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Monday, October 28, 2013

Debian: upstart o systemd?

Non è una novità. Da tempo Debian ha lasciato in sospeso questa decisione, rimandando a data da destinarsi, ma negli ultimi giorni si è riacceso il dibattito in tutte le board Debian: abbandonare sysV init per migrare all'upstart di Canonical o a systemd made in Red Hat?


Per chi ancora si sta raccapezzando nel vano tentativo di capire di cosa io stia farfugliando si tratta di una scelta che riguarda un software essenziale per il sistema operativo, dato che a lui compete l'avvio di tutti gli altri processi. Genericamente definito "gestore di sistema e di servizi per Linux" senza di esso non è possibile avviare nessun processo in user space (es. GNOME, KDE..), visto che è lui a dialogare all'avvio con il kernel.
Init's job is "to get everything running the way it should be"
E visto che init, il daemon che sta utilizzando Debian, è vecchio come il bacucco e c'è bisogno di maggiore flessibilità e snellezza, soprattutto se vogliamo accorciare i tempi d'avvio, si sono create diverse alternative, ognuna con vantaggi e svantaggi e differenze sostanziali. E non solo per quanto riguarda il software ma, come Mark Shuttleworth ci vuol far abituare, politiche: perchè mentre tutto il mondo Linux stia migrando a systemd, creato da Lennart Poettering di Red Hat, Ubuntu, distro figlia di Debian, invece ha deciso di sviluppare upstart e continuare in solitaria con quello. Va detto che lo sviluppo di systemd risale all'ottobre 2010, mentre upstart era già stato pubblicato nel 2006 (adottato di default però solo in Ubuntu 9.10), ma nonostante la sostanziale differenza d'età l'adozione di systemd di tutte le altre distribuzioni e stata relativamente celere, mentre la controparte non è mai uscita dall'ovile di Canonical, il che è inspiegabile, apparentemente, visto che upstart a mio parere era già due spanne sopra init (es. parallelismo dei processi). A parte, ironia della sorte, Red Hat, si intende. Ma non è tutto: 3 dei 7 membri del Debian Technical Committee, Steve Langasek, Colin Watson e Ian Jackson fanno parte o hanno fatto parte di Canonical, proprio nello sviluppo di upstart. Ma non finisce qui: è appurato che il 90% delle distro userà invece systemd, ritenendo il suo sviluppo maggiormente aperto alla comunità, più feaures, ma soprattutto visto che il rivale è sviluppato esclusivamente da Canonical e licenziato con la CLA (o CCLA), come Unity e Mir. E la CLA non ci piace.
Le polemiche per entrambi i progetti ci sono sempre state, per anni, ma viste le ultime frecciatine dell'afronauta il dibattito si fa sempre più acceso e i flames nella mailist Debian proliferano come funghi: si prenderà la via più logica, adottando systemd come tutte le altre distro, o i vecchi rancori avranno la meglio e si imporrà upstart? Difficile da dire, visti i tempi biblici che Debian ha sempre avuto per ogni decisione.. inoltre non bisogna scartare altre possibili alternative, come OpenRC di Gentoo, soprattutto visto che né systemd né upstart sono compatibili con sistemi operativi non-Linux. E Debian è un sistema universale, che gira anche su kernel differenti e per poter mantenere una certa compatibilità fra i vari progetti deve mantenere un sostrato di omogeneità di software, nello specifico con quello essenziale per il boot di sistema. Ma è anche vero che l'avere uno standard comune fra le varie distro è la chiave fondamentale per evitare l'eccessiva frammentazione nel sistema Linux, e Debian, assieme a Ubuntu, è la base quasi del 60% dei server Linux. 
Vanno bene 3, 4.. 10 desktop, 20 client mail.. o gestori di pacchetti.. ma non possiamo dividerci anche su questo. Fintanto che c'è qualcuno che vuole remare contro apposta per mantenere il controllo sul software (open) che sviluppa, penso che le divisioni aumenteranno. E tutto ricadrà sulla comunità e sulla sua credibilità.
Ripigliatevi.
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Tuesday, October 8, 2013

Ubuntu 13.10: la ricerca su Amazon non si può più rimuovere come prima. Ecco la soluzione

EDIT: +Matteo Baranzoni e +Marco Trevisan mi hanno fatto notare come sia possibile disattivare dai filtri di ricerca nella dash, peccato che il metodo non funziona e mi ritrovo al riavvio le ricerche riattivate.
Per la cronaca potete farlo premendo Start + A, nel campo di ricerca andate a cercare la voce Amazon o chi che sia e poi disattivatela.

Nel frattempo la soluzione più immediata è quella di editare a mano la voce:

Installate come prima cosa dconf-editor

sudo apt-get install dconf-editor

Una volta fatto lanciatelo ed andate alla voce: com --> canonical --> unity --> lenses
Andate ora alla voce disabled-scopes e impostate come segue

['more_suggestions-amazon.scope', 'more_suggestions-skimlinks.scope']

in modo da disattivare Amazon e Skimlinks (quello dei ganci).



-----------------------------------------------------------------

Vi ricordate la shopping lens di Ubuntu? Si, proprio quella che ogni qual volta cercavate nella dash di Unity vi sputava fuori una serie di risultati a volte al limite del porno (complici Amazon e Skimlinks)?
Vi ricordate anche che nelle mie precedenti guide post installazione vi mostravo come disinstallare la singola lens e vivere felici senza consigli per gli acquisti? Bene, su Ubuntu 13.10 a quanto pare le cose sono cambiate.... in peggio!

Ieri, preso da un impeto di sconforto causa bug del vsync su Xfce ancora non risolto su Xubuntu (checché ne dicano gli altri blog), ho deciso di metter su Ubuntu 13.10 in modo da darci una sbirciata per vedere a che punto sono i lavori.

Stamane l'amara sorpresa. Ho effettuato il solito "anal test" per vedere cosa sbucava fuori ed è nuovamente sbucato fuori il solito risultato sconcio.
Allora mi son detto, vabè dai disinstalliamo la shopping lens.
Vado da terminale e digito il solito

sudo apt-get remove unity-lens-shopping

Ed ecco il risultato:

marco@ubuntu:~$  sudo apt-get remove unity-lens-shopping
[sudo] password for marco:
Lettura elenco dei pacchetti... Fatto
Generazione albero delle dipendenze      
Lettura informazioni sullo stato... Fatto
Nota, viene selezionato "unity-scope-home" al posto di "unity-lens-shopping"
0 aggiornati, 0 installati, 0 da rimuovere e 0 non aggiornati.

Mi dico, ma che hanno cambiato nome? Vado allora ad approfondire la faccenda vedendo che cappero fa il pacchetto unity-scope-home e leggo:

A scope that aggregates results from multiple scopes and Server Scopes for
Home Lens view in the Unity Dash.

It replaces the old implementation of Home Lens in Unity Dash.

In pratica non c'entra una pippa con la lens shopping ed è in pratica un pacchetto che si occupa di mostrare i risultati delle altre lens. Infatti, se lo andiamo a rimuovere ecco cosa apparirà quando andiamo a fare una ricerca nella dash di Unity

Niente di niente

E si, come potete vedere apparirà un inquietante messaggio "Nessun risultato corrispondente alla ricerca".

Rimuovendo la unity-scope-home la dash smette di funzionare.

Direte voi. Ma dai, non farla tragica, puoi sempre disattivare le ricerche online dal tool Privacy presente in Ubuntu.


Ma lo sapete cosa accade se mette su OFF la ricerca online nella dash?
Semplice, vi disattiva tutte le ricerche online, sia quelle su Amazon che quelle su Google Drive e simili.
Esempio: cerco il file domandine con la ricerca online disattivata:

Si, ho un file su Google Drive che si chiama domandine
Questo invece con la ricerca online attiva

La stessa ricerca con le ricerche attive mostra il file su GDrive

Conclusioni

In attesa di conoscere se il problema della disattivazione dalla dash delle lens è un bug o meno vi suggerisco di usare il metodo che ho segnalato ad inizio post per farlo manualmente.
Resta comunque una scelta molto discutibile quella di attivare di default tutti quei servizi senza chiedere prima all'utente. Così come è sciocca la funzione che disattiva in blocco tutte le ricerche online, avevano promesso di aggiungere un tool per disattivare selettivamente i servizi, non mi sembra tanto difficile aggiungere una voce in privacy.
Infine ancora più sbagliata è il non filtrare in alcun modo le ricerche onde evitare lo spuntare di aggeggi strani.

PS: se vi interessa conoscere alcuni dettagli sul Amazon leggete il post di +Marco Persy dal titolo Canonical-Amazon: che accordo c'è?
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Thursday, October 3, 2013

Canonical-Amazon: che accordo c'è?

La risposta è: non c'è nessun accordo.
O meglio, non è tutto oro quello che luccica.



Questo è quanto emerge dalla mia attività archeologica fra i commenti di OMGUbuntu, sempre flammosi e interessanti, specchio (forse un po' distorto) della comunità Ubuntu, ma terreno sempre fertile per ogni sorta di diatriba.
Si parlava di XMir.. e si è finito col parlare della Dash, delle Lens, delle query al sito Amazon, Ubuntu shareware, vairus e vibratori color fluo. Come sempre.
Cosa ha reso differente questa discussione rispetto all'altro centinaio di discussioni simili che nascono spontaneamente quando uno comincia a pronunciare la parola "Ubuntu"? L'intervento di Michael Hall, Technologist Evangelist, Community Manager, Developer Advocate e Giovane Marmotta di casa Canonical:

cioè ma avete visto la sua pettinatura?
"There was no deal between Amazon and Canonical for this. We used the same referal system that is available to anybody with an Amazon account. As far as I know Amazon wasn't even aware we were adding this scope to the dash."

La domanda ora sorge spontanea: perché cazzo includere quei risultati se non c'è una ragione specifica per farlo? Da quanto emerge non lo fanno per i soldi, non lo fanno per partnership commerciali (c'è un accordo, ma non riguarda la Dash), non lo fanno per nulla, a detta di loro. Lo fanno solo per arricchire l'esperienza dell'utente, quindi? Il migliaio di guide su come disattivarla è di sicuro un elogio alla bontà e uno spronamento a continuare su questa strada, con queste feature così magical. A volte penso che a loro piaccia semplicemtne trollare la propria utenza, per il semplice gusto di farlo. Tanto, alla fine, il boss ripara tutto con una smentita, una leggera correzione d'interpretazione e un suo sorriso sdentato.
D'altronde bastava rivangare l'antico post di Mark "Say my Name" Shuttleworth:
"These are not ads because they are not paid placement, they are straightforward Amazon search results for your search."
e
"We picked Amazon as a first place to start because most of our users are also regular users of Amazon"
La prossima volta integrate le query di Youporn: ritornerete in cima alla classifica di Distrowatch tempo 24 ore.
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Wednesday, October 2, 2013

La Gendarmeria Francese completerà la migrazione a Ubuntu entro l'estate 2014


Vi ricordate il mio precedente articolo intitolato La gendarmeria francese risparmia 2 milioni di Euro l'anno grazie ad Ubuntu postato nel lontano 2010? 
Ebbene, per la serie e non finisce qui, l'esperimento della Gendarmeria è continuato e i risultati sono a dir poco stupefacenti.

Usando Ubuntu come sistema operativo predefinito (o meglio una sua versione appositamente modificata chiamata GendBuntu), la Gendarmeria Francese ha realizzato (e sta continuando a farlo nel tempo) un risparmio del 40% sul costo totale delle licenze e sui costi di gestione IT. 
Attualmente Ubuntu è presente su 37.000 PC in dotazione alla Gendarmeria. Durante l'estate del 2014 prevedono di completare lo switch arrivando a 72.000 postazioni di lavoro con Ubuntu. Questo è di fatto il più grande esempio in Europa e forse nel Mondo, di pubblica amministrazione che riesce nell'intento di passare completamente al software open source.

Che dire, onore alla Francia e ai funzionari pubblici illuminati che hanno permesso tutto questo.


PDF (in lingua inglese) contenente un riassunto in formato slide https://joinup.ec.europa.eu/sites/default/files/11-apresentacao-stephanedumond.pdf
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Friday, September 20, 2013

Ubuntu Phone OS sarà rilasciato il 17 Ottobre per la gamma Nexus





Ottime notizie per tutti gli amanti di Ubuntu Phone OS, il sistema operativo per smartphone di casa Canonical. 

Stando a quanto riportato in un post sul blog di Nicholas Skaggs, dipendente di Canonical e coordinato QA della comunità, le immagini di Ubuntu Phone OS per la gamma Nexus (Galaxy Nexus, Nexus 4, Nexus 7 e Nexus 10) verranno rilasciate il 17 Ottobre 2013.
Questa indiscrezione è confermata anche dalla mailing list degli sviluppatori dove viene promesso che la prima versione stabile verrà rilasciata in quattro settimane e mezzo a partire da ora. 

Via The Verge - Ubuntu's smartphone OS will be ready to launch on October 17thAny source

Wednesday, September 18, 2013

LibreOffice Conference di Milano dal 25 al 27 Settembre 2013. Ecco il programma definitivo dell'evento


Torniamo a parlare di LibreOffice per ricordare a tutti un evento importante che si terrà fra una settimana ovvero l'incontro della comunità Italiana che si terrà dal 25 al 27 Settembre 2013 a Milano presso l'Aula Magna dell'Università Statale di Milano.
Il programma definitivo dell'evento è il seguente
Eccolo:


MIGRARE A LIBREOFFICE:
SI PUO' FARE, SI DEVE FARE
Milano, Venerdì 27 settembre 2013
Sala Alessi, Palazzo Marino, Piazza della Scala
AGENDA

  • Ore 9:00 - Registrazione
  • Ore 9:30 - Benvenuto (M. Calise, Cons. M5S)
  • Ore 9:45 - Migrare a LibreOffce (I. Vignoli, Doc. Foundation)
  • Ore 10:45 - Quadro Legislativo di Riferimento (Avv. C. Piana)
  • Ore 11:15 - LibreUmbria: 12 mesi di storia (S. Montegiove)
  • Ore 11:45 - LibreOffce nella Provincia di Bolzano (K. Pöhl)
  • Ore 12:00 - LibreOffce nella Provincia di Macerata (G. Marinelli)
  • Ore 12:15 - LibreOffce nella Provincia di Cremona (G. Bassini)
  • Ore 12:30 - LibreOffce alla CISL di Bergamo (G. Alborghetti)
  • Ore 12:45 - Domande & Risposte

Di seguito il comunicato stampa:

Migrando a LibreOffice, la Pubblica Amministrazione italiana potrebbe risparmiare una cifra compresa tra 300 e 500 milioni di Euro
Milano, 4 settembre 2013 – La LibreOffice Conference inizierà il 25 settembre con la sessione di apertura nell’Aula Magna dell’Università Statale di Milano, in Via Festa del Perdono, mentre tutte le sessioni tecniche e i workshop si terranno nelle aule del Dipartimento di Scienze dell’Informazione in Via Comelico 39. La conferenza è sponsorizzata da Canonical e Collabora, mentre Google e CloudOn sponsorizzano i due hackaton serali del 25 e 26 settembre, e Lanedo il cibo e le bevande per i break. La conferenza si chiuderà il 27 settembre con la tradizionale sessione di domande e risposte tra il Board di The Document Foundation e tutti i partecipanti.
Gli argomenti delle sessioni saranno il formato standard Open Document (ODF); lo sviluppo di LibreOffice; lo sviluppo della community; le best practice per le grandi installazioni e le migrazioni; e come fare business con LibreOffice. Per la prima volta durante una conferenza, ci sarà la possibilità di sedere insieme agli sviluppatori per lavorare sul codice, o per discutere le nuove funzionalità.
Venerdì 27 settembre ci sarà una sessione in italiano nella Sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Sindaco di Milano, indirizzata al mondo delle aziende e della pubblica amministrazione, dal titolo: “Migrare a LibreOffice: si può fare, si deve fare”. I dati che verranno presentati dimostrano che la pubblica amministrazione italiana potrebbe risparmiare tra 300 e 500 milioni di euro migrando la maggior parte dei propri utenti a LibreOffice, senza impatti significativi sulla produttività.
“La LibreOffice Conference arriva in Italia al momento giusto, visto che nel corso del 2012 e 2013 ci sono state diverse migrazioni a LibreOffice nella PA, a livello regionale e locale”, afferma Italo Vignoli, membro del board of director di The Document Foundation e leader del comitato organizzatore. “L’incontro con i membri del progetto incoraggerà sia le pubbliche amministrazioni che le aziende a intraprendere la migrazione a LibreOffice”.
La conferenza è ospitata dal Dipartimento di Scienze dell’Informazione dell’Università di Milano (http://www.dsi.unimi.it/) e sponsorizzata da Canonical (http://www.canonical.com) e Collabora (http://www.collabora.com), mentre Google (http://www.google.com) e CloudOn (http://site.cloudon.com/) sponsorizzano gli hackatons, e Lanedo (http://www.lanedo.com) il cibo e le bevande per i break.
Per partecipare alla conferenza, è necessario registrarsi inviando un email a questo indirizzo: conference@libreoffice.org, indicando nome e cognome, email, azienda o ente di appartenenza, e indirizzo IRC (facoltativo). Gli organizzatori richiedono un contributo di 10 euro, a copertura delle spese di produzione del materiale.
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Thursday, July 25, 2013

Enter, il cloud service provider italiano che investe in OpenStack

Quando si parla di soluzioni software Open Source impiegate nell'IT vengono sempre alle mente multinazionali estere, quasi come se fossa una esclusiva e che noi Italiani non fossimo in grado di capire i vantaggi dell'uso dell'open source.

Fortunatamente anche le aziende italiane sanno sfruttare l'Open Source. Una di questi è Enter, un internet e cloud service provider tutto nostrano che ha fatto del cloud computing uno dei suoi core business principali.

Per le sue soluzioni cloud ha infatti deciso di investire in OpenStack per i suoi datacenter, un software Open Source davvero molto interessante. Rispetto alle soluzioni cloud proposte dai big vendor, Openstack è uno IaaS che consente un approccio diverso: letteralmente, una “catasta” di moduli cloud continuamente espandibile.

OpenStack è un progetto IaaS cloud computing di Rackspace Cloud e NASA. A oggi oltre 120 società si sono unite al progetto tra cui Samsung, Citrix Systems, Dell, AMD, Intel, Canonical, SUSE Linux, Red Hat, HP, e Cisco. OpenStack è un software libero open source rilasciato sotto licenza Apache.

Come avrete capito è un software largamente utilizzato anche dai big del mondo Linux. Fa dunque piacere che una azienda italiana si dedichi all'uso di tecnologie open source.

Se volete maggiori informazioni su OpenStack e su Enter potete recarvi sul sito http://www.enterthecloud.it/ dove troverete tanto materiale interessante.
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Tuesday, July 23, 2013

Ubuntu e le ricerche imbarazzanti volume 2

Vi ricordate le ricerche imbarazzanti (e qui) di Ubuntu? Ebbene la cosa continua anche su Ubuntu 13.10 (attualmente in sviluppo). Quest'oggi ho provato a cercare l'Analizzatore di utilizzo del disco e.... guardate un po cosa ne è venuto fuori

Cliccateci su per ingrandire

Questa è la ricerca messa a tutto schermo


Dalla regia mi segnalano che il problema non è presente su Ubuntu 13.04
Non ho ben capito se sia una feature o un semplice bug, nel dubbio ho segnalato il bug:


PS: ho segnalato anche un altro bug su Ubuntu 13.10 che non riguarda le ricerche ma bensì il comportamento di Firefox su Unity. Se anche per voi è un bug che vale la pena segnalare potete farlo al link https://bugs.launchpad.net/unity/+bug/1199738
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Monday, July 22, 2013

Ubuntu lancia la campagna di finanziamento per Ubuntu Edge, il super smartphone con Ubuntu Phone OS


Canonical ha finalmente svelato la sorpresa che aveva preannunciato qualche giorno fa annunciando un pazzo progetto di finanziamento per commercializzare Ubuntu Edge.
Ubuntu Edge è uno smartphone pionieristico che Canonical ha intenzione di commercializzare direttamente in proprio e senza ricorrere a partner. Per far ciò ha deciso di lanciare una campa gna di finanziamento al fine di raccogliere la "modica" cifra di 32.000.000 dollari entro trenta giorni a partire da ora.
Ma cosa ha di speciale Ubuntu Edge? Scopriamolo insieme partendo dalle caratteristiche hardware (salvo modifiche dell'ultimo minuto)
  • Dual boot Ubuntu mobile OS and Android
  • Fully integrated Ubuntu desktop PC when docked
  • Fastest multi-core CPU, 4GB RAM, 128GB storage
  • 4.5in 1,280 x 720 HD sapphire crystal display
  • 8mp low-light rear camera, 2mp front camera
  • Dual-LTE, dual-band 802.11n Wi-Fi, Bluetooth 4, NFC
  • GPS, accelerometer, gyro, proximity sensor, compass, barometer
  • Stereo speakers with HD audio, dual-mic recording, Active Noise Cancellation
  • MHL connector, 3.5mm jack
  • Silicon-anode Li-Ion battery
  • 64 x 9 x 124mm
Ma le innovazioni non si fermano qui. Lato software abbiamo un dual boot Android e Ubuntu Phone OS. L'altra caratteristica è la possibilità di collegarlo a monitor, tastiera e mouse e trasformare in un vero e proprio PC desktop.


Nel video che segue Mark Shuttleworth ci illustra le caratteristiche di Ubuntu Edge


Per maggiori info andate al link http://www.indiegogo.com/projects/ubuntu-edgeAny source

Thursday, July 18, 2013

Canonical pronta a lanciare 4 device con Ubuntu Touch

Buone notizie per tutti i fan di Ubuntu. Mark Shuttleworth, il patron di Canonical, ha annunciato l'arrivo di ben quattro device con Ubuntu Touch. 
La notizia è stata pubblicata per primo dal sito Mobile World Live che ha avuto la fortuna di intervistare Mark. Stando alle dichiarazioni nella prima fase verrà lanciato un primo smartphone (denominato ODM ovvero Original Device Manufacturer) che potrà essere personalizzato dagli operatori partner di Canonical (fra cui ricordo esserci anche la nostrana Telecom). Successivamente verrà lanaciato un secondo device Original Equipment Manufacter (OEM) realizzato da un solo produttore.
Il lancio avverrà entro sei mesi e dunque, sempre se tutto andrà per il verso giusto, avremo i primi device con Ubuntu Touch entro la fine dell'anno.
Alla luce di queste rivelazioni è ormai chiaro che il countdown comparso in queste ore sul sito di Ubuntu si riferisca proprio a questi device che verranno presentati lunedì 22 Luglio 2013.
Non ci resta dunque che attendere qualche giorno per scoprire i nuovi device
AGGIORNAMENTO: che sia questo il nuovo device? http://design.canonical.com/2013/07/shorts-visual-exploration/

Via HDBlog
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Thursday, June 27, 2013

Mir sarà il Display Server di default su Ubuntu 13.10


Canonical stupisce tutti e annuncia, nello stesso giorno in cui Kubuntu ha fatto sapere che non adotterà mai ne Mir e ne XMir, che Ubuntu 13.10 avrà Mir come display server predefinito.

Mir non sarà per tutti su Ubuntu 13.10
Unity 7 sfrutterà XMir per funzionare correttamente su Ubuntu 13.10.
Mir su Ubuntu 13.10 non sarà però disponibile per tutti gli utenti. Come ben sapete Mir funzionerà solo su driver liberi. Per chi fa uso di driver video proprietari verrà implementata una modalità fallback che continuerà a far uso di X. Questa modalità di fallback verrà rimossa su Ubuntu 14.04 LTS ove (si spera) verranno rilasciati dai produttori i driver compatibili. Canonical è già al lavoro con i produttori di GPU per arrivare in tempo su Ubuntu 14.04
L'inclusione di Mir in Ubuntu 13.10 servirà a Canonical per testare su larga scala il nuovo display server e ad avere quanti più feedback possibili per migliorarlo e correggere eventuali problemi (qualcuno ha detto cavie? n.d.r.).

Quando sarà possibile testarlo su Saucy?

Nelle prossime settimane sarà rilasciato un PPA tramite il quale gli utenti Saucy potranno testare Mir. Nel frattempo il team Ubuntu Desktop lavorerà per portare in seconda battuta il codice con cadenza giornaliera attraverso i repository Universe. Entro la fine del mese di Luglio dovrebbe insomma esser tutto pronto.

Bene, e voi cosa ne pensate?

Via +Edoardo Maria Elidoro che ha linkato la notizia su Google+ 
Post iniziale su OMG Ubuntu! 
Maggiori info su Fridge Ubuntu 
Come eseguire Mir fin da ora (per utenti avanzati) http://www.olli-ries.com/running-mir/

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Kubuntu non passerà a Mir o a XMir


Mir continua a dividere e far discutere. Questa volta tocca a Kubuntu e ai suoi developer parlarne. Il team di Kubuntu ha deciso che non utilizzerà ne Mir e ne tantomeno XMIR (XMir è in grado di eseguire  X Server su Mir per evitare i problemi iniziali di compatibilità).
I motivi? Diversi. Il primo motivo è legato allo spirito di comunità e di sviluppo collaborativo che ne deriva:

It's a shame the Linux desktop market hasn't taken off as we all hoped at the turn of the millennium and they feel the need to follow a more Apple or Android style of approach making an OS which works in isolation rather than as part of a community development method.

Here at Kubuntu we still want to work as part of the community development, taking the fine software from KDE and other upstreams and putting it on computers worldwide. So when Ubuntu Desktop gets switched to Mir we won't be following. We'll be staying with X on the images for our 13.10 release now in development and the 14.04LTS release next year. After that we hope to switch to Wayland which is what KDE and every other Linux distro hopes to do.

Ovvero al team di Kubuntu non va giù il nuovo modello di sviluppo chiuso di Mir in stile Apple o Android. Questo stile di sviluppo limita l'intervento della comunità e i developers di Kubuntu vogliono continuare a lavorare come una comunità e dunque continueranno ad utilizzare X su Kubuntu 13.10 e sulla prossima LTS ovvero Kubuntu 14.04 LTS. Dopo questi rilasci (sempre se sarà pronto) passeranno a Wayland.

L'altro motivo del diniego di Mir e di XMir è la stabilità del compositing.

There's been a few posts of Kubuntu on XMir and other flavours too. That's nice to see but compositing is very fragile, even Ubuntu shipping the latest Mesa can increase the number of beasties the poor KWin developers have to handle with because of unexpected issues it creates. Putting another layer between KWin and your monitor is certain to create new issues so I'll be keeping anything to do with Mir off the Kubuntu images.

Con XMir il compositing risulta pieno di bug e il semplice passaggio all'ultima versione di Mesa può aumentare ancor di più il numero di errori da risolvere per i poveri sviluppatori di KWin. Questo perché XMir aggiunge un ulteriore layer prima di KWin.

Per questi motivi XMir e Mir non metteranno piede su Kubuntu. Ora l'unico ostacolo che resta è come gestire il caso in cui un utente Ubuntu Desktop decida di installare Kubuntu Desktop o viceversa sulla stessa macchina. Gli sviluppatori dovranno trovare il modo di gestire la cosa. Il mantenimento di Wayland negli archivi di Ubuntu sarà si laborioso, ma si tratta per lo più di lavoro di sincronizzazione con i pacchetti provenienti da Debian (e si, ora lo sapete tutti, Ubuntu e family sono molto dipendenti dal lavoro di Debian).


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Tuesday, June 18, 2013

Telecom Italia carrier di Ubuntu Touch!

Ebbene si cari amici, dopo Firefox OS ecco Telecom Italia stringere accordi con Canonical.
Telecom Italia fa infatti parte della lista dei carrier intenzionati a distribuire prodotti con Ubuntu Touch. La lista iniziale è stata pubblicata qualche ora fa sul sito Canonical nella pagina Carrier Advisor Group raggiungibile all'indirizzo http://www.ubuntu.com/phone/carrier-advisory-group
I membri del CAG avranno accesso ad informazioni atte a migliorare i loro prodotti e lavoreranno in sinergia con Canonical. Oltre a questo saranno i primi a poter proporre device con Ubuntu Touch nelle loro rispettive aree di influenza commerciale.
Ecco la lista dei CAG iniziali
  • Deutsche Telekom 
  • Everything Everywhere
  • Telecom Italia
  • Korea Telecom
  • LG Uplus
  • Portugal Telecom
  • SK Telecom

Altri partner potranno fare domanda per fare parte del CAG entro la fine di questo mese.
Interessante notare come nella lista sia presente LG Uplus che altri non è che un operatore telefonico che fa capo ad LG. Questo fa ben sperare circa la possibilità di vedere device LG con Ubuntu Touch.

PS: speriamo solo che la versione Telecom Italia di Ubuntu Touch non venga imbruttita con i tipici temi di TIM. Anzi faccio un appello a Telecom Italia: "Ti prego, non mettere troppe cose tue con troppi personalismi e vedi di sponsorizzare il progetto che è importante"

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Thursday, June 6, 2013

Jono Bacon ci mostra Ubuntu Phone in azione su di un Galaxy Nexus

Ubuntu Phone su di un Galaxy Nexus
Lo sviluppo di Ubuntu Phone prosegue alacremente e giorno dopo giorno si avvicina ad essere stabile ed usabile.
Nel video che segue, realizzato da Jono Bacon, potrete vedere in azione l'ultima build disponibile in esecuzione su di un Galaxy Nexus. Ovviamente sono presenti alcuni lag che verranno corretti prima del rilascio finale.
Nel video viene fatta una panoramica completa delle funzionalità di Ubuntu Phone. Buona visione



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Saturday, June 1, 2013

Ritorna la Community nella home page di Ubuntu con tanto di nuova pagina dedicata

Piccolo post per segnalare il ritorno (finalmente) in una posizione più felice della sezione Community sulla home page del sito internazionale di Ubuntu ovvero http://www.ubuntu.com/

Come i miei lettori ricorderanno la sezione Community era sparita dall'header del sito a seguito del restyling di Aprile (leggete il vecchio post polemicoso  Ubuntu e la community messa in secondo piano).

Riecco il link alla Community di Ubuntu che ritorna in prima pagina


Il link è ora tornato con tanto di pagina dedicata alla community raggiungibile all'indirizzo http://community.ubuntu.com/

La nuova pagina dedicata alla Community

Be, che dire, son contento che Canonical abbia fatto un passo indietro :)
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Tuesday, April 16, 2013

Ubuntu e la community messa in secondo piano

AGGIORNAMENTO del 1 GIUGNO 2013: Il link nell'header è ritornato, per saperne di più  Ritorna la Community nella home page di Ubuntu con tanto di nuova pagina dedicata 

Canonical ha deciso di rinnovare l'home page del sito internazionale di Ubuntu. La nuova home page però ha una modifica nell'header che farà storcere il naso a molti di voi (me compreso). Di cosa sto parlando? 
Guardate un po' l'immagine che segue che illustra il prima e post modifica (cliccate sull'immagine per vederla a tutto schermo).


Tadaaaa come potete vedere è magicamente sparito dall'header (che è una delle parti più importanti della pagina come impatto visivo) la voce relativa alla Community di Ubuntu, ovvero a tutti coloro che sostengono Ubuntu, la diffondono, la sponsorizzano e ci mettono anche del loro segnalando bug e contribuendo a titolo gratuito al miglioramento della stessa. 
La vecchia home page è visualizzabile nella cronologia di internet di webarchive all'indirizzo http://web.archive.org/web/20130402202816/http://www.ubuntu.com/

Brutta mossa Canonical, brutta mossa...
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Friday, March 29, 2013

Niente Smart Scopes su Ubuntu 13.04 non sono ancora mature

Brutte notizie per tutti i fan di Unity. Il team che si occupa dello sviluppo delle Smart Scopes ha deciso di non rilasciare tale funzionalità in Ubuntu 13.04
Ad annunciarlo è Jono Bacon che tramite la mailing list spiega i motivi di questa decisione. 

Il motivo principale, come è facile intuire, è da ricercare nel fatto che tale funzionalità è ancora immatura e necessita di essere rifinita sia per perfezionarla, sia per eliminare i bug.
Smart Scopes non saranno dunque presenti nei repository di Ubuntu 13.04 ma saranno comunque installabile tramite un PPA esterno per tutti gli utenti avanzati che intendono magari aiutarne lo sviluppo segnalandone i bug.
C'è da dire che i più attenti alla privacy saranno contenti, come ben ricorderete questa nuova funzionalità di Ubuntu ha creato qualche malcontento nell'ambiente sopratutto per quanto riguarda la gestione della privacy (vedete il mio precedente post Michael Hall: Se volete la privacy Ubuntu 13.04 non fa per voi per maggiori informazioni).

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Thursday, March 28, 2013

Ubuntu 12.04 e Secure Boot, facciamo il punto!

Va detto, quando la mattina arrivi al lavoro e il primo messaggio che vedi è questo (ok, stavo tentando il boot di Seven, gran vergogna ma è il cliente a decidere)

Ti girano, ma se in sottofondo hai "Walk" dei Pantera che dice "are you talking at me?"  ti cresce il senso di sfida.

Questo portatile, un Vaio, è nato male e morto peggio, non boota più Windows 8  e ha EFI Bios in "super fast mode" (quindi per avere accesso al bios ho dovuto fare un cmos reset aprendolo e togliendo la batteria tampone in quanto, col sfm abilitato il bios sparisce, ci si può entrare solo con una apposita istruzione del sistema operativo).

No, Windows 7 non si avvia, poco male, secure boot è disabilitabile ma prima voglio vedere  come se la cava Ubuntu 12.04.2  che  introduce nel pangolino il supporto a secure boot (legittimo, dato il supporto a lungo termine e il boom di device con secure boot )

La versione scelta è la amd64 , giusto per essere sicuri che efi lavori come deve. (si, fra le specifiche dello standard c'è che si esegua codice a 64 bit)


Quindi secure boot abilitato, Ubuntu su usb e si parte.

Sorpresa: Ubuntu si avvia, mostra per 9 secondi una schermata strana, verosimilmente "sotto" c'è il menù del bootloader, di fatti riprovando e premendo subito invio il sistema parte, c'è subito la splash screen che tiene compagnia fino al desktop.

Complimenti quindi a Canonical, gran bel lavoro!
Secure boot ha intimorito molti facendogli credere ed ecco che finisce Linux.
No, andrò controtendenza nel dirlo ma questo apre molte possibilità, Ubuntu parte, di default, senza alzare un dito, per far partire Windows 7 ci vorrà un po'  e questo "po'" non è detto che sia alla portata di tutti!
Ecco un video per tutti i "se non vedo non credo"!



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Tuesday, March 26, 2013

La Cina sceglie Ubuntu Kylin come sistema operativo nazionale

Nei giorni scorsi Canonical, tramite il suo blog ufficiale, ha annunciato l'arrivo di una nuova derivate ufficiale di Ubuntu destinata alla Cina e che vedrà la collaborazione attiva del governo Cinese; il nome di questa distro è Ubuntu Kylin (o come scritto nel wiki UbuntuKylin).

Ma cerchiamo di capire assieme il perché di questa distro e cosa la differenzierà dalla main edition.

La Cina sta da tempo praticando una politica volta a volta a rendersi indipendente dai paesi Occidentali e in quest'ottica sta cercando di sviluppare software indipendente per potersi distaccare dalla Microsoft e da Google.

In quest'ottica il CSPI ovvero il China Software and Integrated Chip Promotions Centre (che fa parte del Ministero Cinese dell'Industria e dell'Information Technology) ha deciso di stipulare un accordo con Canonical per realizzare una distro, basata su Ubuntu e su software open source, da poter utilizzare in Cina come sistema operativo nazionale. Questo passo fa parte del programma quinquennale promosso dal Governo Cinese per agevolare la diffusione del software open source all'interno del territorio Cinese (e qui scatta l'applauso).


Inoltre il CSIP, Canonical e la National University of Defense Technology (NUDT) hanno formato a Beijing il CCN Open Source Innovation Joint Lab, un laboratorio comune dove gli ingegneri di ogni organizzazione coinvolta lavoreranno fianco a fianco per lo sviluppo di Ubuntu Kylin.
La prima versione di Ubuntu Kylin sarà basata su Ubuntu 13.04 e verrà rilasciata con la stessa roadmap di Ubuntu.

Ma quali saranno le caratteristiche di questa derivata?
In UbuntuKylin 13.04, ci sarà:
  • Online Music Search on Dash: Nella dash sarà possibile cercare musica sui vari siti di musica Cinesi in modo da poter avere il meglio della musica pop della Cina.


  • Chinese Calendar: Il Calendario Cinese che si basa sul calendario tradizionale lunare, questo si affiancherà al calendario Gregoriano per poter meglio indicare le festività Cinesi (come ben sapete in Cina anche il capodanno segue un calendario differente).

  • Weather Indicator: Il meteo piace a tutti, quindi sarà presente un indicatore meteo con informazioni provenienti dal servizio meteorologico Cinese.

  • Chinese Input Method: Come metodo di scrittura si è deciso di utilizzare Fcitx, che è metodo di imput più apprezzato dalla comunità open source Cinese fin dal 2002 ed offre un migliore efficienza (qui trovate la discussione Using ibus or fcitx as default a riguardo).
  • Cooperazione con WPS: WPS è la suite di produttività più famosa in Cina (oltre che essere sviluppata da una software house Cinese) e sarà facilmente installabile tramite l'Ubuntu Software Center o tramite il sito ufficiale di UbuntyKylin. Se non conoscete WPS potete leggere la piccola guida che ho realizzato qualche tempo fa WPS Office For Linux: La suite da ufficio cinese nativa per Linux.

A partire da Ubuntu Kylin 13.10 verranno poi aggiunti altri servizi personalizzati:
  • System Assistant, un tool grafico per la gestione della distro destinato ad aiutare gli utenti alle prime armi. Qui trovate la discussione a riguardo Develop a system assistant tool for common users.
  • Un software di foto ritocco facile da utilizzare per gli utenti non professionali
  • Le altre personalizzazioni riguarderanno invece i servizi di ricerca ovvero: Taobao Search nella Dash
    Baidu Map nella Dash
    Assistenza ai pagamenti online sul sito della Banca Cinese 
  • Informazioni live sui voli e sui treni in Cina
  • e tante altre cose che verranno in mente agli sviluppatori col tempo
Insomma, il Governo Cinese investirà molte risorse nel progetto per rendere Ubuntu Kylin un sistema operativo completo in grado di spodestare Microsoft Windows che attualmente detiene il 90% delle quote di mercato interne alla Cina.

Maggiori info su Ubuntu Kylin le potete trovare a questi indirizzi
    Annuncio sul blog di Canonical
    http://www.canonical.com/content/canonical-and-chinese-standards-body-announce-ubuntu-collaboration

    Wiki su Ubuntu Kylin
    https://wiki.ubuntu.com/UbuntuKylin

    Note di rilascio di Ubuntu Kylin 13.04 Beta 1
    https://wiki.ubuntu.com/UbuntuKylin/1304-beta-1-ReleaseNote Any source

    Monday, March 18, 2013

    MIR display server già disponibile in AUR e come Portage overlay

    Che  gli utenti di Arch e Gentoo siano preparati non ci piove, entrambe le distro hanno una comunità  preparata ed incentivata a partecipare attivamente.

    L'incarnazione di questa attività è con quanta  velocità le novità sono disponibili  in queste distro (se bene in via non ufficiale).

    Quindi, Canonical annuncia il nuovo MIR, da implementare in Ubuntu dal 2014, qualche "pazzo" in senso buono lo esegue già in ArchLinux e Gentoo.

    Per quel che mi riguarda, la compilazione è andata bene, ma sono impossibilitato ad usarlo a causa delle mie Nvidia GTX  che no, non amano i driver open  richiesti da mir, ma mi riservo di provare appena possibile sul laptop con VGA Intel e ovviamente driver open sperando di poter contribuire anche io al progetto.

    Un applauso quindi a questi utenti che rendono possibile tutto questo.

    qui trovate il PKGBUILD per Archlinux

    https://aur.archlinux.org/packages/mir-bzr/?setlang=it

    e qui l'overlay per Gentoo

    http://gpo.zugaina.org/dev-libs/mir


    nota per gli utenti Gentoo: se come me avete flag "spinti" per la vostra VGA disabilitateli o compilate il pacchetto con useflag specifiche!

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