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Monday, October 28, 2013

Debian: upstart o systemd?

Non è una novità. Da tempo Debian ha lasciato in sospeso questa decisione, rimandando a data da destinarsi, ma negli ultimi giorni si è riacceso il dibattito in tutte le board Debian: abbandonare sysV init per migrare all'upstart di Canonical o a systemd made in Red Hat?


Per chi ancora si sta raccapezzando nel vano tentativo di capire di cosa io stia farfugliando si tratta di una scelta che riguarda un software essenziale per il sistema operativo, dato che a lui compete l'avvio di tutti gli altri processi. Genericamente definito "gestore di sistema e di servizi per Linux" senza di esso non è possibile avviare nessun processo in user space (es. GNOME, KDE..), visto che è lui a dialogare all'avvio con il kernel.
Init's job is "to get everything running the way it should be"
E visto che init, il daemon che sta utilizzando Debian, è vecchio come il bacucco e c'è bisogno di maggiore flessibilità e snellezza, soprattutto se vogliamo accorciare i tempi d'avvio, si sono create diverse alternative, ognuna con vantaggi e svantaggi e differenze sostanziali. E non solo per quanto riguarda il software ma, come Mark Shuttleworth ci vuol far abituare, politiche: perchè mentre tutto il mondo Linux stia migrando a systemd, creato da Lennart Poettering di Red Hat, Ubuntu, distro figlia di Debian, invece ha deciso di sviluppare upstart e continuare in solitaria con quello. Va detto che lo sviluppo di systemd risale all'ottobre 2010, mentre upstart era già stato pubblicato nel 2006 (adottato di default però solo in Ubuntu 9.10), ma nonostante la sostanziale differenza d'età l'adozione di systemd di tutte le altre distribuzioni e stata relativamente celere, mentre la controparte non è mai uscita dall'ovile di Canonical, il che è inspiegabile, apparentemente, visto che upstart a mio parere era già due spanne sopra init (es. parallelismo dei processi). A parte, ironia della sorte, Red Hat, si intende. Ma non è tutto: 3 dei 7 membri del Debian Technical Committee, Steve Langasek, Colin Watson e Ian Jackson fanno parte o hanno fatto parte di Canonical, proprio nello sviluppo di upstart. Ma non finisce qui: è appurato che il 90% delle distro userà invece systemd, ritenendo il suo sviluppo maggiormente aperto alla comunità, più feaures, ma soprattutto visto che il rivale è sviluppato esclusivamente da Canonical e licenziato con la CLA (o CCLA), come Unity e Mir. E la CLA non ci piace.
Le polemiche per entrambi i progetti ci sono sempre state, per anni, ma viste le ultime frecciatine dell'afronauta il dibattito si fa sempre più acceso e i flames nella mailist Debian proliferano come funghi: si prenderà la via più logica, adottando systemd come tutte le altre distro, o i vecchi rancori avranno la meglio e si imporrà upstart? Difficile da dire, visti i tempi biblici che Debian ha sempre avuto per ogni decisione.. inoltre non bisogna scartare altre possibili alternative, come OpenRC di Gentoo, soprattutto visto che né systemd né upstart sono compatibili con sistemi operativi non-Linux. E Debian è un sistema universale, che gira anche su kernel differenti e per poter mantenere una certa compatibilità fra i vari progetti deve mantenere un sostrato di omogeneità di software, nello specifico con quello essenziale per il boot di sistema. Ma è anche vero che l'avere uno standard comune fra le varie distro è la chiave fondamentale per evitare l'eccessiva frammentazione nel sistema Linux, e Debian, assieme a Ubuntu, è la base quasi del 60% dei server Linux. 
Vanno bene 3, 4.. 10 desktop, 20 client mail.. o gestori di pacchetti.. ma non possiamo dividerci anche su questo. Fintanto che c'è qualcuno che vuole remare contro apposta per mantenere il controllo sul software (open) che sviluppa, penso che le divisioni aumenteranno. E tutto ricadrà sulla comunità e sulla sua credibilità.
Ripigliatevi.
Any source

Saturday, October 26, 2013

Il primo tablet con Tizen fa il suo esordio!

L'azienza giapponese Systena ci informa del debutto del primo vero tablet Tizen e della sua vendita agli sviluppatori interessati: per chi non lo sapesse Tizen è un progetto open source sponsorizzato dalla Linux Foundation in cui i dipendenti di molteplici aziende, quali Intel e Samsung per citarne qualcuna, hanno unito le loro forze per creare un unico sistema operativo per smartphone e tablet.

Il display da 10.1" del Systena tablet.
Iniziato il 30 aprile 2012 dalle ceneri di MeeGo (l'unione di Moblin di Intel e Maemo di Nokia) e LiMo (di Motorola, Intel, Samsung Panasonic, Vodafone e Mozilla) questo progetto, nonostante le importanti partnership di molteplici aziende/fondazioni leader nello sviluppo tecnologico, non è mai decollato, a causa dell'ormai sempre più consolidato duopolio Android-iOS e conseguente saturazione del mercato? Che vuol dire? Se non è Android o iOS non tira. Microsoft lo sta capendo sulle proprie spalle.
Le Samsung camera (NX2000 etc.) e GT-i9500 dovevano essere i primi prototipi ad essere pubblicati con Tizen preinstallato, ma forse per accordi commerciali con Google, forse per il timore di far fare a Tizen la stessa fine di Bada, l'azienza sudcoreana non ha mai rilasciato nessun device con questo sistema operativo.
Ed è forse per rompere gli schemi tradizonali che Systena,azienda nipponica semisconosciuta, ha deciso in solitaria di rilasciare questo tablet, apparentemente con un hardware di ottimo livello:

 
La scocca, con fotocamera da 2.0MP

  • processore 1.4GHz, quad-core Cortex-A9 
  • 2GB di RAM DDR3
  • 32GB di memoria flash
  • slot microSD 
  • display da 10.1" con risoluzione 1920 x 1200
  • fotocamera posteriore da 2-megapixel, 0.3-megapixel la frontale. 
  • Bluetooth 3.0 e WiFi.
Batteria e autonomia putroppo ignote. Come non si sa se è previsto il lancio anche nel mercato europeo.
Sempre stiamo ad aspettare noi?
Ah visto che monta Tizen 2.1 come server grafico dovrebbe montare Wayland. Quindi che il flame abbia inizio!
Mir puzza.
Any source

Thursday, October 24, 2013

Rilasciato GNOME 3.10.1

Da poche ora è stato rilasciato il primo aggiornamento minore di GNOME 3.10, rivolto a correggere sostanzialmente i bug che non sono stati corretti in tempo per il rilascio principale.


Tra i principali fix troviamo:
  • corretto l'indicatore dell'intensità del segnale delle reti mobile
  • cambiata la schermata di selezione dell'avatar e dello user name
  • corretta una regressione che permetteva le notifiche anche se disattivate
  • gli utenti con login automatico potevano accedere alle sessioni di altri utenti senza inserire password
  • GNOME Keyring richiedeva di nuovo l'autenticazione dopo la lock screen
  • "Non connesso" e "Spento" sono due termini differenti per indicare lo stato della rete
  • aggiunta la voce "Notifiche" alla tray menu
Per altre informazioni visitate WoG.

N.B. Probabilmente ci vorrà un po' di tempo prima che questa release sbarchi su Ubuntu GNOME 13.10, tramite il ppa GNOME Team next, anche perché ci sono molti bug dipendenti dalla distro (e io passo ogni giorno a bestemmiarci dietro) a rendere ancora più lento l'aggiornamento a nuove versioni. Quindi se siete temerari e impazienti potete prova Fedora Rawhide, che a me risulta abbastanza stabile, o la versione GNOME di openSUSE 13.1 (ancora in beta, ma sicuramente più stabile di Fedora 20 al momento)
Any source

Saturday, September 7, 2013

Io amo l'ecosistema Linux!

Uno sfogo veloce di un povero tecnico, utente Linux costretto ogni giorno a zigzagare nel lato oscuro di Windows.

No, non Windows in sè, un Windows  secondo i suoi standard ben funzionante è anche tollerabile da usare, intendo  quel lato tetro, putrido e puzzolente fatto di "freefastyourpc" "freedownloader" , free qua e free la; cascate di toolbar sotto la barra del browser, add-on al tasto destro, programmi free che te le fanno solo vedere, ma per toccare bisogna pagare per la versione completa.

Mi sfogo perché sono alle prese con un pc di una ragazza senza pretese: vuole facciabuco, il maledetto innipresente, un software voip e un downloader per mp3 da youtube.

Facebook il maledetto s'è portato dietro il mondo di mali da utente domestico, emotionpack , una mistica toolbar ed boiate varie

Il downloader per youtube (freeyoutubedownloader, un nome una garanzia) installa l'immondo.

Poi una vagonata di altra roba indescrivibile, ecco una carrellata di foto









Ecco, si, lo schifo.

Tutti sappiamo che queste cose sono evitabili facilmente, evitarle significa anche evitare tempi d'avvio eterni e caricamenti infiniti.

Basta spuntare qua e la durante l'installazione dei programmi e si riesce, può l'utente medio farlo?

Certo che no! troppo complicato leggere..

allora mi chiedo, ed ecco perché amo l'ecosistema Linux.

Per un U-tonto non è più facile usare un software center dove queste minacce non esistono?
Dove gli sviluppatori sviluppano, più che per il soldo, per passione (ok, anche per il soldo, Mint riceve in donazioni circa 5000 € mensili che proprio pochi non sono)  e non buttano nei loro software altre cose inutili e non volute?

software center, clicca, installa, password, fine : sicuro, indolore ed a prova di idiota

VS
Google, cerca un software apparentemente buono, trova un donwload che non abbia un downloader per " donwloandare * " un downloader che scarica il software  più aggiunte, installa, avanti, no, niente toolbar, niente update notifier, niente applicazione in startup , riavvia, bestemmia perchè comunque ti è stato cambiato il motore di ricerca in tutti i browser



ora me ne torno con la mia misera rassegnazione a bonificare il putiferio, spero che combofix abbia finito e mi chiedo "perchè tutto questo è considerato facile e normale?"
e spero, non vedo l'ora di essere di nuovo davanti al mio pc dove certe cose non succedono
Any source

Wednesday, May 8, 2013

Linux va sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) (e sui Robonauti)

La ISS
Tremate alieni, i Pinguini conquisteranno presto lo spazio (e no, non mi sto riferendo al nuovo viaggio di Mark Shuttleworth).

La NASA ha deciso di abbandonare Windows in favore di Linux sui portatili
presenti nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La notizia arriva da un recente articolo apparso su ZDNet (e rigirato su Google+ dal mio amico Dario).

Ma perché la NASA ha deciso di passare a Linux?
A spiegarci i motivi è Keith Chuvala, capo del Laptops and Network Integration Teams per la NASA. Chuvala sovraintende gli sviluppatori incaricati di scrivere il software per la ISS e che si trova presenti su una rete di portatili che svolgono funzioni vitali per le operazioni di ogni giorno e vanno da fornire agli astronauti la posizione corrente dove si trovano, inventariare le attrezzature utilizzate, gestire le telecamere di bordo per catturare foto e video della missione. Ecco le parole di Chuvala:

“We migrated key functions from Windows to Linux because we needed an operating system that was stable and reliable – one that would give us in-house control. So if we needed to patch, adjust or adapt, we could.” 

Il motivo, come potete leggere, è quello più ovvio. Sono migrati a Linux perché avevano bisogno di un sistema operativo stabile, affidabile e che garantisca la possibilità di essere controllato in casa in modo poterlo patchare, modificare e riadattare alle proprie esigenze.
Per la migrazione sono stati aiutati dalla Linux Foundation. 
I computer saranno equipaggiati con Debian 6 che in fatto di stabilità e affidabilità è una vera e propria roccia.

Ma le sorprese non finiscono qui. Oltre che sui computer portatili della ISS, Linux è anche il sistema che controlla il Robonaut (R2), il primo robot umanoide ad andare nello spazio. R2 verrà usato per svolgere compiti troppo pericolosi o noiosi per gli astronauti.

Maggiori dettagli li potete trovare ai seguenti indirizzi:
Immagine via Quilombo Any source

Thursday, December 10, 2009

Google Chrome ora anche per Mac e Linux!

Una notizia che speriamo renda felici tutti gli amanti di Macintosh e Linux : Google Chrome è ora disponibile anche per i vostri sistemi operativi.

Era settembre 2008 quando abbiamo lanciato la versione per Windows del browser, in risposta al cambiamento portato da Internet. In che senso? Sul web oggi possiamo fare cose un tempo difficili da immaginare: gestire operazioni bancarie, interagire con altre persone, accedere a strumenti multimediali sempre più sofisticati. Tuttavia i browser, così come li conoscevamo, non sempre hanno seguito lo stesso percorso innovativo di Internet. Da qui l'idea di Google Chrome.

A partire dal lancio di Chrome, 40 milioni di persone nel mondo hanno deciso di utilizzarlo e le ragioni possono essere riassunte nei tre punti di forza che contraddistinguono questo browser:
  • velocità - Google Chrome è stato sviluppato per avviarsi e aprire applicazioni web in modo estremamente veloce. Vogliamo che siate in grado di percepire la velocità di navigazione online.
  • semplicità - disegnato in linea con la homepage di Google, semplice e di utilizzo immediato
  • sicurezza - dal momento che tutti i programmi di Google Chrome funzionano online, abbiamo fatto in modo che ciascuna finestra del browser utilizzi una propria sandbox. Questo rende molto più difficile a virus e malware inserirsi nel vostro PC.
Ora anche chi utilizza i sistemi Macintosh e Linux potrà provare personalmente il browser. per scaricarlo basta accedere alla pagina www.google.it/chrome.

Any source