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Sunday, October 6, 2013

11/9: ora l’America sa che il governo le ha Mentito

Hanno davvero assassinato tremila innocenti per poi avere l’alibi per invadere il mondo? I retroscena sull’11 Settembre, ancora giudicati “puro delirio cospirazionista” dal mainstream, stanno facendo passi da gigante: di fronte all’aggressione della Siria, l’ex deputato Dennis Kucinich ha detto che gli Stati Uniti «diventeranno ufficialmente l’aeronautica militare di Al-Qaeda», ma l’America ne ha avuto abbastanza: nove americani su dieci erano contrari all’invasione. 

E a proposito dell’11 Settembre, un incredibile 84% delle persone oggi dice che il governo sta mentendo. «Disponiamo di precedenti documentati storicamente che dimostrano come il governo sia pronto a commettere i peggiori crimini contro la propria stessa popolazione». Grazie a “Consensus 9/11”, il board di tecnici indipendenti che ha smontato la verità ufficiale, emerge in tutta la sua minacciosa potenza la tesi peggiore, quella della strategia della tensione: senza esplosivo, le Torri Gemelle non sarebbero mai crollate. Lo dicono ex funzionari dell’intelligence, ingegneri, vigili del fuoco.

Sconcertante, per dovizia di particolari, il reportage trasmesso l’8 settembre 2013 da “Russia Today”, il network televisivo “all news” di Mosca, in una trasmissione in lingua inglese molto seguita negli Usa, trascritta testualmente da “Global Research”, il centro studi canadese di geopolitica coordinato dal professor Michel Chossudovsky. «Alti funzionari – spiega il conduttore di “Rt”, Daniel Bushell – dicono che la Casa Bianca stia dietro il terrorismo contro la stessa popolazione americana», esibendo nuove prove sull’11 Settembre. «Per decenni, atti di terrorismo di cui si è attribuita la responsabilità ad “estremisti” sono stati in realtà pianificati e finanziati dalla Casa Bianca». Secondo l’ex capo della Cia, Bill Colby, l’organizzazione denominata Gladio – tristemente nota in Italia – ha rappresentato «un’operazione di primaria importanza». Nel corso di una testimonianza sotto giuramento, uno dei cospiratori ha confessato: «Tu devi attaccare i civili, la gente, le donne, i bambini, lontano da qualunque gioco politico, in modo che le autorità possano dichiarare uno stato di emergenza».

Un affare «più grosso del Watergate», l’ha definito Dennis Saccher, dell’Fbi, riferendosi al supporto che gli Usa hanno dato ai leader di Al-Qaeda fino al 2001, mentre “Veterans Today” scrive che la cosa va avanti ancora oggi. L’ex funzionario dissidente dell’Fbi Siebel Edmonds ha svelato la verità sugli «innumerevoli meeting» in cui, regolarmente, rappresentanti del governo Usa e l’allora numero due di Al-Qaeda e oggi suo leader, l’egiziano Ayman Al-Zawahiri, si incontravano fino a poco prima del settembre 2001. Già a luglio di quell’anno, agenti dell’Fbi che si erano messi sulle tracce dei futuri attentatori delle Torri sono stati esclusi dalle indagini e minacciati di procedimento disciplinare. Nell’estate del 2001, dopo che alcuni agenti avevano arrestato Mohammed Khalifa, direttamente collegato al terrorista Ramzi Yousef (uomo incluso nella lista dei terroristi più ricercati dagli Usa), il segretario di Stato in persona intervenne perché Khalifa fosse immediatamente trasferito in Arabia Saudita, dove fu rilasciato.

«Questo è esattamente quel che è in realtà Al-Qaeda: il burattino delle agenzie di intelligence dell’Occidente», sostiene Kevin Barrett, autore del libro “Questioning the War on Terror”. «Lo abbiamo sentito dire da Mohamed Heikal, che è il più importante commentatore politico del mondo arabo». Subito dopo l’11 Settembre, Heikal ha dichiarato che la storia ufficiale degli attentati alle Torri era semplicemente ridicola. «Heikal ha detto che quando lui era ai più alti livelli di governo in Europa, era la persona che aveva il compito, essenzialmente, di operare come infiltrato e dirigere, virtualmente, la cosiddetta Al-Qaeda. Ci ha detto che Al-Qaeda è piena di gente dell’intelligence saudita, americana, israeliana e naturalmente egiziana, e che come organizzazione terroristica, da sola, non sarebbe in grado di fare praticamente nulla». Secondo Nafeez Ahmed, uno dei più importanti studiosi di terrorismo, è sconcertante l’episodio vissuto in Turchia alla vigilia degli attentati: stupefatti, i poliziotti turchi, che l’uomo appena arrestato come “terrorista islamico” non pregasse mai e gradisse la carne di maiale. «Scusa, pensavamo che fossi un musulmano integralista». E lui, ridendo: «Ma no, è solo una strategia della tensione».

Motivazioni che quest’anno hanno portato gli analisti indipendenti e i parenti delle vittime a sfidare apertamente il governo Obama e il mainstream, esibendo a Times Square una grande insegna per denunciare il dettaglio più strano della strage di New York: il crollo della terza torre, chiamata Wtc-7, collassata in caduta libera «sgonfiandosi come un pancake» nonostante si trovasse a diversi isolati di distanza dagli edifici colpiti dagli aerei. «Questa è fisica di alta scuola», denuncia l’ingegnere strutturale Roland Angle nel video “ReThink911”. Rincara la dose un collega, Jonathan Smolens: «Un edificio non può collassare in caduta libera con quarantamila tonnellate di strutture di acciaio, e con tutti i suoi sistemi strutturali interni, se non viene fatto esplodere con una demolizione controllata». La versione del governo, ricorda “Rt”, è che il fuoco degli incendi sviluppatisi all’internodegli uffici ha fatto in modo che l’acciaio delle 84 colonne si indebolisse e cedesse allo stesso momento. Dunque, chi è stato?

«Posso dirvi chi non è stato: di sicuro, non i 19 presunti dirottatori degli aerei», afferma Jon Cole, uno delle migliaia di esperti indipendenti che fanno parte di “Architects and Engineers for 9/11 Truth”. «È impossibile che quell’acciaio possa essere stato fuso dagli incendi degli uffici, o dal carburante degli aerei, o dal collasso stesso. È fisicamente impossibile, non può essere riprodotto in via sperimentale. Sfida le leggi della fisica. Se mettiamo da parte la politica, le nostre credenze e la religione, e ci limitiamo a utilizzare il metodo scientifico, il Wtc-7 è, di base, un classico caso di demolizione controllata in cui un edificio collassa su se stesso in caduta libera, e precipita dritto dritto sulla propria superficie di appoggio. Questa è l’unica spiegazione che possa essere coerente con tutte le prove disponibili: la nano-termite, le microsfere di ferro, le alte temperature rilevate nelle macerie, la caduta libera e l’accelerazione uniforme delle torri, che sono venute giù con velocità costante e uniforme, senza strattoni o scatti neanche quando le parti superiori cedevano su quelle sottostanti».

Se non ci sono variazioni nella velocità di caduta, continua Cole, la ragione non può che essere questa: «Qualcosa, all’interno, ha fatto esplodere le torri, permettendo di accelerare uniformemente verso il basso: l’unica cosa che ha senso, dal punto di vista scientifico, è che le torri sono state fatte esplodere». Il tecnico ha preso di mira i siti web del “National Geographic” e “Popular Mechanics”, che hanno tentato disperatamente di dimostrare come 80 chili di nano-termite militare non avrebbero potuto spezzare le colonne d’acciaio della struttura delle torri. Jon Cole lo ha fatto, usandone appena mezzo chilo. La nota ricercatrice Elizabeth Woodworth, scesa in campo con il gruppo “Consensus 9/11”, conferma che il loro metodo è quello di utilizzare le migliori pratiche della comunità scientifica, e sui risultati non ha dubbi: il governo ha mentito, sempre “coperto” dalla pervicace reticenza dei media. «Se le persone sapessero di queste ricerche, e le conoscessero, le troverebbero convincenti. Non s’è mai visto nessuno che abbia esaminato queste prove e che non abbia condiviso le conclusioni dei nostri studi, senza più cambiare idea».

Quantomeno, “Consensus 9/11” è riuscito a far modificare la versione ufficiale del governo, che oggi ammette che la terza torre, il Wtc-7, sia effettivamente collassata in caduta libera. David Chandler, un abile sviluppatore di modelli, ha dimostrato che i piani superiori sono precipitati senza incontrare alcuna resistenza. «C’è un solo modo in cui ciò possa accadere, ed è quello di far sì che tutte le 84 colonne portanti siano rotte allo stesso momento esatto», spiega Elizabeth Woodworth. Un altro tecnico, il dottor Graeme Mc Queen, ha potuto avere accesso ai dati del corpo dei vigili del fuoco di New York registrati nei giorni dell’attentato. «Abbiamo quasi diecimila pagine di materiale importantissimo, che raccoglie le dichiarazioni di testimoni oculari, e tra questi – racconta Mc Queen – ho potuto individuare 118 persone che hanno distintamente percepito esplosioni». A parlare sono «vigili del fuoco che hanno dimestichezza con incendi ai piani alti, e che sono abituati a incontrare fumo, esplosioni, caldaie, e tuttavia anche loro usano parole come “bombe”: sono parole che non corrispondono alle cose che ci si aspetterebbe di trovare in un incendio».

Tra chi pretende uno straccio di verità, dopo 12 anni di versioni ufficiali che rasentano il ridicolo, c’è chi ha perso i propri parenti nella strage di Manhattan. Bob Mc Ilvane, ad esempio, vuole sapere perché l’autopsia del corpo di suo figlio Bobby ha stabilito che le ferite mortali per cui è morto nella Torre Nord non siano affatto coerenti con le fiamme di un incendio, ma con gli esplosivi. Eppure, la conduttrice di un programma popolarissimo come Rachel Maddow lo ha appena deriso, sostenendo che l’uomo non è solo “un cospirazionista”, ma forse anche un infiltrato di Al-Qaeda. «Tutte queste nefande cospirazioni su trame del governo per uccidere, complottare e nascondere l’autentica verità, voglio dire, questa roba sarà ridicola, come è sempre stata, ma è tanto ridicola quanto pericolosa», ha detto la Maddow nel suo show sulla rete “Nbc”. «Mio figlio è morto, ed è morto a causa diun’esplosione: posso provarlo oltre ogni ragionevole dubbio», protesta il padre di Bobby.

«Se però volessi dimostrarlo in un’aula di giustizia, queste prove non potrebbero essere accettate», aggiunge Bob Mc Ilvane ai microfoni di “Russia Today”, perché l’establishment non sarebbe in grado di reggere all’imbarazzo. «E qui è il punto in cui abbiamo il nostro problema: quando io dico, “bene, questo è stato un lavoro dall’interno, mio figlio è morto per un lavoro sporco della nostra amministrazione, perché qualcuno ha messo delle bombe e le ha fatte esplodere”». Se il suo primo “nemico” è la Casa Bianca, il secondo è l’anchorwoman Rachel Maddow. «Vorrei farla sedere in questa stanza, e farle vedere quello che ho fatto vedere a voi, e poi le direi: “Tu, brutta stronza, adesso dimmi che sono un teorico della cospirazione”. Questo veramente dimostra quanto faccia schifo il nostro sistema dei media. Non voglio definirla una puttana, ma è una puttana dell’informazione. Guadagna più di un milione di dollari, e dice quello che le ordinano di dire». Una giornalista di Philadelphia è stata molto franca col padre di Bobby. Gli ha detto: «Lo sai bene Bob, come reporter, io sono il problema, perché noi perdiamo il posto. Se io porto questa piccola cosa che tu mi hai appena detto al mio caporedattore, lui la cestinerà immediatamente. Quindi ti dico molto chiaramente che io non posso prendere la tua storia e scriverla. I padroni dei media non lo permetterebbero».

La stampa non ne parla, perché significherebbe instillare un dubbio nella testa delle persone. Di chi è la colpa di tutto questo? «Il popolo degli Stati Uniti ha le sue responsabilità – dice Bob Mc Ilvane – perché la gente vuole solo credere e sentirsi dire che siamo brava gente, che siamo un paese eccezionale, ed è proprio questo che fa il governo, è molto machiavellico». Il padre di Bobby va oltre, guarda al resto del mondo: «Ora abbiamo la nostra Guerra al Terrore senza fine. Io so che cosa stanno passando queste persone in Iraq, Siria, Libia, Afghanistan, perché tutti loro stanno perdendo i loro bambini. E alla fine, di questo si tratta: tutti stanno perdendo i propri familiari. E’ inferno allo stato puro». Lo conferma Daniele Ganser, autore del libro “Gli eserciti segreti della Nato”. L’accusa: anche se i media continuano a non parlarne, è ormai provato e ufficialmente documentato che decenni di attacchi terroristici contro la popolazione – compresi quelli realizzati da Gladio –sono stati in realtà organizzati dalla Cia, su ordine della Casa Bianca.

«Grazie ai dati – dice Ganser – la gente comincia a capire che questo è effettivamente avvenuto». Ma c’è ancora un ostacolo psicologico: «E’ molto difficile credere che queste cose stiano ancora accadendo, perché si tratta di cattive notizie». Non è affatto piacevole prendere atto del fatto che «il terrorismo può essere manipolato al fine di prendere il controllo della popolazione, e di guidarla come se fosse un gregge di pecore, letteralmente. E se qualcuno ti dice che sei una pecora, che ti hanno ingannato e manipolato con operazioni terroristiche sotto falsa bandiera, bene, si tratta di cose che nessuno davvero vuole sentirsi dire». Proprio su questo sanno di poter contare, in partenza, gli eventuali organizzazioni di stragi: se la verità è troppo enorme perché sia accettata, è più facile che venga rimossa – è più rassicurante. «Strategia della tensione in realtà significa che tu fai esplodere una bomba, e dici che è stato il tuo nemico a farlo». Purtroppo non sono soltanto analisi storiche, come quelle (anche giudiziarie) sulle tragedie che hanno torturato l’Italia. «Le prove di cui oggi disponiamo – assicura Ganser – ci dicono che questa strategia non è finita, e sta andando avanti ancora oggi».


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Wednesday, September 11, 2013

11 Settembre: "It Was an Inside Job"



Intervento dell'onorevole Paolo Bernini sui complotti storici del passato e del presente...

Fonte

Vedi anche:

Video conferenza di Massimo Mazzucco sull’11 settembre
(Questo intervento presenta una sintesi generale della questione 11 settembre, inquadrandola nella storia degli Stati uniti degli ultimi 100 anni. E' indirizzato soprattutto ad un pubblico che non conosca da vicino l'argomento, e voglia farsi un'idea generale di quello che è stato il dibattito in tutti questi anni su questo evento di enorme importanza storica). 

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Monday, August 26, 2013

"11 settembre - La nuova Pearl Harbor"



Versione integrale del documentario "11 settembre - La nuova Pearl Harbor" di Massimo Mazzucco.

Questa scaletta permette di raggiungere direttamente i capitoli del film presenti nei tre video:


"11 settembre - La nuova Pearl Harbor" - 1/3

INTRODUZIONE

0.01:02 - 12 paralleli fra Pearl Harbor e l'11 settembre
0.14:10 - Gli argomenti del dibattito

PARTE 1 - LA DIFESA AEREA

0.15:08 - Dove sono i caccia?
0.16:25 - La "teoria dell'incompetenza" (radar, transponder)
0.22:30 - Le esercitazioni militari
0.30:35 - Avvertimenti dettagliati
0.34:15 - La catena di comando
0.39:40 - Promozioni, non punizioni
0.41:30 - Il caso Mineta
0.49:40 - La tesi dei debunkers
0.55:00 - Riassunto del caso Mineta [continua ...]

PARTE 2 - I DIROTTATORI

0.58:50 - "Piloti sfigati"
1.01:18 - Marwan al-Sheikki (UA175 - Torre Sud)
1.03:30 - Ziad Jarrah (UA93 - Shanksville)
1.04:45 - Hani Hanjour (AA77 - Pentagono)
1.05:40 - La tesi dei debunkers
1.07:50 - 2 simulazioni dell'attacco al Pentagono
1.15:15 - Qualcuno sapeva?
1.18:50 - Le telecamere degli aeroporti
1.22:40 - Le scatole nere mancanti

PARTE 3 - GLI AEREI

1.29:20 - Aerei passeggeri o droni militari?
1.31:00 - Le velocità impossibili
1.40:25 - Che fine hanno fatto i passeggeri?
1.41:10 - Le telefonate con i cellulari
1.48:30 - La tesi dei debunkers
1.53:40 - Se non dagli aerei, da dove?


PARTE 4 - IL PENTAGONO

0.02:25 - Pali della luce abbattuti
0.03:15 - L'aereo scomparso
0.04:20 - La versione ufficiale
0.05:20 - Problemi (ali, coda, motori)
0.13:20 - Il foro misterioso
0.14:30 - La spiegazione dei debunkers
0.16:30 - Conclusione analisi danni
0.17:30 - Le videocassette scomparse
0.19:00 - Analisi video di sorveglianza
0.24.00 - Riassunto Pentagono

PARTE 5 - IL VOLO 93

0.24.55 - La buca vuota di Shanksville
0.28.50 - La spiegazione dei debunkers
0.33:44 - Schianto o esplosione?
0.35:44 - La zona dei rottami
0.38.15 - L'ipotesi dell'abbattimento
0.39:40 - Il piccolo aereo bianco
0.42:30 - "Let's roll" - L'atto di eroismo
0.45:30 - Riassunto United 93

PARTE 6 - WORLD TRADE CENTER

0.46:20 - Introduzione
0.48:55 - Il piccolo sporco segreto delle Torri Gemelle
0.54:50 - Larry Silverstein
0.58:00 - NIST contro Architects & Engineers
0.59:50 - Edifici fragili o robusti?
1.06:50 - Il crollo iniziale - Spiegazione ufficiale #1
1.08:30 - Il crollo iniziale - Spiegazione ufficiale #2
1.10:30 - Problemi spiegazione ufficiale
1.18:15 - Il crollo completo - Manca la spiegazione ufficiale
1.22:00 - Violazione delle leggi della fisica
1.23:58 - La caduta libera
1.31:40 - Le risposte dei debunkers



"11 settembre - La nuova Pearl Harbor" - 3/3

0.00:00 - L'ipotesi delle demolizioni controllate
0.01:10 - Debunkers: "Come hanno piazzato gli esplosivi?"
0.07:40 - Testimonianze di esplosioni nelle Torri Gemelle
0.15:15 - Debunkers: "Carburante nelle trombe degli ascensori".
0.24:10 - Debunkers: "Esplosioni non registrate dalle telecamere"
0.31:00 - Squibs
0.33:50 - Forza esplosiva (montaggio slow-mo)
0.36:00 - Eiezioni laterali
0.39:10 - Tagli in diagonale
0.41:20 - Dove sono finite le hat trusses?
0.42:30 - Temperature estreme
0.46:45 - Le spiegazioni dei debunkers per il calore
0.47:55 - Travi piegate e contorte
0.48:55 - Acciaio fuso
0.52:35 - Cemento fuso
0.55:20 - Polverizzazione
0.59:15 - Vittime evaporate
1.04:00 - Conclusione Torri Gemelle: 2 ipotesi a confronto

PARTE 7 - L'EDIFICIO 7

1.07:05 - Introduzione
1.08:45 - La versione ufficiale del NIST
1.11:45 - La simulazione al computer del crollo
1.13:15 - La simulazione al computer dell'incendio
1.14:40 - Debunkers: "Edificio debole"
1.16:50 - Conoscenza anticipata del crollo
1.21:35 - Simmetria
1.22:40 - Caduta libera

EPILOGO

1.25:00 - John McCain
1.27:10 - L'ultima parola




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Thursday, April 4, 2013

Quelle strane “maledizioni” che colpiscono i testimoni scomodi

di Enrico Galoppini

Erano in venticinque ma ne son rimasti solo due vivi e vegeti. Stiamo parlando dei membri del “Team 6”, lacrème de la crème dei Navy Seals, che già sono un corpo scelto dei Marines. Una specie Rambo in carne ed ossa che però, dopo aver accoppato Osama Bin Laden, stanno morendo per qualche “mistero” uno dopo l’altro, in una sequenza di “incidenti” che ha dello sbalorditivo.

La prima volta è toccata a ventidue elementi della squadra protagonista del blitz di Abbottabad, precipitati col loro elicottero in missione in Afganistan nel “più grave lutto” che ha colpito le forze Usa/Nato nel “Paese delle montagne”.

Che strano, l’America che si fa tirare giù un paio di decine di soldati superscelti (con tutto quel che costa, in mezzi e tempo, la loro formazione) dai trogloditi talebani armati di schioppo, tipico oggetto di tiro al bersaglio con le armi più sofisticate come i droni.

Ed ora tocca ad un altro testimone dell’eliminazione del “genio del male”, sulla quale un suo commilitone ha scritto un libro, mentre l’ultimo dei venticinque verserebbe in una difficile situazione economica (un classico dell’America, come il “reduce del Vietnam” che una volta tornato a casa trova un muro d’ingratitudine, su cui sono stati girati molti film).

Si può dunque facilmente profetizzare che anche gli ultimi due super-testimoni-commando non avranno vita lunga, portandosi definitivamente con sé, nella tomba, il segreto dell’ultima puntata della saga dello “sceicco del terrore”, che puzza di bufala lontano un miglio, a partire dalla fine della storia, quando il suo cadavere, invece d’essere ostentato come una preda sui (loro) “media”, venne scaraventato in mare secondo i precetti d’un inesistente “funerale islamico”!

Poi l’America su tutta questa bella storia ci ha fatto ovviamente un film, l’ennesimo dell’industria del rimbambimento mondiale. Tutto nel suo tipico stile, con fantasie (i film) che sorgono da altre fantasie (la cosiddetta “realtà” di cui riferiscono tramite i “media”), in un gioco a catena di travisamenti e manipolazioni al quale finiscono per credere anche loro stessi.

E adesso c’è chi parla di “Maledizione di Bin Laden”.

Ma a me pare piuttosto l’immancabile e logico epilogo della realtà-film made in Usa. Meglio non far sapere com’è andata veramente. Meglio che a questi supereroi super plagiati (“l’onore”, “la fedeltà” ai… Signori del denaro) non venga qualche dubbio: a chi sono stati sparati i famosi “tre colpi alla testa”? a una controfigura? Il “complesso di Abbottabad” era lo scenario hollywoodiano preparato per l’ennesima sceneggiata?

Anche questo non lo sapremo mai, tantomeno da Cremonesi e Olimpio, al pari dell’“inizio della storia” (l’11 settembre), pieno di assurdità ed incongruenze, a cominciare dall’identità dei passeggeri dei cosiddetti “voli di linea”.

Ormai ci manca solo che i proverbiali asini si mettano a volare e siamo a posto.

Ma queste “maledizioni” giungono sempre ‘provvidenziali’ a tappare la bocca a individui diventati scomodi, anche loro malgrado, perché le loro esistenze si sono incrociate con qualcosa che non dovevano sapere, o perché in fondo erano stati formati per fare una brutta fine dopo che non servivano più (non si creda che gente senza scrupoli si ponga dei limiti: anzi, dopo ci lucrano sopra altro consenso, raccontando che gli “eroi nazionali” sono stati ammazzati dai talebani, da al-Qa‘ida eccetera).

Una scia di morti simile, che ha tutte le caratteristiche di una “maledizione”, è quella che ha colpito i testimoni della strage di Ustica. Ma anche la “maledizione di Ustica” ovviamente non esiste. Solo che in quel caso ci son finiti in mezzo dei civili (le vittime del volo) e dei militari italiani che hanno avuto la sventura particolare di servire sotto le armi in una Nazione priva di sovranità (e per questo non si riesce ad avere una sentenza definitiva che indichi con chiarezza i responsabili di quella come di altre stragi per le quali si trova al massimo un capro espiatorio “nero”, “rosso”, “anarchico” ecc.).

Così capita che anche qualche giudice non creda alle “maledizioni” e riapre le indagini su una delle “morti misteriose” di elementi delle nostre (?) FF.AA. in servizio quella sera del 27 giugno 1980, quella di Sandro Marcucci, il cui schianto, attribuito subito ad un “incidente”, adesso si ritiene possa essere stato causato da un ordigno al fosforo inserito nel cruscotto del piper sul quale stava effettuando la ricognizione di un incendio nella zona delle Alpi Apuane, il 2 febbraio 1992.

E che pensare della “maledizione di Quirra”? Dove i residenti lamentano un’incidenza di casi di tumore assolutamente fuori dalla norma, specie se si considerano le immacolate condizioni ambientali di quelle contrade sarde se non vi fosse il piccolo particolare costituito da un poligono di tiro in cui i nostri “alleati” (che ci hanno “liberati”, ci “proteggono” e ci vogliono tanto bene) spargono le sostanze più nocive.

Ma c’è anche la “maledizione del Kosovo” (guarda caso c’è sempre di mezzo la Nato), da cui son tornati troppi giovani militari italiani mandati allo sbaraglio da superiori felloni preoccupati solo di lustrare le scarpe al Badrone e che poi si sono ammalati soffrendo pene d’inferno.

“Misteri d’Italia”? A me sembra un voler dare per forza una patina letteraria ad una realtà che è molto evidente: il nessun rispetto per la vita umana, il più bieco “machiavellismo” e una torma di sub-umani che lavora per minimizzare, insabbiare e parare il didietro ai suoi capi. Sempre per supreme esigenze di “sicurezza nazionale”, of course!

Credo proprio sia il caso di dare la presidenza di qualche “commissione d’inchiesta” ad un parlamentare del Movimento Cinque Stelle…

In maniera da capire se queste “maledizioni” capitano tra capo e collo a chi se le meritava o se invece c’è lo zampino di qualcheduno specializzato produzione di ‘trame ad effetto’.

Come quella in cui, si narra, vennero coinvolti i membri della missione archeologica che scoprì la tomba di Tutankhamon (1923), fornendo il materiale per la più famosa delle “maledizioni”.

Eppure, sebbene tutti siano convinti che sia solo questione di un fato avverso, di una maligna e sottile entità che si sarebbe fatta giustizia secondo criteri per noi insondabili, oppure di una fandonia non suffragata da alcuna base credibile, qualcheduno ha messo in dubbio anche questo pilastro della letteratura noir ispirato alla storia e all’archeologia. Pare, infatti, che dalla tomba del giovane faraone fossero usciti documenti altamente compromettenti, per non dire devastanti [1], che se divulgati avrebbero messo in crisi l’impianto storico-ideologico-religioso delle pretese del neonato Movimento sionista, il quale, tramite l’Inghilterra, aveva messo le mani sulla Palestina sotto l’ipocrita veste formale del “Mandato” [2].
Capito come nascono le “maledizioni”?

Non è né come la raccontano ufficialmente a forza di film e trasmissioni dedicate al “mistero”, né si può liquidare il tutto come una barzelletta frutto del bisogno dell’uomo di sfuggire da una realtà troppo “materiale”.

Le “maledizioni” esistono per davvero. Ma per sfuggirvi, l’unico modo è quello di non trovarsi mai nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Note:
[1] Enea Baldi, Mosè ed Akhenaton, forse due storie in una, “Rinascita”, 29 marzo 2010.
[2] In proposito si veda anche, sempre di Enea Baldi, Le corna di Mosè, pubblicato su “Rinascita” il 26 marzo 2010.


Fonte
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Tuesday, February 12, 2013

Il CICAP con l'acqua alla gola

Il CICAP chiede aiuto. Non ce la fanno più. Il 15 gennaio hanno lanciato questo appello

"Il CICAP sta attraversando un momento molto difficile, le adesioni sono calate anche per colpa della crisi e poiché non riceviamo finanziamenti di alcun tipo, ma possiamo contare solo sul sostegno dei nostri Soci, temiamo di non essere più in grado di garantire tutte le nostre iniziative e attività. Per questo motivo, abbiamo fissato un obiettivo che ci permetterebbe di riprendere fiato e ripartire con nuove energie: RACCOGLIERE 500 ADESIONI DA QUI A MAGGIO!"


"Si tratta di un obiettivo raggiungibile - prosegue il CICAP
- Sono decine di migliaia le persone che ogni giorno ci seguono attraverso i nostri canali web, per non contare tutti coloro che ci apprezzano per i nostri interventi sui media, e siamo sicuri che tra questi ce ne siano almeno 500 disposti a sostenere i nostri sforzi sottoscrivendo un'adesione o rinnovando la propria se è scaduta."

Infatti, la cosa sembra davvero incomprensibile. Con "tutti coloro che apprezzano i loro interventi sui media", è davvero possibile che non ci siano 500 persone disposte a sostenere i loro sforzi?

"Per incoraggiare tutti quelli che stanno pensando di aderire - scrive ancora il CICAP - abbiamo pensato di organizzare un'estrazione a premi. A giugno,... estrarremo 10 vincitori tra tutti coloro che avranno aderito al CICAP in questi mesi. Che cosa si vincerà? Raccolte complete di Scienza & Paranormale, raccolte complete dei Quaderni del CICAP, raccolte con tutti i numeri di Magia, ingressi gratuiti al Convegno nazionale, partecipazioni gratis al Corso per indagatori di misteri... "

Mamma mia, mi viene l'acquolina in bocca solo a pensarci: le partecipazioni al corso per indagatori! E poi le raccolte complete dei quaderni del CICAP!

Pensate, ad esempio, a cosa potreste leggere nel quaderno n.4, che è dedicato agli UFO: "Nessuno fra gli episodi finora segnalati ha portato prove convincenti sul fatto che il nostro pianeta sia visitato da essere extraterrestri."

Come si può rinunciare a un distillato di verità di questo tipo?

Oppure, chi vorrebbe mai perdersi il quaderno n.3, un "numero speciale dei Quaderni del CICAP dedicato appunto a un esame scientifico di medicine e altre pratiche "alternative" (omeopatia, agopuntura, pranoterapia, cristalloterapia, piramidologia, fiori di Bach, iridologia, guaritori...), per mettere in guardia i lettori dalle loro lusinghe."

E' di questo che abbiamo bisogno oggi: essere messi in guardia dalle lusinghe dell'omeopatia.

Ma poi, soprattutto, come si fa a rinunciare al prezioso Welcome Pack, che ogni nuovo socio riceve con l'iscrizione? Il "pacchetto di benvenuto per i nuovi Soci CICAP, contiene alcune cose che ogni Socio dovrebbe avere: la Tessera personale, lo Statuto, Il Vademecum, con l'elenco delle attività possibili per i Soci e poi alcuni gadget, tra cui un adesivo per auto, una spilla con il logo del CICAP e... forse qualcos’altro."

Pensate: la tessera personale! E' dai tempi del Club di Topolino che non ho più una tessera personale. E c'è pure il vademecum! Ma poi soprattutto, pensate che bello poter esibire un bell'adesivo per l'auto o una spilla con il logo del CICAP!

A questo punto mi viene in mente una battuta, ma questa la lascio fare a voi, perché per me sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.

Tanti saluti CICAP: avete finito di ingannare la gente. Voi sarete pure bravi a scrivere le vostre falsità, ma nel frattempo noi abbiamo imparato a leggere.


Piero Angela non dice la verità

Parte 1

Parte 2

Parte 3

Parte 4

"Piero Angela continua a non dire la verità" 


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