di Andrea Perrone
L’Ungheria non cede il passo contro l’usura internazionale e in nome della riacquisita sovranità nazionale ed economica. Il primo ministro magiaro di centro-destra Viktor Orban ha annunciato che sono in corso trattative per cui diverse “utilities” – le compagnie che forniscono servizi – dovranno essere rinazionalizzate, ovvero torneranno finalmente sotto il controllo dello Stato e non rimarranno nelle mani di speculatori privati senza scrupoli.
Da quanto emerso negli ultimi giorni l’esecutivo alla guida dell’Ungheria è in trattative per la nazionalizzazione di sei o sette utility con l'obiettivo di abbassare i prezzi dell’energia dopo gli attacchi speculativi al fiorino magiaro e le difficoltà create al governo Orban dall’usura internazionale e dai suoi servitori delle agenzie di rating privato.
Si tratta di un tentativo deciso dal premier, che il prossimo anno dovrà affrontare le elezioni con la sua coalizione, per aumentare il controllo statale, andando contro il trend negativo di svendita e di perdita dal controllo delle compagnie statali prevalente ormai in tutto il resto d’Europa. «Non posso ancora fare rivelazioni ma siamo in colloquio continuo per riacquistare o statalizzare almeno 6-7 società molto serie che operano nel comparto delle utilities e che sono state precedentemente privatizzate», ha precisato il primo ministro magiaro. Tra i principali operatori del settore utility in Ungheria c’è anche l’Eni tramite Tigaz, oltre alle tedesche E.On e RWE e alle francesi Edf e GDF Suez.
Non può stupirci una scelta del genere presa dal premier ungherese che da mesi si batte contro lo strapotere dei Signori del danaro in patria e all’estero. Una scelta responsabile in grado di avversare le ricette economiche iperliberiste che puntano alla svendita delle compagnie di fondamentale importanza per la collettività, evitando di regalarle a chi problemi economici non ne ha (multinazionali, imprese private, banche, ecc.). Operazione pianificata già da tempo: «Sono in corso colloqui con sei o sette compagnie fornitrici di servizi di pubblica utilità precedentemente privatizzate, per un loro riacquisto da parte dello stato», aveva osservato Orban qualche giorno fa nella sua settimanale intervista alla radio di Stato, soddisfatto delle strategie perseguite dal governo e dei successi ottenuti sul piano politico-economico.
Il capo del governo non ha comunicato i nomi di queste compagnie. Da quasi tre anni Orban e il suo partito Fidesz continuano a perseguire i loro obiettivi e ad inanellare una serie di successi nella lotta senza quartiere contro l’usura, la Banca centrale magiara, le banche ungheresi e internazionali, le tlc, nonché i famelici eurocrati sempre pronti a colpire chi difende la propria libertà e quella del suo popolo dalla troika dei grandi speculatori, rappresentata soprattutto dalla Bce e dalla Commissione europea, ma sostenuta in questa lotta senza quartiere da Fondo monetario e Banca mondiale, organizzazioni costituite da un ristretto numero di banchieri e tecnocrati in grado di prendere decisioni tali da rappresentare i veri nemici dei popoli sempre più sfruttati.
Dopo essere andato al governo nel 2010, con delle regolari elezioni politiche vinte grazie a un consenso popolare diffuso, il governo Orban ha già ripreso il controllo di alcune compagnie energetiche, tra le quali la controllata magiara del gigante tedesco E.On, oltre alla quota in mani estere della società petrolifera nazionale Mol e a una società idrica che era finita nelle mani della francese Suez.
Tutto questo vuole dire ritorno alla sovranità economica e nazionale nel rispetto del popolo e dello Stato, un binomio inscindibile in una società normale laddove l’economia sia davvero al servizio della politica e non il contrario, come avviene quotidianamente in tutto il mondo, tranne in America Latina dove sono riprese le nazionalizzazioni che avvengono nel nome della patria bolivariana per volere di Nicolás Maduro, successore di Hugo Chávez, oppure secondo le decisioni del governo boliviano di Evo Morales o del peronismo di sinistra argentino rappresentato egregiamente da Cristina Fernández Kirchner.
Nel resto del mondo, invece, i Signori del danaro dominano incontrastati un nugolo di indigenti, non più cittadini ma sudditi, spesso ignari volenti o nolenti della loro misera condizione e delle vere cause del disagio sociale crescente.
Persino superfluo, infine, sottolineare come una notizia di genere, come questa proveniente dall'Ungheria, abbia la capacità di delineare cosa avviene, al contrario, nel nostro Paese proprio in questo periodo.
Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”
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Friday, September 27, 2013
Wednesday, September 18, 2013
Il Destino che Attende l'Italia
di Paolo Cardenà
Mentre stanno andando in onda, a reti unificate, le celebrazioni per i successi riportati all'Isola del Giglio, dove la Costa Concordia è stata fatta riemergere dai fondali marini, con tutto il rispetto dovuto alle vittime di quella grande tragedia, c'è un'altra grande nave che sta andando letteralmente a fondo: è 'Italia. E in questo caso, siatene certi, i danni saranno ben maggiori.
Nelle settimane scorse abbiamo assistito al proliferare di fantasie, secondo le quali la crisi sarebbe ormai alle spalle. A parte il fatto che questi deliri sembrano smentiti anche dai numeri che le varie istituzioni internazionali hanno diffuso nei giorni scorsi, secondo le indiscrezioni che si apprendono dalla stampa, sembrerebbe che il DEF, di prossima pubblicazione, indichi, per il 2014, un rapporto DEBITO/PIL al 132.20%
Al riguardo, facciamo alcune semplici considerazioni.
1) La strada è segnata e il cammino è scritto. Nel senso che stiamo marciando speditamente verso uno scenario di tipo greco per quel che riguarda il debito pubblico; e verso uno scenario di tipo cipriota per quel che riguarda la gestione delle crisi bancarie che, prima o poi, è molto probabile che si verificheranno.
2) Ricondurre la traiettoria del debito verso un percorso di sostenibilità è assai difficile (se non impossibile), poiché, questo, si sta alimentando in maniera inerziale. Soprattutto in assenza di crescita robusta e di lungo periodo, che rischia di apparire solamente nel libro dei sogni.
3) Il punto due è tanto più vero se si considera che, eccetto gli ultimi 5 anni - nei quali l'Italia ha collezionato numeri degni di un vero e proprio disastro tipico di un bombardamento bellico - nei precedenti 10 anni o forse più, nonostante condizioni macroeconomiche estremamente favorevoli a livello planetario e credito in abbondanza senza precedenti, l'Italia è cresciuta molto meno rispetto ai partner europei. Di certo non in sintonia con le proprie necessità e con l'ampiezza del debito pubblico, cresciuto, dal 2000 in poi, di oltre 700 miliardi di euro ( di cui 170 nell'ultimo anno e mezzo). E' chiaro che al disastro di questa performance, non si è contrapposta una crescita adeguata del PIL, tale da comprimere il rapporto debito/PIL, confinandolo entro livelli meno allarmanti di quelli attuali. Infatti, se analizzassimo l'intero periodo, potremmo osservare che, eccezion fatta per gli anni 2004 e 2007 - nei quali il rapporto è stato di circa il 103% - in tutti gli altri è stato ben superiore, con l'esplosione avvenuta dall'anno 2008, fino a giungere agli attuali livelli che lo indicano al 130%. Inutile argomentare sul fatto che, l'esplosione del debito e conseguentemente del rapporto rispetto al PIL, è dovuta alla crisi in atto. E' evidente.
4) Compreso il punto tre, giova segnalare che, nel periodo considerato (ossia dal 2000 fino al 2008 e anche oltre) la base produttiva del paese, la vera generatrice di ricchezza, era molto più solida, vigorosa e dinamica rispetto a quanto lo sia allo stato attuale. La disoccupazione, per quanto alta, non è si mai attestata ai livelli allarmanti di oggi; peraltro con probabile tendenza ad un ulteriore peggioramento. I redditi reali erano ben più alti di quelli attuali e, conseguentemente, anche la capacita di spesa dei cittadini era ben più alta. Maggiori spese equivalgono a un maggior PIL. Quindi, a parità di aliquote, anche maggiori entrate per lo stato. Le imprese producevano e macinavano utili. Il settore immobiliare, proprio grazie all'espansione creditizia di quel periodo, era anch'esso in espansione ed era in forte crescita. Per non dimenticare poi che, la pressione fiscale, benché comunque alta, non aveva mai raggiunto i livelli attuali che oltrepassano di molto ogni limite tollerabile. Livelli come quelli attuali rendono inutile produrre e investire. Potremmo agevolmente definire quegli anni, un periodo di vacche grasse. Nulla a che vedere con la stato attuale delle cose, e con ciò che ci attende nei prossimi mesi o anni.
5) Chiarito il punto quattro, emerge che l'Italia, negli ultimi anni, ha perso una parte significativa del tessuto produttivo che, come noto, oltre ad essere generatore di ricchezza, è anche generatore di benessere sociale. Questo, prima di poter essere ricostituito - cosa che comunque avviene in anni e non in mesi - necessita quantomeno di condizioni migliori, e comunque esige la rimozione di tutte quelle criticità strutturali che ne hanno determinato la scomparsa. E qui la lista è tanto lunga al punto che si potrebbe andare avanti per giorni.
6) Pensare che l'Italia, in queste condizioni, senza che alcuna riforma concreta sia stata compiuta, possa agganciare qualche astratta ripresa che si dovesse presentare, e che possa farlo creando le condizioni per riassorbire in tempi solleciti qualche milione di disoccupati in più rispetto a quel periodo di vacche grasse, generando così le condizioni per una nuova fase virtuosa e di benessere, è semplicemente delirante, oltre che criminale. E' delirante per i motivi chiariti nei punti precedenti ed è criminale perché tende ad offrire, ad un numero elevato di persone che cercano lavoro e che ballano quotidianamente con la povertà, l'illusione che tra qualche mese potranno essere riassorbite nel mondo del lavoro. Così non sarà.
7) Cosa accadrà? Difficile dirlo. Ma alla stato attuale, lo scenario più plausibile è che, con ogni probabilità, l'Italia, con tutto ciò che ne deriverebbe, dovrà fare ricorso al fondo salva stati che, congiuntamente alla BCE, acquisterà i titoli di stato. Magari, è oltretutto probabile che l'Italia accompagnerà la richiesta di aiuti con qualche patrimoniale in grande stile che, verosimilmente, si abbatterà sui soliti noti. L'intervento della BCE e del fondo salva stati presupporrà un'ulteriore cessione di sovranità nazionale, mentre l'intervento della Troika imporrà misure di austerity ancor più invasive e distruttive. In altre parole, assisteremo alla più grande rapina della storia umana, poiché le ricchezze di ogni individuo, nelle diverse forme possedute, o diminuiranno di valore (nel caso di immobili o di altri asset), o saranno destinate ad essere confiscate, nelle forme più fantasiose possibili, transitando nelle casse delle stato per poi finire in quelle dei creditori: banche, istituzioni finanziarie.
8) L'impoverimento sarò generalizzato e verrà aggravato da una desertificazione impetuosa del tessuto industriale che indurrà un numero crescente di individui, soprattutto giovani, a cercare sopravvivenza altrove. Meno individui che lavorano in Italia, significa minori redditi spesi in loco e quindi ulteriore crollo di domanda interna, ulteriore contrazione del PIL e ulteriore crollo delle entrate tributarie. Conseguentemente diventerà impossibile sostenere la spesa pensionistica, la spesa sociale, e più in generale la spesa statale.
9) A quel punto, quando saranno rimaste ceneri e macerie, i governanti diranno che l'Italia è in bancarotta.
Fonte
Any source
Al riguardo, facciamo alcune semplici considerazioni.
1) La strada è segnata e il cammino è scritto. Nel senso che stiamo marciando speditamente verso uno scenario di tipo greco per quel che riguarda il debito pubblico; e verso uno scenario di tipo cipriota per quel che riguarda la gestione delle crisi bancarie che, prima o poi, è molto probabile che si verificheranno.
2) Ricondurre la traiettoria del debito verso un percorso di sostenibilità è assai difficile (se non impossibile), poiché, questo, si sta alimentando in maniera inerziale. Soprattutto in assenza di crescita robusta e di lungo periodo, che rischia di apparire solamente nel libro dei sogni.
3) Il punto due è tanto più vero se si considera che, eccetto gli ultimi 5 anni - nei quali l'Italia ha collezionato numeri degni di un vero e proprio disastro tipico di un bombardamento bellico - nei precedenti 10 anni o forse più, nonostante condizioni macroeconomiche estremamente favorevoli a livello planetario e credito in abbondanza senza precedenti, l'Italia è cresciuta molto meno rispetto ai partner europei. Di certo non in sintonia con le proprie necessità e con l'ampiezza del debito pubblico, cresciuto, dal 2000 in poi, di oltre 700 miliardi di euro ( di cui 170 nell'ultimo anno e mezzo). E' chiaro che al disastro di questa performance, non si è contrapposta una crescita adeguata del PIL, tale da comprimere il rapporto debito/PIL, confinandolo entro livelli meno allarmanti di quelli attuali. Infatti, se analizzassimo l'intero periodo, potremmo osservare che, eccezion fatta per gli anni 2004 e 2007 - nei quali il rapporto è stato di circa il 103% - in tutti gli altri è stato ben superiore, con l'esplosione avvenuta dall'anno 2008, fino a giungere agli attuali livelli che lo indicano al 130%. Inutile argomentare sul fatto che, l'esplosione del debito e conseguentemente del rapporto rispetto al PIL, è dovuta alla crisi in atto. E' evidente.
4) Compreso il punto tre, giova segnalare che, nel periodo considerato (ossia dal 2000 fino al 2008 e anche oltre) la base produttiva del paese, la vera generatrice di ricchezza, era molto più solida, vigorosa e dinamica rispetto a quanto lo sia allo stato attuale. La disoccupazione, per quanto alta, non è si mai attestata ai livelli allarmanti di oggi; peraltro con probabile tendenza ad un ulteriore peggioramento. I redditi reali erano ben più alti di quelli attuali e, conseguentemente, anche la capacita di spesa dei cittadini era ben più alta. Maggiori spese equivalgono a un maggior PIL. Quindi, a parità di aliquote, anche maggiori entrate per lo stato. Le imprese producevano e macinavano utili. Il settore immobiliare, proprio grazie all'espansione creditizia di quel periodo, era anch'esso in espansione ed era in forte crescita. Per non dimenticare poi che, la pressione fiscale, benché comunque alta, non aveva mai raggiunto i livelli attuali che oltrepassano di molto ogni limite tollerabile. Livelli come quelli attuali rendono inutile produrre e investire. Potremmo agevolmente definire quegli anni, un periodo di vacche grasse. Nulla a che vedere con la stato attuale delle cose, e con ciò che ci attende nei prossimi mesi o anni.
5) Chiarito il punto quattro, emerge che l'Italia, negli ultimi anni, ha perso una parte significativa del tessuto produttivo che, come noto, oltre ad essere generatore di ricchezza, è anche generatore di benessere sociale. Questo, prima di poter essere ricostituito - cosa che comunque avviene in anni e non in mesi - necessita quantomeno di condizioni migliori, e comunque esige la rimozione di tutte quelle criticità strutturali che ne hanno determinato la scomparsa. E qui la lista è tanto lunga al punto che si potrebbe andare avanti per giorni.
6) Pensare che l'Italia, in queste condizioni, senza che alcuna riforma concreta sia stata compiuta, possa agganciare qualche astratta ripresa che si dovesse presentare, e che possa farlo creando le condizioni per riassorbire in tempi solleciti qualche milione di disoccupati in più rispetto a quel periodo di vacche grasse, generando così le condizioni per una nuova fase virtuosa e di benessere, è semplicemente delirante, oltre che criminale. E' delirante per i motivi chiariti nei punti precedenti ed è criminale perché tende ad offrire, ad un numero elevato di persone che cercano lavoro e che ballano quotidianamente con la povertà, l'illusione che tra qualche mese potranno essere riassorbite nel mondo del lavoro. Così non sarà.
7) Cosa accadrà? Difficile dirlo. Ma alla stato attuale, lo scenario più plausibile è che, con ogni probabilità, l'Italia, con tutto ciò che ne deriverebbe, dovrà fare ricorso al fondo salva stati che, congiuntamente alla BCE, acquisterà i titoli di stato. Magari, è oltretutto probabile che l'Italia accompagnerà la richiesta di aiuti con qualche patrimoniale in grande stile che, verosimilmente, si abbatterà sui soliti noti. L'intervento della BCE e del fondo salva stati presupporrà un'ulteriore cessione di sovranità nazionale, mentre l'intervento della Troika imporrà misure di austerity ancor più invasive e distruttive. In altre parole, assisteremo alla più grande rapina della storia umana, poiché le ricchezze di ogni individuo, nelle diverse forme possedute, o diminuiranno di valore (nel caso di immobili o di altri asset), o saranno destinate ad essere confiscate, nelle forme più fantasiose possibili, transitando nelle casse delle stato per poi finire in quelle dei creditori: banche, istituzioni finanziarie.
8) L'impoverimento sarò generalizzato e verrà aggravato da una desertificazione impetuosa del tessuto industriale che indurrà un numero crescente di individui, soprattutto giovani, a cercare sopravvivenza altrove. Meno individui che lavorano in Italia, significa minori redditi spesi in loco e quindi ulteriore crollo di domanda interna, ulteriore contrazione del PIL e ulteriore crollo delle entrate tributarie. Conseguentemente diventerà impossibile sostenere la spesa pensionistica, la spesa sociale, e più in generale la spesa statale.
9) A quel punto, quando saranno rimaste ceneri e macerie, i governanti diranno che l'Italia è in bancarotta.
Fonte
Monday, September 9, 2013
Shut Up and Tax My Money
di Alessandra Daniele
La notizia c’è stata comunicata come se dovessimo esserne entusiasti: l’IMU è stata rinominata, e spostata in un’altra cartella. Si chiamerà Service Tax, e alla fine l’erario ci guadagnerà. L’IVA, omonima della Zanicchi, sarà attualizzata e ribattezzata GAGA.
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La notizia c’è stata comunicata come se dovessimo esserne entusiasti: l’IMU è stata rinominata, e spostata in un’altra cartella. Si chiamerà Service Tax, e alla fine l’erario ci guadagnerà. L’IVA, omonima della Zanicchi, sarà attualizzata e ribattezzata GAGA.
Un altr’idea dei brillanti Mr. Tars, sognatori di tasse, i designer fiscali finora dimostratisi così creativi. Il superlavoro però potrebbe esaurire i loro poteri. Perché non pensare anche a qualcos’altro per raccogliere soldi?
L’Italia è un paese da fumetto, da cartone animato, abbiamo un parlamento eletto col Porcellum, e una parlamentare che si autodefinisce la Pitonessa. Ecco quindi alcune idee per il merchandising di gadget:
Le Berbie
Bamboline tipo Barbie delle amazzoni berlusconiane: Santanchè, Gelmini, Carfagna, Biancofiore e le altre, con relativo guardaroba, e nome di battaglia zoologico. La Pitonessa, la Gattamorta, la Topolona, l’Ocagiuliva. Un ottimo esempio dell’immagine della donna in Italia. In aggiunta fra gli accessori, su modello di Ken, il bambolotto Alfano, scoglionato come l’originale.
Il Grillo antistress
Un Beppe di peluche che strizzato sbraita insulti pittoreschi, e minacce iperboliche, ma che in realtà è sostanzialmente innocuo, e perfetto per sfogare la rabbia degli elettori senza danno per i centri nervosi, e i centri del potere politico economico che decidono il governo.
Trasformerenzi
L’ex robottino rottamatore adesso raccoglie come un magnete tutta la ferraglia del suo partito, anche la più arrugginita, continuando però a insultarla davanti alle telecamere. «I dirigenti del PD perdevano anche le elezioni di condominio» ha detto ieri, lui che ha perso le primarie contro uno di loro. Adesso saltano sul suo carro del presunto vincitore mentre si trasforma in un camper, in un SUV, in un jet, in uno yacht, e in qualsiasi altra cosa pur di seguire il vento. Per poi deragliare come il treno di Rutelli, perché gli elettori di Berlusconi preferiscono sempre votare l’originale.
Cluedoni
Tutti sanno dall’inizio chi è il colpevole, lo scopo del gioco è impedire che la magistratura lo condanni, e che la condanna venga eseguita. Sulle carte, invece delle faccine, culi. Secondo Capezzone, Berlusconi sarebbe al di sopra della legge perché votato e acclamato da milioni di persone. Se le condanne penali dipendessero dalla popolarità, Capezzone prenderebbe la sedia elettrica.
Rosiko
C’è chi è felice solo in tempo di guerra, e in tempo di pace rosica. Il perché lo spiega bene Riccardo III:
«Io, che in sì bella forma son tagliato, defraudato d’ogni armonia di tratti, monco, deforme, calato anzitempo in mezzo a questo mondo che respira; io, che sono sbozzato per metà, e una metà sì sgraziata e sbilenca che m’abbaiano i cani quando passo; io, dico, in questa nostra neghittosa e zufolante stagione di pace, altro svago non ho, altro trastullo da consentirmi di passare il tempo, fuor che sbirciare la mia ombra al sole e intonar col pensiero, in vari toni, variazioni sul mio stato deforme».
Giocando a Rosiko si potrà impersonare Giuliano Ferrara.
Le Berbie
Bamboline tipo Barbie delle amazzoni berlusconiane: Santanchè, Gelmini, Carfagna, Biancofiore e le altre, con relativo guardaroba, e nome di battaglia zoologico. La Pitonessa, la Gattamorta, la Topolona, l’Ocagiuliva. Un ottimo esempio dell’immagine della donna in Italia. In aggiunta fra gli accessori, su modello di Ken, il bambolotto Alfano, scoglionato come l’originale.
Il Grillo antistress
Un Beppe di peluche che strizzato sbraita insulti pittoreschi, e minacce iperboliche, ma che in realtà è sostanzialmente innocuo, e perfetto per sfogare la rabbia degli elettori senza danno per i centri nervosi, e i centri del potere politico economico che decidono il governo.
Trasformerenzi
L’ex robottino rottamatore adesso raccoglie come un magnete tutta la ferraglia del suo partito, anche la più arrugginita, continuando però a insultarla davanti alle telecamere. «I dirigenti del PD perdevano anche le elezioni di condominio» ha detto ieri, lui che ha perso le primarie contro uno di loro. Adesso saltano sul suo carro del presunto vincitore mentre si trasforma in un camper, in un SUV, in un jet, in uno yacht, e in qualsiasi altra cosa pur di seguire il vento. Per poi deragliare come il treno di Rutelli, perché gli elettori di Berlusconi preferiscono sempre votare l’originale.
Cluedoni
Tutti sanno dall’inizio chi è il colpevole, lo scopo del gioco è impedire che la magistratura lo condanni, e che la condanna venga eseguita. Sulle carte, invece delle faccine, culi. Secondo Capezzone, Berlusconi sarebbe al di sopra della legge perché votato e acclamato da milioni di persone. Se le condanne penali dipendessero dalla popolarità, Capezzone prenderebbe la sedia elettrica.
Rosiko
C’è chi è felice solo in tempo di guerra, e in tempo di pace rosica. Il perché lo spiega bene Riccardo III:
«Io, che in sì bella forma son tagliato, defraudato d’ogni armonia di tratti, monco, deforme, calato anzitempo in mezzo a questo mondo che respira; io, che sono sbozzato per metà, e una metà sì sgraziata e sbilenca che m’abbaiano i cani quando passo; io, dico, in questa nostra neghittosa e zufolante stagione di pace, altro svago non ho, altro trastullo da consentirmi di passare il tempo, fuor che sbirciare la mia ombra al sole e intonar col pensiero, in vari toni, variazioni sul mio stato deforme».
Giocando a Rosiko si potrà impersonare Giuliano Ferrara.
Thursday, August 22, 2013
Ultima Condanna: per l’Italia Sarà la Fine, e Letta Obbedirà
Siamo definitivamente spacciati, perché abbiamo accettato tutte le clausole-capestro dei trattati europei. Prima Maastricht, poi il Fiscal Compact, il Mes e l’Europact, cui ora si aggiungono le concessioni di spesa pubblica offerte il 3 luglio all’Italia dalla Commissione Europea e il futuro Rf, il trattato per la nascita del Redemption Fund per i debiti pubblici dell’Eurozona.
Tutto questo, avverte Paolo Barnard, a patto che il paese aderente adotti “stringenti misure di aggiustamento della spesa pubblica”. E cioè: dovremo «tagliare la spesa pubblica in servizi, sanità, istruzione e infrastrutture», amputare ulteriormente salari e pensioni, «privatizzare tutto ciò che è rimasto pubblico, inclusa l’acqua e le infrastrutture vitali del paese». Non solo: dovremo anche «licenziare fette d’impiego pubblico anche tra gli impieghi vitali come insegnanti, vigili del fuoco, polizia e sanitari», oltre a «liberalizzare ogni settore dell’economia, anche quelli strategici per l’interesse pubblico», nonché «ridurre al minimo il welfare e gli ammortizzatori sociali».
La verità, sostiene Barnard nel suo blog, è che ormai «il governo dell’Italia intera risiede a Bruxelles presso la Commissione Europea e a Francoforte presso la Banca Centrale Europea, e non più a Roma, in virtù dei Trattati europei», tutti ratificati dal nostro paese. Trattati-capestro che «hanno privato il nostro governo di ogni reale potere (esecutivo, monetario e parlamentare) trasferendoli appunto a Bruxelles e a Francoforte». Di conseguenza, «il governo di Roma e il Parlamento italiano sono oggi istituzioni di facciata, con poteri risibili e nessun potere sovrano di sostanza». Devastante, quindi, il corollario dell’odierno funzionamento dell’Unione Europea e soprattutto dell’Eurozona, i cui trattati contengono tutti queste severissime imposizioni. «Ora – aggiunge Barnard – la cosa da capire è che esse sono il dogma, la Bibbia, la spina dorsale dell’ideologia neoliberista e neoclassica delle élite del Vero Potere, cioè degli speculatori finanziari, dei tecnocrati bancari e dei mega-industriali».
I diktat che stanno per “terminare” definitivamente la nostra economia «sono la loro linfa vitale, la loro mira primaria, il loro tutto: sono in realtà questi dogmi, Bibbia, spina dorsale, raccolti in quella clausola, che devono essere imposti a milioni di cittadini e ai loro governi, e i trattati assieme alla Ue stessa e all’Eurozona sono solo il veicolo per imporli». In altre parole: «A noi hanno raccontato che i trattati, la Ue e l’Eurozona sono il cuore di tutto, sono il goal finale di un grande lavoro, le istituzioni-cardine del futuro europeo. Ma non è vero. Il cuore di tutto, ilgoal ultimo, l’istituzione-cardine del futuro europeo è quella clausola neoliberista e neoclassica socialmente distruttiva, che deve devastare intere società ed esautorare gli Stati per il profitto di pochi».
Tutto il resto, «cioè i trattati, la Ue stessa e l’Eurozona» sono solo «uno scivolo ben oliato con cui imporre quella distruzione del bene pubblico». Senza questo scopo, l’attuale Europa– compreso l’euro – perde significato. Sicché, oggi accade che «quell’impotente pupazzetto anemico di Letta deve in realtà obbedire all’adozione di “stringenti misure di aggiustamento della spesa pubblica”», e ovviamente lo farà. Tagliare l’Italia, o quel che ne resta, «per l’esclusivo profitto di un nugolo di grandi speculatori del Vero Potere, portando ulteriore distruzione all’economia vitale per noi cittadini, che siamo milioni». Ebbene, «sta accadendo», mentre l’agenda politica nazionale si attarda ancora a divertirsi con Renzi e Berlusconi.
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La verità, sostiene Barnard nel suo blog, è che ormai «il governo dell’Italia intera risiede a Bruxelles presso la Commissione Europea e a Francoforte presso la Banca Centrale Europea, e non più a Roma, in virtù dei Trattati europei», tutti ratificati dal nostro paese. Trattati-capestro che «hanno privato il nostro governo di ogni reale potere (esecutivo, monetario e parlamentare) trasferendoli appunto a Bruxelles e a Francoforte». Di conseguenza, «il governo di Roma e il Parlamento italiano sono oggi istituzioni di facciata, con poteri risibili e nessun potere sovrano di sostanza». Devastante, quindi, il corollario dell’odierno funzionamento dell’Unione Europea e soprattutto dell’Eurozona, i cui trattati contengono tutti queste severissime imposizioni. «Ora – aggiunge Barnard – la cosa da capire è che esse sono il dogma, la Bibbia, la spina dorsale dell’ideologia neoliberista e neoclassica delle élite del Vero Potere, cioè degli speculatori finanziari, dei tecnocrati bancari e dei mega-industriali».
I diktat che stanno per “terminare” definitivamente la nostra economia «sono la loro linfa vitale, la loro mira primaria, il loro tutto: sono in realtà questi dogmi, Bibbia, spina dorsale, raccolti in quella clausola, che devono essere imposti a milioni di cittadini e ai loro governi, e i trattati assieme alla Ue stessa e all’Eurozona sono solo il veicolo per imporli». In altre parole: «A noi hanno raccontato che i trattati, la Ue e l’Eurozona sono il cuore di tutto, sono il goal finale di un grande lavoro, le istituzioni-cardine del futuro europeo. Ma non è vero. Il cuore di tutto, ilgoal ultimo, l’istituzione-cardine del futuro europeo è quella clausola neoliberista e neoclassica socialmente distruttiva, che deve devastare intere società ed esautorare gli Stati per il profitto di pochi».
Tutto il resto, «cioè i trattati, la Ue stessa e l’Eurozona» sono solo «uno scivolo ben oliato con cui imporre quella distruzione del bene pubblico». Senza questo scopo, l’attuale Europa– compreso l’euro – perde significato. Sicché, oggi accade che «quell’impotente pupazzetto anemico di Letta deve in realtà obbedire all’adozione di “stringenti misure di aggiustamento della spesa pubblica”», e ovviamente lo farà. Tagliare l’Italia, o quel che ne resta, «per l’esclusivo profitto di un nugolo di grandi speculatori del Vero Potere, portando ulteriore distruzione all’economia vitale per noi cittadini, che siamo milioni». Ebbene, «sta accadendo», mentre l’agenda politica nazionale si attarda ancora a divertirsi con Renzi e Berlusconi.
Monday, July 29, 2013
Orban: l'Uomo della Sovranità Nazionale
Per chi non l'avesse ancora capito l'Europa sta vivendo il periodo più buio della sua millenaria storia… Il più buio anche perchè il più occultato e mistificato. Insomma viviamo in una prigione totale e molti ancora non se ne rendono conto, plagiati dai media di regime. Tutti i fantasmi che qualcuno pensava fossero stati fugati – sulla scia di testi di storia completamente distorti, falsi ed alterati – stanno prendendo corpo, e sotto le mentite spoglie di agnelli che lavorano per una presunta e miracolistica unificazione europea, i mostri e gli spettri più cupi del passato stanno tornando minacciosamente a galla per una sorta di attacco finale ai popoli.
L'attentato a Viktor Orban, sembra essere unito a un doppio filo rosso con questa tesi, che qualcuno – erroneamente – bollerà come "complottista", ma che alla fine è la pura e semplice realtà dei fatti. Il convoglio che accompagnava il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán, in viaggio verso la Balvanyos Summer University, con tanto di poliziotti rumeni a scorta del convoglio, ha subito un gravissimo incidente-attentato. Tra i feriti, il Console Generale ungherese ed altri 4 "suoi fidati uomini". Rimasto miracolosamente illeso il Premier.
Negli ultimi giorni, in Ungheria era stato chiuso l'ufficio del Fondo Monetario Internazionale. Sarà stata una strana coincidenza? Per molti no! Sarà una strana coincidenza il fatto che il Bilderberg abbia affrontato il "problema Ungheria" nell'ultimo suo incontro? Certo, vietare gli OGM e puntare sulla rinazionalizzazione della Banca Centrale non sono cose da poco!
Ma l'uomo della sovranità e dell'indipendenza per antonomasia, l'uomo che ha osato come detto vietare i distruttivi OGM nel proprio Paese l'uomo che è diventato un esempio e modello per centinaia di milioni di europei schiacciati, sviliti e distrutti dall'usura internazionae e dal golpe masso-mafioso dei poteri occulti che dominano l'Europa, nelle ultime ore ha preso la situazione di petto ed ha parlato alla Nazione in diretta TV.
Senza alcun pelo sulla lingua Orban ha esordito parlando del Nuovo Ordine Mondiale e di cosa gli stati devono fare per liberarsi da questo diabolico cancro mondialista, proteso a distruggere non solo le nazioni e le costituzioni, ma le famiglie, "la Famiglia", e gli stessi uomini. Come? Sovvertendo la natura e la società in nome del "progresso"; distruggendo il creato (vedi OGM, per l'appunto) e modificando lo stesso DNA umano; creando debiti fittizi ed inestinguibili e iniziando più o meno in tutto il mondo guerre senza fine e logica. Guerre spacciate per missioni di Pace e missioni per "l'esportazione della democrazia". Cosiddette "primavere". Più simili però a gelidi e taglienti Inverni.
Orban nell'occasione ha chiamato a raccolta tutta la Nazione, tutti gli Ungheresi di buona volontà, sono stati chiamati a dare il proprio contributo in termini pratici e di idee per contrastare il male assoluto che vuol distruggere e schiavizzare la Nazione, come fatto già con la Grecia ed in buona parte con Spagna, Portogallo, Irlanda, Cipro, Italia. Orban ha ammonito sul fatto che ogni idea proveniente dal popolo e dagli amici della nazione, dotata di senso pratico e spessore morale e/o legale sarà ben accetta per il governo e diventerà la protagonista principale delle sue politiche, per il bene del popolo. Una sorta di nuovo, fantastico e rivoluzionario modello di università a cielo aperto, libera e aperta come mai.
Nella sua compita e puntuale digressione sul pericolo ed il male concreto del Nuovo Ordine Mondiale in via di completamento ha affrontato il tema anche dal punto di vista storico, ricordando agli Ungheresi – accorsi per l'occasione da tutta la Nazione – come nel 1918 il percorso fu segnato dall'ascesa degli Stati Uniti e dal formarsi di nuovi equilibri mondiali, guidati da poteri occulti. Le Guerre mondiali – ha notato in pratica il Prermier - portarono all'instaurazione di un "Nuovo Mondo" in Europa. Non a caso – aggiungiamo – il 1943 fu l'anno del colpo di stato angloamericano ai danni dell'Italia.
Nel 1990 – ha poi continuato il Premier ungherese - l'impero sovietico ha cessato di esistere nel mondo bipolare e gli Stati Uniti si sono imposti all'Europa in una posizione dominante. Per il vero – aggiungiamo – il golpe USA-CIA nel Vecchio Continente iniziò con il Piano Kalergi, ancor prima della nascita dell'UE. Orban nel suo intervento ha poi parlato di due principali difetti/errori (orrori) fatali all'Europa di oggi: il centralismo europeista che ha preso in contropiede molti popoli che non immaginavano una tale deriva, nonché il sistema di moneta comune, apripista della cosiddetta "crisi". Beh, non ci resta che gridare: "Forza Orban! Forza Ungheria! L'Italia e gli Italiani ora hanno un modello da seguire. E non esistono più alibi e mezze misure per nessuno! Né per la politica, né per la cosiddetta "antipolitica". A buon intenditor…
di Sergio Basile
Tratto da Qui EuropaAny source
L'attentato a Viktor Orban, sembra essere unito a un doppio filo rosso con questa tesi, che qualcuno – erroneamente – bollerà come "complottista", ma che alla fine è la pura e semplice realtà dei fatti. Il convoglio che accompagnava il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán, in viaggio verso la Balvanyos Summer University, con tanto di poliziotti rumeni a scorta del convoglio, ha subito un gravissimo incidente-attentato. Tra i feriti, il Console Generale ungherese ed altri 4 "suoi fidati uomini". Rimasto miracolosamente illeso il Premier.
Negli ultimi giorni, in Ungheria era stato chiuso l'ufficio del Fondo Monetario Internazionale. Sarà stata una strana coincidenza? Per molti no! Sarà una strana coincidenza il fatto che il Bilderberg abbia affrontato il "problema Ungheria" nell'ultimo suo incontro? Certo, vietare gli OGM e puntare sulla rinazionalizzazione della Banca Centrale non sono cose da poco!
Ma l'uomo della sovranità e dell'indipendenza per antonomasia, l'uomo che ha osato come detto vietare i distruttivi OGM nel proprio Paese l'uomo che è diventato un esempio e modello per centinaia di milioni di europei schiacciati, sviliti e distrutti dall'usura internazionae e dal golpe masso-mafioso dei poteri occulti che dominano l'Europa, nelle ultime ore ha preso la situazione di petto ed ha parlato alla Nazione in diretta TV.
Senza alcun pelo sulla lingua Orban ha esordito parlando del Nuovo Ordine Mondiale e di cosa gli stati devono fare per liberarsi da questo diabolico cancro mondialista, proteso a distruggere non solo le nazioni e le costituzioni, ma le famiglie, "la Famiglia", e gli stessi uomini. Come? Sovvertendo la natura e la società in nome del "progresso"; distruggendo il creato (vedi OGM, per l'appunto) e modificando lo stesso DNA umano; creando debiti fittizi ed inestinguibili e iniziando più o meno in tutto il mondo guerre senza fine e logica. Guerre spacciate per missioni di Pace e missioni per "l'esportazione della democrazia". Cosiddette "primavere". Più simili però a gelidi e taglienti Inverni.
Orban nell'occasione ha chiamato a raccolta tutta la Nazione, tutti gli Ungheresi di buona volontà, sono stati chiamati a dare il proprio contributo in termini pratici e di idee per contrastare il male assoluto che vuol distruggere e schiavizzare la Nazione, come fatto già con la Grecia ed in buona parte con Spagna, Portogallo, Irlanda, Cipro, Italia. Orban ha ammonito sul fatto che ogni idea proveniente dal popolo e dagli amici della nazione, dotata di senso pratico e spessore morale e/o legale sarà ben accetta per il governo e diventerà la protagonista principale delle sue politiche, per il bene del popolo. Una sorta di nuovo, fantastico e rivoluzionario modello di università a cielo aperto, libera e aperta come mai.
Nella sua compita e puntuale digressione sul pericolo ed il male concreto del Nuovo Ordine Mondiale in via di completamento ha affrontato il tema anche dal punto di vista storico, ricordando agli Ungheresi – accorsi per l'occasione da tutta la Nazione – come nel 1918 il percorso fu segnato dall'ascesa degli Stati Uniti e dal formarsi di nuovi equilibri mondiali, guidati da poteri occulti. Le Guerre mondiali – ha notato in pratica il Prermier - portarono all'instaurazione di un "Nuovo Mondo" in Europa. Non a caso – aggiungiamo – il 1943 fu l'anno del colpo di stato angloamericano ai danni dell'Italia.
Nel 1990 – ha poi continuato il Premier ungherese - l'impero sovietico ha cessato di esistere nel mondo bipolare e gli Stati Uniti si sono imposti all'Europa in una posizione dominante. Per il vero – aggiungiamo – il golpe USA-CIA nel Vecchio Continente iniziò con il Piano Kalergi, ancor prima della nascita dell'UE. Orban nel suo intervento ha poi parlato di due principali difetti/errori (orrori) fatali all'Europa di oggi: il centralismo europeista che ha preso in contropiede molti popoli che non immaginavano una tale deriva, nonché il sistema di moneta comune, apripista della cosiddetta "crisi". Beh, non ci resta che gridare: "Forza Orban! Forza Ungheria! L'Italia e gli Italiani ora hanno un modello da seguire. E non esistono più alibi e mezze misure per nessuno! Né per la politica, né per la cosiddetta "antipolitica". A buon intenditor…
di Sergio Basile
Tratto da Qui EuropaAny source
Thursday, July 25, 2013
40 MOTIVI PER SCENDERE IN STRADA TUTTI I GIORNI
"Scopri a cosa le persone si sottomettono tranquillamente e avrai l'esatta misura dell'ingiustizia e del male che sarà a loro inflitto". [Frederick Douglass]
MOTIVO 1: Nel mese di giugno 2013 sono morte 37 milioni di api.
La cultura della supremazia bianca è incorporata così profondamente nella nostra psiche collettiva da diventare "invisibile". È incorporata così profondamente che anche chi si oppone gioca secondo le sue regole. È incorporata così profondamente che anche le vittime giocano secondo le sue regole.
MOTIVO 2: Le donne guadagnano 77 centesimi per ogni dollaro pagato a un uomo.
Caso in questione: l'assassinio di Trayvon Martin. Un giovane ragazzo nero, vestito in un modo che riflette la cultura popolare è prontamente caratterizzato e perseguitato da un uomo ispanico. Viene provocato uno scontro, l'uomo ispanico tira fuori un'arma e ancora una volta viene ucciso un giovane ragazzo nero.
MOTIVO 3: Gli USA costituiscono circa il 5% della popolazione della terra, ma consumano più del 25% delle "risorse" della terra.
Seguendo il copione trito e ritrito, i mezzi di comunicazione corporativi alimentano le fiamme del razzismo, il giovane ragazzo nero viene demonizzato, la nazione viene divisa, il processo è uno spettacolo e l'assassino di un giovane ragazzo nero è inevitabilmente prosciolto.
MOTIVO 4: L'aumento del 30% dell'acidità dell'oceano.
Pronti a colpire obbedientemente il loro punto e leggere le loro righe diligentemente sono anche gli attivisti part-time (sono ridondante?) che legittimamente -e prevedibilmente- sono scesi in strada, dopo l’annuncio del verdetto, per pochi giorni di "indignazione". Per 48-72 ore o giù di lì, canti di "nessuna giustizia, nessuna pace" faranno eco. Chi detiene il potere accoglierà questo "dissenso" accettato come prova che la libertà di parola regna suprema qui nella nazione di dio.
MOTIVO 5: Ogni 20 secondi, un bambino muore in seguito a servizi sanitari carenti. Ciò significa 1,5 milioni di morti evitabili ogni anno.
Il capitolo finale in questo episodio del Cinema della Supremazia Bianca presenterà leader (sic) da tutte le parti, invocando la "calma" mentre i mezzi d'informazione corporativi prepareranno i loro titoli da prima pagina "le proteste diventano violente" per oscurare il fatto che ogni singolo minuto di ogni singolo giorno dentro la nostra cultura è un atto di violenza chiaro e presente.
MOTIVO 6: Il Dipartimento della Difesa USA -l'istituzione interventista precedentemente nota come Dipartimento della Guerra -- è il più grande inquinatore sul Pianeta Terra, per esempio, rilasciando più rifiuti pericolosi che le cinque più grandi aziende chimiche americane messe insieme. Oltre al danno, la beffa, visto che il peggiore inquinatore del mondo divora il 54 % dei dollari dei contribuenti USA.
Non sto suggerendo di non esprimere sdegno o di non scendere in strada. Sto dicendo, tuttavia, di abbandonare il ruolo imponente che questa cultura si aspetta e ci permette di occupare. Sentire ed esprimere sdegno riguardo il verdetto di Zimmerman è garantito e necessario. Ma dov'è lo sdegno quotidiano, orario, quando il paradigma dominante minaccia noi e tutte le forme di vita?
MOTIVO 7: Il debito degli studenti ora supera il debito totale dei consumatori e recentemente ha superato i 1000 miliardi di dollari.
Finora, avete probabilmente recepito quello che sto offrendo come motivazioni urgenti e salienti per esprimere sdegno. Nel seguito di questo articolo, permettetemi di introdurre alcune ragioni in più per scendere in strada -- e restare lì:
MOTIVO 8: Negli USA nascono 2660 bambini in povertà ogni giorno.
MOTIVO 9: Oltre dieci anni dopo l'invasione guidata dagli USA, l'Afghanistan ha il più alto tasso di mortalità infantile del mondo -- 257 morti per 1000 nascite-- mentre al 70 % della popolazione manca l'accesso all'acqua.
MOTIVO 10: le corporazioni godono della "razza umana".
MOTIVO 11: Circa 50 milioni di americani sono senza assicurazione sanitaria.
Non siete ancora arrabbiati?
MOTIVO 12: 81 tonnellate americane di mercurio [circa 73 tonnellate italiane] sono emesse nell'atmosfera ogni anno a causa della generazione di energia elettrica globale.
MOTIVO 13: In Pakistan si è scoperto che 1 su 7 attacchi di droni statunitensi finisce in un incidente mortale per bambini.
MOTIVO 14: il 44% della popolazione americana condannata a morte è afroamericana (un gruppo etnico che costituisce solo il 12.6% della popolazione totale della nazione).
Pensi che potresti mettere giù il telecomando ora?
MOTIVO 15: fratturazione idraulica
MOTIVO 16: estrazione dalle sabbie bituminose
MOTIVO 17: OGM
MOTIVO 18: Persone senza tetto
MOTIVO 19: Fabbriche che sfruttano i lavoratori
MOTIVO 20: Gabbie per i vitelli, fabbriche di pellicce, baleniere, carrozze per cavalli, gabbie per i polli, ring per combattimenti di cani, mattatoi, zoo, circhi, rodei, e le istituzioni moralmente indifendibili e scientificamente fraudolente della sperimentazione animale.
Si è mossa un po' di emozione?
MOTIVO 21: Pestaggio di gay
MOTIVO 22: Mine
MOTIVO 23: Centri commerciali
MOTIVO 24: Miniere
MOTIVO 25: Ogni 28 ore, negli USA, una persona nera viene uccisa da un poliziotto, guardia di sicurezza, o da un vigilante improvvisatosi tale.
Riesci a separarti dal tuo smart phone abbastanza a lungo da capire che abbiamo raggiunto il punto di non ritorno?
MOTIVO 26: Criminali di guerra come Henry Kissinger, Bill Clinton, Dick Cheney e Madeleine Albright camminano liberi, mentre persone come Leonard Peltier, Mumia Abu-Jamal, Lynne Stewart, e Bradley Manning rimangono in gabbia.
MOTIVO 27: Armi nucleari/scorie nucleari/uranio impoverito.
MOTIVO 28: l'uso annuale mondiale di pesticidi è di 500 miliardi di tonnellate americane [circa 450 miliardi di tonnellate italiane].
MOTIVO 29: La dieta giornaliera basata sulla carne è la fonte mondiale numero uno di gas serra causato dagli umani annualmente -- tutto in nome di un'industria responsabile anche di indicibili crudeltà sugli animali, epidemie di malattie evitabili, sfruttamento del lavoro, distruzione di un terzo della superficie del pianeta e maggior controllo/profitto per l'1%.
MOTIVO 30: la malnutrizione contribuisce a 5 milioni di morti di bambini sotto i 5 anni ogni anno nei paesi in via di sviluppo.
Credi che i responsabili dell'attuale stato delle cose cambieranno volontariamente il loro comportamento presto? Se no, quando ti alzerai?
MOTIVO 31: Ogni miglio quadrato di oceano ora ospita 46.000 pezzi di plastica galleggiante.
MOTIVO 32: La causa principale di morti umane e malattie del pianeta è la diarrea e l’88% di queste morti sono direttamente collegate a una mancanza di accesso ad acque sicure.
MOTIVO 33: Il 90 % dei grandi pesci dell'oceano sono già spariti.
MOTIVO 34: L’80 % delle foreste del mondo sono già sparite.
MOTIVO 35: Ogni giorno vengono distrutti 200.000 acri di foresta pluviale.
MOTIVO 36: Ogni giorno, 150-200 specie di animali e di piante si estinguono.
MOTIVO 37: Ogni giorno, 13 milioni di tonnellate americane [circa 11 milioni di tonnellate italiane] di prodotti chimici tossici sono rilasciate sul pianeta.
MOTIVO 38: Ogni giorno, da 25.000 a 30.000 bambini sotto i cinque anni muoiono per cause evitabili.
Per quanto tempo aspetterai ancora? Quanto tempo pensi che abbiamo?
MOTIVO 39: Qui nella terra dei liberi, 1 adulto su 31 è in prigione, in libertà condizionata o in libertà vigilata.
MOTIVO 40: Qui nella casa dei coraggiosi, viene violentata una donna ogni 46 secondi.
Il nostro stile di vita
"La terra non sta morendo. La stanno uccidendo, e le persone che la uccidono hanno nomi e indirizzi". [Utah Phillips]
Tutto ciò che ho elencato è solo un minuscolo campione di ciò che il business ha disseminato. È una procedura operativa standard nel nostro amato "stile di vita" e, come ha annunciato Barack Obama al mondo nella sua prima inaugurazione "Non chiederemo mai scusa per il nostro stile di vita, né vacilleremo nella sua difesa".
MOTIVO 41: "Il nostro stile di vita" ci ha portati sull'orlo del collasso sociale, economico e ambientale.
Ognuno di noi ha un ruolo nel massacro endemico e siamo già in ritardo per assumerci le nostre colpe. Tuttavia, esiste un gruppo d'elite di criminali internazionali --ora identificato come l'1% -- più responsabile per l'omnicidio perpetuo. Questi sociopatici insaziabili non cambieranno mai volontariamente il loro comportamento, il che ovviamente significa:Sta a noi.
La settimana scorsa è stato messo sotto processo molto più che un sintomo di nome George Zimmerman. Il nostro intero sistema di credenze è stato processato e ognuno di noi rimane sotto processo.
Prima che venga raggiunto un verdetto finale, dobbiamo chiederci: in questa orgia di crimini globali chiamata "il nostro stile di vita", sarò un complice o metterò i bastoni fra le ruote?
Promemoria: Compiacente = Complice. Non esistono neutrali.
Ci vediamo in strada, compagni...
di Mickey Z
Any source
MOTIVO 1: Nel mese di giugno 2013 sono morte 37 milioni di api.
La cultura della supremazia bianca è incorporata così profondamente nella nostra psiche collettiva da diventare "invisibile". È incorporata così profondamente che anche chi si oppone gioca secondo le sue regole. È incorporata così profondamente che anche le vittime giocano secondo le sue regole.
MOTIVO 2: Le donne guadagnano 77 centesimi per ogni dollaro pagato a un uomo.
Caso in questione: l'assassinio di Trayvon Martin. Un giovane ragazzo nero, vestito in un modo che riflette la cultura popolare è prontamente caratterizzato e perseguitato da un uomo ispanico. Viene provocato uno scontro, l'uomo ispanico tira fuori un'arma e ancora una volta viene ucciso un giovane ragazzo nero.
MOTIVO 3: Gli USA costituiscono circa il 5% della popolazione della terra, ma consumano più del 25% delle "risorse" della terra.
Seguendo il copione trito e ritrito, i mezzi di comunicazione corporativi alimentano le fiamme del razzismo, il giovane ragazzo nero viene demonizzato, la nazione viene divisa, il processo è uno spettacolo e l'assassino di un giovane ragazzo nero è inevitabilmente prosciolto.
MOTIVO 4: L'aumento del 30% dell'acidità dell'oceano.
Pronti a colpire obbedientemente il loro punto e leggere le loro righe diligentemente sono anche gli attivisti part-time (sono ridondante?) che legittimamente -e prevedibilmente- sono scesi in strada, dopo l’annuncio del verdetto, per pochi giorni di "indignazione". Per 48-72 ore o giù di lì, canti di "nessuna giustizia, nessuna pace" faranno eco. Chi detiene il potere accoglierà questo "dissenso" accettato come prova che la libertà di parola regna suprema qui nella nazione di dio.
MOTIVO 5: Ogni 20 secondi, un bambino muore in seguito a servizi sanitari carenti. Ciò significa 1,5 milioni di morti evitabili ogni anno.
Il capitolo finale in questo episodio del Cinema della Supremazia Bianca presenterà leader (sic) da tutte le parti, invocando la "calma" mentre i mezzi d'informazione corporativi prepareranno i loro titoli da prima pagina "le proteste diventano violente" per oscurare il fatto che ogni singolo minuto di ogni singolo giorno dentro la nostra cultura è un atto di violenza chiaro e presente.
MOTIVO 6: Il Dipartimento della Difesa USA -l'istituzione interventista precedentemente nota come Dipartimento della Guerra -- è il più grande inquinatore sul Pianeta Terra, per esempio, rilasciando più rifiuti pericolosi che le cinque più grandi aziende chimiche americane messe insieme. Oltre al danno, la beffa, visto che il peggiore inquinatore del mondo divora il 54 % dei dollari dei contribuenti USA.
Non sto suggerendo di non esprimere sdegno o di non scendere in strada. Sto dicendo, tuttavia, di abbandonare il ruolo imponente che questa cultura si aspetta e ci permette di occupare. Sentire ed esprimere sdegno riguardo il verdetto di Zimmerman è garantito e necessario. Ma dov'è lo sdegno quotidiano, orario, quando il paradigma dominante minaccia noi e tutte le forme di vita?
MOTIVO 7: Il debito degli studenti ora supera il debito totale dei consumatori e recentemente ha superato i 1000 miliardi di dollari.
Finora, avete probabilmente recepito quello che sto offrendo come motivazioni urgenti e salienti per esprimere sdegno. Nel seguito di questo articolo, permettetemi di introdurre alcune ragioni in più per scendere in strada -- e restare lì:
MOTIVO 8: Negli USA nascono 2660 bambini in povertà ogni giorno.
MOTIVO 9: Oltre dieci anni dopo l'invasione guidata dagli USA, l'Afghanistan ha il più alto tasso di mortalità infantile del mondo -- 257 morti per 1000 nascite-- mentre al 70 % della popolazione manca l'accesso all'acqua.
MOTIVO 10: le corporazioni godono della "razza umana".
MOTIVO 11: Circa 50 milioni di americani sono senza assicurazione sanitaria.
Non siete ancora arrabbiati?
MOTIVO 12: 81 tonnellate americane di mercurio [circa 73 tonnellate italiane] sono emesse nell'atmosfera ogni anno a causa della generazione di energia elettrica globale.
MOTIVO 13: In Pakistan si è scoperto che 1 su 7 attacchi di droni statunitensi finisce in un incidente mortale per bambini.
MOTIVO 14: il 44% della popolazione americana condannata a morte è afroamericana (un gruppo etnico che costituisce solo il 12.6% della popolazione totale della nazione).
Pensi che potresti mettere giù il telecomando ora?
MOTIVO 15: fratturazione idraulica
MOTIVO 16: estrazione dalle sabbie bituminose
MOTIVO 17: OGM
MOTIVO 18: Persone senza tetto
MOTIVO 19: Fabbriche che sfruttano i lavoratori
MOTIVO 20: Gabbie per i vitelli, fabbriche di pellicce, baleniere, carrozze per cavalli, gabbie per i polli, ring per combattimenti di cani, mattatoi, zoo, circhi, rodei, e le istituzioni moralmente indifendibili e scientificamente fraudolente della sperimentazione animale.
Si è mossa un po' di emozione?
MOTIVO 21: Pestaggio di gay
MOTIVO 22: Mine
MOTIVO 23: Centri commerciali
MOTIVO 24: Miniere
MOTIVO 25: Ogni 28 ore, negli USA, una persona nera viene uccisa da un poliziotto, guardia di sicurezza, o da un vigilante improvvisatosi tale.
Riesci a separarti dal tuo smart phone abbastanza a lungo da capire che abbiamo raggiunto il punto di non ritorno?
MOTIVO 26: Criminali di guerra come Henry Kissinger, Bill Clinton, Dick Cheney e Madeleine Albright camminano liberi, mentre persone come Leonard Peltier, Mumia Abu-Jamal, Lynne Stewart, e Bradley Manning rimangono in gabbia.
MOTIVO 27: Armi nucleari/scorie nucleari/uranio impoverito.
MOTIVO 28: l'uso annuale mondiale di pesticidi è di 500 miliardi di tonnellate americane [circa 450 miliardi di tonnellate italiane].
MOTIVO 29: La dieta giornaliera basata sulla carne è la fonte mondiale numero uno di gas serra causato dagli umani annualmente -- tutto in nome di un'industria responsabile anche di indicibili crudeltà sugli animali, epidemie di malattie evitabili, sfruttamento del lavoro, distruzione di un terzo della superficie del pianeta e maggior controllo/profitto per l'1%.
MOTIVO 30: la malnutrizione contribuisce a 5 milioni di morti di bambini sotto i 5 anni ogni anno nei paesi in via di sviluppo.
Credi che i responsabili dell'attuale stato delle cose cambieranno volontariamente il loro comportamento presto? Se no, quando ti alzerai?
MOTIVO 31: Ogni miglio quadrato di oceano ora ospita 46.000 pezzi di plastica galleggiante.
MOTIVO 32: La causa principale di morti umane e malattie del pianeta è la diarrea e l’88% di queste morti sono direttamente collegate a una mancanza di accesso ad acque sicure.
MOTIVO 33: Il 90 % dei grandi pesci dell'oceano sono già spariti.
MOTIVO 34: L’80 % delle foreste del mondo sono già sparite.
MOTIVO 35: Ogni giorno vengono distrutti 200.000 acri di foresta pluviale.
MOTIVO 36: Ogni giorno, 150-200 specie di animali e di piante si estinguono.
MOTIVO 37: Ogni giorno, 13 milioni di tonnellate americane [circa 11 milioni di tonnellate italiane] di prodotti chimici tossici sono rilasciate sul pianeta.
MOTIVO 38: Ogni giorno, da 25.000 a 30.000 bambini sotto i cinque anni muoiono per cause evitabili.
Per quanto tempo aspetterai ancora? Quanto tempo pensi che abbiamo?
MOTIVO 39: Qui nella terra dei liberi, 1 adulto su 31 è in prigione, in libertà condizionata o in libertà vigilata.
MOTIVO 40: Qui nella casa dei coraggiosi, viene violentata una donna ogni 46 secondi.
Il nostro stile di vita
"La terra non sta morendo. La stanno uccidendo, e le persone che la uccidono hanno nomi e indirizzi". [Utah Phillips]
Tutto ciò che ho elencato è solo un minuscolo campione di ciò che il business ha disseminato. È una procedura operativa standard nel nostro amato "stile di vita" e, come ha annunciato Barack Obama al mondo nella sua prima inaugurazione "Non chiederemo mai scusa per il nostro stile di vita, né vacilleremo nella sua difesa".
MOTIVO 41: "Il nostro stile di vita" ci ha portati sull'orlo del collasso sociale, economico e ambientale.
Ognuno di noi ha un ruolo nel massacro endemico e siamo già in ritardo per assumerci le nostre colpe. Tuttavia, esiste un gruppo d'elite di criminali internazionali --ora identificato come l'1% -- più responsabile per l'omnicidio perpetuo. Questi sociopatici insaziabili non cambieranno mai volontariamente il loro comportamento, il che ovviamente significa:Sta a noi.
La settimana scorsa è stato messo sotto processo molto più che un sintomo di nome George Zimmerman. Il nostro intero sistema di credenze è stato processato e ognuno di noi rimane sotto processo.
Prima che venga raggiunto un verdetto finale, dobbiamo chiederci: in questa orgia di crimini globali chiamata "il nostro stile di vita", sarò un complice o metterò i bastoni fra le ruote?
Promemoria: Compiacente = Complice. Non esistono neutrali.
Ci vediamo in strada, compagni...
di Mickey Z
(Michael Zezima ) è autore di 11 libri, il più recente è il romanzo Darker Shade of Green. Finchè le leggi non vengono cambiate o il potere si esaurisce, può essere trovato in un oscuro sito chiamato Facebook.
Fonte
Fonte
Tratto da Comedonchisciotte
Tuesday, July 23, 2013
Euro: Cronologia di una Dittatura
DIVORZIO TRA BANCA D’ITALIA E MINISTERO DEL TESORO – luglio 1981
L’autonomia della sovranità monetaria affidata alla privata Banca Centrale d’Italia è stata introdotta a partire dal luglio 1981, col divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro deciso dal Ministro del Tesoro BENIAMINO ANDREATTA (partecipò nel giugno 1992 a Civitavecchia al complotto ordito contro lo Stato italiano, organizzato nel Britannia, il panfilo della regina inglese), con una semplice lettera all’allora Governatore di Bankitalia CARLO AZEGLIO CIAMPI (ricompensato con la carica di Presidente della Repubblica proprio per questi suoi servigi), in cui sollevava la Banca Centrale dall’obbligo di acquistare quei titoli di Stato che il Tesoro non riusciva a collocare altrove sul mercato.
L’autonomia della sovranità monetaria affidata alla privata Banca Centrale d’Italia è stata introdotta a partire dal luglio 1981, col divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro deciso dal Ministro del Tesoro BENIAMINO ANDREATTA (partecipò nel giugno 1992 a Civitavecchia al complotto ordito contro lo Stato italiano, organizzato nel Britannia, il panfilo della regina inglese), con una semplice lettera all’allora Governatore di Bankitalia CARLO AZEGLIO CIAMPI (ricompensato con la carica di Presidente della Repubblica proprio per questi suoi servigi), in cui sollevava la Banca Centrale dall’obbligo di acquistare quei titoli di Stato che il Tesoro non riusciva a collocare altrove sul mercato.
Enrico Letta, l’attuale cameriere dei banchieri, messo a capo del governo italiano, dichiarò che “grazie al divorzio, nel 1981, tra Tesoro e Banca d’Italia, vero spartiacque della politica economica italiana, l’allora ministro Andreatta e il governatore Ciampi definiscono, infatti, il nuovo campo da gioco delle politiche dei conti pubblici proprio quando la presenza italiana nello Sme è in pericolo. Con il divorzio è rotto definitivamente il meccanismo perverso della sottoscrizione da parte di Bankitalia dei titoli del debito pubblico non collocati sul mercato”
ATTO UNICO EUROPEO - 17 Febbraio 1986
GIULIO ANDREOTTI come Ministro degli Esteri del Governo Craxi, firma l’Atto Unico Europeo (A.U.E.).
TRATTATO DI MAASTRICHT – 7 febbraio 1992
Il Presidente del Consiglio GIULIO ANDREOTTI, il Ministro degli Esteri GIANNI DE MICHELIS (Aspen Institute) e il Ministro del Tesoro GUIDO CARLI, firmano il Trattato di Maastricht, cedendo la sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea (B.C.E.).
A partire dal 1992 è iniziata la sottomissione dell’Europa al Trattato di Maastricht, concepito per sottoporre le diverse nazioni ad una totale dittatura monetarista al servizio degli interessi dei banchieri.
Articolo 107 del Trattato di Maastricht:
Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC, néla BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti.
Gli Stati aderenti rinunciano alla sovranità monetaria nazionale per trasferirla con l’articolo 105 alla Banca Centrale Europea (BCE).
Articolo 105A del Trattato di Maastricht
1. La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.
2. Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l'approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio
ADESIONE ALL’EURO
Voluta da ROMANO PRODI (Bilderberg, Commissione Trilaterale, Goldman Sachs….) cedendo la sovranità monetaria alla B.C.E. (Banca privata di Francoforte)
Prodi dichiara che l’Euro è stato fatto per aiutare la Germania.
Per avere gli Stati Uniti d’Europa, annessi agli USA, occorreva iniziare proprio dalla Germania, che era divisa in due, ad unirla in un unico stato.
Siccome la caduta del muro di Berlino, ha comportato una profonda crisi economica, per il riassetto dell’economia tedesca, allora gli si è promesso che con l’Euro, avrebbero non solo ripianato, ma sarebbero diventati la prima potenza economica europea…
LEGGE BIAGI/MARONI
L’Unione Europea chiede che in seguito al libero scambio, anche il mercato del lavoro sia molto più flessibile. Quindi la Legge Biagi e dopo la sua morte, Maroni la aggiusta ancora per bene…
TRATTATO DI LISBONA
Firmato da ROMANO PRODI e MASSIMO D’ALEMA cedendo ulteriormente quello che rimaneva della sovranità nazionale politica alla BCE
TRATTATO DI VELSEN
EUROGENDFOR: la nuova pericolosissima Polizia Europea, la nuova Gestapo.
TESTO del trattato di Velsen.
E' un trattato firmato all'unanimità con un solo astenuto.
"I membri del personale di EUROGENDFOR non potranno subire alcun procedimento relativo all'esecuzione di una sentenza emanata nei loro confronti nello Stato ospitante o nello Stato ricevente per un caso collegato all'adempimento del loro servizio". Gli uomini di una forza armata non sono più soggetti all'applicazione di sentenze della magistratura dei paesi.
Una forza militare che può intervenire tra Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo.
Il Quartiere generale permanente ha sede a Vicenza (Italia)
EUROGENDFOR potrà essere utilizzata al fine di:
a) condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico;
b) monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi compresa l'attività d'indagine penale;
c) assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d'intelligence; d) svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti;
e) proteggere le persone e i beni e mantenere l'ordine in caso di disordini pubblici;
f) formare gli operatori di polizia secondo gli standard internazionali;
Articolo 21 del Trattato di Velsen:
Inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi
1. I locali e gli edifici di EUROGENDFOR saranno inviolabili sul territorio delle Parti.
2. Le autorità delle Parti non potranno entrare nei locali e negli edifici senza il preventivo consenso del Comandante EGF.
3. Gli archivi di EUROGENDFOR saranno inviolabili. L'inviolabilità degli archivi si estenderà a tutti gli atti, la corrispondenza, i manoscritti, le fotografie, i film, le registrazioni, i documenti, i dati informatici, i file informatici o qualsiasi altro supporto di memorizzazione dati appartenente o detenuto da EUROGENDFOR, ovunque siano ubicati nel territorio delle Parti
ATTO UNICO EUROPEO - 17 Febbraio 1986
GIULIO ANDREOTTI come Ministro degli Esteri del Governo Craxi, firma l’Atto Unico Europeo (A.U.E.).
TRATTATO DI MAASTRICHT – 7 febbraio 1992
Il Presidente del Consiglio GIULIO ANDREOTTI, il Ministro degli Esteri GIANNI DE MICHELIS (Aspen Institute) e il Ministro del Tesoro GUIDO CARLI, firmano il Trattato di Maastricht, cedendo la sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea (B.C.E.).
A partire dal 1992 è iniziata la sottomissione dell’Europa al Trattato di Maastricht, concepito per sottoporre le diverse nazioni ad una totale dittatura monetarista al servizio degli interessi dei banchieri.
Articolo 107 del Trattato di Maastricht:
Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC, néla BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti.
Gli Stati aderenti rinunciano alla sovranità monetaria nazionale per trasferirla con l’articolo 105 alla Banca Centrale Europea (BCE).
Articolo 105A del Trattato di Maastricht
1. La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.
2. Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l'approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio
ADESIONE ALL’EURO
Voluta da ROMANO PRODI (Bilderberg, Commissione Trilaterale, Goldman Sachs….) cedendo la sovranità monetaria alla B.C.E. (Banca privata di Francoforte)
Prodi dichiara che l’Euro è stato fatto per aiutare la Germania.
Per avere gli Stati Uniti d’Europa, annessi agli USA, occorreva iniziare proprio dalla Germania, che era divisa in due, ad unirla in un unico stato.
Siccome la caduta del muro di Berlino, ha comportato una profonda crisi economica, per il riassetto dell’economia tedesca, allora gli si è promesso che con l’Euro, avrebbero non solo ripianato, ma sarebbero diventati la prima potenza economica europea…
LEGGE BIAGI/MARONI
L’Unione Europea chiede che in seguito al libero scambio, anche il mercato del lavoro sia molto più flessibile. Quindi la Legge Biagi e dopo la sua morte, Maroni la aggiusta ancora per bene…
TRATTATO DI LISBONA
Firmato da ROMANO PRODI e MASSIMO D’ALEMA cedendo ulteriormente quello che rimaneva della sovranità nazionale politica alla BCE
TRATTATO DI VELSEN
EUROGENDFOR: la nuova pericolosissima Polizia Europea, la nuova Gestapo.
TESTO del trattato di Velsen.
E' un trattato firmato all'unanimità con un solo astenuto.
"I membri del personale di EUROGENDFOR non potranno subire alcun procedimento relativo all'esecuzione di una sentenza emanata nei loro confronti nello Stato ospitante o nello Stato ricevente per un caso collegato all'adempimento del loro servizio". Gli uomini di una forza armata non sono più soggetti all'applicazione di sentenze della magistratura dei paesi.
Una forza militare che può intervenire tra Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo.
Il Quartiere generale permanente ha sede a Vicenza (Italia)
EUROGENDFOR potrà essere utilizzata al fine di:
a) condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico;
b) monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi compresa l'attività d'indagine penale;
c) assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d'intelligence; d) svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti;
e) proteggere le persone e i beni e mantenere l'ordine in caso di disordini pubblici;
f) formare gli operatori di polizia secondo gli standard internazionali;
Articolo 21 del Trattato di Velsen:
Inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi
1. I locali e gli edifici di EUROGENDFOR saranno inviolabili sul territorio delle Parti.
2. Le autorità delle Parti non potranno entrare nei locali e negli edifici senza il preventivo consenso del Comandante EGF.
3. Gli archivi di EUROGENDFOR saranno inviolabili. L'inviolabilità degli archivi si estenderà a tutti gli atti, la corrispondenza, i manoscritti, le fotografie, i film, le registrazioni, i documenti, i dati informatici, i file informatici o qualsiasi altro supporto di memorizzazione dati appartenente o detenuto da EUROGENDFOR, ovunque siano ubicati nel territorio delle Parti
TRATTATO ESM – firmato il 19 luglio 2012
Con un capitale di 700 miliardi, il Meccanismo Europeo di Stabilità è una vera e propria dittatura economica. Detto anche il Fondo Salva Stati.
E’ composto dalle quote, decise dalla BCE, versate dai paesi aderenti che acquistano uno status di soci finanziatori. Come tali possono chiedere un prestito in caso di necessità e trasformarsi così in debitori e come tali pagare degli interessi sul credito richiesto. La clausola dittatoriale risiede nella privazione del diritto di voto del paese che non salda il suo debito. Non paghi, non voti.
L’Italia dovrà dare 125 miliardi di euro per questo fondo che tra le altre cose servirà anche per salvare le banche!!!
PAREGGIO DI BILANCIO/FISCAL COMPACT – firmato il 19 luglio 2012
L’Unione Europea delle Banche ha chiesto il cambiamento della Costituzione con ingresso del Pareggio di Bilancio (detto anche Fiscal Compact).
Il Mercato vuole più stabilità.
Lo Stato per non indebitarsi dovrà tagliare tutta la spesa pubblica: sanità, pubblica istruzione, terziario, ecc.
Ovviamente tutto a carico del Cittadino.
TRATTATO ERF – firmato il 23 agosto 2012
ERF, EUROPEAN REDEMPTION FUND, il Fondo Europeo di Redenzione (o Riscatto).
Le autorità dello Stato membro attuano le misure raccomandate (dalle istituzioni europee) relative all’assistenza tecnica e presentano alla Commissione un piano di ripresa e di liquidazione dei debiti per approvazione. Cioè il Governo nazionale perde ogni tipo di potere decisionale e operativo; in altre parole lo Stato è privato totalmente della propria sovranità: potremmo dire che è commissariato.
Una vera e propria dittatura dell’euro e dell’UE. [Fonte]
La tragedia greca e la disfatta italica. Due Euro-Vittime di questa Unione Europea sempre più dittatoriale. L'Italia è vittima di un grande inganno. I nostri governanti continuano a ripeterci che non ci sono i soldi per abolire iva ed imu, per creare posti di lavoro, per dare un futuro ai giovani. Continuano a ripeterci che non ci sono i soldi, eppure i soldi ci sono, eccome!!! Ecco dove sono andati a finire i soldi degli italiani. [Fonte]
Any source
Con un capitale di 700 miliardi, il Meccanismo Europeo di Stabilità è una vera e propria dittatura economica. Detto anche il Fondo Salva Stati.
E’ composto dalle quote, decise dalla BCE, versate dai paesi aderenti che acquistano uno status di soci finanziatori. Come tali possono chiedere un prestito in caso di necessità e trasformarsi così in debitori e come tali pagare degli interessi sul credito richiesto. La clausola dittatoriale risiede nella privazione del diritto di voto del paese che non salda il suo debito. Non paghi, non voti.
L’Italia dovrà dare 125 miliardi di euro per questo fondo che tra le altre cose servirà anche per salvare le banche!!!
PAREGGIO DI BILANCIO/FISCAL COMPACT – firmato il 19 luglio 2012
L’Unione Europea delle Banche ha chiesto il cambiamento della Costituzione con ingresso del Pareggio di Bilancio (detto anche Fiscal Compact).
Il Mercato vuole più stabilità.
Lo Stato per non indebitarsi dovrà tagliare tutta la spesa pubblica: sanità, pubblica istruzione, terziario, ecc.
Ovviamente tutto a carico del Cittadino.
TRATTATO ERF – firmato il 23 agosto 2012
ERF, EUROPEAN REDEMPTION FUND, il Fondo Europeo di Redenzione (o Riscatto).
Le autorità dello Stato membro attuano le misure raccomandate (dalle istituzioni europee) relative all’assistenza tecnica e presentano alla Commissione un piano di ripresa e di liquidazione dei debiti per approvazione. Cioè il Governo nazionale perde ogni tipo di potere decisionale e operativo; in altre parole lo Stato è privato totalmente della propria sovranità: potremmo dire che è commissariato.
Una vera e propria dittatura dell’euro e dell’UE. [Fonte]
La tragedia greca e la disfatta italica. Due Euro-Vittime di questa Unione Europea sempre più dittatoriale. L'Italia è vittima di un grande inganno. I nostri governanti continuano a ripeterci che non ci sono i soldi per abolire iva ed imu, per creare posti di lavoro, per dare un futuro ai giovani. Continuano a ripeterci che non ci sono i soldi, eppure i soldi ci sono, eccome!!! Ecco dove sono andati a finire i soldi degli italiani. [Fonte]
Monday, July 22, 2013
L'Uomo Che Non C'era
di Alessandra Daniele
Alfano assolto: non sapeva d’essere ministro dell’Interno.
Scoprirlo è stato uno shock. ”Perché sono sempre l’ultimo a sapere le cose?” s’è chiesto basito come il conterraneo del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.
Alfano assolto: non sapeva d’essere ministro dell’Interno.
Scoprirlo è stato uno shock. ”Perché sono sempre l’ultimo a sapere le cose?” s’è chiesto basito come il conterraneo del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.
Comunque resterà lì, al posto in cui è stato piazzato come un bullone, e il governo non cadrà, Napolitano l’ha ripetuto chiaro per l’ennesima volta agli irrequieti leaderini di partito che cercano di farlo traballare: voi non contate più un cazzo.
Le vostre beghe, le vostre manovre, le vostre meschine ambizioni non spostano più un cazzo, non siete più voi a decidere. Non l’avete ancora capito? Avete tutti il cranio sfitto come Calderoli? Toc toc, c’è nessuno là dentro? Il vostro parere ormai conta più o meno quanto quello di quei poveri coglioni dei vostri rispettivi elettori. Cioè un cazzo.
Il governo Letta è intoccabile.
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Il governo Letta è intoccabile.
La democrazia in Italia ha chiuso per debiti. Al suo posto c’è un curatore fallimentare, ed è intoccabile.
Invece di criticare Alfano, voi e i vostri elettori dovreste prenderlo a esempio: lui c’è, ma è come se non ci fosse. Guarda, ma non vede. Come i gigli dei campi non fila, non tesse, non rompe i coglioni. È solo un tramite. Riceve le richieste dei client e le inoltra ai server.
È un proxy.
È un proxy.
Siatelo anche voi per vostri rispettivi proprietari, i vostri finanziatori palesi e occulti, i vostri referenti economici, è questo il vostro unico compito. Il governo Letta è stato deciso da loro, e confezionato dai loro consulenti d’immagine. Ci hanno messo dentro anche una persona decente come la Kyenge per fare da parafulmine alle stronzate legaiole, così utili per sputtanare non solo l’opposizione, ma anche il concetto stesso di opposizione.
Siate proxy, non potete più aspirare a essere nient’altro: questa non è una tesi complottista, è il vostro presidente a ripetervelo chiaro e tondo a ogni occasione, Napolitano, He who must not be named.
Siete i pezzi d’una macchina che non potete fermare, né guidare, né capire, siete i bulloni d’un drone, un cacciabombardiere col pilota automatico.
Nessun cambio di rotta è possibile. L’Italia può solo continuare così.
O esplodere in volo.
Fonte
Nessun cambio di rotta è possibile. L’Italia può solo continuare così.
O esplodere in volo.
Fonte
Sunday, July 14, 2013
Il Pelato Automatico
di Alessandra Daniele
Ogni mattina una sentenza si sveglia, e sa di dover correre più della prescrizione se vuole beccare Berlusconi. Ogni mattina una prescrizione si sveglia, e sa di dover correre più della sentenza se vuole salvare Berlusconi. Ogni mattina Enrico Letta si sveglia, sbadiglia, e si riaddormenta tranquillo: niente di quello che succede in Italia può davvero influenzare il suo governo, perché il suo governo non è stato deciso in Italia.
Quasi certamente però il governo Letta non cadrà, e se cadrà sarà presto sostituito da un altro drone identico. ”Abbiamo il pilota automatico”, parola di Mario Draghi.
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Interdire Berlusconi dai pubblici uffici adesso è come chiudere la stalla dopo che i buoi, anzi i maiali, siano scappati tutti. Vent’anni dopo.
Nel caso però, ci toccherà comunque vedere starnazzare furiosamente interi stormi di santanchè come se la sentenza stroncasse una nobile carriera sul nascere, mentre tutti i miracolati della corte berlusconiana si produrranno in pittoresche e melodrammatiche difese d’ufficio del boss, specialmente quelli che più aspettano e sperano di potergli finalmente fare le scarpe.
Quasi certamente però il governo Letta non cadrà, e se cadrà sarà presto sostituito da un altro drone identico. ”Abbiamo il pilota automatico”, parola di Mario Draghi.
Da vent’anni abbiamo anche il Pelato automatico. Dal suo appuntamento del 30 luglio m’aspetto esattamente quello che m’aspetto dall’ultima stagione di Dexter: che finalmente riescano a beccarlo. Una sentenza però non basterà a liberarcene, e farà spazio a chi aspira a rilevarne la nicchia di mercato: Alfano, Santanchè, Matteo Renzi, il cast d’un film dei Vanzina. Ognuno a suo modo, tutti figli del berlusconismo, e la ghianda non cade mai lontano dall’albero, né dal maiale.
Intanto colui che finora ha avuto più successo nel recuperare voti berlusconiani, cioè Grillo, sostiene d’essere ormai l’unico baluardo contro l’insurrezione violenta. Per la verità è un po’ difficile immaginare che qualcuno intenzionato a darsi alla lotta armata possa farsi dissuadere dalle proposte del M5S:
Intanto colui che finora ha avuto più successo nel recuperare voti berlusconiani, cioè Grillo, sostiene d’essere ormai l’unico baluardo contro l’insurrezione violenta. Per la verità è un po’ difficile immaginare che qualcuno intenzionato a darsi alla lotta armata possa farsi dissuadere dalle proposte del M5S:
- Lo Stato si abbatte, non si cambia!
- Restituiamogli i nostri stipendi!
- Restituiamogli i nostri stipendi!
Le allusioni di Grillo somigliano più ad avvertimenti del genere ”se non ci fossimo noi a proteggere il tuo negozio, qualcuno potrebbe dargli fuoco”. Anche così però sono poco credibili, ancora meno delle minacce di secessione armata leghista.
La distanza fra la violenza verbale del M5S e le sue azioni concrete è abissale.
La distanza fra la violenza verbale del M5S e le sue azioni concrete è abissale.
- Il governo è uno zombie golpista mutante ninja, il paese è sull’orlo della catastrofe economica e della guerra civile, ci vuole un’iniziativa di protesta veramente forte!
- Togliamoci la cravatta!
- Togliamoci la cravatta!
Il M5S avrebbe potuto scegliere la via del compromesso, e cercare d’impedire il secondo governo PD-PdL. Oppure la via dell’intransigenza, e cercare di far saltare il parlamento come Guy Fawkes. Ha scelto la Via di Mezzo, una strada molto trafficata e piena di vetrine illuminate, che non porta da nessuna parte.
Dopo essersi sistematicamente lavato le mani dalle responsabilità assegnategli dagli elettori – come un Pilato automatico – ora Grillo s’affanna inutilmente cercando di dimostrare di contare ancora qualcosa. In realtà, in quest’Italia post-democratica telepilotata dalla BCE, ormai conta più o meno quanto gli altri leader nazionali, cioè un cazzo.
Non è casuale che l’unico leader contento dell’attuale situazione sia Pierferdinando Casini, il suo antico sogno s’è alla fine avverato, anche se in modo beffardo: invece d’essere lui ad assurgere al livello di potere degli altri, sono stati gli altri a precipitare al suo livello d’irrilevanza.
Fonte
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Thursday, July 4, 2013
Ma Quale Golpe d'Egitto? In Italia sta Accadendo Qualcosa di Peggio
di Gianni Petrosillo
Ma quale Golpe d’Egitto! Certo, ci troviamo di fronte ad eventi epocali, in un’area caldissima e strategica per i futuri assetti internazionali come il Mediterraneo orientale. Tuttavia, occorrerebbe pensare con maggiore preoccupazione ai colpetti di stato di casa nostra.
Quest’ultimi dovrebbero suscitare più ampia indignazione – in quanto attuati in un sistema di sedicente democrazia dove il popolo con i suoi rappresentati eletti sarebbe, almeno sulla carta, ancora sovrano – dei carrarmati dispiegati di fronte alle Piramidi. Del resto, lì sono abituati alle messinscene allestite dai soliti registi statunitensi che fanno e disfano a loro piacimento. Morsi e rimorsi storici camuffati da rivoluzioni colorite più che colorate, a seconda delle esigenze del Presidente di turno (se non è bianco è nero, così come se non è zuppa è pan bagnato comunque nel sangue altrui) e delle urgenze geopolitiche mondiali.
Ma c’è un’altra piramide, questa volta di potere, dinanzi alla quale si può soltanto rabbrividire. Non si trova lungo le Rive del Nilo ma sulle sponde del Tevere, nella ex città eterna dove eterni sono ormai unicamente i Capi di stato. Come Il neo faraone della Repubblica, autoproclamatosi tale dopo aver ufficialmente esautorato il Parlamento che, a suo dire, non avrebbe nessuna competenza in questioni centrali per la vita istituzionale, come l’acquisto dei velivoli da combattimento F35, fortemente voluti dalla Nato e dai suoi alleati.
L’Italia ripudia se stessa, altro che la guerra! Non che ci interessi molto, non essendo noi né pacifisti, né innamorati della carta più logora e calpestata che si sia mai vista in un Paese cosiddetto “civile”, ma teniamo a precisarlo a quanti, in questi anni d’infervoramento legalistico e giustizialistico, si sono stretti intorno a presunti padri della patria, i quali sventolavano le insegne della Costituzione per affossarla meglio. Bene, adesso che Ramsete il Grande vi ha confermato che il Parlamento non conta niente, ed evidentemente anche chi lo elegge, perché lui è lui e voi non siete lui, come la prenderete? Non so come la prenderete ma posso immaginare dove ancora lo prenderemo tutti.
Su questa storia degli F35 sono state già proferite abbondanti menzogne. I nostri governanti ci ripetono come una nenia per addomermentarci che abbiamo a che fare con mezzi di difesa integrata, utili a proteggerci dai nostri nemici. Però dietro a quella sigla striminzita si nascondono le parole Joint Strike Fighter. Provate a tradurle e poi chiedete la traduzione in manicomio di chiunque prosegua a dichiarare che: “servono per fare la pace”. Vero Ministro (in)competente?
Ad ogni modo, l’aspetto peggiore di tutta questa storia è che comprando tali aerei dall’americana Lockheed Martin saremo dipendenti da una tecnologia che non controlliamo e che mal si integra con quella di altri membri europei come la Germania, la quale ricorre agli Eurofighter Typhoon. Disunione Europea. Inoltre, il tempo necessario per entrare in possesso di tutti gli aerei ordinati potrebbe essere ancora lungo, tanto lungo che non è escluso il serio rischio di ritrovarsi per le mani un giocattolo tecnologicamente superato e al di fuori delle contingenze militari per le quali era stato richiesto.
Ma beveteci su, non tocca a noi mettere il naso in queste storie e nemmeno al Parlamento. Penseranno al nostro bene i Tutankhamon del Quirinale senza sovranità nazionale e le dinastie politiche dei lacchè globali senza qualità umane.
Any source
Ma quale Golpe d’Egitto! Certo, ci troviamo di fronte ad eventi epocali, in un’area caldissima e strategica per i futuri assetti internazionali come il Mediterraneo orientale. Tuttavia, occorrerebbe pensare con maggiore preoccupazione ai colpetti di stato di casa nostra.
Quest’ultimi dovrebbero suscitare più ampia indignazione – in quanto attuati in un sistema di sedicente democrazia dove il popolo con i suoi rappresentati eletti sarebbe, almeno sulla carta, ancora sovrano – dei carrarmati dispiegati di fronte alle Piramidi. Del resto, lì sono abituati alle messinscene allestite dai soliti registi statunitensi che fanno e disfano a loro piacimento. Morsi e rimorsi storici camuffati da rivoluzioni colorite più che colorate, a seconda delle esigenze del Presidente di turno (se non è bianco è nero, così come se non è zuppa è pan bagnato comunque nel sangue altrui) e delle urgenze geopolitiche mondiali.
Ma c’è un’altra piramide, questa volta di potere, dinanzi alla quale si può soltanto rabbrividire. Non si trova lungo le Rive del Nilo ma sulle sponde del Tevere, nella ex città eterna dove eterni sono ormai unicamente i Capi di stato. Come Il neo faraone della Repubblica, autoproclamatosi tale dopo aver ufficialmente esautorato il Parlamento che, a suo dire, non avrebbe nessuna competenza in questioni centrali per la vita istituzionale, come l’acquisto dei velivoli da combattimento F35, fortemente voluti dalla Nato e dai suoi alleati.
L’Italia ripudia se stessa, altro che la guerra! Non che ci interessi molto, non essendo noi né pacifisti, né innamorati della carta più logora e calpestata che si sia mai vista in un Paese cosiddetto “civile”, ma teniamo a precisarlo a quanti, in questi anni d’infervoramento legalistico e giustizialistico, si sono stretti intorno a presunti padri della patria, i quali sventolavano le insegne della Costituzione per affossarla meglio. Bene, adesso che Ramsete il Grande vi ha confermato che il Parlamento non conta niente, ed evidentemente anche chi lo elegge, perché lui è lui e voi non siete lui, come la prenderete? Non so come la prenderete ma posso immaginare dove ancora lo prenderemo tutti.
Su questa storia degli F35 sono state già proferite abbondanti menzogne. I nostri governanti ci ripetono come una nenia per addomermentarci che abbiamo a che fare con mezzi di difesa integrata, utili a proteggerci dai nostri nemici. Però dietro a quella sigla striminzita si nascondono le parole Joint Strike Fighter. Provate a tradurle e poi chiedete la traduzione in manicomio di chiunque prosegua a dichiarare che: “servono per fare la pace”. Vero Ministro (in)competente?
Ad ogni modo, l’aspetto peggiore di tutta questa storia è che comprando tali aerei dall’americana Lockheed Martin saremo dipendenti da una tecnologia che non controlliamo e che mal si integra con quella di altri membri europei come la Germania, la quale ricorre agli Eurofighter Typhoon. Disunione Europea. Inoltre, il tempo necessario per entrare in possesso di tutti gli aerei ordinati potrebbe essere ancora lungo, tanto lungo che non è escluso il serio rischio di ritrovarsi per le mani un giocattolo tecnologicamente superato e al di fuori delle contingenze militari per le quali era stato richiesto.
Ma beveteci su, non tocca a noi mettere il naso in queste storie e nemmeno al Parlamento. Penseranno al nostro bene i Tutankhamon del Quirinale senza sovranità nazionale e le dinastie politiche dei lacchè globali senza qualità umane.
Wednesday, July 3, 2013
Riti d’Iniziazione e Riti di Umiliazione
di Francesco Lamendola
Gli antropologi ci spiegano che i riti d’iniziazione sono, presso i popoli cosiddetti primitivi – che non sempre lo sono, poi, sul piano spirituale – quei riti che segnano il passaggio da uno stato sociale a un altro, ad esempio dall’infanzia alla maturità. Consistono di prove fisiche, basate sul coraggio e sulla capacità di sopportazione del dolore, accompagnate dalla trasmissione orale di un sapere segreto, da parte dello sciamano. Solo dopo averle superate il bambino non è più tale, ma viene riconosciuto da tutti come un nuovo membro adulto della comunità.
Anche i popoli europei, anticamente, possedevano riti d’iniziazione. Questi sopravvissero per un certo tempo nelle religioni misteriche, dove erano praticati non più da tutti i membri della comunità, ma soltanto dai seguaci di una determinata religione segreta, o meglio di una religione con risvolti segreti, riservati – cioè – appunto ai soli iniziati. Poi scomparvero anch’essi.
Un’ultima eco, sbiadita e pressoché irriconoscibile, dei riti d’iniziazione, si è conservata ancora per qualche secolo in taluni ambiti “profani”, ad esempio nel mondo della marineria e in quello delle associazioni criminali.
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Gli antropologi ci spiegano che i riti d’iniziazione sono, presso i popoli cosiddetti primitivi – che non sempre lo sono, poi, sul piano spirituale – quei riti che segnano il passaggio da uno stato sociale a un altro, ad esempio dall’infanzia alla maturità. Consistono di prove fisiche, basate sul coraggio e sulla capacità di sopportazione del dolore, accompagnate dalla trasmissione orale di un sapere segreto, da parte dello sciamano. Solo dopo averle superate il bambino non è più tale, ma viene riconosciuto da tutti come un nuovo membro adulto della comunità.
Anche i popoli europei, anticamente, possedevano riti d’iniziazione. Questi sopravvissero per un certo tempo nelle religioni misteriche, dove erano praticati non più da tutti i membri della comunità, ma soltanto dai seguaci di una determinata religione segreta, o meglio di una religione con risvolti segreti, riservati – cioè – appunto ai soli iniziati. Poi scomparvero anch’essi.
Un’ultima eco, sbiadita e pressoché irriconoscibile, dei riti d’iniziazione, si è conservata ancora per qualche secolo in taluni ambiti “profani”, ad esempio nel mondo della marineria e in quello delle associazioni criminali.
Nel mondo della marineria esisteva, ad esempio, il rito di attraversamento dell’Equatore: il marinaio novellino che per la prima volta varcava l’Equatore a bordo di un veliero, doveva sottoporsi a una serie di rudi scherzi e di pesanti cerimonie, al termine dei quali diventava un marinaio “adulto” come tutti gli altri.
Anche nell’esercito, quando esso era “di leva”, esistevano dei riti d’iniziazione, a dire il vero già fortemente mescolati con quelli di umiliazione. Il sottoscritto, che ha fatto l’alpino, quando giunse nella caserma di destinazione finale, dopo il mese di addestramento preliminare, si vide offrire, come a tutti i suoi commilitoni dello stesso “scaglione”, un pezzetto di formaggio: mangiandolo, avrebbe riconosciuto la sua qualità di “topo”, cioè di novellino totalmente sottomesso nei confronti degli ”anziani”, cioè i compagni ormai prossimi al congedo (il sottoscritto, però, non accettò di subire la cerimonia, pur conscio delle possibili conseguenze).
I riti di umiliazione, se ci è lecito adoperare questa espressione non riconosciuta dagli antropologi, sono tutta un’altra cosa, eppure presentano qualche somiglianza esteriore con i primi. Innanzitutto sono riti, cioè atti rispondenti a una sorta di liturgia, che acquistano il loro significato dall’insieme della cerimonia e che hanno un valore fortemente simbolico, che va decifrato, perché trascende le semplici apparenze, e che il profano non potrebbe capire. In quanto tali, inoltre, possiedono una certa solennità e devono svolgersi secondo formule fisse; inoltre, devono far parte di un contesto “sacro”, nel senso di distinto dal mondo “di fuori”. Poi, non bisogna giudicarli da quello che sembrano, ma da quello che simboleggiano: e, per comprendere tale aspetto, bisogna possedere la giusta chiave per decifrarli.
La diversità nasce dal fatto che l’umiliazione, nei ”normali” riti iniziatici, non è presente, o, se lo è, lo è in quanto parte di un tutto, che trova il suo significato in un orizzonte di senso il cui scopo è la promozione dell’individuo a un livello superiore al precedente, non inferiore: per cui non vi è affatto retrocessione, mortificazione o umiliazione nel senso corrente della parola, ma, semmai, inibizione della dimensione infantile o profana, sentita come “inferiore”. In un rito di umiliazione, viceversa, l’umiliazione è sia il mezzo, sia, soprattutto, lo scopo della cerimonia: quel che si vuole ottenere è la degradazione e, per mezzo di essa, la sottomissione dell’individuo ad una istituzione o ad un potere percepiti e riconosciuti come “superiori”.
Anche nell’esercito, quando esso era “di leva”, esistevano dei riti d’iniziazione, a dire il vero già fortemente mescolati con quelli di umiliazione. Il sottoscritto, che ha fatto l’alpino, quando giunse nella caserma di destinazione finale, dopo il mese di addestramento preliminare, si vide offrire, come a tutti i suoi commilitoni dello stesso “scaglione”, un pezzetto di formaggio: mangiandolo, avrebbe riconosciuto la sua qualità di “topo”, cioè di novellino totalmente sottomesso nei confronti degli ”anziani”, cioè i compagni ormai prossimi al congedo (il sottoscritto, però, non accettò di subire la cerimonia, pur conscio delle possibili conseguenze).
I riti di umiliazione, se ci è lecito adoperare questa espressione non riconosciuta dagli antropologi, sono tutta un’altra cosa, eppure presentano qualche somiglianza esteriore con i primi. Innanzitutto sono riti, cioè atti rispondenti a una sorta di liturgia, che acquistano il loro significato dall’insieme della cerimonia e che hanno un valore fortemente simbolico, che va decifrato, perché trascende le semplici apparenze, e che il profano non potrebbe capire. In quanto tali, inoltre, possiedono una certa solennità e devono svolgersi secondo formule fisse; inoltre, devono far parte di un contesto “sacro”, nel senso di distinto dal mondo “di fuori”. Poi, non bisogna giudicarli da quello che sembrano, ma da quello che simboleggiano: e, per comprendere tale aspetto, bisogna possedere la giusta chiave per decifrarli.
La diversità nasce dal fatto che l’umiliazione, nei ”normali” riti iniziatici, non è presente, o, se lo è, lo è in quanto parte di un tutto, che trova il suo significato in un orizzonte di senso il cui scopo è la promozione dell’individuo a un livello superiore al precedente, non inferiore: per cui non vi è affatto retrocessione, mortificazione o umiliazione nel senso corrente della parola, ma, semmai, inibizione della dimensione infantile o profana, sentita come “inferiore”. In un rito di umiliazione, viceversa, l’umiliazione è sia il mezzo, sia, soprattutto, lo scopo della cerimonia: quel che si vuole ottenere è la degradazione e, per mezzo di essa, la sottomissione dell’individuo ad una istituzione o ad un potere percepiti e riconosciuti come “superiori”.
Ebbene, un tipico rito di umiliazione dei nostri giorni è, in ambito politico, la cerimonia della kippah. Vi sono degli uomini politici che, per quanto eletti dal popolo sovrano o designati da una autorità legittima a ricoprire importanti cariche istituzionali, come quella di capo del governo, non si sentono veramente tali fino a quando non siano corsi in Israele per mettersi in testa la kippah e per inginocchiarsi davanti agli altari della nuova religione mondiale dell’Olocausto (cosa che non ha nulla a che fare con la sincera, intima commozione che qualunque essere umano non può non provare al pensiero di quella tragedia storica). È come se, prima di sottoporsi a un tale atto, si considerassero semplicemente “in prova”, e solo al termine di esso diventassero, e fossero universalmente riconosciuti, come degli “effettivi”.
Quando un presidente del Consiglio italiano vola in Israele e si sottopone alla cerimonia di umiliazione, promettendo al governo israeliano piena e totale sottomissione, riconoscendo le sue “buone” ragioni anche davanti alle ingiustizie più evidenti nei confronti dei non-Ebrei, solo allora egli sente di aver adempiuto ai suoi doveri internazionali e solo allora comincia a comportarsi come un effettivo leader politico, abbastanza sicuro del fatto suo da proporsi senza complessi d’inferiorità nell’agone della scena politica, interna ed estera.
Una versione minore - e in genere provvisoria - del rito di umiliazione qui descritto, è, in alternativa al viaggio in Israele, la visita alla Sinagoga di Roma, sempre indossando la kippah e pronunciando gli scongiuri di rito contro il Male Assoluto, che è non solo e tanto il nazismo, defunto settant’anni fa, quanto qualsiasi cosa possa anche solo minimamente avere l’aria di opporsi alla politica sionista dei nostri giorni, in Palestina e fuori di essa.
Una versione minore - e in genere provvisoria - del rito di umiliazione qui descritto, è, in alternativa al viaggio in Israele, la visita alla Sinagoga di Roma, sempre indossando la kippah e pronunciando gli scongiuri di rito contro il Male Assoluto, che è non solo e tanto il nazismo, defunto settant’anni fa, quanto qualsiasi cosa possa anche solo minimamente avere l’aria di opporsi alla politica sionista dei nostri giorni, in Palestina e fuori di essa.
In altre parole, si tratta di un rito di umiliazione che contiene, al suo interno, un rito di investitura: ci si reca a Gerusalemme per ricevere l’investitura alla carica cui si è già stati eletti o nominati, ma solo “sub condicione”: la carica diventa effettiva solo dopo che l’autorità feudale israeliana l’abbia convalidata, apponendovi il proprio sigillo. È quasi inutile aggiungere che tale investitura deve essere controfirmata da un secondo soggetto feudale, la superpotenza americana. La quale dispone, sul territorio della Repubblica Italiana, di un centinaio di basi militari operative e perfettamente attrezzate per qualsiasi (ma proprio qualsiasi) evenienza.
Ci si faccia caso: basta andare su “Immagini” di Google e digitare “kippah” e il nome di un politico italiano (ma anche di altra nazionalità), e si vedrà quanti si sono sottomessi, volontariamente, al rito di umiliazione israeliano. Da Cossiga, a Napolitano, a D’Alema, a Berlusconi, a Monti, a Letta, ad Alemanno, passando per l’ineffabile Fini, che spinse il suo eccesso di zelo sino a definire non solo l’antisemitismo, ma il fascismo tout-court, come il Male Assoluto. Quel fascismo che, sia detto per inciso, antisemita non lo fu affatto, almeno sino al 1938, e anche allora solo per ragioni di politica estera legate all’alleanza con la Germania; quel fascismo che Fini aveva osannato per tutta la vita, giungendo a definire Mussolini, in una celebre intervista, come il più grande statista del XX secolo. Cosa, quest’ultima, di cui gli stessi fascisti intelligenti, o neo-fascisti che dir si voglia, in cuor loro dubitano assai, senza con ciò voler fare torto al loro idolo.
Ci si faccia caso: basta andare su “Immagini” di Google e digitare “kippah” e il nome di un politico italiano (ma anche di altra nazionalità), e si vedrà quanti si sono sottomessi, volontariamente, al rito di umiliazione israeliano. Da Cossiga, a Napolitano, a D’Alema, a Berlusconi, a Monti, a Letta, ad Alemanno, passando per l’ineffabile Fini, che spinse il suo eccesso di zelo sino a definire non solo l’antisemitismo, ma il fascismo tout-court, come il Male Assoluto. Quel fascismo che, sia detto per inciso, antisemita non lo fu affatto, almeno sino al 1938, e anche allora solo per ragioni di politica estera legate all’alleanza con la Germania; quel fascismo che Fini aveva osannato per tutta la vita, giungendo a definire Mussolini, in una celebre intervista, come il più grande statista del XX secolo. Cosa, quest’ultima, di cui gli stessi fascisti intelligenti, o neo-fascisti che dir si voglia, in cuor loro dubitano assai, senza con ciò voler fare torto al loro idolo.
E mentre Letta, il capo del Governo in carica, vola, come gli altri, a indossare la kippah e si sottopone all’immancabile rito di umiliazione, la Bonino, attuale ministro degli Esteri, completa la cerimonia dichiarando anticipatamente di essere sicura che gli Americani forniranno all’Italia tutte le spiegazioni del caso circa lo scandalo spionistico noto come Datagate. Aveva dato il “la” Napolitano, parlando di una vicenda “spinosa”; già, spinosa: ma per chi? Spinosa è la situazione di chi l’ha fatta grossa, non di chi l’ha subita. Dunque, gli Americani, semmai, avrebbero potuto definire la questione “spinosa”; gli Europei, potevano e possono definirla solo come “scandalosa”: scoprire d’essere stati spiati, da chissà quanto tempo, come dei sudditi di cui bisogna diffidare, come dei servi potenzialmente fedifraghi (e perfino adesso, si badi, che il comunismo è morto e sepolto e che il Patto di Varsavia non esiste più da molti anni).
Hollande ha detto che la Francia esige spiegazioni; la Merkel ha affermato che lo spionaggio statunitense è stato intollerabile; Schulz ha incominciato parlando di fatto gravissimo: da noi, una serie di squittii penosi, di perifrasi umilianti, di servili circonlocuzioni per dire che va tutto bene, che “certamente” i nostri cari alleati d’oltre Atlantico ci forniranno tutte le rassicurazioni del caso. Nemmeno un’ombra, non diciamo di fierezza, ma neppure di semplice e doverosa difesa della dignità nazionale.
Hollande ha detto che la Francia esige spiegazioni; la Merkel ha affermato che lo spionaggio statunitense è stato intollerabile; Schulz ha incominciato parlando di fatto gravissimo: da noi, una serie di squittii penosi, di perifrasi umilianti, di servili circonlocuzioni per dire che va tutto bene, che “certamente” i nostri cari alleati d’oltre Atlantico ci forniranno tutte le rassicurazioni del caso. Nemmeno un’ombra, non diciamo di fierezza, ma neppure di semplice e doverosa difesa della dignità nazionale.
Obama, dal canto suo, dopo qualche ora di silenzio imbarazzato, o forse semplicemente seccato, ha dichiarato in conferenza stampa che gli Stati Uniti sono pronti a fornire ai loro alleati tutte le “informazioni” del caso, Niente “scuse”, e nemmeno “chiarimenti”: soltanto “informazioni”. Come se spiare sistematicamente milioni di telefonate e di mail dei propri alleati fosse la cosa più naturale del mondo. Del resto, il disinvolto inquilino della Casa Bianca l’ha detto chiaro e tondo: in fondo, che male c’è a spiare un poco? Tutti lo fanno, è cosa di routine. Come dire: che buffi, questi Europei: tanto chiasso e tanta suscettibilità per così poco. A quanto pare, solo noi Italiani, in tutta l’Unione Europea, la pensiamo come Obama; o, almeno, così la pensano i nostri rappresentanti istituzionali.
Eh sì, perché loro hanno ben altre cose a cui pensare; cose di ben più ampio respiro, cose realmente vitali. E cioè: non la crisi economica che sta distruggendo e stritolando, giorno dopo giorno, come una macina dai meccanismi implacabili, la nostra produttività, i nostri posti di lavoro, la speranza nel futuro dei nostri giovani e la nostra stessa sopravvivenza nazionale; non la crisi economica che ogni giorno esige il suo drammatico pedaggio di licenziati, di disoccupati, di disperati, di suicidi: ma decidere se la signora Santanché deve o non deve essere la nuova vicepresidente della Camera dei deputati.
Questi sono i problemi più urgenti, quelli che stanno veramente a cuore al popolo italiano. Santanché sì, Santanché no: bello, vero?
Eh sì, perché loro hanno ben altre cose a cui pensare; cose di ben più ampio respiro, cose realmente vitali. E cioè: non la crisi economica che sta distruggendo e stritolando, giorno dopo giorno, come una macina dai meccanismi implacabili, la nostra produttività, i nostri posti di lavoro, la speranza nel futuro dei nostri giovani e la nostra stessa sopravvivenza nazionale; non la crisi economica che ogni giorno esige il suo drammatico pedaggio di licenziati, di disoccupati, di disperati, di suicidi: ma decidere se la signora Santanché deve o non deve essere la nuova vicepresidente della Camera dei deputati.
Questi sono i problemi più urgenti, quelli che stanno veramente a cuore al popolo italiano. Santanché sì, Santanché no: bello, vero?
E allora vola, caro presidente Letta, vola in Israele, mettiti in testa la kippah per avere le benedizione di quelle stesse banche – la Goldman Sachs, la Lehman Brothers – che ci hanno regalato, cinque anni fa, la crisi mondiale in cui stiamo annaspando e in cui siamo sul punto di affogare ; e vola pure tu, ministro Bonino, a Washington, prosternati davanti alla Casa Bianca e giura eterna amicizia e fedeltà ai generosi amici e protettori americani, custodi della nostra libertà. Ci hanno già salvato almeno due volte, dalla dittatura di Mussolini e dalle grinfie di Stalin: la prima volta liberandoci da noi stessi, e dimostrandoci che siamo costituzionalmente incapaci di governarci da soli (almeno in maniera civile, cioè democratica); la seconda, impedendo che i cavalli dei Cosacchi venissero ad abbeverarsi nelle fontane di San Pietro, e dimostrandoci che, senza di loro, siamo alla mercé di qualunque nemico. Vuoi che non ci salvino anche una terza, qualora se ne presentasse il caso?
Manca poco che dobbiamo essere noi a scusarci, per esserci fatti spiare dall’alleato a stelle e strisce. E intanto la nostra politica di sudditanza verso Israele e verso gli Stati Uniti ci ha praticamente espropriati dell’ultimo brandello di sovranità e di credibilità internazionale: quello legato alla nostra posizione nel Mediterraneo. Stando alla carta geografica, oltre che alle ragioni economiche, l’Italia dovrebbe essere la vera protagonista dello scacchiere mediterraneo, il che significa che dovrebbe coltivare un rapporto politico privilegiato con il mondo arabo: cosa resa impossibile dall’investitura – capestro israeliana e statunitense. Il risultato è che, mentre sulla sponda Sud e sulla sponda Est del Mediterraneo stanno maturando eventi decisivi (vedi quel che sta accadendo in Siria e in Egitto in questi ultime settimane e in questi ultimi giorni), l’Italia, politicamente, brilla per la sua assenza e per la sua ignavia.
Tutto va bene, dunque: tutto si sta svolgendo secondo copione. La commedia prosegue sicura, anche se un tantino monotona: perché non si sta recitando a soggetto, come avrebbe preferito il buon Pirandello, ma secondo un copione fisso e quanto mai scontato: quello che passa per la cerimonia dell’umiliazione nazionale.
Manca poco che dobbiamo essere noi a scusarci, per esserci fatti spiare dall’alleato a stelle e strisce. E intanto la nostra politica di sudditanza verso Israele e verso gli Stati Uniti ci ha praticamente espropriati dell’ultimo brandello di sovranità e di credibilità internazionale: quello legato alla nostra posizione nel Mediterraneo. Stando alla carta geografica, oltre che alle ragioni economiche, l’Italia dovrebbe essere la vera protagonista dello scacchiere mediterraneo, il che significa che dovrebbe coltivare un rapporto politico privilegiato con il mondo arabo: cosa resa impossibile dall’investitura – capestro israeliana e statunitense. Il risultato è che, mentre sulla sponda Sud e sulla sponda Est del Mediterraneo stanno maturando eventi decisivi (vedi quel che sta accadendo in Siria e in Egitto in questi ultime settimane e in questi ultimi giorni), l’Italia, politicamente, brilla per la sua assenza e per la sua ignavia.
Tutto va bene, dunque: tutto si sta svolgendo secondo copione. La commedia prosegue sicura, anche se un tantino monotona: perché non si sta recitando a soggetto, come avrebbe preferito il buon Pirandello, ma secondo un copione fisso e quanto mai scontato: quello che passa per la cerimonia dell’umiliazione nazionale.
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Monday, June 24, 2013
Heroes
di Alessandra Daniele
Il cerchio s’è chiuso. Cacciato dalla RAI negli anni ’80, Beppe Grillo era stato per decenni un simbolo del dissenso. Adesso è lui a cacciare qualsiasi dissenziente dal movimento del cui marchio è proprietario dispotico e decisionista. “You either die a hero, or you live long enough to see yourself become the villain” (The Dark Knight). Il M5S gli si sta così sbriciolando fra le mani, insieme alle mal riposte speranze di milioni di italiani, che probabilmente da adesso a causa del M5S crederanno velleitario, truffaldino e fallimentare qualsiasi tentativo di cambiare la politica. Che lo volesse o meno, Beppe Grillo è diventato un dissuasore, un simbolo negativo che allontana dalla pratica del dissenso.
Matt Smith lascia il suo ruolo in Doctor Who. Si vocifera di varie divergenze con lo showrunner Steven Moffat, che purtroppo invece resterà al suo posto. Grazie a Smith, forse l’undicesimo Dottore riuscirà a morire prima di diventare definitivamente il vero villain della serie, ma a causa di Moffat quella sorte toccherà comunque al dodicesimo. Chi sarà? Per superare la fase di stallo, ed evitare logoranti contrapposizioni, s’è offerto di interpretarlo Giorgio Napolitano.
FonteAny source
Il cerchio s’è chiuso. Cacciato dalla RAI negli anni ’80, Beppe Grillo era stato per decenni un simbolo del dissenso. Adesso è lui a cacciare qualsiasi dissenziente dal movimento del cui marchio è proprietario dispotico e decisionista. “You either die a hero, or you live long enough to see yourself become the villain” (The Dark Knight). Il M5S gli si sta così sbriciolando fra le mani, insieme alle mal riposte speranze di milioni di italiani, che probabilmente da adesso a causa del M5S crederanno velleitario, truffaldino e fallimentare qualsiasi tentativo di cambiare la politica. Che lo volesse o meno, Beppe Grillo è diventato un dissuasore, un simbolo negativo che allontana dalla pratica del dissenso.
Altra recente grande delusione dev’essere stata per alcuni vedere l’amministrazione Obama raccontare le stesse balle per coprire le stesse porcate come le amministrazioni precedenti. Milioni di persone spiate illegalmente dal governo USA adesso sanno che ”The Machine”, l’onnivedente macrosistema di sorveglianza globale della serie Person of Interest esiste davvero. E che il suo creatore ha l’etica di Ben Linus. Ancora non è chiaro però se i terroristi intenzionati a uccidere Obama col Raggio della Morte fossero in realtà agenti del Chupacabra.
Con la ruffiana scelta del nome, Papa Francesco s’è subito letteralmente autodefinito ”il Papa dei Poveri”. In realtà finora, aldilà delle dichiarazioni piacione di circostanza, con la rinuncia a servirsi di scarpe e cappelli dal costumista di Once Upon A Time come il predecessore, da Papa Francesco ai Poveri non è ancora arrivato niente di significativo.
Ancora una volta è cambiato il testimonial, ma non il prodotto. I vaticanisti però continuano a vaticinare un imminente rinnovamento epocale, credibili quanto la transustanziazione. L’enciclica in arrivo firmata Bergoglio è stata scritta da Ratzinger: ogni piacione ha un secchione che gli fa i compiti.
Matteo Renzi rimane in testa ai sondaggi presidenzialisti, è però il caso di ricordare che per anni c’era stato Fini. I sondaggiati sembravano preferirlo sia a Berlusconi che a qualsiasi leader il PD avesse al momento, e nell’autunno 2010 pareva inevitabilmente destinato al trono di spade, bastoni, coppe e denari del Governissimo. Sappiamo tutti come sia finita in realtà.
Matteo Renzi rimane in testa ai sondaggi presidenzialisti, è però il caso di ricordare che per anni c’era stato Fini. I sondaggiati sembravano preferirlo sia a Berlusconi che a qualsiasi leader il PD avesse al momento, e nell’autunno 2010 pareva inevitabilmente destinato al trono di spade, bastoni, coppe e denari del Governissimo. Sappiamo tutti come sia finita in realtà.
Renzi si propone d’essere il Tony Blair del PD: ha scelto come figura di riferimento l’ex premier britannico perché Nabucodonosor gli è sembrato un po’ troppo moderno. Possiamo chiamare Renzi Tiny Blair: tutti gli altri leader in pectore espettorati dal PD non progettano altro che fargli fare la fine dell’omonimo personaggio di Mad Dogs.
Matt Smith lascia il suo ruolo in Doctor Who. Si vocifera di varie divergenze con lo showrunner Steven Moffat, che purtroppo invece resterà al suo posto. Grazie a Smith, forse l’undicesimo Dottore riuscirà a morire prima di diventare definitivamente il vero villain della serie, ma a causa di Moffat quella sorte toccherà comunque al dodicesimo. Chi sarà? Per superare la fase di stallo, ed evitare logoranti contrapposizioni, s’è offerto di interpretarlo Giorgio Napolitano.
Fonte
Sunday, June 9, 2013
The Magic Box
di Alessandra Daniele
Dopo averlo riempito dei suoi miracolati, Grillo ha definito il parlamento una scatola vuota, apparentemente intenzionato a dimostrarlo calandoci una mannaia attraverso come un prestigiatore. Un paio dei suoi parlamentari sono scappati fuori, e si sono rifugiati nel gruppo misto.
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L’altezzoso disprezzo per il parlamento di Grillo è secondo solo a quello del presidente del consiglio Letta, che ha affidato l’elaborazione delle minacciate riforme istituzionali a una loggia di ”esperti” nominati apposta, espropriando la scatola degli eletti di quello che dovrebbe essere uno dei suoi compiti principali.
L’Italia è, ormai esplicitamente, un’oligarchia post-democratica, nella quale anche la più consociativa, spartitoria, e fasulla contrapposizione partitica mai vista, quella passata fra PD e PdL, viene definita ”guerra civile”, e ripudiata con orrore, e ogni forma di dissenso concreto, anche il più civile e costruttivo, viene sistematicamente equiparato al terrorismo, e perseguito come tale.
Ogni effettiva dialettica democratica, prevista da quella Costruzione che tutti dichiarano contemporaneamente di voler difendere e riscrivere, è stata completamente fagocitata e dissolta dal Macrogoverno di complicità nazionale, concessionario BCE, e di fatto fiancheggiato dalla cialtronesca pseudo opposizione grillina, di prestabilita totale inefficacia pratica. Mentre quarantenni come Alfano, Letta, Renzi, e Vito Crimi stroncano ogni speranza anche nel ricambio generazionale.
In questa situazione, ci si interroga sulle cause dell’alta percentuale di astensione, quando in realtà a stupire è il fatto che qualcuno si prenda ancora il disturbo di andare a votare (a parte l’innegabile soddisfazione riservata ai romani di spargere sale grosso su Alemanno). Non è stato un semplice golpe: il colpo di Stato, come quello apoplettico, è una patologia acuta, una crisi, la democrazia italiana è invece andata in necrosi dopo decenni di croniche malattie autoimmuni mai curate. Non si tratta di ”colpo di Stato” quand’è lo Stato medesimo a divorare se stesso, producendo costantemente anticorpi per attaccare e distruggere le sue parti sane, mentre lascia moltiplicarsi i tumori.
La democrazia italiana non è morta d’un colpo, e chi più lo sostiene è probabilmente interessato a nascondere le vere, endemiche, cause del decesso.
Cosa la rimpiazzerà? Su cosa stanno lavorando gli ”esperti”, quale sarà il prossimo format di facciata della Repubblica italiana? Alcune opzioni
Cosa la rimpiazzerà? Su cosa stanno lavorando gli ”esperti”, quale sarà il prossimo format di facciata della Repubblica italiana? Alcune opzioni
Repubblica Sit-comediale
Un premier nominato dal Presidente a vita, però, per recuperare la sintonia col volere popolare, in base agli stessi criteri adoperati per anni dalla maggioranza degli italiani votanti: la sua capacità di rendersi ridicolo. Le due camere saranno ridotte a una singola telecamera fissa. I parlamentari saranno sostituti dalle risate registrate.
Un premier nominato dal Presidente a vita, però, per recuperare la sintonia col volere popolare, in base agli stessi criteri adoperati per anni dalla maggioranza degli italiani votanti: la sua capacità di rendersi ridicolo. Le due camere saranno ridotte a una singola telecamera fissa. I parlamentari saranno sostituti dalle risate registrate.
Repubblica Procedurale
Un premier fisso, ma con un nuovo governo ogni settimana. Ogni GOW, government of the week, dovrà comunque rigidamente attenersi allo stesso programma comune prestabilito. I vari governi saranno perciò distinguibili solo dalle guest stars della settimana: collaudati caratteristi, giovani promesse da lanciare, vecchie glorie adatte a tutti i ruoli, campioni sportivi. Durante la stagione estiva verranno replicati i governi di quella invernale.
Un premier fisso, ma con un nuovo governo ogni settimana. Ogni GOW, government of the week, dovrà comunque rigidamente attenersi allo stesso programma comune prestabilito. I vari governi saranno perciò distinguibili solo dalle guest stars della settimana: collaudati caratteristi, giovani promesse da lanciare, vecchie glorie adatte a tutti i ruoli, campioni sportivi. Durante la stagione estiva verranno replicati i governi di quella invernale.
Repubblica Serializzata
Un solo governo di legislatura, dal cast variabile, che accumuli per anni problemi insolubili, promesse irrealizzabili, e indizi incomprensibili, per poi rivelare agli italiani che in realtà si trovano in Purgatorio, a pagare per i loro peccati attraverso le tasse e i tagli allo Stato sociale. Il pilot di questo governo è già in produzione.
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Un solo governo di legislatura, dal cast variabile, che accumuli per anni problemi insolubili, promesse irrealizzabili, e indizi incomprensibili, per poi rivelare agli italiani che in realtà si trovano in Purgatorio, a pagare per i loro peccati attraverso le tasse e i tagli allo Stato sociale. Il pilot di questo governo è già in produzione.
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