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Monday, October 28, 2013

Show Must Go On

di Alessandra Daniele

Abolite TASI, TARES, TRISE e TARSU. Arrivano la tassa-mosaico che le comprende tutte: la TETRIS, e la tassa più grande all’interno: la TARDIS.


Il governo considera la legge finanziaria di quest’anno perfettamente riuscita: piace ai tedeschi, piace agli americani, che faccia schifo agli italiani non conta un cazzo.

Questa settimana però gli USA ci hanno dato anche una delusione: pare che l’Italia sia il paese del mondo che intercettino con meno interesse. Lo fanno più che altro per abitudine, quando non c’è niente di meglio da intercettare.
Questo significa che saremo cancellati per bassi ascolti.


Eppure le abbiamo provate tutte per guadagnare audience: sesso, scandali, stragi, disastri, zombie. Che altro potremmo fare? Cercare di convincere Mario Monti a sfogare la sua stizzosa frustrazione mettendosi a cucinare crystal meth?

Monti odia la Bignardi per averlo sottoposto al test di Voigt-Kampff:
- Senatore, immagini di trovarsi nel deserto: vede una tartaruga rovesciata di schiena, cosa fa?
- Gli tasso il guscio come prima casa.

Adesso Monti è considerato ferraglia, ed è stato sostituito dal modello LeT-1000, il democristiano di metallo liquido che prende qualsiasi forma gli serva per restare al governo. Intercettarlo però dev’essere divertente come il Consorzio Nettuno.

Per tentare di evitare la cancellazione non ci resta che lasciarci definitivamente declassare dal ruolo di paese a quello di telenovela: come si sa, le soap opere a basso costo hanno bisogno di meno audience per sopravvivere. Quello che ci serve è una protagonista lagnosa che combini ogni genere di cazzate, continuando però sempre a presentarsi come la buona della storia. Qualcuno come Brooke Logan di Beautiful.

Beautiful è in onda dal 1987, ed è la soap opera più seguita al mondo. Pescando qualcuna a caso delle ormai quasi settemila puntate, ogni volta ci si trova Brooke Logan sposata con uno diverso dei suoi parenti acquisiti dai precedenti matrimoni: il suocero, il cognato, il genero. Li ha sposati tutti, anche più d’una volta ciascuno. Ridge l’ha sposato sette volte, negli intervalli fra gli altri. Gli ex mariti della figlia li ha sposati entrambi. Ha sposato due volte un tizio che è stato contemporaneamente suo genero, e suo cognato.
La nostra Brooke è il PD.

Negli ultimi vent’anni, il PDS-PD è stato al governo letteralmente con chiunque, passando con disinvoltura da Bertinotti a Cossiga, da Di Pietro a Mastella, da Pecoraro Scanio a Gasparri, dalla Binetti alla Santanchè. Coalizioni, larghe intese, governi tecnici, di transizione, d’emergenza, di salvezza nazionale, il PD non ne schifa nessuno. Che facciano schifo agli italiani non conta un cazzo.

Matteo Renzi chiede che il PD ”non abbia la puzza sotto il naso”, in realtà il PD non ha neanche il naso, come Voldemort.
Renzi non ha voluto simboli del partito alla sua convention, per ”non allontanare chi non l’ha mai votato”. Alle elezioni proporrà di presentare come simbolo un cerchio vuoto. Perfetta rappresentazione del PD.

L’ex rottamatutto si vanta di non nominare mai Berlusconi invano, riciclando una vecchia idea di Veltroni, che al posto del nome usava una lunga perifrasi ridicola, finendo per dargli più spazio che se l’avesse semplicemente nominato. Renzi lo chiamerà "the artist formerly known as il principale esponente dello schieramento avversario ora alleato".

La disputa nel PD è una telenovela a basso costo: trame, set, e personaggi riciclati.
Quella nel PDL invece è un porno: tutti vogliono fottere tutti, e qualsiasi altra cosa è solo un pretesto.


Fonte
Any source

Friday, October 18, 2013

Crimine di Instabilità


Nessuno parli più d’incoerenza
oppure di mancanza di coraggio!
Enrico Letta, per appartenenza,
sta dimostrando d’esser molto saggio! 

Ha acquisito tanta competenza
nell’arte di dosare il linguaggio,
e sa come usare l’eloquenza
per render vero qualunque miraggio! 

Ultimo caso: la stabilità!
Enrico ha soltanto dimostrato
che, rimanendo tutto come sta, 
ha conseguito un gran risultato!
Perciò non ci saranno terremoti:
stabilità … per i soliti noti!




Il responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine è scomparso all’età di cent’anni. Priebke è morto davanti alla tv. Come buona parte degli italiani.

L’Italia ricorda la tragedia del Vajont. Ogni volta che piove per più di due ore.

Si rovescia un altro barcone nel Canale di Sicilia. Quella curva va segnalata meglio.

Isola del Giglio, ritrovato il corpo di uno dei dispersi della Concordia. Oppure c’è forte corrente da sud.

Letta a Lampedusa. Adesso i disperati arrivano pure dal Nord.

Alfano: “Lampedusa non può entrare nelle cronache solo per le tragedie dei migranti”. Ci attiveremo subito per un terremoto.

Prandelli: “La nazionale è pronta ad andare a Lampedusa”.
Balotelli: “Dai che gli rompiamo il culo”.

San Vittore, sei detenuti in otto metri quadri. Le saponette sono irrecuperabili.

Servizi sociali, molte associazioni umanitarie si contendono Berlusconi. Perché non ne diamo un pezzo a ognuna? 
(A mio nonno l’ho già detto: “Quando è di turno Silvio, cagati addosso”)

Diffuso il videomessaggio di Priebke. Ma ormai è tardi per candidarsi.

La rielezione di Napolitano era ciò di cui il Paese aveva bisogno. Una fresca ventata di pastiglie valda.

Il Pdl affronta una seconda scissione. La prima fu tra detenuti e a piede libero.

Obama: “Sono impressionato dal premier italiano”. Ogni anno sembra più giovane.

Arriva il seggiolino per i bimbi dimenticati in auto. A metà cottura li gira.


Catanzaro, una famiglia aspetta il 16esimo figlio e di capire come cazzo si aprono i profilattici.

Il Papa regala 200 euro a un’anziana derubata. Gli stessi.

Varata la nuova legge contro il femminicidio. Ora chi uccide una donna rischia il carcere.


Annamaria Franzoni può uscire dal carcere durante il giorno. È disponibile per feste di compleanno.

Secondo l’Ocse un italiano su tre è ignorante. È quello che dà ordini ai due con la laurea.

Daniela Santanchè: “Se serve, offro la mia testa”. Come portapenne.


Dal 2014 ci saranno 14 euro in più in busta paga. Adesso devo solo trovare qualcuno che mi assuma.

L’Italia non è un Paese di merda, e lo penso veramente ora che sono nel Burundi.

Pioggia di diamanti su Giove e Saturno. In compenso qui tra un anno sarà tutto fiorito.


Any source

Sunday, October 6, 2013

Pescatori di Uomini

Ennesima tragedia a Lampedusa. Eppure il Papa era stato chiaro.

Strage di migranti al largo di Lampedusa, oltre trecento vittime. Abbiamo una rigida selezione all’ingresso.

Il racconto dei migranti: “Il viaggio della morte ci è costato 500 dollari”. E per alcuni non ha nemmeno funzionato.

(Lunedì scorso c’erano già stati 13 morti a Scicli. Così pochi che non sto nemmeno a spiegarvi dov’è)

La Procura: “Nessun ritardo nei soccorsi”. Funziona proprio così.

Il premier: “Da oggi le vittime di Lampedusa sono cittadini italiani”. Devono solamente firmare qui.

I morti di Lampedusa sono italiani a tutti gli effetti. Visto che non danno più segni di vita.

Alfano in visita a Lampedusa. Ora spetta a lui dire che compra una villa.

Il ministro dell’Interno invita alla cooperazione le polizie dei paesi di origine. Giusto, ammazziamoli a casa loro.

Alfano: “Eliminare la Bossi-Fini non serve”. Ma sarebbe divertente togliere l’articolo.

Lampedusa sarà candidata al Nobel per la Pace. Ma per vincerlo dovrà bombardare Malta.

(Lampedusa candidata al Nobel per la Pace. Dopo quello per la Fisica negato a Ustica)

Gli uomini della Capitaneria filmavano i naufraghi anziché soccorrerli. Ma quando uscirà la fiction li ringrazieremo.

I pescatori lampedusani che soccorrono i migranti saranno indagati per favoreggiamento. Questa è la parte che ha scritto Bossi.

Sospesi per lutto i programmi di Barbara D’Urso e Carlo Conti. Quelle persone non sono morte invano.

Il bello delle prime pagine dei giornali è che puoi trovare parole come Senso dello Stato, Troie, Responsabilità, Puttanieri, Credibilità, Vaffanculo, una accanto all’altra.

Pronto il piano europeo anti-immigrazione. “Cazzi vostri”.


Tratto da Spinoza
Any source

Sunday, September 29, 2013

Offerta IllimItalia

Italia senza limiti
di Alessandra Daniele

- Buongiorno! – Esordisce garrula la voce al telefono – Vorrei proporle l’offerta IllimItalia.
- No, grazie, non cambio gestore.
- Ma quest’offerta non riguarda solo la telefonia. Se lei sceglie di collocare la sua impresa in Italia, potrà inquinare l’ambiente, devastare il territorio, abbattere i monumenti, frodare il fisco, truccare il bilancio, corrompere i funzionari, truffare i clienti, sfruttare gli operai, intossicarli, ricattarli, e licenziarli in massa. Illimitatamente! Se poi decidesse di entrare in politica, potrà riempire il parlamento di suoi dipendenti, rovesciare i governi, e cambiare tutte le leggi nell’interesse suo, e delle sue aziende. 

- Io non ho aziende.
- Neanche una?
- No.
- Capitali da investire o riciclare?
- Nemmeno.
- Allora mi permetta di proporle l’offerta Quiri-Line. Se il presidente Napolitano non riuscirà a reinstallare Letta, gli servirà un’altra app che esegua gli ordini della BCE. Tutto quello che lei dovrà fare come premier è sfoggiare il suo savoir faire sobrio ma elegante, e le sue conoscenze altolocate…
- Non ne ho.
- Oh, ma allora lei è un poveraccio, un caso umano – sospira – Posso offrirle l’opzione Papa e Più Papa: una telefonata di Bergoglio, più cento sms di Ratzinger, che preferisce scrivere, più una suoneria di Wojtyla che canta il Pulcino Pio in otto lingue.
- Wojtyla è morto molto prima che uscisse il Pulcino Pio.
- Era un profeta – risponde la voce, in tono ispirato.
- Ma io non sono un caso umano. Sono uno che lavora.
Un attimo di silenzio.
- Allora mi dispiace. A lei non abbiamo niente da offrire.


Fonte
Any source

Tuesday, September 17, 2013

Due famiglie americane accusano linee aeree: “cadono escrementi dagli aeroplani sulle nostre case”

Due famiglie di Toronto (Canada) hanno minacciato una causa verso alcune compagnie aree dopo che in più occasioni è caduta sulle loro case una sostanza che sembra feci, che le due famiglie ritengono cadute dagli aeroplani in transito.

I (presunti) escrementi hanno ricoperto tre auto della famiglia Sullivan: “non può essere certo stato un uccello a farlo, a meno che non fosse uno pterodattilo”, spiega George Sullivan. Che aggiunge: “Puzzava decisamente. Puzzava come fossero feci”, insistendo che devono essere cadute da un aereo.

Le autorità del trasporto aereo del Canada però non concordano con l’accaduto, notando in primo luogo che i bagni degli aerei sono chimici (come le scie), e gli escrementi dei passeggeri non vengono ovviamente scaricate durante il volo. In secondo luogo, se gli escrementi arrivassero veramente dall’altezza di un aereo in volo, avrebbero dovuto congelarsi in quota, e probabilmente sarebbe arrivato a terra un blocco solido.

Le autorità locali stanno comunque continuando le analisi della sostanza ritrovata (...cacca e, non sarebbe la prima volta), per determinarne con certezza la natura e l’origine!



I viaggi aerei sono certamente un male per l’ambiente, sprigionano tonnellate di emissioni nocive e anche i propulsori più efficienti non garantiscono un grosso risparmio energetico. Come dicevamo i viaggi aerei fanno male all’ambiente ma possono nuocere anche alla vostra abitazione e alla vostra piscina… proprio come è successo a Emma Gilfillan Giannakos, una donna che vive in Ontario. La donna ha sentito un forte “SPALSH” quando delle feci congelate sono precipitate da un‘aereo finendo nella sua piscina.

La donna non aveva capito subito che si trattava di feci congelate. Purtroppo lo ha scoperto nel peggiore dei modi “Ne ho analizzato la consistenza con le dita e poi ho annusato… puzzava di cacca!”. Davvero terrificante!

La cacca volante ha bersagliato anche il suo cane e il suo giardino e… quanto c’è di peggio: la sua assicurazione non copre il danno.

“Transport Canada” non ha ammesso di essere la responsabile del fatto ma non ha smentito la presenza del rischio “Blue Ice”. Il termine “Blue Ice” è di fatto un eufemismo per dire “merda congelata”: quando c’è una perdita dal serbatoio che immagazzina rifiuti del gabinetto, le basse temperature congelano i rifiuti di scarico che si attaccano al velivolo.

Quando il velivolo comincia a scendere e le temperature iniziano a salire, il ghiaccio si stacca e cade!


Any source

Monday, September 9, 2013

Shut Up and Tax My Money

di Alessandra Daniele

La notizia c’è stata comunicata come se dovessimo esserne entusiasti: l’IMU è stata rinominata, e spostata in un’altra cartella. Si chiamerà Service Tax, e alla fine l’erario ci guadagnerà. L’IVA, omonima della Zanicchi, sarà attualizzata e ribattezzata GAGA.

Un altr’idea dei brillanti Mr. Tars, sognatori di tasse, i designer fiscali finora dimostratisi così creativi. Il superlavoro però potrebbe esaurire i loro poteri. Perché non pensare anche a qualcos’altro per raccogliere soldi?
L’Italia è un paese da fumetto, da cartone animato, abbiamo un parlamento eletto col Porcellum, e una parlamentare che si autodefinisce la Pitonessa. Ecco quindi alcune idee per il merchandising di gadget:

Le Berbie
Bamboline tipo Barbie delle amazzoni berlusconiane: Santanchè, Gelmini, Carfagna, Biancofiore e le altre, con relativo guardaroba, e nome di battaglia zoologico. La Pitonessa, la Gattamorta, la Topolona, l’Ocagiuliva. Un ottimo esempio dell’immagine della donna in Italia. In aggiunta fra gli accessori, su modello di Ken, il bambolotto Alfano, scoglionato come l’originale.

Il Grillo antistress
Un Beppe di peluche che strizzato sbraita insulti pittoreschi, e minacce iperboliche, ma che in realtà è sostanzialmente innocuo, e perfetto per sfogare la rabbia degli elettori senza danno per i centri nervosi, e i centri del potere politico economico che decidono il governo.

Trasformerenzi
L’ex robottino rottamatore adesso raccoglie come un magnete tutta la ferraglia del suo partito, anche la più arrugginita, continuando però a insultarla davanti alle telecamere. «I dirigenti del PD perdevano anche le elezioni di condominio» ha detto ieri, lui che ha perso le primarie contro uno di loro. Adesso saltano sul suo carro del presunto vincitore mentre si trasforma in un camper, in un SUV, in un jet, in uno yacht, e in qualsiasi altra cosa pur di seguire il vento. Per poi deragliare come il treno di Rutelli, perché gli elettori di Berlusconi preferiscono sempre votare l’originale.

Cluedoni
Tutti sanno dall’inizio chi è il colpevole, lo scopo del gioco è impedire che la magistratura lo condanni, e che la condanna venga eseguita. Sulle carte, invece delle faccine, culi. Secondo Capezzone, Berlusconi sarebbe al di sopra della legge perché votato e acclamato da milioni di persone. Se le condanne penali dipendessero dalla popolarità, Capezzone prenderebbe la sedia elettrica.

Rosiko
C’è chi è felice solo in tempo di guerra, e in tempo di pace rosica. Il perché lo spiega bene Riccardo III:
«Io, che in sì bella forma son tagliato, defraudato d’ogni armonia di tratti, monco, deforme, calato anzitempo in mezzo a questo mondo che respira; io, che sono sbozzato per metà, e una metà sì sgraziata e sbilenca che m’abbaiano i cani quando passo; io, dico, in questa nostra neghittosa e zufolante stagione di pace, altro svago non ho, altro trastullo da consentirmi di passare il tempo, fuor che sbirciare la mia ombra al sole e intonar col pensiero, in vari toni, variazioni sul mio stato deforme».
Giocando a Rosiko si potrà impersonare Giuliano Ferrara.


Any source

Friday, September 6, 2013

Apocalypse Later

Obama: “L’intervento in Siria sarà limitato”. Alla Siria.

Gli Stati Uniti rinviano l’offensiva al 15 settembre. Aspettano la riapertura delle scuole.

Per gli attacchi si prevede un uso massiccio di droni teleguidati. Per togliersi il vizio delle guerre, gli Usa provano con quella elettronica.

(Un Nobel per la Pace che scatena una guerra. È come se un pregiudicato volesse fare la riforma della giustizia)

Le prove mostrate dagli Usa non convincono il Cremlino: “Ancora con questa storia che sareste andati sulla Luna?”

Il Pentagono assicura che sarà un’azione mirata. Tipo quella volta che per punire un saudita hanno invaso l’Afghanistan.

Il Vaticano: “C’è il rischio che la guerra si estenda a tutto il mondo”. Fortuna che loro ne sono fuori.

Il Papa: “Sabato giornata di preghiera e digiuno per la Siria”. Ma in settimana vi chiamerà comunque lui per i dettagli.

Emma Bonino: “Forse digiuno insieme al Papa”. Distrutto Marco Pannella.

(Se digiunare servisse davvero a portare pace, in Somalia si tirerebbero coriandoli da vent’anni)

Il copione di queste guerre è sempre uguale:
- Senti amò che facciamo stasera?
- Cinemino e pop corn?
- Ma no dai, ho voglia di qualcosa di più interessante, avventuroso…
- Fammi pensare, una notte di sesso sfrenato?
- Avevo detto avventuroso!
- Ok, ok, vado ad invadere (nome di paese mediorientale a piacere)
- Grazie Barack, ti amo.



Any source

Monday, September 2, 2013

Siria Killer

di Alessandra Daniele

Gli USA sostengono che il regime siriano di Assad abbia usato armi chimiche contro i ribelli.
Perché non credergli?
Dopotutto non ci hanno mai mentito, ingannato, o manipolato. E poi non hanno interessi in quell’area, né politici, né militari, né economici.
Non credergli sarebbe da paranoici, di quelli proprio matti che pensano esista un sistema di computer che spia tutto il pianeta.
Per la verità è un sistema che esiste davvero, ma gli USA lo adoperano a fin di bene. Vorrebbero spiare solo i terroristi, ma per scoprire se qualcuno è un terrorista bisogna prima spiarlo.
Poi lo si deve bombardare, per evitare che sia lui a far saltare in aria qualcosa. È una specie di metodo omeopatico.
La Bonino ha preso tempo. Forse noi non abbiamo ancora finito di montare i cacciabombardieri nuovi. Si dice che aspettiamo l’egida dell’ONU. Dev’essere una specie di chiave inglese per montare i cacciabombardieri.
Qualcuno s’è chiesto perché Assad avrebbe deciso di adoperare le sue armi chimiche proprio mentre tutto il mondo stava cercando le sue armi chimiche.
Ma si sa, i cattivi sono stupidi e autolesionisti. Rapiscono sempre la moglie del protagonista per farlo incazzare anche se hanno solo da rimetterci. Ammazzano la metà dei loro stessi scagnozzi così i sopravvissuti li tradiscono. Raccontano tutti i loro piani all’eroe per fare i ganassa. Eccetera.
E Assad è il cattivo. Quindi dall’altra parte ci sono i buoni. Anzi, le vittime, perché i buoni sono gli USA. E i buoni devono agire.
Obama l’ha detto: ”Non possiamo continuare ad assistere a questo massacro senza parteciparvi”.
Alcuni s’aspettavano che in politica estera Obama sarebbe stato diverso.
Perché?
Razzisti!
Anche se è afroamericano, il presidente Barak Obama ha il diritto di bombardare tutti gli arabi che vuole. Oltretutto non sono tanto bianchi neanche loro.
E se vuole raccontare anche lui quella delle armi chimiche, perché stavolta non dovremmo crederci?
Questo è il modus operandi degli USA.
Ce ne accorgiamo adesso? 


Any source

Monday, July 22, 2013

L'Uomo Che Non C'era

di Alessandra Daniele

Alfano assolto: non sapeva d’essere ministro dell’Interno.
Scoprirlo è stato uno shock. ”Perché sono sempre l’ultimo a sapere le cose?” s’è chiesto basito come il conterraneo del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.
Comunque resterà lì, al posto in cui è stato piazzato come un bullone, e il governo non cadrà, Napolitano l’ha ripetuto chiaro per l’ennesima volta agli irrequieti leaderini di partito che cercano di farlo traballare: voi non contate più un cazzo. 

Le vostre beghe, le vostre manovre, le vostre meschine ambizioni non spostano più un cazzo, non siete più voi a decidere. Non l’avete ancora capito? Avete tutti il cranio sfitto come Calderoli? Toc toc, c’è nessuno là dentro? Il vostro parere ormai conta più o meno quanto quello di quei poveri coglioni dei vostri rispettivi elettori. Cioè un cazzo.
Il governo Letta è intoccabile.

La democrazia in Italia ha chiuso per debiti. Al suo posto c’è un curatore fallimentare, ed è intoccabile.
Invece di criticare Alfano, voi e i vostri elettori dovreste prenderlo a esempio: lui c’è, ma è come se non ci fosse. Guarda, ma non vede. Come i gigli dei campi non fila, non tesse, non rompe i coglioni. È solo un tramite. Riceve le richieste dei client e le inoltra ai server.
È un proxy.

Siatelo anche voi per vostri rispettivi proprietari, i vostri finanziatori palesi e occulti, i vostri referenti economici, è questo il vostro unico compito. Il governo Letta è stato deciso da loro, e confezionato dai loro consulenti d’immagine. Ci hanno messo dentro anche una persona decente come la Kyenge per fare da parafulmine alle stronzate legaiole, così utili per sputtanare non solo l’opposizione, ma anche il concetto stesso di opposizione.

Siate proxy, non potete più aspirare a essere nient’altro: questa non è una tesi complottista, è il vostro presidente a ripetervelo chiaro e tondo a ogni occasione, Napolitano, He who must not be named.

Siete i pezzi d’una macchina che non potete fermare, né guidare, né capire, siete i bulloni d’un drone, un cacciabombardiere col pilota automatico.
Nessun cambio di rotta è possibile. L’Italia può solo continuare così.
O esplodere in volo.


Fonte
Any source

Sunday, July 14, 2013

Il Pelato Automatico

di Alessandra Daniele

Ogni mattina una sentenza si sveglia, e sa di dover correre più della prescrizione se vuole beccare Berlusconi. Ogni mattina una prescrizione si sveglia, e sa di dover correre più della sentenza se vuole salvare Berlusconi. Ogni mattina Enrico Letta si sveglia, sbadiglia, e si riaddormenta tranquillo: niente di quello che succede in Italia può davvero influenzare il suo governo, perché il suo governo non è stato deciso in Italia.

Interdire Berlusconi dai pubblici uffici adesso è come chiudere la stalla dopo che i buoi, anzi i maiali, siano scappati tutti. Vent’anni dopo.
Nel caso però, ci toccherà comunque vedere starnazzare furiosamente interi stormi di santanchè come se la sentenza stroncasse una nobile carriera sul nascere, mentre tutti i miracolati della corte berlusconiana si produrranno in pittoresche e melodrammatiche difese d’ufficio del boss, specialmente quelli che più aspettano e sperano di potergli finalmente fare le scarpe.

Quasi certamente però il governo Letta non cadrà, e se cadrà sarà presto sostituito da un altro drone identico. ”Abbiamo il pilota automatico”, parola di Mario Draghi.
Da vent’anni abbiamo anche il Pelato automatico. Dal suo appuntamento del 30 luglio m’aspetto esattamente quello che m’aspetto dall’ultima stagione di Dexter: che finalmente riescano a beccarlo. Una sentenza però non basterà a liberarcene, e farà spazio a chi aspira a rilevarne la nicchia di mercato: Alfano, Santanchè, Matteo Renzi, il cast d’un film dei Vanzina. Ognuno a suo modo, tutti figli del berlusconismo, e la ghianda non cade mai lontano dall’albero, né dal maiale.

Intanto colui che finora ha avuto più successo nel recuperare voti berlusconiani, cioè Grillo, sostiene d’essere ormai l’unico baluardo contro l’insurrezione violenta. Per la verità è un po’ difficile immaginare che qualcuno intenzionato a darsi alla lotta armata possa farsi dissuadere dalle proposte del M5S:

- Lo Stato si abbatte, non si cambia!
- Restituiamogli i nostri stipendi!


Le allusioni di Grillo somigliano più ad avvertimenti del genere ”se non ci fossimo noi a proteggere il tuo negozio, qualcuno potrebbe dargli fuoco”. Anche così però sono poco credibili, ancora meno delle minacce di secessione armata leghista.
La distanza fra la violenza verbale del M5S e le sue azioni concrete è abissale.

- Il governo è uno zombie golpista mutante ninja, il paese è sull’orlo della catastrofe economica e della guerra civile, ci vuole un’iniziativa di protesta veramente forte!
- Togliamoci la cravatta!


Il M5S avrebbe potuto scegliere la via del compromesso, e cercare d’impedire il secondo governo PD-PdL. Oppure la via dell’intransigenza, e cercare di far saltare il parlamento come Guy Fawkes. Ha scelto la Via di Mezzo, una strada molto trafficata e piena di vetrine illuminate, che non porta da nessuna parte.

Dopo essersi sistematicamente lavato le mani dalle responsabilità assegnategli dagli elettori – come un Pilato automatico – ora Grillo s’affanna inutilmente cercando di dimostrare di contare ancora qualcosa. In realtà, in quest’Italia post-democratica telepilotata dalla BCE, ormai conta più o meno quanto gli altri leader nazionali, cioè un cazzo.

Non è casuale che l’unico leader contento dell’attuale situazione sia Pierferdinando Casini, il suo antico sogno s’è alla fine avverato, anche se in modo beffardo: invece d’essere lui ad assurgere al livello di potere degli altri, sono stati gli altri a precipitare al suo livello d’irrilevanza.


Fonte
Any source

Thursday, July 11, 2013

Come si annienta un sistema con la semplice verità - Se non ti piace, stai dormendo o sei schiavo



Come si annienta un sistema con la semplice evidenza e verità - Se non ti piace, stai dormendo o sei uno schiavo inconsapevole o piacevolmente asservito al sistema.


Fonte 

Vedi anche: 
L'Italia e lo "zero-sum game"Any source

Friday, July 5, 2013

Che è Successo il 4 Luglio negli Spiati Uniti?

Il giorno dell'Indipendenza degli Stati Uniti (Independence Day), noto anche come il 4 luglio, è  la festa nazionale degli Stati Uniti d'America che commemora l'adozione della Dichiarazione di indipendenza il 4 luglio 1776, con la quale le Tredici Colonie si distaccarono dal Regno Unito di Gran Bretagna. 

I festeggiamenti vengono svolti solitamente attraverso fuochi d'artificio, parate, barbecue, picnic, concerti, partite di baseball, discorsi politici, cerimonie ed altri eventi pubblici e privati che celebrano la storia, il governo e le tradizioni degli Stati Uniti. Quest'anno alcuni cittadini americani non hanno festeggiato, ma si sono riuniti per le strade  sventolando dei cartelli di protesta riguardo allo scandalo Datagate, riportando lo stato con la S maiuscola da Grande Fratello in cui si trovano e, non sono gli unici:  



Leggi la Costituzione non la mia posta elettronica!



No, non si può prendere i miei diritti. Li sto ancora usando



Se quello che stanno facendo segretamente ora diventa "ok" 
arriveranno a farne di molto peggio
[Che sorpresa...] 



L'NSA ha le foto del mio pene



I Diritti Civili non sono discutibili
 [I diritti civili sono infatti in discussione, relativizzati, ridotti al minimo e, a volte, del tutto ignorati]



1984 era una fiction/finzione non un manuale di istruzioni!
[Sicuro?]



Sono nato nel 1984 
mi rifiuto di morire nel 1984



Casa del relativamente libero 
[La Casa delle libertà la chiamano nella colonia Italia, con tanto di partito]



Chi controlla i controllori?
[Di certo non sono umani]


Immagini tratte da Vigilant Citizen




Any source

Wednesday, July 3, 2013

Riti d’Iniziazione e Riti di Umiliazione

di Francesco Lamendola

Gli antropologi ci spiegano che i riti
d’iniziazione sono, presso i popoli cosiddetti primitivi – che non sempre lo sono, poi, sul piano spirituale – quei riti che segnano il passaggio da uno stato sociale a un altro, ad esempio dall’infanzia alla maturità. Consistono di prove fisiche, basate sul coraggio e sulla capacità di sopportazione del dolore, accompagnate dalla trasmissione orale di un sapere segreto, da parte dello sciamano. Solo dopo averle superate il bambino non è più tale, ma viene riconosciuto da tutti come un nuovo membro adulto della comunità.


Anche i popoli europei, anticamente, possedevano riti d’iniziazione. Questi sopravvissero per un certo tempo nelle religioni misteriche, dove erano praticati non più da tutti i membri della comunità, ma soltanto dai seguaci di una determinata religione segreta, o meglio di una religione con risvolti segreti, riservati – cioè – appunto ai soli iniziati. Poi scomparvero anch’essi.

Un’ultima eco, sbiadita e pressoché irriconoscibile, dei riti d’iniziazione, si è conservata ancora per qualche secolo in taluni ambiti “profani”, ad esempio nel mondo della marineria e in quello delle associazioni criminali. 


Nel mondo della marineria esisteva, ad esempio, il rito di attraversamento dell’Equatore: il marinaio novellino che per la prima volta varcava l’Equatore a bordo di un veliero, doveva sottoporsi a una serie di rudi scherzi e di pesanti cerimonie, al termine dei quali diventava un marinaio “adulto” come tutti gli altri.

Anche nell’esercito, quando esso era “di leva”, esistevano dei riti d’iniziazione, a dire il vero già fortemente mescolati con quelli di umiliazione. Il sottoscritto, che ha fatto l’alpino, quando giunse nella caserma di destinazione finale, dopo il mese di addestramento preliminare, si vide offrire, come a tutti i suoi commilitoni dello stesso “scaglione”, un pezzetto di formaggio: mangiandolo, avrebbe riconosciuto la sua qualità di “topo”, cioè di novellino totalmente sottomesso nei confronti degli ”anziani”, cioè i compagni ormai prossimi al congedo (il sottoscritto, però, non accettò di subire la cerimonia, pur conscio delle possibili conseguenze).

I riti di umiliazione, se ci è lecito adoperare questa espressione non riconosciuta dagli antropologi, sono tutta un’altra cosa, eppure presentano qualche somiglianza esteriore con i primi. Innanzitutto sono riti, cioè atti rispondenti a una sorta di liturgia, che acquistano il loro significato dall’insieme della cerimonia e che hanno un valore fortemente simbolico, che va decifrato, perché trascende le semplici apparenze, e che il profano non potrebbe capire. In quanto tali, inoltre, possiedono una certa solennità e devono svolgersi secondo formule fisse; inoltre, devono far parte di un contesto “sacro”, nel senso di distinto dal mondo “di fuori”. Poi, non bisogna giudicarli da quello che sembrano, ma da quello che simboleggiano: e, per comprendere tale aspetto, bisogna possedere la giusta chiave per decifrarli.

La diversità nasce dal fatto che l’umiliazione, nei ”normali” riti iniziatici, non è presente, o, se lo è, lo è in quanto parte di un tutto, che trova il suo significato in un orizzonte di senso il cui scopo è la promozione dell’individuo a un livello superiore al precedente, non inferiore: per cui non vi è affatto retrocessione, mortificazione o umiliazione nel senso corrente della parola, ma, semmai, inibizione della dimensione infantile o profana, sentita come “inferiore”. In un rito di umiliazione, viceversa, l’umiliazione è sia il mezzo, sia, soprattutto, lo scopo della cerimonia: quel che si vuole ottenere è la degradazione e, per mezzo di essa, la sottomissione dell’individuo ad una istituzione o ad un potere percepiti e riconosciuti come “superiori”.



Ebbene, un tipico rito di umiliazione dei nostri giorni è, in ambito politico, la cerimonia della kippah. Vi sono degli uomini politici che, per quanto eletti dal popolo sovrano o designati da una autorità legittima a ricoprire importanti cariche istituzionali, come quella di capo del governo, non si sentono veramente tali fino a quando non siano corsi in Israele per mettersi in testa la kippah e per inginocchiarsi davanti agli altari della nuova religione mondiale dell’Olocausto (cosa che non ha nulla a che fare con la sincera, intima commozione che qualunque essere umano non può non provare al pensiero di quella tragedia storica). È come se, prima di sottoporsi a un tale atto, si considerassero semplicemente “in prova”, e solo al termine di esso diventassero, e fossero universalmente riconosciuti, come degli “effettivi”.


Quando un presidente del Consiglio italiano vola in Israele e si sottopone alla cerimonia di umiliazione, promettendo al governo israeliano piena e totale sottomissione, riconoscendo le sue “buone” ragioni anche davanti alle ingiustizie più evidenti nei confronti dei non-Ebrei, solo allora egli sente di aver adempiuto ai suoi doveri internazionali e solo allora comincia a comportarsi come un effettivo leader politico, abbastanza sicuro del fatto suo da proporsi senza complessi d’inferiorità nell’agone della scena politica, interna ed estera.

Una versione minore - e in genere provvisoria - del rito di umiliazione qui descritto, è, in alternativa al viaggio in Israele, la visita alla Sinagoga di Roma, sempre indossando la kippah e pronunciando gli scongiuri di rito contro il Male Assoluto, che è non solo e tanto il nazismo, defunto settant’anni fa, quanto qualsiasi cosa possa anche solo minimamente avere l’aria di opporsi alla politica sionista dei nostri giorni, in Palestina e fuori di essa.



In altre parole, si tratta di un rito di umiliazione che contiene, al suo interno, un rito di investitura: ci si reca a Gerusalemme per ricevere l’investitura alla carica cui si è già stati eletti o nominati, ma solo “sub condicione”: la carica diventa effettiva solo dopo che l’autorità feudale israeliana l’abbia convalidata, apponendovi il proprio sigillo. È quasi inutile aggiungere che tale investitura deve essere controfirmata da un secondo soggetto feudale, la superpotenza americana. La quale dispone, sul territorio della Repubblica Italiana, di un centinaio di basi militari operative e perfettamente attrezzate per qualsiasi (ma proprio qualsiasi) evenienza.

Ci si faccia caso: basta andare su “Immagini” di Google e digitare “kippah” e il nome di un politico italiano (ma anche di altra nazionalità), e si vedrà quanti si sono sottomessi, volontariamente, al rito di umiliazione israeliano. Da Cossiga, a Napolitano, a D’Alema, a Berlusconi, a Monti, a Letta, ad Alemanno, passando per l’ineffabile Fini, che spinse il suo eccesso di zelo sino a definire non solo l’antisemitismo, ma il fascismo tout-court, come il Male Assoluto. Quel fascismo che, sia detto per inciso, antisemita non lo fu affatto, almeno sino al 1938, e anche allora solo per ragioni di politica estera legate all’alleanza con la Germania; quel fascismo che Fini aveva osannato per tutta la vita, giungendo a definire Mussolini, in una celebre intervista, come il più grande statista del XX secolo. Cosa, quest’ultima, di cui gli stessi fascisti intelligenti, o neo-fascisti che dir si voglia, in cuor loro dubitano assai, senza con ciò voler fare torto al loro idolo.



E mentre Letta, il capo del Governo in carica, vola, come gli altri, a indossare la kippah e si sottopone all’immancabile rito di umiliazione, la Bonino, attuale ministro degli Esteri, completa la cerimonia dichiarando anticipatamente di essere sicura che gli Americani forniranno all’Italia tutte le spiegazioni del caso circa lo scandalo spionistico noto come Datagate. Aveva dato il “la” Napolitano, parlando di una vicenda “spinosa”; già, spinosa: ma per chi? Spinosa è la situazione di chi l’ha fatta grossa, non di chi l’ha subita. Dunque, gli Americani, semmai, avrebbero potuto definire la questione “spinosa”; gli Europei, potevano e possono definirla solo come “scandalosa”: scoprire d’essere stati spiati, da chissà quanto tempo, come dei sudditi di cui bisogna diffidare, come dei servi potenzialmente fedifraghi (e perfino adesso, si badi, che il comunismo è morto e sepolto e che il Patto di Varsavia non esiste più da molti anni).

Hollande ha detto che la Francia esige spiegazioni; la Merkel ha affermato che lo spionaggio statunitense è stato intollerabile; Schulz ha incominciato parlando di fatto gravissimo: da noi, una serie di squittii penosi, di perifrasi umilianti, di servili circonlocuzioni per dire che va tutto bene, che “certamente” i nostri cari alleati d’oltre Atlantico ci forniranno tutte le rassicurazioni del caso. Nemmeno un’ombra, non diciamo di fierezza, ma neppure di semplice e doverosa difesa della dignità nazionale.


Obama, dal canto suo, dopo qualche ora di silenzio imbarazzato, o forse semplicemente seccato, ha dichiarato in conferenza stampa che gli Stati Uniti sono pronti a fornire ai loro alleati tutte le “informazioni” del caso, Niente “scuse”, e nemmeno “chiarimenti”: soltanto “informazioni”. Come se spiare sistematicamente milioni di telefonate e di mail dei propri alleati fosse la cosa più naturale del mondo. Del resto, il disinvolto inquilino della Casa Bianca l’ha detto chiaro e tondo: in fondo, che male c’è a spiare un poco? Tutti lo fanno, è cosa di routine. Come dire: che buffi, questi Europei: tanto chiasso e tanta suscettibilità per così poco. A quanto pare, solo noi Italiani, in tutta l’Unione Europea, la pensiamo come Obama; o, almeno, così la pensano i nostri rappresentanti istituzionali.

Eh sì, perché loro hanno ben altre cose a cui pensare; cose di ben più ampio respiro, cose realmente vitali. E cioè: non la crisi economica che sta distruggendo e stritolando, giorno dopo giorno, come una macina dai meccanismi implacabili, la nostra produttività, i nostri posti di lavoro, la speranza nel futuro dei nostri giovani e la nostra stessa sopravvivenza nazionale; non la crisi economica che ogni giorno esige il suo drammatico pedaggio di licenziati, di disoccupati, di disperati, di suicidi: ma decidere se la signora Santanché deve o non deve essere la nuova vicepresidente della Camera dei deputati.

Questi sono i problemi più urgenti, quelli che stanno veramente a cuore al popolo italiano. Santanché sì, Santanché no: bello, vero?



E allora vola, caro presidente Letta, vola in Israele, mettiti in testa la kippah per avere le benedizione di quelle stesse banche – la Goldman Sachs, la Lehman Brothers – che ci hanno regalato, cinque anni fa, la crisi mondiale in cui stiamo annaspando e in cui siamo sul punto di affogare ; e vola pure tu, ministro Bonino, a Washington, prosternati davanti alla Casa Bianca e giura eterna amicizia e fedeltà ai generosi amici e protettori americani, custodi della nostra libertà. Ci hanno già salvato almeno due volte, dalla dittatura di Mussolini e dalle grinfie di Stalin: la prima volta liberandoci da noi stessi, e dimostrandoci che siamo costituzionalmente incapaci di governarci da soli (almeno in maniera civile, cioè democratica); la seconda, impedendo che i cavalli dei Cosacchi venissero ad abbeverarsi nelle fontane di San Pietro, e dimostrandoci che, senza di loro, siamo alla mercé di qualunque nemico. Vuoi che non ci salvino anche una terza, qualora se ne presentasse il caso?

Manca poco che dobbiamo essere noi a scusarci, per esserci fatti spiare dall’alleato a stelle e strisce. E intanto la nostra politica di sudditanza verso Israele e verso gli Stati Uniti ci ha praticamente espropriati dell’ultimo brandello di sovranità e di credibilità internazionale: quello legato alla nostra posizione nel Mediterraneo. Stando alla carta geografica, oltre che alle ragioni economiche, l’Italia dovrebbe essere la vera protagonista dello scacchiere mediterraneo, il che significa che dovrebbe coltivare un rapporto politico privilegiato con il mondo arabo: cosa resa impossibile dall’investitura – capestro israeliana e statunitense. Il risultato è che, mentre sulla sponda Sud e sulla sponda Est del Mediterraneo stanno maturando eventi decisivi (vedi quel che sta accadendo in Siria e in Egitto in questi ultime settimane e in questi ultimi giorni), l’Italia, politicamente, brilla per la sua assenza e per la sua ignavia.

Tutto va bene, dunque: tutto si sta svolgendo secondo copione. La commedia prosegue sicura, anche se un tantino monotona: perché non si sta recitando a soggetto, come avrebbe preferito il buon Pirandello, ma secondo un copione fisso e quanto mai scontato: quello che passa per la cerimonia dell’umiliazione nazionale.


A proposito di riti d'iniziazione ...massonici, vedi qui... 
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Tuesday, July 2, 2013

Balasso e la Pubblicità



Dove vanno a finire tutte le immagini e i suoni che immagazziniamo ogni giorno? Come si può bonificare il cervello dall'inquinamento cui è sottoposto in continuazione?

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