli­go della Valle (TS)

WHITEHEAD ALENIA SISTEMI SUBACQUEI (WASS) spa, Via Levante 48, 57128 Livorno
* Via Monterusciello 75, 80872 Pozzuoli (NA)
* Via Puccini 2, 16154 Genova

WIS srl, Via A. Vici 14, Zona industriale La Paciana, 06034 Foligno (PG)



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Friday, October 18, 2013

M.E.S. = Meccanismo Europeo di Schiavitù



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Poteri Occulti, la Terra è Sotto Scacco

Se avete a cuore il vostro cibo, la vostra salute e la stessa sicurezza finanziaria, la vostra e quella della vostra famiglia, così come le tasse che pagate, lo stato del pianeta e della stessa democrazia, ci sono pessime notizie: un gruppo di golpisti ha preso il potere e ormai domina il pianeta. Legalmente: perché le nuove leggi che imbrigliano i popoli, i governi e gli Stati se le sono fatte loro, per servire i loro smisurati interessi, piegando le democrazie con l’aiuto di “maggiordomi” travestiti da politici. 

La grande novità si chiama: “ascesa di autorità illegittima”. Parola di Susan George, notissima sociologa franco-statunitense, già impegnata nel movimento no-global e al vertice di associazioni mondiali come Greenpeace. I governi legali, quelli regolarmente eletti, ormai vengono di fatto «gradualmente soppiantati da un nuovo governo-ombra, in cui enormi imprese transnazionali (Tnc) sono onnipresenti e stanno prendendo decisioni che riguardano tutta la nostra vita quotidiana». L’Europa è già completamente nelle loro mani, tramite i tecnocrati di Bruxelles, i subdoli “inventori” dell’aberrante euro. Ma anche nel resto del mondo la libertà ha le ore contate.

I nuovi oligarchi, spiega la George nell’intervento pronunciato al Festival Internazionale di Ferrara, ottobre 2013, possono agire attraverso le lobby o oscuri “comitati di esperti”, attraverso organismi ad hoc che ottengono riconoscimenti ufficiali. Talvolta operano «attraverso accordi negoziati in segreto e preparati con cura da “executive” delle imprese al più alto livello». Sono fortissimi, arrivano ovunque: «Lavorano a livello nazionale, europeo e sovranazionale, ma anche all’interno delle stesse Nazioni Unite, da una dozzina di anni nuovo campo di azione per le attività delle “corporate”». Attenzione, averte la George: «Non si tratta di una sorta di teoria paranoica della cospirazione: i segni sono tutti intorno a noi, ma per il cittadino medio sono difficili da riconoscere». Questo, in fondo, è il “loro” capolavoro: «Noi continuiamo a credere, almeno in Europa, di vivere in un sistema democratico». Non è così, naturalmente. Le sole lobby ordinarie, rimaste «ai margini dei governi per un paio di secoli», ormai «hanno migliorato le loro tecniche, sono pagate più che mai e ottengono risultati».

Negli Stati Uniti, le lobby devono almeno dichiararsi al Congresso, dire quanto sono pagate e da chi. A Bruxelles, invece, «c’è solo un registro “volontario”, che è una presa in giro, mentre 10-15.000 lobbysti si interfacciano ogni giorno con la Commissione Europea e con gli europarlamentari». Che fanno? «Difendono il cibo-spazzatura, le coltivazioni geneticamente modificate, prodotti nocivi come il tabacco, sostanze chimiche pericolose o farmaci rischiosi». In più, «difendono i maggiori responsabili delle emissioni di gas a effetto serra», oltre naturalmente ai loro clienti più potenti: le grandi banche. Meno conosciuti delle lobby tradizionali, cioè quelle favorevoli a singole multinazionali, sono in forte crescita specie nel comparto industriale le lobby-fantasma, solitamente definite “istituti”, “fondazioni” o “consigli”, spesso con sede a Washington. Sono pericolose e subdole: pagano esperti per influenzare l’opinione pubblica, fino a negare l’evidenza scientifica, per convincere i consumatori del valore dei loro prodotti-spazzatura.

A Bruxelles il loro dominio è totale: decine di “comitati di esperti” preparano regolamenti dettagliati in ogni possibile settore. «Dalla metà degli anni ’90 – accusa Susan George – le più grandi compagnie americane dei settori bancario, pensionistico, assicurativo e di revisione contabile hanno unito le forze e, impiegando tremila persone, hanno speso 5 miliardi dollari per sbarazzarsi di tutte le leggi del New Deal, approvate sotto l’amministrazione Roosevelt negli anni ’30», tutte leggi «che avevano protetto l’economia americana per sessant’anni». Un contagio: «Attraverso questa azione collettiva di lobbying, hanno guadagnato totale libertà per trasferire attività in perdita dai loro bilanci, verso istituti-ombra, non controllati». Queste compagnie hanno potuto immettere sul mercato e scambiare centinaia di miliardi di dollari di titoli tossici “derivati”, come i pacchetti di mutui subprime, senza alcuna regolamentazione. «Poco è stato fatto dopo la caduta di Lehman Brothers per regolamentare nuovamente la finanza. E nel frattempo, il commercio dei derivati ha raggiunto la cifra di 2 trilioni e 300 miliardi di dollari al giorno, un terzo in più di sei anni fa».

Quello illustrato da Susan George, nell’intervento tenuto a Ferrara e ripreso da “Come Don Chisciotte”, è un viaggio nell’occulto. «Ci sono organismi come l’International Accounting Standards Board, sicuramente sconosciuto al 99% della popolazione europea». E’ una struttura di importanza decisiva, di cui non parla mai nessuno. Nacque con l’allargamento a Est dell’Unione Europea, per affrontare «l’incubo di 27 diversi mercati azionari, con diversi insiemi di regole e norme contabili». Ed ecco, prontamente, l’arrivo dei soliti super-consulenti, provenienti dalle quattro maggiori società mondiali di revisione contabile. In pochi anni, il gruppo «è stato silenziosamente trasformato in un organismo ufficiale, lo Iasb». E’ ancora formato dagli esperti delle quattro grandi società, ma adesso sta elaborando regolamenti per 66 paesi membri, tra cui l’intera Europa. Attenzione: «Lo Iasb è diventato “ufficiale” grazie agli sforzi di un commissario Ue, il neoliberista irlandese Charlie MacCreevy». Commissario dell’Ue, cioè: “ministro” europeo, non-eletto da nessuno. E per di più, egli stesso esperto contabile. Naturalmente, ha potuto agire sotto la protezione di Bruxelles, cioè «senza alcun controllo parlamentare». L’alibi? Il solito: la Iasb è stato presentato come un’agenzia «puramente tecnica». La sua vera missione? Organizzare, legalmente, l’evasione fiscale dei miliardari.

«Fino a quando non potremo chiedere alle imprese di adottare bilanci dettagliati paese per paese, queste continueranno a pagare – abbastanza legalmente – pochissime tasse nella maggior parte dei paesi in cui hanno attività». Le aziende, aggiunge la sociologa, possono collocare i loro profitti in paesi con bassa o nessuna tassazione, e le loro perdite in quelli ad alta fiscalità. Per tassare in maniera efficace, le autorità fiscali hanno bisogno di sapere quali vendite, profitti e imposte sono effettivamente di competenza di ciascuna giurisdizione. «Oggi questo non è possibile, perché le regole sono fatte su misura per evitare la trasparenza». E quindi: «Le piccole imprese nazionali o famigliari, con un indirizzo nazionale fisso, continueranno a sopportare la maggior parte del carico fiscale». Susan George ha contattato direttamente lo Iasb per chiedere se una rendicontazione dettagliata, paese per paese, fosse nella loro agenda. Risposta: no, ovviamente. «Non c’è di che stupirsi. Le quattro grandi agenzie i cui amici e colleghi fanno le regole, perderebbero milioni di fatturato, se non potessero più consigliare i loro clienti sul modo migliore per evitare la tassazione».

L’altro colossale iceberg che ci sta venendo addosso, dal luglio 2013, si chiama Ttip, cioè Transatlantic Trade and Investment Partnership. In italiano: protocollo euro-atlantico su commercio e investimenti. «Questi accordi definiranno le norme che regolamenteranno la metà del Pil mondiale – gli Stati Uniti e l’Europa». Notizia: le nuove regole di cooperazione euro-atlantica «sono in preparazione dal 1995», da quando cioè «le più grandi multinazionali da entrambi i lati dell’oceano si sono riunite nel Trans-Atlantic Business Dialogue», la maggiore lobby dell’Occidente, impegnata a «lavorare su tutti gli aspetti delle pratiche regolamentari, settore per settore». Il commercio transatlantico ammonta a circa 1.500 miliardi di dollari all’anno. Dov’è il trucco? In apparenza, si negozierà sulle tariffe: ma è un aspetto irrilevante, perché pesano appena il 3%. Il vero obiettivo: «Privatizzare il maggior numero possibile di servizi pubblici ed eliminare le barriere non tariffarie, come per esempio i regolamenti e ciò che le multinazionali chiamano “ostacoli commerciali”». Al centro di tutti i trattati commerciali e di investimento, c’è «la clausola che consente alle aziende di citare in giudizio i governi sovrani, se la società ritiene che un provvedimento del governo danneggi il suo presente, o anche i suoi profitti “attesi”». Governi sotto ricatto: comandano loro, i Masters of Universe.

Il Trans-Atlantic Business Dialogue, la super-lobby che ha incubato il trattato euro-atlantico, ora ha cambiato nome: si chiama Consiglio Economico Transatlantico. E non si nasconde neppure più. Ammette qual è la sua missione: abbattere le regole e piegare il potere pubblico, a beneficio delle multinazionali. Si definisce apertamente «un organo politico», e il suo direttore afferma con orgoglio che è la prima volta che «il settore privato ha ottenuto un ruolo ufficiale nella determinazione della politica pubblica Ue-Usa». Questo trattato, se approvato secondo le intenzioni delle Tnc, includerà modifiche decisive sui regolamenti che proteggono i consumatori in ogni settore: sicurezza alimentare, prodotti farmaceutici e chimici. Altro obiettivo, la “stabilità finanziaria”. Tradotto: la libertà per gli investitori di trasferire i loro capitali senza preavviso. «I governi – aggiunge la George – non potranno più privilegiare operatori nazionali in rapporto a quelli stranieri per i contratti di appalto», e il processo negoziale «si terrà a porte chiuse, senza il controllo dei cittadini».

E come se non bastasse l’infiltrazione nel potere esecutivo, in quello legislativo e persino nel potere giudiziario, le multinazionali ora puntano direttamente anche alle Nazioni Unite. Già nel 2012, alla conferenza Rio + 20 sull’ambiente, i super-padroni formavano la più grande delegazione, capace di allestire un evento spettacolare come il “Business Day”. «Siamo la più grande delegazione d’affari che mai abbia partecipato a una conferenza delle Nazioni Unite», disse il rappresentante permanente della Camera di Commercio Internazionale presso l’Onu. Parole chiarissime: «Le imprese hanno bisogno di prendere la guida e noi lo stiamo facendo». Oggi, conclude Susan George, le multinazionali arrivano a chiedere un ruolo formale nei negoziati mondiali sul clima. «Non sono solo le dimensioni, gli enormi profitti e i patrimoni che rendono le Tnc pericolose per le democrazie. È anche la loro concentrazione, la loro capacità di influenzare (spesso dall’interno) i governi e la loro abilità a operare come una vera e propria classe sociale che difende i propri interessi economici, anche contro il bene comune». 

E’ un super-clan, coi suoi tentacoli e i suoi boss: «Condividono linguaggi, ideologie e obiettivi che riguardano ciascuno di noi». Meglio che i cittadini lo sappiano. E i politici che dovrebbero tutelarli? Non pervenuti, ovviamente. 


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Thursday, October 17, 2013

Onde Letali

di Corrado Malanga


"Accertati i devastanti effetti dell’esposizione EMF sull’essere umano. La loro influenza, sulla Pineale e sulla melatonina, ancora negata dalla scienza ufficiale".

L’ecologia è di moda e le forze politiche si mettono in gioco per dire la loro, eleggendola, in alcuni casi, a cavallo di battaglia per accaparrarsi voti, facendo leva sulle paure della gente, paure dell’inquinamento, o dello smaltimento dei rifiuti tossici, ad esempio. Rifiuti, un sottoprodotto della produzione che invade il mondo e a farne le spese sono tutte le classi sociali. 



Nessun imprenditore o banchiere costruirà la sua villa vicino ad una discarica, né permetterà, con i suoi appoggi politici, che ciò mai avvenga, al contrario di quello che accade in molti comuni della penisola dove, in cambio di vantaggi di dubbia consistenza, si accetta di convivere con la spazzatura delle grandi città. È però altresì vero che non è l’inquinamento che si vede quello più pericoloso. Ne esistono forme estremamente subdole, pur sempre sottoprodotti della civiltà industriale e consumistica.

Che il numero di malati di cancro aumenti giornalmente non è un mistero e qualcuno, o qualcosa, deve essere responsabile di questo oggettivo dato di fatto. Gli interessi politici, industriali, di mercato e della gente comune percorrono in questa ricerca di chiarimenti, strade diverse. Un esempio per tutti. Si dice che l’inquinamento da campi elettromagnetici (EMF) sia un problema di una certa gravità, ma le notizie che ci vengono propinate in proposito sono le più confuse possibili. Insospettisce che alcune case costruttrici di telefoni cellulari – sulla cui nocività il dibattito è aperto – consiglino di non farne uso per più di un quarto d’ora al giorno. Supponendo che al produttore non interessi la nostra bolletta telefonica, quanto piuttosto la nostra salute, non si capisce l’invito ad un uso non prolungato del cellulare se tale apparecchio non è nocivo. Ci si consenta di dubitare che l’industria delle telefonia mobile abbia a cuore il nostro bene fisico, quanto la nostra capacità d’acquisto, ridotta a zero se siamo crepati di tumore. Cosa c’è dietro tutto ciò?


FRA I DISTURBI, INSONNIA E LETARGIA

Una ricerca di letteratura ci ha consentito di verificare qualcosa sull’inquinamento da onde elettromagnetiche ed affini. Partiti decisamente scettici, pensando si trattasse di una montatura dei media, ci siamo dovuti ricredere. La ricerca, via internet, ha riempito due megabyte di memoria nel nostro computer solo con i titoli di articoli scientifici pubblicati negli ultimi anni riguardo gli effetti di campi elettromagnetici su sistemi biologici (piante, animali superiori e inferiori e uomo). I risultati smentiscono recisamente che non ci siano ancora dati sufficienti per sapere se i campi elettromagnetici facciano bene o male o comunque interagiscano con noi. Gli effetti sono pressoché infiniti, reali e devastanti.
Tralasciamo per brevità gli innumerevoli esperimenti che vengono effettuati sugli animali e sulle piante e parliamo subito della razza umana.

Le esposizioni a campi elettromagnetici producono stati di percezione alterata, insorgenza di tumori, disturbi della visione e della percezione in generale, gravi problemi alla pelle, fenomeni di insonnia o di letargia, incapacità di orientamento, visione di esperienze irreali paragonabili alla somministrazione di farmaci droganti, incidenze di aborto su donne incinte, analgesia (incapacità di sentire lo stimolo del dolore) in alcune parti del corpo, e il missing time, cioè perdite di memoria.


LA PINEALE E LA RANA

La componente magnetica della radiazione sembra essere quella più pericolosa. Quella elettrica è più percepibile e quindi evitabile: prendere la scossa infatti non piace a nessuno. Il campo magnetico invece è più subdolo. Non si vede, soprattutto se è di minor intensità, ma agisce direttamente su una ghiandola del nostro cervello, la Pineale (epifisi).

Per capire meglio i sistemi biologici evoluti, la fisiologia ci viene incontro con il banale esempio della rana. Questo anfibio ha un cervello semitrasparente alla luce solare, ciò gli consente di far giungere i fotoni, la luce del Sole, alla ghiandola pineale che, essendo sensibile alla radiazione elettromagnetica, regola il ciclo circadiano dell’animale. In parole povere, la rana sa quando deve dormire e quando svegliarsi perché sente la lunghezza del giorno dalla conta dei fotoni svolta dalla sua pineale. Negli uomini questo effetto non c’è e lo stimolo viene dato alla pineale dal nervo ottico. Ad occhi aperti la luce passa, mentre ad occhi chiusi o nel buio, l’uomo pensa che deve dormire e si rilassa. Ciò che conta nell’uomo è che la pineale, tramite lo stimolo visivo, regola l’emissione di serotonina che, grazie all’enzima serotonina deacetilasi, si trasforma in melatonina.


MELATONINA E PERCEZIONE ALTERATA

La melatonina – ormone naturale di basso costo, fino a qualche tempo fa invendibile in Italia – da un lato fa parte del cocktail antitumore di Di Bella e serve per regolare il ciclo circadiano nell’uomo, dall’altro produce, se in dosi errate, una serie di malfunzionamenti di tutto il cervello umano. Dalla melatonina infatti dipendono reazioni chimiche che conducono all’alterazione di una vasta gamma di ormoni naturali in grado poi di alterare il chimismo dell’intero corpo umano. I risultati sono disastrosi quanto ancora incomprensibili. La melatonina ha la stessa struttura dell’acido lisergico o della N,N dimetiltriptammina e di una serie di alcaloidi dell’indolo ed oppiacei di varia natura. Il mescal dei Mescaleros o il fungo pejote produrrebbero gli stessi effetti di molecole di quel tipo. 

La concentrazione di melatonina dunque influirebbe non solo sullo stato di salute generale, ma produrrebbe stati di percezione alterata o allargata. Oggi è noto che irraggiando con campi magnetici la ghiandola pineale questa si mette in movimento e si alterano i contenuti di melatonina con le conseguenze appena viste. Non si tratta di sole ipotesi. Floriano Papi e altri ricercatori dell’Università di Pisa, ad esempio, su “Bioelectromagnetics” del 1995, pagina 295, mettono in evidenza come alcuni esseri umani sottoposti ad un campo magnetico oscillante abbiano perso la sensazione dolorosa in alcune parti del corpo, tra cui i denti.

Lo stesso gruppo di ricerca ha dimostrato, in accordo con altri scienziati, che campi magnetici producono nei piccioni effetti di disorientamento simili a quelli ottenuti con la somministrazione di oppiacei (F. Papi ed altri, J. Exp. Biol., 166, 169, 1992). Alterazioni emozionali vengono altresì prodotte con campi magnetici (Anim. Behav., 52, 33, 1996). La NASA ovviamente sta studiando gli effetti della melatonina in alcuni volontari, come risulta da un articolo pubblicato su “Mini Mitter Newsletter” 1, 1998. Alcune aziende produttrici di microchips vorrebbero farci credere di studiare il rapporto tra melatonina e campi magnetici innestandoci questi aggeggi nell’ipofisi, passando attraverso la narice destra del nostro setto nasale. La tecnica, che fa uso di nuove metodologie, si chiama biotelemetria e sarà oggetto di un nostro futuro articolo.


FREQUENZE E FORMICHE

Non sarebbe dunque il campo magnetico vero e proprio a produrre effetti strani, ma l’alterazione di contenuto di melatonina che questo produrrebbe. Perché allora scienziati benpensanti ne sostengono la non pericolosità e affermano che gli esperimenti non sono probatori in quanto non ripetibili? Dal canto nostro, come ricercatori chimici, ci siamo accorti che la ripetibilità degli esperimenti e quindi degli effetti sarebbe principalmente imputabile ad un parametro, non ancora preso in considerazione, costituito dalla frequenza del campo magnetico pulsato utilizzato. Non sarebbe la potenza del campo magnetico – che al massimo stabilisce la quantità dell’effetto – ma la frequenza del campo impiegato a stabilire che tipo di effetto può produrre sul nostro cervello.

Evidentemente, dunque, non solo alcune conseguenze di campi EM sarebbero devastanti e negative, ma se ne potrebbero verificare persino di positive, legate a guarigioni da particolari patologie. La melatonina, infatti, sembra in grado di essere prodotta dal corpo umano anche in particolari stati di concentrazione nervosa, sotto controllo di diete particolari e di forti emozioni. È forse la melatonina la principale responsabile delle guarigioni miracolose? “Non ringraziare me…è la tua fede che ti ha guarito…” dice Gesù più di una volta nel Nuovo Testamento.

Osservando delle formiche che, in fila indiana, ad un certo punto della loro marcia, si sono sensibilmente staccate dal muro che seguivano con tanta dovizia per poi, dopo aver fatto pochi centimetri, riavvicinarvisi nuovamente, ho notato che in realtà si allontanavano da un cavo dell’alta tensione agganciato al muro e una rapida misurazione con un apposito apparecchietto mi ha dimostrato che le formiche accusavano la presenza di un piccolo campo magnetico inferiore a 0,01 mTesla. Altre prove svolte nelle vicinanze mi hanno confermato questa interessante osservazione, che pare non sia stata riportata da alcuna pubblicazione scientifica. Questo mi ha dato la certezza del perché le formiche c’erano prima della comparsa dell’uomo sulla Terra e, se continua così, perché ci saranno anche quando l’uomo sarà scomparso.

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Tratto da Dionidream





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Saturday, October 12, 2013

Il Vero Volto dell’Immigrazione

di Marcello Pamio

Attenzione alle date...

10 aprile 1981
La legge 158 ratifica la convenzione nr. 143 del 1975 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro dal titolo: «Sulle migrazioni in condizioni abusive e sulla promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti»

30 dicembre 1986
Legge nr. 943 che garantiva: «A tutti i lavoratori extracomunitari parità di trattamento e piena eguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani»

10 agosto 1989 – Tratto dal quotidiano “Alto Adige”
«Si calcola che nei prossimi anni, 30-40 milioni di africani verranno in Europa, e i governi centrali, hanno affidato a Italia, Spagna e Grecia il peso maggiore. Sembra che l’Italia, nella spartizione internazionale, debba farsi carico dell’immigrazione senegalese, e si stima in 5 milioni la dimensione numerica»

9 novembre 1989 – Tratto dal quotidiano “Il Giornale”
Titolo: «L’Italia deve affrontare la mina vagante degli immigrati di colore». Entro 20 anni gli immigrati dovrebbero essere 5 o 6 milioni!

19 gennaio 1990 – Tratto dal quotidiano “Il Corriere della Sera”
Titolo: «L’Italia impara a convivere con Maometto». «L’Italia sta diventando la nuova frontiera dell’Islam»

28 febbraio 1990 La legge nr. 39 firmata da Claudio Martelli apre definitivamente le porte all’immigrazione…

Legge Martelli
Il 28 febbraio del 1990 Claudio Martelli firma la legge nr. 39. Una legge rivoluzionaria!
- L’articolo 13 demolisce tutte le norme del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza (18 giugno 1931) in materia di controllo sugli stranieri, rende l’espulsione estremamente difficile, consentendo perfino il ricorso ai tribunali amministrativi.
- L’articolo 9, comma 2 dispone che l’extracomunitario privo di documenti, possa “regolarizzare” la sua posizione sulla base di una attestazione della sua identità resa da due persone incensurate.

Articolo 9 - Comma 2. Gli interessati sono tenuti a presentarsi agli appositi uffici delle questure o dei commissariati di pubblica sicurezza territorialmente competenti, muniti di passaporto o di altro documento equipollente o, in mancanza, di dichiarazione resa al comune di dimora abituale dall'interessato e della contestuale attestazione dell'identità personale dello straniero, resa da due persone incensurate, aventi la cittadinanza italiana ovvero appartenenti allo stesso Stato dell'interessato o, se apolide, allo Stato di ultima residenza abituale dell'interessato e regolarmente soggiornanti in Italia da almeno un anno…

- L’articolo 10 prevede la concessione di licenze di commercio agli immigrati a condizioni agevolate rispetto a quelle richieste per gli italiani.


Cui Prodest?

Rileggendo con attenzione le date, si evince chiaramente che fin dagli anni ‘80 sono state votate leggi permissive ad hoc - in merito all’immigrazione - che avrebbero pian piano portato alla situazione odierna. Semplice coincidenza o fredda programmazione?
E poi, come formulare previsioni del genere se si trattava di un fenomeno spontaneo?

Gli articoli pubblicati dai giornali nazionali non lasciano spazio a dubbi: qualcuno era a conoscenza per tempo dell’”invasione” clandestina che ci sarebbe stata. Perché allora non state messe in atto strategie politico-economiche per impedirla?
Chi ha interesse che milioni di poveri disperati si riversassero nelle città europee creando instabilità sociale? E soprattutto chi ha il potere di attuare un simile e perverso programma?


La longa mano dell’Alta Finanza Internazionale

Tutti i paesi del Terzo Mondo sono soffocati dai debiti: è un dato di fatto!
Ma debito nei confronti di chi? Ovviamente delle grandi istituzioni bancarie occidentali, come per esempio il Fondo Monetario Internazionale, per dirne uno.
Questo Fondo, nato a Bretton Woods (USA) nel 1944 con lo scopo ufficiale di favorire lo sviluppo dei paesi poveri, si è rivelato nel corso degli anni invece per quello che realmente è: lo strumento principe nelle mani della Sinarchia, dal greco Syn (assieme) e Arché (comando) s’intendono quel gruppo elitario che controllano il mondo, per indebitare sempre più i paesi che ne chiedono l’aiuto e/o che ne accettano la sottoscrizione. Il tutto per avere il controllo globale.

Quando infatti uno stato o un paese non riesce a pagare i propri debiti alle banche, interviene immediatamente il FMI (per salvare le banche ovviamente), il quale costringe i governanti, siano essi dittatori o meno, ad una politica basata su privatizzazioni, riduzioni degli sprechi (sanità, istruzione, terziario, ecc.) e svalutazione monetaria (per favorire le esportazioni di noi occidentali). Tali politiche finiscono per indebitare sempre più lo stato o il paese. Chi entra nel Fondo Monetario, difficilmente ne esce.
Le conseguenze finali di queste operazioni di strozzinaggio legalizzato sono, nei paesi industrializzati: inflazione, disoccupazione, crisi economiche; mentre nei paesi più degradati: fame, guerre ed…emigrazione!


Conclusioni

L’immigrazione clandestina dai paesi africani è per tanto la conseguenza di politiche economiche e finanziarie mafiose da parte degli organi sopranazionali (ONU, FMI, WTO, Banca Mondiale, ecc.), ma anche la conseguenza di politiche colonialistiche europee (vedi Inghilterra, Francia, Belgio, Olanda, Italia, ecc.) che hanno privato i cittadini delle risorse primarie (l’Africa avrebbe tutto: oro, diamanti, petrolio, rame, ecc.) lasciando il continente devastato e impoverito.

Detto questo però si può affermare che l’immigrazione è stata agevolata e assolutamente non impedita perché funzionale! Ma funzionale per chi?

- A mafia e malavita organizzata che vedono nell’economica manovalanza extracomunitaria una manna dal cielo: sfruttamento della prostituzione, spaccio di droga, mercato di organi, killer usa e getta, ecc.

- Alle associazioni caritatevoli che ricevono proprio per l’immigrazione fondi e sovvenzioni dal governo (voci di corridoio dicono che un noto gruppo italiano dedito alla carità, “ordina” per telefono una imbarcazione o un canotto pieni di disperati, quando ha bisogno di quattrini…). Sono solo voci, ovviamente!

- Per ultimo, ma non per importanza, l’immigrazione clandestina è funzionale a quei personaggi che vogliono fomentare una destabilizzazione della società per meglio controllarne le masse. Mi riferisco alla massoneria deviata e alle lobbies di potere!
E’ risaputo che quanto più una società è tenuta sotto una campana costante di paura che viene alimentata quotidianamente da violenze gratuite, terrorismo, sciaccallaggio, rapine, stupri, ecc., tanto più le persone che appartengono a questa società sono manipolabili e controllabili.

Il terrorismo islamico, il Male per antonomasia, in tutto questo s’inserisce alla perfezione.
Il panico che i kamikaze e le loro bombe stanno veicolando - grazie ai media compiacenti - viene sfruttato dai medesimi personaggi per far passare leggi restrittive sempre più severe, guarda caso, nei confronti delle libertà civili delle persone normali. Queste leggi mirate, sono leggi che limiteranno le nostre libertà o quelle dei veri terroristi?
Anche in questo caso è applicabile, come sempre, la legge aurea del controllo: Problema – Reazione – Soluzione.

Prima hanno creato il Problema: apertura delle frontiere, leggi e decreti che favorivano l’immigrazione, anche clandestina. La Reazione è sotto gli occhi e le orecchie di tutti: basta chiedere in giro cosa pensa la gente dei marocchini, islamici, Vu comprà, albanesi, della droga e della prostituzione, ecc. Per non parlare dei kamikaze…

La Soluzione per tutto questo? Semplice: telecamere ovunque, controllo totale di internet, della posta elettronica, dei messaggi SMS, delle telefonate, dei fax, dei vostri soldi. Prelievo coatto (cioè con la forza) della saliva (se siete onesti di cosa vi preoccupate?) che sarà archiviata nella centrale mondiale del DNA a Bruxelles. Fermo di polizia fino a 24 ore senza avvocato, maggiori poteri all’esercito, ecc. ecc.

Avete capito dove vogliono arrivare?


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Friday, October 4, 2013

Papa Francesco, metti i soldi al posto della bocca

di Massimo Mazzucco

Di fronte alla strage di Lampedusa, Papa Francesco tutto contrito ha detto che “viene in mente la parola vergogna”. Dopodichè ha detto “preghiamo Dio per quei poveri morti”, ha agitato un paio di volte le mani (in segno di nonsisabenecheccosa), e poi si è ritirato nelle sue stanze a farsi gli affari suoi.

Caro Monsignor Bergoglio, visto che hai scelto di chiamarti Francesco, perchè non metti in pratica gli insegnamenti del Santo a cui ti sei ispirato, e mostri al mondo quello che si potrebbe davvero fare, trovandoti nella tua posizione?

Tu credi davvero che il Santo di Assisi, trovandosi al tuo posto, se ne starebbe con le mani in mano? Credi davvero che di fronte ad una tragedia come quella di ieri, Francesco farebbe un semplice discorsetto, agiterebbe un paio di volte le mani, e si ritirerebbe nella sua stanzetta a farsi gli affari suoi?

E allora, caro Bergoglio, visto che ti sei scelto quel nome, perchè adesso non gli rendi onore? Perchè non prendi qualche bel gioiello dei Tesori Vaticani, lo metti all’asta e con il ricavato non costruisci un bel centro di accoglienza da diecimila posti per i profughi che arrivano a Lampedusa?

Perchè non vendi qualche decina di ettari di terra di proprietà del Vaticano, e con il ricavato non finanzi una squadra speciale di elicotteri e di barche veloci da donare alla Guardia di Finanza, in modo che possano intervenire più tempestivamente ed in modo più efficace in situazioni come quella che si è verificata ieri davanti alle coste della nostra isola?

Perchè non vendi una qualunque delle dozzine di banche di proprietà del Vaticano, e con il ricavato non metti in piedi un sistema di collaborazione internazionale, con i paesi interessati, in modo da gestire in maniera responsabile ed organizzata – e non atroce e disumana - questo esodo infinito ed inarrestabile di disperati verso la nostra terra?

Lo so, ci sarà qualcuno che pur di toglierti di dosso questo tipo di responsabilità dirà che “tanto operazioni del genere non servono a niente”. Ma tu fregatene, Bergoglio, tu fallo lo stesso. Se Francesco fosse stato ad ascoltare i nichilisti, i falsi altruisti e i difensori dello status quo, il suo Ordine non lo avrebbe mai fondato.

Tu invece sei diverso, tu sai come era fatto l’uomo di Assisi, ed ora è venuto per te il momento di mostrare al mondo che non gli hai soltanto preso il nome, ma che insieme a quel nome hai preso anche la sua anima.

Forza, Papa Francesco, compi un gesto, un gesto qualunque, visibile e significativo, che vada oltre le semplici parole, e vedrai che da lassù il Santo saprà essertene riconoscente per sempre.

Agli sbruffoni che parlano e basta, gli americani dicono “Put your money where your mouth is”. Metti i soldi al posto della bocca. Forza, Bergoglio, sei il capo di una delle istituzioni più potenti e ricche al mondo: non c’è nulla che tu non possa fare, se soltanto lo vorrai. Mostra al mondo che non sei soltanto uno sbruffone qualunque, e metti i soldi al posto della bocca.


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Tuesday, October 1, 2013

La Rapina Organizzata Continua...



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Ansie e Timori Fondati

Su molti siti statunitensi si susseguono i timori per una possibile instaurazione dello stato d’emergenza nazionale con conseguente ratifica della legge marziale per tutti i cittadini. La causa scatenante tale emergenza potrebbe essere il fallimento finanziario tecnico degli stati. Già Barack Obama (alias Barry Soetoro) ha dato potere di dichiarare la legge marziale anche per motivazioni interne quali sommovimenti civili, anche a seguito di un default monetario.

La satanica Fema ha predisposto numerosi centri di detenzione di massa, spacciati per centri di accoglienza (vi suona familiare?) per i civili che non siano in grado di autosostenersi. Ha inoltre acquistato ingentissime scorte di acqua potabile, antibiotici, armi e mezzi blindati antisommossa e predisposto enormi cimiteri di massa (al momento vuoti) in tutti gli stati dell’unione. Le polizie locali sono state allertate in congiuntura con le forze militari e paramilitari. Insomma la situazione sembra volgere al peggio ed all’orizzonte non vi è nulla che possa far pensare altrimenti. Per il giorno 17 Ottobre è prevista una esercitazione di massa in vista di un ipotetico terremoto devastante. Sappiamo bene come la presenza di esercitazioni serva a coprire un evento false-flag impedendo a chiunque di poter comprendere bene cosa sia finzione e cosa non lo sia.

Di previsioni apocalittiche se ne sono susseguite decine in questi ultimi tempi, le ultime delle quali legate al transito della misteriosa cometa ISON (Sion, Si-No, E’ in funzione) che sembra irregolare e vicino al nostro pianeta. L'anomala cometa sarà visibile in molte parti del globo preannunciando chissà quale sintetico avvento. Il collasso finanziario però sembra l’opzione più facilmente spendibile in mano a chi desideri distruggere un paese relegandone i cittadini in uno stato di polizia. Staremo a vedere. Anche in Italia le notizie non fanno che peggiorare la percezione del futuro prossimo, in un crescendo di ansie e preoccupazioni ben fondate. Le crisi politiche posticce equivalgono ad un valido apporto in tal senso.


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Monday, September 30, 2013

Un Futuro Dietro le Sbarre

Sui giornali santificano Andreatta...un pò di chiarezza!
di Fabrizio Guglielmi

Un tempo, le guerre si combattevano tra stati con armi sovvenzionate dai banchieri, che prestavano il denaro a tutti gli stati in guerra affinché si indebitassero con loro. Oggi, hanno affilato le loro armi prendendo il controllo di tutti gli stati – e quindi dei popoli – grazie al tradimento dei politici a loro asserviti. Vediamo se è vero e, in tal caso, come ci sono riusciti. 

Prima degli accordi di Bretton Woods, le banche degli stati dovevano avere una quantità di oro nei loro forzieri pari al denaro che stampavano. Succedeva, però, che esse stampavano più denaro rispetto al controvalore in oro che possedevano. Perciò nel 1944 si decise che solamente il dollaro dovesse avere la controvertibilità in oro e le altre monete potessero essere scambiate con il dollaro che faceva da garante. Gli USA invece stamparono quasi 90 miliardi di dollari, creando un'inflazione globale, senza avere il controvalore in oro. Così, quando l'URSS e la Cina restituirono i dollari agli Usa chiedendo in cambio l'oro, costrinsero il presidente Nixon, il 15 agosto 1971, a far cadere la convertibilità del dollaro con l'oro, facendo sì che la moneta perdesse il suo effettivo valore ed il suo reale valore diventò indotto dall'accettazione degli stati – e quindi delle persone – ad accettarlo come moneta di scambio per i beni e i servizi che le persone producevano. 

Nel 1971, il nostro debito pubblico era di 16 miliardi e 145 milioni milioni di euro, ma quel debito, nella realtà, non esisteva, in quanto la Banca d'Italia era, come previsto dall'articolo 3 del suo statuto, un ente di diritto pubblico a maggioranza pubblica, cioè dello stato, che poteva stampare così la moneta a suo piacimento, ripagando in questo modo i debiti che contraeva. A questo punto avviene il tradimento e, in barba alla costituzione italiana, inizia la cessione ad enti privati delle quote di Banca d'Italia, che verrà forzatamente legalizzata grazie al tradimento dei politici, verificatosi nel 1992 con la legge 35/1992 dal Ministro del Tesoro Guido Carli, ex governatore della banca in questione (quando si dice il caso!). Ma procediamo con ordine. Dieci anni prima di questo tradimento, il Ministro del Tesoro Andreatta ed il governatore della Banca d'Italia Ciampi tolsero l'OBBLIGO alla banca di acquistare tutti i titoli di stato che venivano emessi e quindi di finanziare il debito pubblico, che passò così in soli dieci anni da 142 miliardi (dai 16 miliardi del 1971, perché lo stato finanziava la crescita attraverso l'emissione dei titoli) a ben 850 miliardi di debito – questa volta reale, in quanto contratto verso altri istituti bancari privati.

Nel 1992, solo il 5% delle quote di Banca d'Italia era rimasto di proprietà dello stato, mentre il restante 95% era andato in mano a banche private quali Comit, Credito Italiano e Banco di Roma. Gli acquirenti autorizzati a comprare i titoli di stato erano banche commerciali primarie ed istituzioni finanziarie private quali IMI, Monte dei Paschi, Unicredit, Goldman Sachs, Merryl Linch. Il gioco era fatto: in pochi anni il debito – ad oggi – ha superato i 2040 miliardi di euro, grazie al tradimento dei politici che inizierono in maniera concertata con i banchieri a svendere il patrimonio dello stato e dei cittadini a prezzi da saldo e, non contenti ancora, legalizzarono, con l'ennesimo tradimento verso il popolo, la privatizzazione della Banca d'Italia, grazie al governo Prodi che, il 16.12.2006, modificò lo statuto della banca all'articolo 3, facendo sì che essa non fosse più un ente di diritto pubblico, come dovrebbe in uno stato democratico. Ma non è finita qui, in quanto in una guerra ci deve essere un vincitore – cioè le famiglie al comando delle banche centrali – ed uno sconfitto – ovvero i popoli dell'Euro-zona sotto la dittatura dell'oligarchia bancaria della BCE (banca privata) e della Commissione Europea, che ha potere decisionale sulle politiche sociali degli stati, mentre il parlamento europeo ha solo quello consultivo.

Caduta la controvertibilità in oro, il denaro doveva essere non più addebitato ai cittadini, ma accreditato, in quanto esso è la misura del valore dei beni e servizi che noi cittadini produciamo e non certo dei parassiti banchieri che ci prestano la moneta a debito e che ora decidono le politiche sociali degli stati grazie al collaborazionismo dei politici loro asserviti. Questa moneta creata dal nulla viene trasferita dalla BCE alle grandi banche commerciali private che poi le prestano agli stati ad altissimi interessi, generando un debito pubblico inesigibile perché frutto di una frode poi legalizzata. Ora dal 2012 gli stati non potranno più decidere quanto spendere e in cosa grazie ai trattati del Fiscal Compact e del MES, o fondo salva stati, che è in realtà un istituto di speculazione finanziaria pronto a requisire gli ultimi beni patrimoniali del nostro già povero stato – beni demaniali e forestali e servizi locali di pubblico interesse. In Grecia hanno cominciato ad arrestare chi non ha la possibilità di pagare le tasse, portando i cittadini in campi militari in dismissione.

Tra non molto la stessa sorte toccherà all'Italia.
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Sunday, September 29, 2013

Offerta IllimItalia

Italia senza limiti
di Alessandra Daniele

- Buongiorno! – Esordisce garrula la voce al telefono – Vorrei proporle l’offerta IllimItalia.
- No, grazie, non cambio gestore.
- Ma quest’offerta non riguarda solo la telefonia. Se lei sceglie di collocare la sua impresa in Italia, potrà inquinare l’ambiente, devastare il territorio, abbattere i monumenti, frodare il fisco, truccare il bilancio, corrompere i funzionari, truffare i clienti, sfruttare gli operai, intossicarli, ricattarli, e licenziarli in massa. Illimitatamente! Se poi decidesse di entrare in politica, potrà riempire il parlamento di suoi dipendenti, rovesciare i governi, e cambiare tutte le leggi nell’interesse suo, e delle sue aziende. 

- Io non ho aziende.
- Neanche una?
- No.
- Capitali da investire o riciclare?
- Nemmeno.
- Allora mi permetta di proporle l’offerta Quiri-Line. Se il presidente Napolitano non riuscirà a reinstallare Letta, gli servirà un’altra app che esegua gli ordini della BCE. Tutto quello che lei dovrà fare come premier è sfoggiare il suo savoir faire sobrio ma elegante, e le sue conoscenze altolocate…
- Non ne ho.
- Oh, ma allora lei è un poveraccio, un caso umano – sospira – Posso offrirle l’opzione Papa e Più Papa: una telefonata di Bergoglio, più cento sms di Ratzinger, che preferisce scrivere, più una suoneria di Wojtyla che canta il Pulcino Pio in otto lingue.
- Wojtyla è morto molto prima che uscisse il Pulcino Pio.
- Era un profeta – risponde la voce, in tono ispirato.
- Ma io non sono un caso umano. Sono uno che lavora.
Un attimo di silenzio.
- Allora mi dispiace. A lei non abbiamo niente da offrire.


Fonte
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Creare Consenso con le Bastonate

di Marco Cedolin

Durante il corso degli ultimi anni, la crisi economica, congiuntamente alle manovre “lacrime e sangue” messe in atto da tutti i governi europei per compiacere i diktat dei grandi poteri finanziari, ha innalzato notevolmente il grado del conflitto sociale

L’aumento esponenziale della disoccupazione, la mancanza di prospettive occupazionali per le nuove (e vecchie) generazioni, lo smantellamento progressivo dello stato sociale e più in generale la scelta di mettere un sempre maggior numero di cittadini nella condizione di non riuscire a procurarsi il reddito necessario per condurre una vita dignitosa, hanno creato un acceso fermento sociale, non solo fra gli studenti ed alcune categorie di lavoratori ma anche a livello più diffuso.....

Un po’ in tutta Europa, a partire dalla Grecia, dalla Spagna e dal Portogallo, dove la scure dei “tagli” si è abbattuta con maggiore veemenza, le manifestazioni ed i cortei di protesta sono stati numerosi ed in molti casi l’esasperazione della popolazione ha finito per scontrarsi con la repressione praticata dalle forze dell’ordine.

In Italia, rispetto agli altri paesi, negli ultimi anni si è protestato poco, nonostante una cospicua parte della popolazione versi in condizioni drammatiche, ma ogni qualvolta si sono accese le contestazioni la repressione della polizia è stata durissima e in molti casi sproporzionata rispetto alla minaccia. Centinaia d’immagini e spezzoni video testimoniano come in più di un’occasione le forze dell’ordine si siano accanite pestando a sangue studenti giovanissimi riversi a terra nella condizione di non nuocere, operai impegnati a difendere il proprio posto di lavoro, pescatori che non hanno più il denaro per muovere le barche, lavoratori dell’Ikea, ambientalisti NO TAV. Per tutti loro, ed anche per molti altri, cariche selvagge, manganellate gratuite e gas lacrimogeni tossici al cs, sparati in abbondanza, spesso ad altezza uomo a fracassare le ossa della faccia.

Se da un lato la durezza di queste “risposte” è stata favorita dalla presenza di un governo tecnico, distante dai cittadini e scarsamente interessato a raccogliere il loro consenso elettorale, cui ha fatto seguito un governo d'inciucio, nei fatti privo di una opposizione, dall’altro non si può mancare di domandarsi quali ragioni stiano alla base della scelta di una repressione tanto dura e violenta, messa in atto per contrastare contestazioni e proteste che non erano così “pericolose” da giustificarla.

Appare chiara la volontà di trasformare qualsiasi contestazione in un “teatro di guerra”, al fine di dissuadere la popolazione dallo scendere in piazza a manifestare il proprio malcontento. Qualora la violenza diventi il minimo comune denominatore delle manifestazioni di protesta, la maggior parte dei cittadini eviterà di contestare pubblicamente, temendo di venire coinvolta nei disordini, o peggio ancora picchiata o denunciata e abbandonerà in strada solamente uno sparuto gruppo di persone, facilmente etichettabili come facinorosi e violenti. Si sarà in pratica creato consenso (chi non dissente consenziente lo è di fatto) attraverso l’uso delle bastonate, con la prospettiva di riuscire a fronteggiare più agevolmente il malcontento prossimo venturo, che si diffonderà in maniera ben più virulenta non appena sempre più larghi strati di popolazione si ritroveranno privati di ogni mezzo di sostentamento.



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