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Wednesday, October 30, 2013

Meteo Crimini

Quando si evoca il terrorismo di Stato, ci si riferisce spesso ai numerosi episodi che hanno funestato i decenni intercorsi tra la fine del Secondo conflitto mondiale ad oggi. Sono atti sanguinari che hanno costellato e costellano l'ignobile storia di finte democrazie. Un esempio tra tutti il false flag del giorno 11 settembre 2001, ma, se andiamo indietro nel tempo, sono decine gli eventi delittuosi che hanno visto protagonisti i nostri amati Governi. Tutto questo, però, è preistoria, roba da dilettanti, se paragonata al terrorismo climatico attualmente perpetrato con l'avallo di enti governativi e privati. Nel genocidio della biosfera sono, infatti, coinvolti centri universitari, corporations di biotecnologia, aziende di nanotecnologia, società impegnate nello sviluppo di nuovi carburanti per aeronautica, compagnie di volo commerciali, militari...

L'ennesimo evento criminoso si è verificato a partire dal 28 ottobre 2013, con l'eccezionale nubifragio che ha infierito sul Regno Unito e sulla Francia settentrionale. La calamità innaturale ha mietuto, per ora, 11 vittime. Un imponente flusso di correnti umide è stato, infatti, bloccato su Albione, per mezzo delle consuete scellerate operazioni di aerosol clandestine. Il mastondontico intervento ha tenuto all'asciutto per qualche ora l'Europa mediterranea. Purtroppo, però, per i Britannici ed i Francesi questo ha costituito un pericoloso "muro" igroscopico, che non ha permesso il veloce flusso delle correnti atlantiche e la loro distribuzione su una regione più ampia. Il che ha provocato quella "tempesta perfetta" che non si vedeva da anni su Nord Europa, Inghilterra e Galles.

Lo schema si ripete qui sull'Italia, ormai con una frequenza che dovrebbe insospettire anche il più disattento: precipitazioni inibite a Nord Ovest (in special modo su Liguria di Ponente) e quindi disastri su Liguria di Levante e Toscana. A qualcuno dovrebbe venire qualche dubbio, no? Eppure... niente: tutti dormono della grossa, mentre i soliti meteorologi d'accatto, sempre più spesso sostituiti da signorine ammiccanti e procaci, raccontano ancora ed ancora la solita favola del lupo per un popolo di idioti.


NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.


Vedi anche:
Le nubi che non ci sono più
La guerra climatica in pillole

Fonte
Any source

Monday, October 28, 2013

Show Must Go On

di Alessandra Daniele

Abolite TASI, TARES, TRISE e TARSU. Arrivano la tassa-mosaico che le comprende tutte: la TETRIS, e la tassa più grande all’interno: la TARDIS.


Il governo considera la legge finanziaria di quest’anno perfettamente riuscita: piace ai tedeschi, piace agli americani, che faccia schifo agli italiani non conta un cazzo.

Questa settimana però gli USA ci hanno dato anche una delusione: pare che l’Italia sia il paese del mondo che intercettino con meno interesse. Lo fanno più che altro per abitudine, quando non c’è niente di meglio da intercettare.
Questo significa che saremo cancellati per bassi ascolti.


Eppure le abbiamo provate tutte per guadagnare audience: sesso, scandali, stragi, disastri, zombie. Che altro potremmo fare? Cercare di convincere Mario Monti a sfogare la sua stizzosa frustrazione mettendosi a cucinare crystal meth?

Monti odia la Bignardi per averlo sottoposto al test di Voigt-Kampff:
- Senatore, immagini di trovarsi nel deserto: vede una tartaruga rovesciata di schiena, cosa fa?
- Gli tasso il guscio come prima casa.

Adesso Monti è considerato ferraglia, ed è stato sostituito dal modello LeT-1000, il democristiano di metallo liquido che prende qualsiasi forma gli serva per restare al governo. Intercettarlo però dev’essere divertente come il Consorzio Nettuno.

Per tentare di evitare la cancellazione non ci resta che lasciarci definitivamente declassare dal ruolo di paese a quello di telenovela: come si sa, le soap opere a basso costo hanno bisogno di meno audience per sopravvivere. Quello che ci serve è una protagonista lagnosa che combini ogni genere di cazzate, continuando però sempre a presentarsi come la buona della storia. Qualcuno come Brooke Logan di Beautiful.

Beautiful è in onda dal 1987, ed è la soap opera più seguita al mondo. Pescando qualcuna a caso delle ormai quasi settemila puntate, ogni volta ci si trova Brooke Logan sposata con uno diverso dei suoi parenti acquisiti dai precedenti matrimoni: il suocero, il cognato, il genero. Li ha sposati tutti, anche più d’una volta ciascuno. Ridge l’ha sposato sette volte, negli intervalli fra gli altri. Gli ex mariti della figlia li ha sposati entrambi. Ha sposato due volte un tizio che è stato contemporaneamente suo genero, e suo cognato.
La nostra Brooke è il PD.

Negli ultimi vent’anni, il PDS-PD è stato al governo letteralmente con chiunque, passando con disinvoltura da Bertinotti a Cossiga, da Di Pietro a Mastella, da Pecoraro Scanio a Gasparri, dalla Binetti alla Santanchè. Coalizioni, larghe intese, governi tecnici, di transizione, d’emergenza, di salvezza nazionale, il PD non ne schifa nessuno. Che facciano schifo agli italiani non conta un cazzo.

Matteo Renzi chiede che il PD ”non abbia la puzza sotto il naso”, in realtà il PD non ha neanche il naso, come Voldemort.
Renzi non ha voluto simboli del partito alla sua convention, per ”non allontanare chi non l’ha mai votato”. Alle elezioni proporrà di presentare come simbolo un cerchio vuoto. Perfetta rappresentazione del PD.

L’ex rottamatutto si vanta di non nominare mai Berlusconi invano, riciclando una vecchia idea di Veltroni, che al posto del nome usava una lunga perifrasi ridicola, finendo per dargli più spazio che se l’avesse semplicemente nominato. Renzi lo chiamerà "the artist formerly known as il principale esponente dello schieramento avversario ora alleato".

La disputa nel PD è una telenovela a basso costo: trame, set, e personaggi riciclati.
Quella nel PDL invece è un porno: tutti vogliono fottere tutti, e qualsiasi altra cosa è solo un pretesto.


Fonte
Any source

Tuesday, October 22, 2013

L'Imbarazzo della Scelta

L’ordine sociale forma un blocco. Un blocco della stessa fusione. È possibile, a seconda della tinta, dare ad ogni filone un nome diverso. Vi si trova il filone del capitalismo, il filone del clericalismo, il filone del militarismo e molti altri ancora. Ma non è possibile assestare una picconata ad un determinato filone senza intaccarne un altro, da tanto si incrociano, si mescolano e si mischiano. Provengono tutti da una medesima colata. [Albert Libertad]

Da mesi si parla di MUOS e delle proteste che si stanno sviluppando sul territorio di Niscemi (CL) dove sorgono numerose antenne e una, nello specifico, è in corso di costruzione.

Abbiamo sentito parlare delle voci indignate di politicanti di ogni ri­sma, di tecnici e professori pronti a stilare relazioni e pubblicare studi ora sulla pericolosità dell’inquinamento elettromagnetico e il suo im­patto sulla salute e l’ambiente, ora su una loro assoluta innocuità. Paro­le e discorsi, biechi impegni politici ed inganni populisti.

Laddove c’è da prendere in giro le persone o strumentalizzare un loro possibile dissenso, gli interventi di subdoli soggetti si sprecano.

Se proviamo a soffermarci su cosa sia concretamente il MUOS, capia­mo immediatamente come i pareri di politici e scienziati, di autorità e istituzioni di ogni genere, di pennivendoli vari siano funzionali a recu­perare ogni forma di dissenso a questo progetto, che è, in pratica, uno degli aspetti del problema della guerra e del militarismo.

Il MUOS (Mobile User Objective System ) è un moderno sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense, compo­sto da cinque satelliti geostazionari (SATCOM) ad altissima frequenza e quattro stazioni di terra, di cui una a Niscemi, dotate di tre grandi pa­rabole del diametro di 18 metri e due antenne alte 149 metri. Il suo uti­lizzo è destinato a coordinare in modo capillare i sistemi militari statu­nitensi dislocati in tutto il mondo, in particolare i droni, aerei sen­za pilota allocati anche a Sigonella.

Il programma MUOS, gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è ancora nella sua fase di sviluppo. Tre delle quattro stazioni di terra sono state completate, mentre quella di Niscemi è attualmente in costruzione e, sembra, in fase di completamento. Dei cinque satelliti, solo il primo è stato messo in orbita nel febbraio del 2012. Si prevede che l’ultimo satellite verrà lanciato entro il 2015. Allora il sistema sarà pienamente funzionante.

Il sistema MUOS integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo. Destinato principalmente ad utenti mobi­li, il MUOS trasmetterà la voce degli utenti, i dati e le comunicazioni video operando nella banda di frequenza UHF, una banda di frequenza inferiore a quella utilizzata dalle tradizionali reti cellulari terrestri, il MUOS permetterà ai militari di comunicare in ambienti svantaggiati, come ad esempio boschi o foreste.

Aldilà del progetto in atto, nella base militare americana di Niscemi dal 1991 sono operative 41 antenne il cui scopo è la trasmissione con i sommergibili militari.

Un problema vecchio quello delle basi militari USA e delle antenne funzionanti da anni. Un problema nuovo quello del progetto del MUOS. Problemi che si intrecciano all’interno del più ampio e deso­lante orizzonte del militarismo e della guerra, mostrando come lo svi­luppo tecnologico vada nella direzione affinare le tecniche militari, rendendo più funzionali gli strumenti di guerra e meno comprensibili ai più. Guardando un antenna enorme, non è immediato immaginare cosa si celi dietro il funzionamento di quell’ammasso di cemento, ferro e fili metallici: comunicazioni fra soldati giostrate da vili strateghi mi­litari ed utilizzate per bombardare e assoggettare milioni di persone, droni in azione, navi, elicotteri e aerei militari pilotati e guidati. In una parola la guerra silenziosa e costante.

La complessità degli equilibri strategici, l’estensione raggiunta dal mercato delle armi, la compenetrazione delle dinamiche politiche e mi­litari a livello sovranazionale, la tecnologia ad un alto livello di svilup­po e accettazione, fanno sì che la guerra, a parte le immagini cruente saltuariamente e pateticamente imposte dai media, serpeggi subdolamente in ogni aspetto della nostra esistenza, e prenda corpo sotto i nostri occhi, sopra le nostre teste, attorno a noi.

Proviamo a chiederci perché, pur essendo evidente la portata repressi­va di un progetto come quello del MUOS a livello globale, ciò che vie­ne fatto rilevare è il suo impatto sul paesaggio, gli effetti delle onde elettromagnetiche sulla salute, gli interessi affaristici che ruotano attor­no al progetto. Di certo la distruzione dell’ambiente, le malattie, l’in­quinamento non sono cose che ci piacciono, ma sono solo alcuni degli aspetti della macchina oppressiva del dominio.

Sono aspetti sui quali il capitale stesso può trovare soluzioni: abbellire le antenne, dislocarle nelle giungle d’asfalto piuttosto che nelle riserve naturali, sviluppare metodi scientifici per diminuire i danni provocati dalle onde elettromagnetiche, emanare leggi che rendano trasparenti i passaggi di denaro nella realizzazione dei progetti, o addirittura far sì che la gente stessa possa guadagnarci qualcosa in termini di soldi! Ecco come la paura di ammalarsi, di vedere distrutta e resa improdutti­va la propria terra sono paure recuperabili. Recuperabili come tutte le paure. Che senso ha quindi unirsi al coro di coloro che agitano lo spet­tro dell’olocausto ambientale, entrando a far parte delle già folte ­schiere di “terrorizzati”? Ciò comporterebbe essere costretti ad affidare le proprie speranze agli strumenti messi a disposizione dal nemico.

Noi crediamo che parlare di MUOS significhi parlare di guerra, proble­ma non staccato dall’insieme della situazione sociale, ma assolutamen­te connesso con le “normali” condizioni di oppressione con cui faccia­mo i conti quotidianamente. La guerra è la condizione vitale, normale, dell’esistenza del potere, così come il controllo sociale. Il problema del MUOS, quindi della guerra e del militarismo, vanno inquadrati in una certa ottica. Intendiamo fare un discorso preciso. Non vogliamo limi­tarci ad evidenziare le atrocità della guerra, le dinamiche e gli interessi del colonialismo economico, politico e militare. Intendiamo dire di più. Crediamo che in una prospettiva di lotta contro il militarismo, la guerra e lo sviluppo tecnologico che li sostiene, sia necessario fare uno studio attento e dettagliato sui vari tipi di presenza militare sul territorio e la loro funzione in senso repressivo (caserme, carceri, istituzioni e strut­ture militari, industrie belliche o collegate a questo settore, apparati della propaganda bellicista, ditte legate allo sviluppo di progetti milita­ri ecc.), impostare correttamente le analisi e indicare i mezzi e gli obiettivi. Crediamo fondamentale proiettarsi versa una prospettiva di attacco contro uomini e strutture che la guerra la rendono possibile.

Quanto proposto nelle pagine successive tiene conto delle riflessioni appena fatte.


DITTE LEGATE AL PROGETTO MUOS

GEMMO. Contractor di fiducia del Pentagono in Italia. In Sicilia ha in appalto i lavori per l’installazione delle tre antenne radar del nuovo si­stema MUOS nel Centro di trasmissione dell’US Navy di Niscemi. È una società leader nell’installazione elettrica e nella progettazione e co­struzione d’impianti civili, porti, aeroporti, strade, autostrade e tunnel. Ha sedi in Romania, Turchia, Malta, Belgio.
* Viale dell’industria 2, 36057 Arcugnano (VI) - Tel. 0444.959595 - Fax 0444. 961551
* c/o Tecnopolo Tiburtino, Via Peroni 400, mod. 1c, 00157 Roma - Tel. 06.4174161 - Fax 06.41735462
* Viale Tunisia 39, 20124 Milano - Tel. 02.29061970 - Fax 02.29062019

LAGECO di PARISI ADRIANA srl. Si occupa della costruzione di edifici residenziali e non residenziali.
Via Etnea, 587, 95100 Catania

LA.RA. srl. Fa parte con la Gemmo spa e la Del-Jen Inc. del consorzio “Team Bos Sigonella” che si occupa della esecuzione, supervisione, trasporto di armamenti, materiali ed attrezzature necessarie ai servizi operativi e di supporto, della gestione ed amministrazione dei servizi ambientali e del controllo delle sostanze nocive, la raccolta e il riciclag­gio dei rifiuti nella stazione aeronavale di Sigonella e nelle installazioni siciliane collegate, fra le quali il complesso portuale di Augusta (base di appoggio per portaerei e sottomarini nucleari), la stazione di telecomu­nicazione di Niscemi e di Pachino.

Corso Sicilia 15, Motta Sant’Anastasia - Tel. 095 309561

CALCESTRUZZI PIAZZA srl, c.da Pilacane, 93015 Niscemi (CL) - Tel. 0933.950075

COMINA srl, Via Valcorrente 39, Belpasso (CT) - Tel. 095.391813

MECHATRONI SYSTEMS srl, Sede legale: Via Alessi 24, 95124 Ca­tania

Ufficio Tecnico: Via Firenze 136, Aci Castello (CT) - Tel. 095.495763 - Fax 095. 4032156

ERICSSON TELECOMUNICAZIONI spa, Via Anagnina 203, 00118 Roma - Tel. 06.72581

LOCKHEED MARTIN SPACE (USA), Contatti: Tel. 06.42016941

ARRIS CORPORATION (GB) e DEL-JEN, Inc. (USA): non risultano sedi in Italia.


AMBASCIATE E CONSOLATI

Ambasciata degli Stati Uniti d’America
Via Vittorio Veneto 119/A, 00187 Roma - Tel. 06.4674 2382 - Fax 06.4674 2113
Office of Public Affairs - Embassy of the United States
Via Sallustiana 49, 00187 Roma - Tel. 06.46742368 - Fax 06.46742723

Consolati
* Via Principe Amedeo 2, 20121 Milano - Tel. 02.62688500 - Fax 02.6596 561
* Lungarno Vespucci 38, 50123 Firenze - Tel. 055.266951 - Fax. 055.21555
* Piazza della Repubblica, 80122 Napoli - Tel. 081.5838111 - Fax 081.5838275

Agenzie consolari
* Via Dante 2, 16121 Genova - Tel. 010.584492 - Fax. 010.5533033
* Via Vaccarini, 90143 Palermo - Tel. 091.305857 - Fax 091.6256026
* Marco Polo Airportl, Viale Galileo Galilei 30, 30030 Tessera (VE) - Tel. 041.5415944 - Fax 041.5416654


ALTRI INTERESSI ITALIA-USA

THE U.S. - ITALY FULBRIGHT COMMISSION. Commissione per gli Scambi Culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti, è un ente binazionale che promuove l’organizzazione di attività di rilievo culturale, educativo e scientifico di carattere nazionale ed internazionale; ha come Presiden­ti Onorari il Ministro degli Affari Esteri e l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America.
* Via Castelfidardo 8, 00185 Roma - Tel. 06.4888.211 - Fax 06.4815680

ASSOLOMBARDA, Via Pantano 9, 20122 Milano - Tel. 02.583701

FONDAZIONE ASSOLOMBARDA, Via Vittorio Veneto 108 - 00187 Roma

ASSOCIAZIONE ITALIA USA VERONA, c/o Società Letteraria, Piazzetta Scalette Rubiani. 137121 Verona

MENTORING USA/ITALIA. Nata nel 1998 per iniziativa di Matilda Raffa Cuomo, moglie di Mario e madre di Andrew, rispettivamente già e attuale Governatore dello Stato di New York, sostenuta dal CNR.
* Via Matteo Ripa 7, 84122 Salerno - Tel. 089.254747 - Fax 089.2582572
* Via Federico Cesi 44, 00193 Roma - Tel. 06.32110405

AMCHAM IN ITALY. È un’organizzazione privata affiliata alla Chamber of Commerce di Washington D.C. AmCham ha lo scopo di sviluppare e favorire le relazioni economiche e culturali tra gli Stati Uniti d’America e l’Italia, di promuovere e tutelare gli interessi dei pro­pri associati nell’ambito dell’attività di business tra i due Paesi.
* Via C. Cantù 1, 20123 Milano - Tel. 02.8690661 - Fax 02.39296752

Le rappresentanze regionali:

* Abbruzzo-Basilicata-Molise: Enzo La Civita titolare della ditta “Con­fetti D’Alessandro”, Via Montenero 20, 67039 Sulmona (AQ) - Tel. 0864.5229/54090 - Fax 0864.34751
* Campania: Fabio D’Aniello - Founder Partner D’Aniello e Associati Studio Legale. C.so Venezia 12, 20121 Milano - Tel. 02.76280576 - Fax 02.36215507
Viale dei Parioli 67, 00197 Roma
Riviera di Chiaia 276, 80121 Napoli - Tel. 081.420 7011 - Fax 081.25 20852
* Piemonte: Enrico Maria Rosso Direttore Relazioni Esterne e Comuni­cazione - De-Line srl
* Puglia: Antonio Turino Amministratore Unico AllService Finance, Via E. Pappacena 22, 70024 Bari
* Roma: Davide Cefis Eric Salmon & Partners srl, con sedi a Piazza di Pietra 26i, Roma - Tel. 06.6991189 - Fax 06.6791487
Corso Matteotti 10i, 20121 Milano, Tel. 02.777271 - Fax 02.77727391
* Sicilia: Pietro Viola c/o Studio Viola, Via Giovanni Campolo 92, 90145 Palermo - Tel./Fax 091.6811844, 3383515969
* Trento: Alessio Parolari, consigliere di amministrazione Informatica Trentina spa, Via Gilli, 38121 Trento, Tel. 0461.800111 - Fax 0461.800436
* Verona: Antonio Ferragù socio Studio Pirola Pennuto Zei & Associa­ti, Via Belgio 12, 37135 Verona, Tel. 045.8092511 - Fax 045.8015627

NIAF. La National Italian American Foundarion (Niaf) collabora atti­vamente con il Congresso degli Stati Uniti e con la Casa Bianca su tutte le maggiori questioni che riguardano gli italo-americani.
* Vicepresidente regionale - Nord: Paolo Catalfamo, Founder & Chair­man Investar Torre Velasca, Piazza Velasca 5, 20125 Milano
* Vicepresidente regionale - Sud: Alfonso Ruffo, Il Denaro - Mostra d’Oltremare - Viale Kennedy 54, 80125 Napoli
* Director, Special Projects for Italy: Francesco Nicotra, Largo Luzzi R. 8, 01019 Cura di Vetralla (VT)
* Business: Via Uffici del Vicario 49 (Ficei), 00186 Roma - Tel. 320.7761285 - Fax 06.6795777
* Reppresentate in Vaticano: Marco Simeon, Piazza di Spagna 15, 00187 Roma - Tel. 06.6758291

AMERIGO. Associazione che riunisce gli alunni italiani dei Program­mi di scambi culturali internazionali promossi, nelle loro varie articola­zioni, dal Dipartimento di Stato USA (Bureau of Educational and Cul­tural Affairs). Sede legale presso l’Ambasciata degli Stati Uniti d’Ame­rica (Roma).


PRINCIPALI AZIENDE USA IN ITALIA

GOOGLE ITALIA, Corso Europa 2, 20122 Milano - Tel. 02.36618300 - Fax 02.36618 301

PLANET HOLLYWOOD ITALIA srl, Via Del Tritone 20, 00187 Roma - Tel. 0642828012

WARNER BROS ITALIA spa, Via Varese 16/b, 00185 Roma - Tel. 06.448891 - Fax 06.4462981

COCA COLA ITALIA Srl, Viale Edison 11/b, 20099 Sesto San Gio­vanni (MI) - Tel. 02.262461 - Fax 02.26227120

IBM Italia spa, via Sciangai 53, 00144 Roma - Tel. 06.59664110
* c/o Atrak, Via Valentino Mazzola 66, 00142 Roma - Tel. 06.51607933
* c/o Tecnosphera, Viale Monza 270, 20126 Milano - Tel. 02.36530641
* c/o Atrak, Viale Monza 14, 20126 Milano - Tel. 02.26005054
* c/o Web for Enterprise, Via dei Radiotelegrafisti 28, 00143 Roma - Tel. 06.92926435

3M ITALIA spa, Via Norberto Bobbio 21, 20096 Pioltello (MI) - Tel. 02.7035.1 800-802145
* Sede di rappresentanza: Via del Tritone 87, 00187 Roma - Tel. 06.68625.1 - Fax 06.68625.265

Stabilimenti:
* Via Padergnone 19, 24050 Grassobbio (BG) - Tel. 035.331111
* Via Carlo Gavazzi 25, 20010 Marcallo con Casone (MI) - Tel. 02. 70351
* Strada Provinciale Alessandria, 15077 Predosa (AL) - Tel. 0131.718477 (Grafoplast)
* Centro Distribuzione prodotti: Via Don Dossetti 7, Frazione Francoli­no, 20080 Carpiano (MI) - Tel. 02.70351

WHIRLPOOL EUROPE srl, Servizio Clienti, Viale Guido Borghi 27 - 21025 Comerio (VA)

GENERAL MOTORS POWERTRAIN EUROPE, Corso Castelfidardo 36, 10138 Torino
MICROSOFT, Via Lombardia 2, 20068 Castella Borromeo (MI) - Tel. 02.38591444
JONHSON CONTROLS SYSTEMS AND SERVICE ITALY srl, Via Manzoni 44, 20095 Cusano Milanino (MI) - Tel. 02.280421 - Fax 02.28042223
LEAR, Corso Canonico Allamano 32, Grugliasco (TO)
DELPHI, Via Fratelli Cervi snc, Segrate - Milano 2
MOTOROLA ELECTRONICS spa, Via Cardinal Massaia 83, 10100 Torino
UPS - United Parcel Service Italia srl, Via Fantoli 15/2, 20138 Milano - Tel. 02.30303039
CHRYSLER/FIAT, Via Nizza 250, 10126 Torino - Tel. 011.0061111
MC DONALDS, Via Del Bosco Rinnovato 6, Assago (MI) - Tel. 02.748181
BURGER KING ITALIA srl, Galleria San Federico 54, 00100 Torino

ESSO ITALIA srl, Viale Castello della Magliana 25, 00148 Roma - Tel. 06.65691 - Fax 06.65692779
CHEVRON PRODUCTS ITALIA spa, Piazza Della Vittoria 12 - 16121Genova - Tel. 010.541105/5960434
TEXACO ITALIANA spa (proprietà Chevron), Via Fagiani Cesare 3, 66034 Lanciano (CH) - Tel. 0872.724184
NORTHROP GRUMMAN ITALIA spa, V. Pontina km 27.800, 00040 Pomezia (RM) - Tel. 06.911921 - Fax 06.91192290


SOCIETÀ DI COSTRUZIONI LEGATE 
ALLE INFRASTRTTURE MILITARI

IMPRESA COSTRUZIONI MALTAURO. Partner di Gemmo. L’a­zienda si occupa della realizzazione di infrastrutture destinate ad utiliz­zo militare. Nel passato ha gestito la costruzione di impianti all’interno delle basi militari di Vicenza e Aviano (Pordenone). Nel giugno 2008 alla maltauro è stata assegnata la realizzazione ad Abou-Aisha, nelle vi­cinanze dell’aeroporto di Tripoli, di un fabbricato per l’assemblaggio e la manutenzione degli elicotteri da guerra “A109 Power”, prodotti su li­cenza AgustaWestland, destinai al pattugliamento marittimo e la vigi­lanza delle frontiere. In Sicilia, a Lentini, ha presentato il piano per la costruzione di un complesso insediativo destinato ai militari americani della base US Navy di Sigonella. Per questo progetto la Maltauro ha costituito ad hoc la “Scirumi S.r.l.”.

SCIRUMI srl. La maggioranza delle quote sociali della Scirumi sono in mano alla Maltauro Costruzioni. Un altro 10% delle quote sono in mano alla Cappellina Srl.
Via XX Settembre 43, Catania presso lo studio del prof. Gaetano Sici­liano.
CAPPELLINA srl,Via Pietra Dell’Ova 51, 95100 Catania
SATER SICILIA. Altra società che fa capo alla Scirumi srl. Condivide la stessa sede della Cappellina in via Pietro dell’Ova 51, Ca­tania.
NUOVA SCIRUMI srl. Condivide la stessa sede della Cappellina in via Pietro dell’Ova 51, Catania
COOPERATIVA MURATORI CEMENTISTI (CMC)
* Via Trieste 76, 48122 Ravenna - Tel. 0544.428111 - Fax 0544.428554
* Via Leonida Bissolati 76, 00187 Roma - Tel. 06.42020425 - Fax 06.42390728
* Piazza Velasca 5, 20122 Milano - Tel. 02.49680110 - Fax 02.49790136
CONSORZIO COOPERATIVE COSTRUZIONI
Via Marco Emilio Lepido 182/2, Bologna - Tel. 051.3161111 - Fax 051.3161888

FEDERAZIONE DELLE AZIENDE ITALIANE PER L’AEROSPAZIO, LA DIFESA E LA SICUREZZA

A.M.A. spa, Via Torre 16, 31032 Casale sul Sile (TV)
A.R.I.S. spa, Strada Cascina Bertola 10, 10040 Lombardore (TO)

ABL srl, Via F. d’Ovidio 20, 00137 Roma
* Via Monte d’Oro 31bis/B, 00040 Pomezia (RM)
* Località Prato Risacco, 00065 Fiano Romano (RM)

AEREA spa, Via Cefalonia 18, 20156 Milano

AERO SEKUR spa, Via delle Valli 46, 04011 Aprilia (LT)

AEROSTUDI srl., Via A. Gregorcic 31, 34170 Gorizia

AGUSTAWESTLAND, Via G. Agusta 520, 21017 Cascina Costa di Samarate (VA)

ALENIA AERMACCHI spa, Via Ing. P. Foresio 1, 21040 Venegono Sup. (VA)
* V.le B. Buozzi 58 int. 8, 00197 Roma

ALENIA AERONAUTICA spa, Via Campania 45, 00187 Roma
* Strada Malanghero, 10072 Caselle (TO)
* Strada Statale 87 Km. 8,7, 80026 Casoria (NA)
* Zona ASI Incoronata, 71100 Foggia
* Via Boscofangone (zona ASI), 80035 Nola (NA)
* V.le dell’Aeronautica, 80038 Pomigliano D’Arco (NA)
* C.so Marche 41, 10146 Torino

ALENIA AERONAVALI spa, Via Triestina 214, 30173 Tessera (VE)
* Via Nuovo Tempio 20, 80144 S. Pietro a Patierno (NA)
* P.zza Generale Del Vento, 72011 Brindisi

ALENIA SIA spa, Strada Antica di Collegno 253, 10146 Torino
* Via Borzoli 61/b, 16153 Genova

ALSTOM Ferroviaria spa, Via Ottavio Moreno 23, 12038 Savigliano (CN)
* Via Sabotino, 00034 Colleferro (RM)
* Via Fosse Ardeatine 120, 20099 Sesto S. Giovanni (MI)

ANSALDO RICERCHE spa, C.so Perrone 25, 16152 Genova
* Via Nuova delle Brecce 260, 80100 Napoli

ASE srl, C.so V. Emanuele II 30, 20122 Milano
* Via T. Salvini 25, 00197 Roma
* Via Verdi 33/35, 20010 S. Giorgio su Legnano (MI)

ASTRA VEICOLI INDUSTRIALI spa, Via Caorsana 79, 29100 Pia­cenza

AVIO spa, Strada del Drosso 145, 10135 Torino
* Via I Maggio 99, 10040 Rivalta di Torino (TO)
* Via Barberini 86, 00187 Roma
* Via I Maggio 99, 10040 Rivalta di Torino (TO)
* Via I Maggio 56, 10040 Rivalta di Torino (TO)
* Strada del Drosso 145, 10135 Torino
* C.so Garibaldi 22, 00034 Colleferro (Roma)
* V.le Impero angolo Viale Alfa, 80038 Pomigliano d’Arco (NA)
* Località Calabricito, 80011 Acerra (NA)
* V.le Arno 60, 72100 Brindisi

AXITUDE srl, Via Caracciolo 15, 80122 Napoli
* Via Pascoli 7, 80026 Casoria (NA)

BERETTA spa, Via P. Beretta 18, 25063 Gardone Valtrompia (BS)
* L.go del Nazareno 15, 00187 Roma

BONETTI AIRCRAFT SUPPORTS, Via De Marini 1, 16149 Genova,
* V.le B. Croce 34B/2, 00142 Roma
* Centro Direzionale “Le Torri”, Via Marsala 40/c, 20013 Gallarate (VA)
* Centro Direzionale Isola F/3, 80143 Napoli

C.M.D. Costruzioni Motori Diesel, S.S. 87 km. 23,300, 81020 San Ni­cola La Strada (CE)
* Nucleo Industriale “Valle di Vitalba”, 85020 Atella (PZ)
* Zona Industriale ASI, Lotto 6/3, 83040 Morra De Sanctis (AV)

C.S.M. Centro Sviluppo Materiali, Via di Castel Romano 100/2, 00129 Roma
* V.le B. Brin 215, 05100 Terni
* P.zza Caduti 6 Luglio 1944 1, 24044 Dalmine (BG)
* Via Emanuele Gianturco 31/c, 84146 Napoli

CALZONI srl, Via De Gasperi 7, 40012 Calderara di Reno (BO)
* Via A. Solari 19, 20144 Milano

CIRA Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, Via Maiorise, 81043 Ca­pua (CE)

CISDI “COMITATO IMPRESE SETTORE DIFESA”, c/o Confindu­stria, Viale dell’Astronomia 30, 00144 Roma
* c/o Celin Avio srl, Loc. Cerri, 19020 Follo (SP)

CONSORZIO S3LOG, Via Salaria 1027, 00138 Roma

DEMA Design Manufacturing spa, Via D. Morelli 7, 80121 Napoli
* Via S. Sossio 38, 80049 Somma Vesuviana (NA)
* V.le Impero Consorzio il Sole Lotto T, 80038 Pomigliano d’Arco (NA)
* Via Prov.le Pianura 29, Loc. Ind. S. Marino, 80078 Pozzuoli (NA)
* S.S. Appia km 237, 82011 Paolisi (BN)
* Via Mattei 12, 72100 Brindisi
* Via Caorsana 34, 29100 Piacenza
* Via Varese 17/b, 21013 Gallarate (VA)

ELE.SI.A. spa, Via Montenero 63/65, 00012 Guidonia Montecelio (RM)
* Via B. Provaglia 7, 40128 Bologna
* Via Cavour 151, 10091 Alpignano (TO)

ELETTRONICA spa, Via Tiburtina Valeria Km.13,700, 00131 Roma

ELETTRONICA ASTER spa, Via Cino del Duca 2, 20122 Milano
* Via Longoni 108/b, 20030 Barlassina (MI)

ELSAG DATAMAT spa, Via Puccini 2, 16154 Genova
* Via Laurentina 760, 00143 Roma
* Via Castrogiovanni 1, 74100 Taranto

ENGINEERING - INGEGNERIA INFORMATICA spa, Via S. Marti­no della Battaglia 56, 00185 Roma
* Strada 2 - Palazzo D/3, 20090 Assago (MI)
* Via F. Morosini 19, 10128 Torino
* C.so Stati Uniti 23/a-c-d-i, 35127 Padova
* Via M. Staglieno 10/24, 16129 Genova
* Galleria del Leone 3, 40125 Bologna
* Via G. del Pian dei Carpini 1, 50127 Firenze
* V.le Sardegna 37, 53100 Siena
* Via Settevalli 429, 06129 Perugia
* Via Terragneta 90, 80058 Torre Annunziata (NA)
* V.le Virgilio 146, 74100 Taranto
* V.le Regione Siciliana 72-75, 90146 Palermo
* Località Morello, Variante Aurelia 295, 19038 Sarzana (SP)
* Via Edison 2, 60027 Osimo (AN)
* Via Nazionale per Teramo 14, 64023 Mosciano S. Angelo (TE)
* V.le Marconi 16, 63100 Ascoli Piceno

ERA ELECTRONIC SYSTEMS srl, Via Ranco 9/d, 06080 Collestrada (PG)
* Loc. Ferriera 50, 06089 Torgiano (PG)

EUROCONTROL spa, Via Varenna 52A, 16155 Genova

EXPRIVIA SOLUTIONS spa, Via C. Colombo 456, 00145 Roma
* Via Carlo Esterle 9, 20132 Milano
* V.le Olivetti s.n., 70056 Molfetta (BA)

FEDEGARI AUTOCLAVI spa, S.S. 235 km 8, 27010 Albuzzano (PV)

FIMAC spa, Via Piemonte 19, 20030 Senago (MI)
* Via Don Gnocchi 6, 20016 Pero (MI)

FINCANTIERI spa, Via Genova 1, 34121 Trieste
* Via Cipro 11, 16129 Genova
* Passeggio S. Andrea 6, 34123 Trieste
* Via Tevere 1/A, 00198 Roma
* V.le S. Bartolomeo 446, 19024 Muggiano (SP)
* Via Erasmo Piaggio, 16037 Riva Trigoso (GE)

FINMECCANICA spa, P.zza Monte Grappa 4, 00195 Roma
* C.so Perrone 118, 16161 Genova
* Galleria San Babila 4/c, 20122 Milano

FLEXIDER srl, C.so Romania 501/24, 10156 Torino

FORGITAL ITALY spa, Via G. Spezzapria 1, 36016 Velo d’Astico / Seghe (VI)

G.M.A. di A. Punzi & C. sas, V.le Ferrovie dello Stato 20, 80014 Giu­gliano (NA)
* V.le Ferrovie dello Stato 14, 80014 Giugliano (NA)
* Via Saccomuro 21, 00131 Roma

G.S.E. srl, V.le del Vignola 44, 00196 Roma
* Via Vecchia Torchiarolo s.n., 72100 Brindisi

GALILEO AVIONICA spa, Via A. Einstein 35, 50013 Campi Bisenzio (FI)
* Via G. V. Bona 85, 00156 Roma
* Via Turanense Km. 44,452, 67061 Carsoli (AQ)
* Strada Priv. Aeroporto Caselle, 10077 S. Maurizio Canav. (TO)
* Via Montefeltro 8, 20156 Milano
* Via G.B. Grassi 93, 20157 Milano
* V.le Europa, 20014 Nerviano (MI)
* Via dei Castelli Romani 2, 00040 Pomezia (Roma)
* Via M. Stoppani 21, 34077 Ronchi dei Legionari (GO)
* Via Villagrazia 79, 90125 Palermo

GEM ELETTRONICA srl, Via Vespucci 9, 63039 S. Benedetto Tronto (AP)

GEMELLI srl, Via Manzoni 39, 20010 Canegrate (MI)

GORIZIANE spa, Via Aquileia 7, 34070 Villesse (GO)

HELITEC srl, V.le del Vignola 44, 00196 Roma
* Via Marsala 40, 21013 Gallarate (VA)
* Via Vecchia Torchiarolo s.n., 72100 Brindisi

I&SII spa, Via Panama 52, 00198 Roma
* Via della Meccanica 2b, 04011 Aprilia (LT)
* Via Chiesuola s.n., 04100 Latina
* Via Pontina km 77,900, 04100 Latina
* Via dei Conti Ruffo 26, 88100 Catanzaro
* Via Contrada Chiesa dei Morti 553/4, 70043 Monopoli (BA)
* Via Santa Barbara 9, 09012 Capoterra (CA)
* Via Giovanni Tritto 27bis, 80141 Napoli
* V.le Europa 26, 90039 Villabate (PA)
* Via Tommaso Da Celano 6, 00100 Roma

I.A.P. srl, Via Appia 236, 72100 Brindisi
* Via R. Moretti s.n., 72100 Brindisi

IDS Ingegneria dei Sistemi spa, Via Livornese 1019, 56122 Pisa
* Via Sterpulino 20, 56121 Ospedaletto (PI)
* Via Flaminia 1068, 00189 Roma
* Via Vittorio Veneto 12, 21100 Morazzone (VA)

ILMAS SUD spa, Contrada Pantano, Zona ASI, 80011 Acerra (NA)

INFO SOLUTION spa, Via della Burrona 51, 20090 Vimodrone (MI)
* Via Zoe Fontana 220 int B1, 00131 Roma
* Via Fiumara 7/3, 16100 Genova

ING. NADDEO & C. srl, Via G. Di Vittorio 10, 84018 Scafati (SA)

INTERMARINE spa, Via Alta, 19038 Sarzana (SP)
* V.le San Bartolomeo, 19100 La Spezia

IVECO - Defence Vehicles, Via A. Volta 6, 39100 Bolzano

KAYSER ITALIA srl, Via di Popogna 501, 57128 Livorno

LARIMART spa, Via di Torrevecchia 12, 00168 Roma

LOGIC Sistemi Avionici spa, Via G. Galilei 5, 20060 Cassina De’ Pec­chi (MI)

MAGNAGHI AERONAUTICA, Via Galileo Ferraris 76, 80142 Napoli

MB ELETTRONICA snc, Zona PIP Vallone 35, 52042 Camucia di Cortona (AR)

MARS srl, Via Emanuele Gianturco 31, 80146 Napoli

MBDA ITALIA spa, Via Tiburtina Km. 12,400, 00131 Roma
* Via di Fusaro 267, 80070 Bacoli (NA)
* Via Valdilocchi 15, 19136 La Spezia

MECAER spa, Via per Arona 46, 28021 Borgomanero (NO)

MES spa, Via Tiburtina 1292, 00131 Roma

METAL SUD srl, Via Nazionale Appia Loc. Crisci, 81021 Arienzo (CE)

MICROTECNICA srl, P.zza Arturo Graf 147, 10126 Torino
* Via S.M. al Lambro 18/20, 20047 Brugherio (MI)
* Via Primo Maggio, 199, 10062 Luserna S. Giovanni (TO)

MOREGGIA srl, Via Borgone 25, 10139 Torino
* C.so Pastrengo 36, 10093 Collegno (TO)

N.M.C. Nuovo Molifcio Campano, Via G. Sanfelice 24, 80134 Napoli
* Zona ASI - SS 87, Km 16,460, Loc. Pascarola, 80023 Caivano (NA)

NORTHROP GRUMMAN ITALIA, Via Pontina Km. 27,800, 00040 Pomezia (Roma)

OMA spa, Via Cagliari 20, 06034 Foligno (PG)

OMA SUD spa, Via Marra, Loc. Silvani, 81043 Capua (CE)
* Via ASI di Pascarola, 80023 Caivano (NA)
* Zona Industriale s.n., 81030 Trantola D. (CE)

OMP ENGINEERING srl, Via Trescalini 3 int. 2, 36031 Dueville (VI)

ORIZZONTE SISTEMI NAVALI, V.le Brigata Bisagno 45 r, 16129 Genova
* Via Carlo Pesenti 109, 00156 Roma

OTO MELARA spa, Via Valdilocchi 15, 19136 La Spezia
* Via Lunga 2, 25126 Brescia
* Via F. Siacci 4, 00197 Roma

PIAGGIO AERO INDUSTRIES spa, V.le Castro Pretorio 116, 00185 Roma
* Via Cibrario 2-4, 16154 Genova Sestri (GE)
* V.le R. Piaggio 3, 17124 Finale Ligure (SV)
* Via Campi Flegrei 34, Comprensorio Olivetti, 80078 Pozzuoli (NA)

PIETRO ROSA TBM srl, Via Petrarca 7, 33085 Maniago (PN)

POMPE GARBARINO spa, Via Marenco 44, 15011 Acqui Terme (AL)
* V.le A. Doria 31, 20124 Milano

PRESTEL ELETTRONICA srl, Loc. Batasiolo 85/a, 12064 La Morra (CN)

PROGESI spa, Via del Maggiolino 125, 00155 Roma
* P.zza della Vittoria 11, 16121 Genova
* Via Camperio 14, 20123 Milano

REVELLI spa, Via Umbria 27, 10099 S. Mauro (TO)

RHEINMETALL ITALIA spa, Via Affile 102, 00131 Roma
* V.le Italia 60, 20020 Lainate (MI)

S.E.I. Società Esplosivi Industriali, Via Industriale 8/d, 25016 Ghedi (BS)
* Località Matt’è Conti, 09015 Domusnovas (CA)
* Via Fogazzaro 28, 25016 Ghedi (BS)

S.I.ME. srl, Via Borgogna 5, 20122 Milano
* Via Arona 81/83, 28021 Borgomanero (NO)

SISTEMATICA spa, Via D. Bramante 43, 05100 Terni

S.I.T.T.I. spa, Via Giovan Battista Brocchi 24, 20131 Milano
* Via Cadorna 69/73, 20090 Vimodrone (MI)

SALVER spa, Via della Camilluccia 535, 00135 Roma
* Via Orso Maria Corbino 10, Zona Industriale, 72100 Brindisi

SECONDO MONA spa, Via C. del Prete 1, 21019 Somma Lombardo (VA)

SELEX Communications spa, Via Pieragostini 80, 16151 Genova
* V.le dell’Industria 4, 00040 Pomezia (RM)
* Via degli Scialoja 20, 00196 Roma

SELEX Sistemi Integrati spa, Via Tiburtina km 12,400, 00131 Roma
* Via Giulio Cesare 105, 80070 Bacoli (NA)
* Via Hermada 6/b, 16154 Sestri Ponente (GE)
* Circ. Esterna di Napoli, 80014 Giugliano in Camp. (NA)
* Via Valdilocchi 15, 19136 La Spezia
* Via S. Maria 83, 56126 Pisa
* c/o Maricenprog, Via Orate s.n., 74020 S. Vito (TA)
* c/o Arsenale M.M.I., Via di Palma, 74100 Taranto

SELT srl, V.le Industrie 13/22, 20020 Arese (MI)

SICAMB spa, Via Eschido Zona Aeroporto, 04010 Latina

SISTEMA COMPOSITI spa, Via Vittor Pisani 22, 20125 Milano
* Via Casilina km 57,500, 03018 Castellaccio di Pal. (FR)

SITE TECHNOLOGY srl, Via Piave 7, 00100 Roma
* Loc. Casale Marcangeli, 67063 Oricola (AQ)

SITEP ITALIA spa, Via Vincinella 14, 19035 S. Stefano Magra (SP)

SNAP-ON TOOLS ITALIA srl, Via Bizet 43-45, 20092 Cinisello Bal­samo (MI)

SOFITER spa, C.so Francia 35, 10138 Torino
* Via Francesco De Sanctis 15, 00195 Roma

SUPERJET INTERNATIONAL spa, Via delle Industrie 82-84, 30020 Marcon (VE)

T.C.S. GROUP srl, Via Cottolengo 34, 10070 Mappano di Caselle (TO)

TELESPAZIO spa, Via Tiburtina 965, 00156 Roma
* Comune di Ortucchio, 67051 Avezzano (AQ)
* Loc. Pian di spagna SS. 340, 22050 Gera Lario (CO)
* Piana degli Albanesi km 39,500, 90037 Scanzano (PA)
* Contrada Murge, 75100 Terlecchie (MT)

THALES ALENIA SPACE spa, Via Saccomuro 24, 00131 Roma
* Via Tiburtina 1210, 00131 Roma
* Strada Antica di Collegno 253, 10146 Torino
* Via Pile 60, 67100 L’Aquila
* S.S. Padana Superiore 290, 20090 Vimodrone (MI)

THALES ITALIA spa, Via Ansperto 7, 20123 Milano
* Via Tiburtina 1072, 00156 Roma
* Via E. Mattei 1, 20064 Gorgonzola (MI)
* Via Tiburtina 1072, 00156 Roma
* Via E. Mattei 20, 66100 Chieti Scalo (CH)
* Via Provinciale Lucchese 33, 50019 Sesto Fiorentino (FI)
* Via Sempione 26/l, 21029 Vergiate (VA)

TXT E-Solutions spa, Via Frigia 27, 20126 Milano
* Via Capelli 12, 20126 Milano
* Strada Torino 43, 10043 Orbassano (TO)
* Via della Meccanica 1/r, Palazzo dell’Industria, 36100 Vicenza
* Salita S.Barborino 23/r, 16149 Genova
* Via G.B. Pontani 10, 06128 Perugia
* Via Andrea Meldola 39F/2, 00143 Roma
* Parco Tecnopolis, S.P. per Casamassima km 3, 70100 Valenzano (BA)

U.T.R.I. srl, Via del Follatoio 12, 34147 Trieste
* V.le del Lido 37, 00122 Roma

VITROCISET spa, Via Salaria 1027, 00138 Roma
* Via Tiburtina 1020, 00156 Roma
* Capo S. Lorenzo, 09040 Villaputzu (CA)

VULCANAIR spa, Via F. Caracciolo 15, 80122 Napoli
* Via G. Pascoli 7, 80026 Casoria (NA)

WÄRTSILÄ ITALIA spa, Bagnoli della Rosandra 334, 34018 S. Dorli­go della Valle (TS)

WHITEHEAD ALENIA SISTEMI SUBACQUEI (WASS) spa, Via Levante 48, 57128 Livorno
* Via Monterusciello 75, 80872 Pozzuoli (NA)
* Via Puccini 2, 16154 Genova

WIS srl, Via A. Vici 14, Zona industriale La Paciana, 06034 Foligno (PG)



Any source

Le Scie Chimiche Sono per il Nostro Bene, lo Dice il Daily Mail!

Dopo un decennio passato a negare e a occultare la pratica di questi esperimenti altamente distruttivi e pericolosi, fatti sulla testa di umani ignari, quest'anno - il 2013 - l'informazione del mainstream, la superfognatura, ha cominciato a svelare l'esistenza della discarica che vediamo quando alziamo gli occhi verso i nostri cieli, che un tempo erano blu. 
Val la pena di dare una occhiata e condividere l'articolo del Daily Mail (nel seguito) che parla come se ciò che descrivono potrebbe accadere quando, di fatto, sta già accadendo quotidianamente. Sfruttano il fatto che la maggioranza della gente non alza gli occhi al cielo ne fa domande sul costante aumento dei ghirigori disegnati sopra le loro teste.

(...) si noti che di recente si sono fatti molti tentativi per dare nuovo slancio di vita alla pseudo scienza e scienza del c... del global warming; anche se con un giorno di ritardo e un carbon dollaro in meno, non smetteranno di tentarci ancora una volta..

Tutta questa cura e denaro per curare il “ global warming”? Non proprio.. Potete scommetterci che c'è una multinazionale transnazionale o persino una agenda per la depopolazione dietro questo folle programma sanzionato dal governo.

Gli effetti sulla salute e il danno ambientale causati dalle scie chimiche, non hanno giustificazioni e speriamo che abbastanza persone si renderanno conto dell'entità di questo crimine e indiranno la class action più grande del mondo contro i principali colpevoli che hanno sanzionato questo crimine stesso: il governo del Nord America e l'Europa.

Forse è tempo di sciogliere i nostri governi corporativi?



I cieli potrebbero trasformarsi da un rassicurante blu in un lenzuolo bianco, se gli scienziati saranno costretti ad azioni drastiche per contrastare il global warming, cosi hanno affermato gli esperti.

Iniettando aerosol che sparge luce nella atmosfera, potremmo riflettere più sole fuori dalla Terra e raffreddare il pianeta [
fino a prova contraria i metalli pesanti irrorati riflettono in tutte le direzioni e non servono esperti per saperlo]. Ma il controeffetto sarebbe quello di spargere particelle rosse intorno all'atmosfera, cosa che lava via il blu.

Il risultato sarebbero [
strana scelta del tempo verbale: io propendo per il tempo presente] cieli che diventano nebbiosi o offuscati anziche' avere i colori netti a cui siamo abutuati nei giorni d'estate.

Secondo un rapporto del New Scientist, una tale misura potrebbe tagliare di un quinto la quantità di luce solare che raggiunge la terra, sebbene la riduzione di quantità del blu nel cielo sarebbe molto più pronunciata.

Ben Kravitz del Carnegie Institution for Science in Stanford, California, ha detto che l'umanità potrebbe rivolgersi alla geoingegneria, per risolvere i suoi problemi con l'ambiente: una soluzione drastica, se le cose dovessero volgere al peggio [
sicuramente una espressione di humor inglese, un understatement...]

Ha detto anche ci sarà bisogno di spargere particelle che vanno da 0.1 a 0.9 micrometri di diametro per influenzare la quantità di luce nel cielo. Funzionerebbe, perchè la sola ragione per cui il cielo è blu, è per via delle molecole di aria che vengono sparse...




SI VEDANO ANCHE:Any source

Sunday, October 20, 2013

Attentato ad Antonio Marcianò e al Gruppo Cieli Svelati

Sanremo News ha
"STRANAMENTE"
rimosso l'articolo dal sito
Mentre le scie schimiche imperversano più che mai nel cielo, il fratello di Rosario Marcianò, il famoso attivista anti scie chimiche, subisce un attentato.

Mancato scontro frontale. Tentato omicidio fallito per un soffio. Target: Antonio Marcianò del Comitato Tanker Enemy. I servizi hanno alzato il tiro. Ieri pomeriggio, 19 ottobre, mio fratello Antonio concorda al telefono un incontro con alcuni colleghi di lavoro. Qualcuno ha, come sempre, ascoltato la conversazione ed organizza quello che sarebbe dovuto apparire come uno fra i numerosi incidenti stradali del sabato sera… 

Mezzanotte e mezzo del 20 ottobre 2013. Mentre rientro da Arma di Taggia, all’altezza della rotatoria che smista il traffico verso Sanremo e la Valle Armea, un’auto di grosse dimensioni (probabilmente un S.U.V.), di colore scuro spunta all’improvviso, invadendo, di là dallo spartitraffico, la corsia della rotatoria su cui sto viaggiando con la mia Renault Twingo e punta contro a forte velocità. 


Per evitare una collisione frontale con il veicolo, d’istinto sterzo verso destra, urtando violentemente contro il guardrail con la parte anteriore della fiancata destra. Quindi l’auto rimbalza e tocca anche sul lato posteriore destro. Il veicolo, che ha invaso la mia corsia, sfiora perciò la Twingo, quindi accelera e si dilegua in pochi istanti. Purtroppo non sono stato in grado di leggere la targa. Questa mattina mio fratello ed io ci siamo recati sul luogo del mancato scontro frontale, per recuperare eventuali frammenti rimasti sulla strada e rilevare possibili tracce di pneumatici. Per quello che sembra un tentato omicidio o quanto meno un tentativo di intimidazione, sporgerò denuncia-querela contro ignoti. [Fonte]


Ciao cieli, che succede di bello? Succede che da un pò di tempo veniamo pedinati da un SUV tutto nero e fatalità ieri pomeriggio, lo stesso SUV ci ha sorpassato sulla strada che porta a casa nostra e dopo una curva la nostra macchina è sbandata su una anomala macchia di un liquido oleoso e ci siamo ribaltati. Fortunatamente non ci siamo fatti nulla, fortunatamente non avevamo con noi i nostri cani, ma la macchina ha subito un danno notevole che nessuno ci rimborserà e che non possiamo al momento far riparare. Inoltre, abbiamo spesso avuto visite di strani soggetti vestiti rigorosamente di nero, che appoggiandosi al nostro muro di casa, armeggiavano uno strano strumento. [Fonte


Tratto da Dionidream


Any source

Friday, October 18, 2013

M.E.S. = Meccanismo Europeo di Schiavitù



FonteAny source

Poteri Occulti, la Terra è Sotto Scacco

Se avete a cuore il vostro cibo, la vostra salute e la stessa sicurezza finanziaria, la vostra e quella della vostra famiglia, così come le tasse che pagate, lo stato del pianeta e della stessa democrazia, ci sono pessime notizie: un gruppo di golpisti ha preso il potere e ormai domina il pianeta. Legalmente: perché le nuove leggi che imbrigliano i popoli, i governi e gli Stati se le sono fatte loro, per servire i loro smisurati interessi, piegando le democrazie con l’aiuto di “maggiordomi” travestiti da politici. 

La grande novità si chiama: “ascesa di autorità illegittima”. Parola di Susan George, notissima sociologa franco-statunitense, già impegnata nel movimento no-global e al vertice di associazioni mondiali come Greenpeace. I governi legali, quelli regolarmente eletti, ormai vengono di fatto «gradualmente soppiantati da un nuovo governo-ombra, in cui enormi imprese transnazionali (Tnc) sono onnipresenti e stanno prendendo decisioni che riguardano tutta la nostra vita quotidiana». L’Europa è già completamente nelle loro mani, tramite i tecnocrati di Bruxelles, i subdoli “inventori” dell’aberrante euro. Ma anche nel resto del mondo la libertà ha le ore contate.

I nuovi oligarchi, spiega la George nell’intervento pronunciato al Festival Internazionale di Ferrara, ottobre 2013, possono agire attraverso le lobby o oscuri “comitati di esperti”, attraverso organismi ad hoc che ottengono riconoscimenti ufficiali. Talvolta operano «attraverso accordi negoziati in segreto e preparati con cura da “executive” delle imprese al più alto livello». Sono fortissimi, arrivano ovunque: «Lavorano a livello nazionale, europeo e sovranazionale, ma anche all’interno delle stesse Nazioni Unite, da una dozzina di anni nuovo campo di azione per le attività delle “corporate”». Attenzione, averte la George: «Non si tratta di una sorta di teoria paranoica della cospirazione: i segni sono tutti intorno a noi, ma per il cittadino medio sono difficili da riconoscere». Questo, in fondo, è il “loro” capolavoro: «Noi continuiamo a credere, almeno in Europa, di vivere in un sistema democratico». Non è così, naturalmente. Le sole lobby ordinarie, rimaste «ai margini dei governi per un paio di secoli», ormai «hanno migliorato le loro tecniche, sono pagate più che mai e ottengono risultati».

Negli Stati Uniti, le lobby devono almeno dichiararsi al Congresso, dire quanto sono pagate e da chi. A Bruxelles, invece, «c’è solo un registro “volontario”, che è una presa in giro, mentre 10-15.000 lobbysti si interfacciano ogni giorno con la Commissione Europea e con gli europarlamentari». Che fanno? «Difendono il cibo-spazzatura, le coltivazioni geneticamente modificate, prodotti nocivi come il tabacco, sostanze chimiche pericolose o farmaci rischiosi». In più, «difendono i maggiori responsabili delle emissioni di gas a effetto serra», oltre naturalmente ai loro clienti più potenti: le grandi banche. Meno conosciuti delle lobby tradizionali, cioè quelle favorevoli a singole multinazionali, sono in forte crescita specie nel comparto industriale le lobby-fantasma, solitamente definite “istituti”, “fondazioni” o “consigli”, spesso con sede a Washington. Sono pericolose e subdole: pagano esperti per influenzare l’opinione pubblica, fino a negare l’evidenza scientifica, per convincere i consumatori del valore dei loro prodotti-spazzatura.

A Bruxelles il loro dominio è totale: decine di “comitati di esperti” preparano regolamenti dettagliati in ogni possibile settore. «Dalla metà degli anni ’90 – accusa Susan George – le più grandi compagnie americane dei settori bancario, pensionistico, assicurativo e di revisione contabile hanno unito le forze e, impiegando tremila persone, hanno speso 5 miliardi dollari per sbarazzarsi di tutte le leggi del New Deal, approvate sotto l’amministrazione Roosevelt negli anni ’30», tutte leggi «che avevano protetto l’economia americana per sessant’anni». Un contagio: «Attraverso questa azione collettiva di lobbying, hanno guadagnato totale libertà per trasferire attività in perdita dai loro bilanci, verso istituti-ombra, non controllati». Queste compagnie hanno potuto immettere sul mercato e scambiare centinaia di miliardi di dollari di titoli tossici “derivati”, come i pacchetti di mutui subprime, senza alcuna regolamentazione. «Poco è stato fatto dopo la caduta di Lehman Brothers per regolamentare nuovamente la finanza. E nel frattempo, il commercio dei derivati ha raggiunto la cifra di 2 trilioni e 300 miliardi di dollari al giorno, un terzo in più di sei anni fa».

Quello illustrato da Susan George, nell’intervento tenuto a Ferrara e ripreso da “Come Don Chisciotte”, è un viaggio nell’occulto. «Ci sono organismi come l’International Accounting Standards Board, sicuramente sconosciuto al 99% della popolazione europea». E’ una struttura di importanza decisiva, di cui non parla mai nessuno. Nacque con l’allargamento a Est dell’Unione Europea, per affrontare «l’incubo di 27 diversi mercati azionari, con diversi insiemi di regole e norme contabili». Ed ecco, prontamente, l’arrivo dei soliti super-consulenti, provenienti dalle quattro maggiori società mondiali di revisione contabile. In pochi anni, il gruppo «è stato silenziosamente trasformato in un organismo ufficiale, lo Iasb». E’ ancora formato dagli esperti delle quattro grandi società, ma adesso sta elaborando regolamenti per 66 paesi membri, tra cui l’intera Europa. Attenzione: «Lo Iasb è diventato “ufficiale” grazie agli sforzi di un commissario Ue, il neoliberista irlandese Charlie MacCreevy». Commissario dell’Ue, cioè: “ministro” europeo, non-eletto da nessuno. E per di più, egli stesso esperto contabile. Naturalmente, ha potuto agire sotto la protezione di Bruxelles, cioè «senza alcun controllo parlamentare». L’alibi? Il solito: la Iasb è stato presentato come un’agenzia «puramente tecnica». La sua vera missione? Organizzare, legalmente, l’evasione fiscale dei miliardari.

«Fino a quando non potremo chiedere alle imprese di adottare bilanci dettagliati paese per paese, queste continueranno a pagare – abbastanza legalmente – pochissime tasse nella maggior parte dei paesi in cui hanno attività». Le aziende, aggiunge la sociologa, possono collocare i loro profitti in paesi con bassa o nessuna tassazione, e le loro perdite in quelli ad alta fiscalità. Per tassare in maniera efficace, le autorità fiscali hanno bisogno di sapere quali vendite, profitti e imposte sono effettivamente di competenza di ciascuna giurisdizione. «Oggi questo non è possibile, perché le regole sono fatte su misura per evitare la trasparenza». E quindi: «Le piccole imprese nazionali o famigliari, con un indirizzo nazionale fisso, continueranno a sopportare la maggior parte del carico fiscale». Susan George ha contattato direttamente lo Iasb per chiedere se una rendicontazione dettagliata, paese per paese, fosse nella loro agenda. Risposta: no, ovviamente. «Non c’è di che stupirsi. Le quattro grandi agenzie i cui amici e colleghi fanno le regole, perderebbero milioni di fatturato, se non potessero più consigliare i loro clienti sul modo migliore per evitare la tassazione».

L’altro colossale iceberg che ci sta venendo addosso, dal luglio 2013, si chiama Ttip, cioè Transatlantic Trade and Investment Partnership. In italiano: protocollo euro-atlantico su commercio e investimenti. «Questi accordi definiranno le norme che regolamenteranno la metà del Pil mondiale – gli Stati Uniti e l’Europa». Notizia: le nuove regole di cooperazione euro-atlantica «sono in preparazione dal 1995», da quando cioè «le più grandi multinazionali da entrambi i lati dell’oceano si sono riunite nel Trans-Atlantic Business Dialogue», la maggiore lobby dell’Occidente, impegnata a «lavorare su tutti gli aspetti delle pratiche regolamentari, settore per settore». Il commercio transatlantico ammonta a circa 1.500 miliardi di dollari all’anno. Dov’è il trucco? In apparenza, si negozierà sulle tariffe: ma è un aspetto irrilevante, perché pesano appena il 3%. Il vero obiettivo: «Privatizzare il maggior numero possibile di servizi pubblici ed eliminare le barriere non tariffarie, come per esempio i regolamenti e ciò che le multinazionali chiamano “ostacoli commerciali”». Al centro di tutti i trattati commerciali e di investimento, c’è «la clausola che consente alle aziende di citare in giudizio i governi sovrani, se la società ritiene che un provvedimento del governo danneggi il suo presente, o anche i suoi profitti “attesi”». Governi sotto ricatto: comandano loro, i Masters of Universe.

Il Trans-Atlantic Business Dialogue, la super-lobby che ha incubato il trattato euro-atlantico, ora ha cambiato nome: si chiama Consiglio Economico Transatlantico. E non si nasconde neppure più. Ammette qual è la sua missione: abbattere le regole e piegare il potere pubblico, a beneficio delle multinazionali. Si definisce apertamente «un organo politico», e il suo direttore afferma con orgoglio che è la prima volta che «il settore privato ha ottenuto un ruolo ufficiale nella determinazione della politica pubblica Ue-Usa». Questo trattato, se approvato secondo le intenzioni delle Tnc, includerà modifiche decisive sui regolamenti che proteggono i consumatori in ogni settore: sicurezza alimentare, prodotti farmaceutici e chimici. Altro obiettivo, la “stabilità finanziaria”. Tradotto: la libertà per gli investitori di trasferire i loro capitali senza preavviso. «I governi – aggiunge la George – non potranno più privilegiare operatori nazionali in rapporto a quelli stranieri per i contratti di appalto», e il processo negoziale «si terrà a porte chiuse, senza il controllo dei cittadini».

E come se non bastasse l’infiltrazione nel potere esecutivo, in quello legislativo e persino nel potere giudiziario, le multinazionali ora puntano direttamente anche alle Nazioni Unite. Già nel 2012, alla conferenza Rio + 20 sull’ambiente, i super-padroni formavano la più grande delegazione, capace di allestire un evento spettacolare come il “Business Day”. «Siamo la più grande delegazione d’affari che mai abbia partecipato a una conferenza delle Nazioni Unite», disse il rappresentante permanente della Camera di Commercio Internazionale presso l’Onu. Parole chiarissime: «Le imprese hanno bisogno di prendere la guida e noi lo stiamo facendo». Oggi, conclude Susan George, le multinazionali arrivano a chiedere un ruolo formale nei negoziati mondiali sul clima. «Non sono solo le dimensioni, gli enormi profitti e i patrimoni che rendono le Tnc pericolose per le democrazie. È anche la loro concentrazione, la loro capacità di influenzare (spesso dall’interno) i governi e la loro abilità a operare come una vera e propria classe sociale che difende i propri interessi economici, anche contro il bene comune». 

E’ un super-clan, coi suoi tentacoli e i suoi boss: «Condividono linguaggi, ideologie e obiettivi che riguardano ciascuno di noi». Meglio che i cittadini lo sappiano. E i politici che dovrebbero tutelarli? Non pervenuti, ovviamente. 


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Saturday, October 12, 2013

Il Vero Volto dell’Immigrazione

di Marcello Pamio

Attenzione alle date...

10 aprile 1981
La legge 158 ratifica la convenzione nr. 143 del 1975 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro dal titolo: «Sulle migrazioni in condizioni abusive e sulla promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti»

30 dicembre 1986
Legge nr. 943 che garantiva: «A tutti i lavoratori extracomunitari parità di trattamento e piena eguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani»

10 agosto 1989 – Tratto dal quotidiano “Alto Adige”
«Si calcola che nei prossimi anni, 30-40 milioni di africani verranno in Europa, e i governi centrali, hanno affidato a Italia, Spagna e Grecia il peso maggiore. Sembra che l’Italia, nella spartizione internazionale, debba farsi carico dell’immigrazione senegalese, e si stima in 5 milioni la dimensione numerica»

9 novembre 1989 – Tratto dal quotidiano “Il Giornale”
Titolo: «L’Italia deve affrontare la mina vagante degli immigrati di colore». Entro 20 anni gli immigrati dovrebbero essere 5 o 6 milioni!

19 gennaio 1990 – Tratto dal quotidiano “Il Corriere della Sera”
Titolo: «L’Italia impara a convivere con Maometto». «L’Italia sta diventando la nuova frontiera dell’Islam»

28 febbraio 1990 La legge nr. 39 firmata da Claudio Martelli apre definitivamente le porte all’immigrazione…

Legge Martelli
Il 28 febbraio del 1990 Claudio Martelli firma la legge nr. 39. Una legge rivoluzionaria!
- L’articolo 13 demolisce tutte le norme del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza (18 giugno 1931) in materia di controllo sugli stranieri, rende l’espulsione estremamente difficile, consentendo perfino il ricorso ai tribunali amministrativi.
- L’articolo 9, comma 2 dispone che l’extracomunitario privo di documenti, possa “regolarizzare” la sua posizione sulla base di una attestazione della sua identità resa da due persone incensurate.

Articolo 9 - Comma 2. Gli interessati sono tenuti a presentarsi agli appositi uffici delle questure o dei commissariati di pubblica sicurezza territorialmente competenti, muniti di passaporto o di altro documento equipollente o, in mancanza, di dichiarazione resa al comune di dimora abituale dall'interessato e della contestuale attestazione dell'identità personale dello straniero, resa da due persone incensurate, aventi la cittadinanza italiana ovvero appartenenti allo stesso Stato dell'interessato o, se apolide, allo Stato di ultima residenza abituale dell'interessato e regolarmente soggiornanti in Italia da almeno un anno…

- L’articolo 10 prevede la concessione di licenze di commercio agli immigrati a condizioni agevolate rispetto a quelle richieste per gli italiani.


Cui Prodest?

Rileggendo con attenzione le date, si evince chiaramente che fin dagli anni ‘80 sono state votate leggi permissive ad hoc - in merito all’immigrazione - che avrebbero pian piano portato alla situazione odierna. Semplice coincidenza o fredda programmazione?
E poi, come formulare previsioni del genere se si trattava di un fenomeno spontaneo?

Gli articoli pubblicati dai giornali nazionali non lasciano spazio a dubbi: qualcuno era a conoscenza per tempo dell’”invasione” clandestina che ci sarebbe stata. Perché allora non state messe in atto strategie politico-economiche per impedirla?
Chi ha interesse che milioni di poveri disperati si riversassero nelle città europee creando instabilità sociale? E soprattutto chi ha il potere di attuare un simile e perverso programma?


La longa mano dell’Alta Finanza Internazionale

Tutti i paesi del Terzo Mondo sono soffocati dai debiti: è un dato di fatto!
Ma debito nei confronti di chi? Ovviamente delle grandi istituzioni bancarie occidentali, come per esempio il Fondo Monetario Internazionale, per dirne uno.
Questo Fondo, nato a Bretton Woods (USA) nel 1944 con lo scopo ufficiale di favorire lo sviluppo dei paesi poveri, si è rivelato nel corso degli anni invece per quello che realmente è: lo strumento principe nelle mani della Sinarchia, dal greco Syn (assieme) e Arché (comando) s’intendono quel gruppo elitario che controllano il mondo, per indebitare sempre più i paesi che ne chiedono l’aiuto e/o che ne accettano la sottoscrizione. Il tutto per avere il controllo globale.

Quando infatti uno stato o un paese non riesce a pagare i propri debiti alle banche, interviene immediatamente il FMI (per salvare le banche ovviamente), il quale costringe i governanti, siano essi dittatori o meno, ad una politica basata su privatizzazioni, riduzioni degli sprechi (sanità, istruzione, terziario, ecc.) e svalutazione monetaria (per favorire le esportazioni di noi occidentali). Tali politiche finiscono per indebitare sempre più lo stato o il paese. Chi entra nel Fondo Monetario, difficilmente ne esce.
Le conseguenze finali di queste operazioni di strozzinaggio legalizzato sono, nei paesi industrializzati: inflazione, disoccupazione, crisi economiche; mentre nei paesi più degradati: fame, guerre ed…emigrazione!


Conclusioni

L’immigrazione clandestina dai paesi africani è per tanto la conseguenza di politiche economiche e finanziarie mafiose da parte degli organi sopranazionali (ONU, FMI, WTO, Banca Mondiale, ecc.), ma anche la conseguenza di politiche colonialistiche europee (vedi Inghilterra, Francia, Belgio, Olanda, Italia, ecc.) che hanno privato i cittadini delle risorse primarie (l’Africa avrebbe tutto: oro, diamanti, petrolio, rame, ecc.) lasciando il continente devastato e impoverito.

Detto questo però si può affermare che l’immigrazione è stata agevolata e assolutamente non impedita perché funzionale! Ma funzionale per chi?

- A mafia e malavita organizzata che vedono nell’economica manovalanza extracomunitaria una manna dal cielo: sfruttamento della prostituzione, spaccio di droga, mercato di organi, killer usa e getta, ecc.

- Alle associazioni caritatevoli che ricevono proprio per l’immigrazione fondi e sovvenzioni dal governo (voci di corridoio dicono che un noto gruppo italiano dedito alla carità, “ordina” per telefono una imbarcazione o un canotto pieni di disperati, quando ha bisogno di quattrini…). Sono solo voci, ovviamente!

- Per ultimo, ma non per importanza, l’immigrazione clandestina è funzionale a quei personaggi che vogliono fomentare una destabilizzazione della società per meglio controllarne le masse. Mi riferisco alla massoneria deviata e alle lobbies di potere!
E’ risaputo che quanto più una società è tenuta sotto una campana costante di paura che viene alimentata quotidianamente da violenze gratuite, terrorismo, sciaccallaggio, rapine, stupri, ecc., tanto più le persone che appartengono a questa società sono manipolabili e controllabili.

Il terrorismo islamico, il Male per antonomasia, in tutto questo s’inserisce alla perfezione.
Il panico che i kamikaze e le loro bombe stanno veicolando - grazie ai media compiacenti - viene sfruttato dai medesimi personaggi per far passare leggi restrittive sempre più severe, guarda caso, nei confronti delle libertà civili delle persone normali. Queste leggi mirate, sono leggi che limiteranno le nostre libertà o quelle dei veri terroristi?
Anche in questo caso è applicabile, come sempre, la legge aurea del controllo: Problema – Reazione – Soluzione.

Prima hanno creato il Problema: apertura delle frontiere, leggi e decreti che favorivano l’immigrazione, anche clandestina. La Reazione è sotto gli occhi e le orecchie di tutti: basta chiedere in giro cosa pensa la gente dei marocchini, islamici, Vu comprà, albanesi, della droga e della prostituzione, ecc. Per non parlare dei kamikaze…

La Soluzione per tutto questo? Semplice: telecamere ovunque, controllo totale di internet, della posta elettronica, dei messaggi SMS, delle telefonate, dei fax, dei vostri soldi. Prelievo coatto (cioè con la forza) della saliva (se siete onesti di cosa vi preoccupate?) che sarà archiviata nella centrale mondiale del DNA a Bruxelles. Fermo di polizia fino a 24 ore senza avvocato, maggiori poteri all’esercito, ecc. ecc.

Avete capito dove vogliono arrivare?


Fonte


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Sunday, October 6, 2013

11/9: ora l’America sa che il governo le ha Mentito

Hanno davvero assassinato tremila innocenti per poi avere l’alibi per invadere il mondo? I retroscena sull’11 Settembre, ancora giudicati “puro delirio cospirazionista” dal mainstream, stanno facendo passi da gigante: di fronte all’aggressione della Siria, l’ex deputato Dennis Kucinich ha detto che gli Stati Uniti «diventeranno ufficialmente l’aeronautica militare di Al-Qaeda», ma l’America ne ha avuto abbastanza: nove americani su dieci erano contrari all’invasione. 

E a proposito dell’11 Settembre, un incredibile 84% delle persone oggi dice che il governo sta mentendo. «Disponiamo di precedenti documentati storicamente che dimostrano come il governo sia pronto a commettere i peggiori crimini contro la propria stessa popolazione». Grazie a “Consensus 9/11”, il board di tecnici indipendenti che ha smontato la verità ufficiale, emerge in tutta la sua minacciosa potenza la tesi peggiore, quella della strategia della tensione: senza esplosivo, le Torri Gemelle non sarebbero mai crollate. Lo dicono ex funzionari dell’intelligence, ingegneri, vigili del fuoco.

Sconcertante, per dovizia di particolari, il reportage trasmesso l’8 settembre 2013 da “Russia Today”, il network televisivo “all news” di Mosca, in una trasmissione in lingua inglese molto seguita negli Usa, trascritta testualmente da “Global Research”, il centro studi canadese di geopolitica coordinato dal professor Michel Chossudovsky. «Alti funzionari – spiega il conduttore di “Rt”, Daniel Bushell – dicono che la Casa Bianca stia dietro il terrorismo contro la stessa popolazione americana», esibendo nuove prove sull’11 Settembre. «Per decenni, atti di terrorismo di cui si è attribuita la responsabilità ad “estremisti” sono stati in realtà pianificati e finanziati dalla Casa Bianca». Secondo l’ex capo della Cia, Bill Colby, l’organizzazione denominata Gladio – tristemente nota in Italia – ha rappresentato «un’operazione di primaria importanza». Nel corso di una testimonianza sotto giuramento, uno dei cospiratori ha confessato: «Tu devi attaccare i civili, la gente, le donne, i bambini, lontano da qualunque gioco politico, in modo che le autorità possano dichiarare uno stato di emergenza».

Un affare «più grosso del Watergate», l’ha definito Dennis Saccher, dell’Fbi, riferendosi al supporto che gli Usa hanno dato ai leader di Al-Qaeda fino al 2001, mentre “Veterans Today” scrive che la cosa va avanti ancora oggi. L’ex funzionario dissidente dell’Fbi Siebel Edmonds ha svelato la verità sugli «innumerevoli meeting» in cui, regolarmente, rappresentanti del governo Usa e l’allora numero due di Al-Qaeda e oggi suo leader, l’egiziano Ayman Al-Zawahiri, si incontravano fino a poco prima del settembre 2001. Già a luglio di quell’anno, agenti dell’Fbi che si erano messi sulle tracce dei futuri attentatori delle Torri sono stati esclusi dalle indagini e minacciati di procedimento disciplinare. Nell’estate del 2001, dopo che alcuni agenti avevano arrestato Mohammed Khalifa, direttamente collegato al terrorista Ramzi Yousef (uomo incluso nella lista dei terroristi più ricercati dagli Usa), il segretario di Stato in persona intervenne perché Khalifa fosse immediatamente trasferito in Arabia Saudita, dove fu rilasciato.

«Questo è esattamente quel che è in realtà Al-Qaeda: il burattino delle agenzie di intelligence dell’Occidente», sostiene Kevin Barrett, autore del libro “Questioning the War on Terror”. «Lo abbiamo sentito dire da Mohamed Heikal, che è il più importante commentatore politico del mondo arabo». Subito dopo l’11 Settembre, Heikal ha dichiarato che la storia ufficiale degli attentati alle Torri era semplicemente ridicola. «Heikal ha detto che quando lui era ai più alti livelli di governo in Europa, era la persona che aveva il compito, essenzialmente, di operare come infiltrato e dirigere, virtualmente, la cosiddetta Al-Qaeda. Ci ha detto che Al-Qaeda è piena di gente dell’intelligence saudita, americana, israeliana e naturalmente egiziana, e che come organizzazione terroristica, da sola, non sarebbe in grado di fare praticamente nulla». Secondo Nafeez Ahmed, uno dei più importanti studiosi di terrorismo, è sconcertante l’episodio vissuto in Turchia alla vigilia degli attentati: stupefatti, i poliziotti turchi, che l’uomo appena arrestato come “terrorista islamico” non pregasse mai e gradisse la carne di maiale. «Scusa, pensavamo che fossi un musulmano integralista». E lui, ridendo: «Ma no, è solo una strategia della tensione».

Motivazioni che quest’anno hanno portato gli analisti indipendenti e i parenti delle vittime a sfidare apertamente il governo Obama e il mainstream, esibendo a Times Square una grande insegna per denunciare il dettaglio più strano della strage di New York: il crollo della terza torre, chiamata Wtc-7, collassata in caduta libera «sgonfiandosi come un pancake» nonostante si trovasse a diversi isolati di distanza dagli edifici colpiti dagli aerei. «Questa è fisica di alta scuola», denuncia l’ingegnere strutturale Roland Angle nel video “ReThink911”. Rincara la dose un collega, Jonathan Smolens: «Un edificio non può collassare in caduta libera con quarantamila tonnellate di strutture di acciaio, e con tutti i suoi sistemi strutturali interni, se non viene fatto esplodere con una demolizione controllata». La versione del governo, ricorda “Rt”, è che il fuoco degli incendi sviluppatisi all’internodegli uffici ha fatto in modo che l’acciaio delle 84 colonne si indebolisse e cedesse allo stesso momento. Dunque, chi è stato?

«Posso dirvi chi non è stato: di sicuro, non i 19 presunti dirottatori degli aerei», afferma Jon Cole, uno delle migliaia di esperti indipendenti che fanno parte di “Architects and Engineers for 9/11 Truth”. «È impossibile che quell’acciaio possa essere stato fuso dagli incendi degli uffici, o dal carburante degli aerei, o dal collasso stesso. È fisicamente impossibile, non può essere riprodotto in via sperimentale. Sfida le leggi della fisica. Se mettiamo da parte la politica, le nostre credenze e la religione, e ci limitiamo a utilizzare il metodo scientifico, il Wtc-7 è, di base, un classico caso di demolizione controllata in cui un edificio collassa su se stesso in caduta libera, e precipita dritto dritto sulla propria superficie di appoggio. Questa è l’unica spiegazione che possa essere coerente con tutte le prove disponibili: la nano-termite, le microsfere di ferro, le alte temperature rilevate nelle macerie, la caduta libera e l’accelerazione uniforme delle torri, che sono venute giù con velocità costante e uniforme, senza strattoni o scatti neanche quando le parti superiori cedevano su quelle sottostanti».

Se non ci sono variazioni nella velocità di caduta, continua Cole, la ragione non può che essere questa: «Qualcosa, all’interno, ha fatto esplodere le torri, permettendo di accelerare uniformemente verso il basso: l’unica cosa che ha senso, dal punto di vista scientifico, è che le torri sono state fatte esplodere». Il tecnico ha preso di mira i siti web del “National Geographic” e “Popular Mechanics”, che hanno tentato disperatamente di dimostrare come 80 chili di nano-termite militare non avrebbero potuto spezzare le colonne d’acciaio della struttura delle torri. Jon Cole lo ha fatto, usandone appena mezzo chilo. La nota ricercatrice Elizabeth Woodworth, scesa in campo con il gruppo “Consensus 9/11”, conferma che il loro metodo è quello di utilizzare le migliori pratiche della comunità scientifica, e sui risultati non ha dubbi: il governo ha mentito, sempre “coperto” dalla pervicace reticenza dei media. «Se le persone sapessero di queste ricerche, e le conoscessero, le troverebbero convincenti. Non s’è mai visto nessuno che abbia esaminato queste prove e che non abbia condiviso le conclusioni dei nostri studi, senza più cambiare idea».

Quantomeno, “Consensus 9/11” è riuscito a far modificare la versione ufficiale del governo, che oggi ammette che la terza torre, il Wtc-7, sia effettivamente collassata in caduta libera. David Chandler, un abile sviluppatore di modelli, ha dimostrato che i piani superiori sono precipitati senza incontrare alcuna resistenza. «C’è un solo modo in cui ciò possa accadere, ed è quello di far sì che tutte le 84 colonne portanti siano rotte allo stesso momento esatto», spiega Elizabeth Woodworth. Un altro tecnico, il dottor Graeme Mc Queen, ha potuto avere accesso ai dati del corpo dei vigili del fuoco di New York registrati nei giorni dell’attentato. «Abbiamo quasi diecimila pagine di materiale importantissimo, che raccoglie le dichiarazioni di testimoni oculari, e tra questi – racconta Mc Queen – ho potuto individuare 118 persone che hanno distintamente percepito esplosioni». A parlare sono «vigili del fuoco che hanno dimestichezza con incendi ai piani alti, e che sono abituati a incontrare fumo, esplosioni, caldaie, e tuttavia anche loro usano parole come “bombe”: sono parole che non corrispondono alle cose che ci si aspetterebbe di trovare in un incendio».

Tra chi pretende uno straccio di verità, dopo 12 anni di versioni ufficiali che rasentano il ridicolo, c’è chi ha perso i propri parenti nella strage di Manhattan. Bob Mc Ilvane, ad esempio, vuole sapere perché l’autopsia del corpo di suo figlio Bobby ha stabilito che le ferite mortali per cui è morto nella Torre Nord non siano affatto coerenti con le fiamme di un incendio, ma con gli esplosivi. Eppure, la conduttrice di un programma popolarissimo come Rachel Maddow lo ha appena deriso, sostenendo che l’uomo non è solo “un cospirazionista”, ma forse anche un infiltrato di Al-Qaeda. «Tutte queste nefande cospirazioni su trame del governo per uccidere, complottare e nascondere l’autentica verità, voglio dire, questa roba sarà ridicola, come è sempre stata, ma è tanto ridicola quanto pericolosa», ha detto la Maddow nel suo show sulla rete “Nbc”. «Mio figlio è morto, ed è morto a causa diun’esplosione: posso provarlo oltre ogni ragionevole dubbio», protesta il padre di Bobby.

«Se però volessi dimostrarlo in un’aula di giustizia, queste prove non potrebbero essere accettate», aggiunge Bob Mc Ilvane ai microfoni di “Russia Today”, perché l’establishment non sarebbe in grado di reggere all’imbarazzo. «E qui è il punto in cui abbiamo il nostro problema: quando io dico, “bene, questo è stato un lavoro dall’interno, mio figlio è morto per un lavoro sporco della nostra amministrazione, perché qualcuno ha messo delle bombe e le ha fatte esplodere”». Se il suo primo “nemico” è la Casa Bianca, il secondo è l’anchorwoman Rachel Maddow. «Vorrei farla sedere in questa stanza, e farle vedere quello che ho fatto vedere a voi, e poi le direi: “Tu, brutta stronza, adesso dimmi che sono un teorico della cospirazione”. Questo veramente dimostra quanto faccia schifo il nostro sistema dei media. Non voglio definirla una puttana, ma è una puttana dell’informazione. Guadagna più di un milione di dollari, e dice quello che le ordinano di dire». Una giornalista di Philadelphia è stata molto franca col padre di Bobby. Gli ha detto: «Lo sai bene Bob, come reporter, io sono il problema, perché noi perdiamo il posto. Se io porto questa piccola cosa che tu mi hai appena detto al mio caporedattore, lui la cestinerà immediatamente. Quindi ti dico molto chiaramente che io non posso prendere la tua storia e scriverla. I padroni dei media non lo permetterebbero».

La stampa non ne parla, perché significherebbe instillare un dubbio nella testa delle persone. Di chi è la colpa di tutto questo? «Il popolo degli Stati Uniti ha le sue responsabilità – dice Bob Mc Ilvane – perché la gente vuole solo credere e sentirsi dire che siamo brava gente, che siamo un paese eccezionale, ed è proprio questo che fa il governo, è molto machiavellico». Il padre di Bobby va oltre, guarda al resto del mondo: «Ora abbiamo la nostra Guerra al Terrore senza fine. Io so che cosa stanno passando queste persone in Iraq, Siria, Libia, Afghanistan, perché tutti loro stanno perdendo i loro bambini. E alla fine, di questo si tratta: tutti stanno perdendo i propri familiari. E’ inferno allo stato puro». Lo conferma Daniele Ganser, autore del libro “Gli eserciti segreti della Nato”. L’accusa: anche se i media continuano a non parlarne, è ormai provato e ufficialmente documentato che decenni di attacchi terroristici contro la popolazione – compresi quelli realizzati da Gladio –sono stati in realtà organizzati dalla Cia, su ordine della Casa Bianca.

«Grazie ai dati – dice Ganser – la gente comincia a capire che questo è effettivamente avvenuto». Ma c’è ancora un ostacolo psicologico: «E’ molto difficile credere che queste cose stiano ancora accadendo, perché si tratta di cattive notizie». Non è affatto piacevole prendere atto del fatto che «il terrorismo può essere manipolato al fine di prendere il controllo della popolazione, e di guidarla come se fosse un gregge di pecore, letteralmente. E se qualcuno ti dice che sei una pecora, che ti hanno ingannato e manipolato con operazioni terroristiche sotto falsa bandiera, bene, si tratta di cose che nessuno davvero vuole sentirsi dire». Proprio su questo sanno di poter contare, in partenza, gli eventuali organizzazioni di stragi: se la verità è troppo enorme perché sia accettata, è più facile che venga rimossa – è più rassicurante. «Strategia della tensione in realtà significa che tu fai esplodere una bomba, e dici che è stato il tuo nemico a farlo». Purtroppo non sono soltanto analisi storiche, come quelle (anche giudiziarie) sulle tragedie che hanno torturato l’Italia. «Le prove di cui oggi disponiamo – assicura Ganser – ci dicono che questa strategia non è finita, e sta andando avanti ancora oggi».


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