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Friday, June 28, 2013

Per la Francia il Software Libero è una priorità in materia di istruzione

Secondo il Parlamento Francese e il Senato il Software Libero è una priorità in materia di istruzione.

Questo è quanto stabilito dall'Assemblea Nazionale Francese che questo mercoledì, riunitosi in assemblea, ha confermato una proposta da parte del Senato volta a sollecitare la pubblica istruzione a preferire questo tipo di soluzione nelle scuole e nelle università.

Il piano deve ora essere accettato dal Governo Francese ma ci sono alcuni scogli.

Negli ultimi due mesi, i Senatori francesi hanno esercitato pressioni sul Governo per rendere il software libero e open source una priorità in materia di istruzione. Il Governo è disposto a spingere le scuole e le università verso l'uso di software libero e formati di documento aperti, ma per la Camera Alta questo non è sufficiente. Il Senato vuole infatti che l'uso di questo tipo di software sia obbligatorio.

Il mese scorso i senatori hanno invano cercato di aggiungere l'uso del software gratuito nei piani di riorganizzazione delle scuole statali, questa settimana il Senato ha incluso nelle proposte per l'istruzione superiore e la ricerca l'uso di tali software.

La prima proposta è stata annacquata dal Governo quando è stata discussa in Assemblea Nazionale. Secondo il Governo la proposta presentata dal Senato va in conflitto con le regole Europee per gli appalti pubblici. Il Senato ribatte che tale dichiarazione non è vera in quanto la Corte Suprema Amministrativa Francese (Conseil d'Ètat) si è pronunciata a favore in una sentenza del 30 settembre 2011 definendo questa proposta perfettamente legale.

A favore della proposta del Senato è il Ministro Fleur Pellerin, ministro con delega per le piccole e medie imprese che ha ribadito il sostegno verso l'uso di software libero e open source. Il 13 Giungo, durante il discorso pronunciato nell'occasione dell'apertura della sede parigina della Mozilla Foundation, ha definito il software libero "una risorsa economica fondamentale che contribuirà alla creazione di posti di lavoro e spingerà le aziende che operano nel mondo del software ad innovare".
Sempre Pellerin, secondo una intervista pubblicata su PC World, considera il software libero e quello open source come un modo per garantire la sovranità digitale aggiungendo che questa è l'unica soluzione da considerare.


Immagine via Tux Factory
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Unione Europea: risparmio di 1,1 miliardi di euro l'anno nel settore pubblico grazie agli standard aperti

L'Unione Europea inizia a credere nell'utilizzo di standard aperti e lo fa pubblicando una guida che indica alle varie PA le direttive atte a valutare gli standard esistenti e a scegliere le soluzioni migliori.
Secondo l'Unione Europea si stima in un risparmio 1,1 miliardi di euro l'anno nel settore pubblico grazie all'adozione degli standard aperti.
Nel mirino dell'Unione Europea vi è il problematico fenomeno del lock-in che si verifica nella PA. In pratica sempre più spesso si resta legati ad un solo produttore software a discapito del risparmio e dell'uso di standard aperti.
La guida è disponibile al seguente indirizzo (purtroppo in lingua inglese).
Di seguito il comunicato stampa ufficiale http://europa.eu/rapid/press-release_IP-13-602_it.htm


Commissione europea
Comunicato Stampa
Bruxelles, 25 giugno 2012
Agenda digitale: risparmio di 1 miliardo di euro l'anno nel settore pubblico grazie agli standard aperti
Oggi la Commissione ha annunciato una nuova strategia politica per aiutare le autorità pubbliche a evitare la dipendenza da un unico fornitore di sistemi d'informazione e comunicazione (TIC). Questo nuovo approccio inteso a contrastare il "lock-in" potrebbe consentire un risparmio di oltre 1,1 miliardi di euro l'anno nel settore pubblico dell'UE. Le gare d'appalto aperte, ad esempio, attirano un più alto numero di partecipanti con offerte migliori (raddoppiare il numero di partecipanti in genere diminuisce il valore dell'appalto del 9%).
Neelie Kroes, Vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato: "Gli standard aperti favoriscono la concorrenza, promuovono l'innovazione e consentono di risparmiare. La guida pubblicata oggi aiuterà le autorità nazionali a cogliere tutte le opportunità di innovazione ed efficienza."
Lavorare con gli standard quando si appaltano sistemi TIC, anziché specificare un singolo marchio, strumento, sistema o prodotto, permette di risparmiare il denaro dei contribuenti. Molte organizzazioni, tuttavia, non disponendo ancora delle competenze necessarie per individuare gli standard più adatti alle proprie esigenze informatiche o temendo che i costi iniziali del cambiamento possano essere troppo elevati o causare la perdita di dati, restano ancorate ai propri sistemi o dipendenti da un unico fornitore.
Un maggiore ricorso agli standard semplifica inoltre lo scambio di dati tra sistemi pubblici, consentendo così ai cittadini di fornire i propri dati una sola volta a qualsiasi amministrazione pubblica e agevolando di conseguenza i servizi transfrontalieri di eGovernment di cui cittadini e imprese hanno bisogno per viaggiare, lavorare, studiare e svolgere attività commerciali sul territorio dell'UE.
La guida pubblicata oggi, destinata ai funzionari responsabili della pianificazione e dell'acquisto di sistemi e servizi TIC per gli enti pubblici, aiuta paesi, regioni o settori di applicazione a sviluppare una strategia globale nel settore delle TIC, costituita da principi fondamentali da seguire per garantire l'interoperabilità dei sistemi TIC e fornire un servizio efficiente ai cittadini. La guida consente inoltre di valutare gli standard esistenti in modo corretto e trasparente, al fine di scegliere quelli più adatti a supportare la strategia TIC adottata ed evitare il lock-in, e suggerisce di ricorrere a una pianificazione a lungo termine per sostituire i sistemi che favoriscono il lock-in con alternative basate sugli standard. Un approccio di questo tipo dovrebbe compensare i costi iniziali più alti che la sostituzione dei sistemi comporta. La guida fornisce inoltre ai funzionari responsabili degli appalti pubblici orientamenti pratici e di facile consultazione per aiutarli ad aderire all'iniziativa.
Per assistere le autorità pubbliche nel processo di transizione, la Commissione europea organizzerà riunioni con le parti interessate (autorità pubbliche, aziende fornitrici di TIC, organismi di normazione e società civile). Le organizzazioni pubbliche potranno così imparare l'una dall'altra, adottare le migliori pratiche emergenti, esaminare insieme i problemi comuni e suggerire soluzioni comuni.
Contesto
L'agenda digitale europea considera il lock-in un problema ed è impegnata a dare indicazioni in merito al legame tra standardizzazione delle TIC e appalti pubblici per aiutare le autorità pubbliche ad applicare meglio gli standard, al fine di promuovere l'efficienza e ridurre il rischio di lock-in. La Commissione ha pubblicato oggi una comunicazione, accompagnata da un documento di lavoro dei servizi della Commissione contenente una guida pratica su come fare un uso migliore degli standard negli appalti, in particolare nel settore pubblico.
Link utili
Standard aperti nell'agenda digitale
Hashtag: #standards, #publicprocurement
Pagina della Commissaria Neelie Kroes su Twitter
Contatti :
Ryan Heath (+32 2 296 17 16), Twitter: @RyanHeathEU
Linda Cain (+32 2 299 90 19)
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Saturday, March 30, 2013

Richard Stallman in Romania

Nuova intervista del nostro amato Richard Stallman che questa volta si lascia intervistare da una TV della Romania. Nel lungo video che segue Richard Stallman tratta, oltre ai temi del software libero, anche alcuni temi come quello della libertà nella vita di tutti i giorni.
Interessante anche il piccolo passaggio sull'euro che potete ascoltare al minuto 23:25 (http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=ejKLGje3P3I#t=1405s).
Il video è inglese e sottotitolato in Rumeno ma è di facile comprensione.

A voi il video, buona visione



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