Siamo talmente assuefatti, all’illegalità, al sopruso, al ricatto, al raggiro e all’intimidazione che, da tempo, sono divenuti i tratti caratteriali della “moderna” cultura italiota, assimilati come nuove regole relazionali.
La paura di ritorsioni, che va dal licenziamento del semplice operaio, fino alla minaccia di morte di un conduttore televisivo, di un giornalista, scrittore, di un pentito di mafia o di un giudice e suoi famigliari, hanno avvolto il nostro paese dentro un velo di totale omertà, degna del peggiore regime.
Pensare e tentare di rovesciare un tale sistema, attraverso un’azione democratica fatta di leggi e di regole, al fine di ripristinare principi, valori e il comune buon senso, non solo è impraticabile (per i motivi sopra addotti), ma direi, semplicemente fantasioso. Solo una sana e salutare rivoluzione popolare, riuscirà a porre fine a una tale ingiustizia e ristabilire l’ordine delle cose - ma nulla di tutto ciò potrà mai accadere, senza il sacrificio di vite umane.
Al punto in cui siamo, è impensabile un qualsiasi cambiamento o radicale riconversione. La società italiana è così marcia e corrotta in ogni sua cellula che, se per assurdo, si riuscisse ad imporre regole ferree e pene certe, lo stesso sistema economico finanziario imploderebbe in breve tempo, e il nostro paese affonderebbe definitivamente. E’ questa la cruda e sconcertante realtà, risultato di un liberismo tiranno e privo di regole, che attraverso un meccanismo perverso, improntato al consumo sistematico di beni effimeri, consolida il suo potere e guarda al risparmio dei cittadini, come ad una sciagura planetaria.
Oggi siamo al punto culminante di questo processo morboso che non concede vie di scampo, ne pragmatiche soluzione atte, non dico ad invertire, ma almeno a contenere la sua maligna virulenza, per limitarne, in parte, i danni. Minimizzare e banalizzare l’attuale crisi italica, appellandosi irresponsabilmente a una difficoltà globale, con l’intento di giustificarne crimini e collusioni, é l’ennesima strategia dell’infausta e immonda cricca, che ancora una volta riverserà sul nostro paese, oneri sacrifici.
Per tanto, tutta la classe politica italiana va azzerata – resettata! Aria nuova, pulita e respirabile! La politica deve ritornare ad essere passione, vocazione e spirito di sacrificio - volta al bene comune, alla tutela dell’ambiente, alla qualità della vita e allo stato di diritto. La politica ha l’obbligo sacrosanto di farci sperare in un futuro migliore, più giusto, più libero e, per questo, felice.
La gravità della situazione italiana, non solo è allarmante, ma esplosiva. Questa nuova razza di fascisti di ritorno, generati dai miasmi di una democrazia escrementizia, hanno da tempo prosciugato le nostre tasche e oscurato ogni orizzonte di futuro. In ballo ci sono i nostri figli e nipoti e, per tanto, ogni anelito di ribellione e di sommossa popolare, è legittimo, doveroso e auspicabile.
La politica è morta ancora prima che assassinassero il presidente John F. Kennedy e il fratello Bob, colpevoli di alto tradimento contro il potere del profitto ad ogni costo e con ogni mezzo. Credere ancora che la politica sia in grado di riconvertire il male in bene comune, non solo è utopistico, ma è indicativo di una totale assenza di consapevolezza e del più remoto senso della realtà.
Il nostro pianeta, oggi, pullula di potenti faccendieri, pronti a tutto pur di affermare e consolidare il loro progetto di omologazione, di sfruttamento e di schiavitù. Come possiamo ingenuamente immaginare che la nostra indignazione, il disprezzo e una nuova classe politica, siano in grado di estirpare questo tumore le cui metastasi hanno da tempo fagocitato i gangli vitali delle nostre società? Come possono i nostri ideali consunti, contrastare la portata di fuoco di un Sistema perverso che può contare, in tutto e per tutto, sull’appoggio incondizionato della parte più marcia, corrotta e potente del capitalismo liberticida e di una massa di servi e impostori pronti a prostituire la dignità al miglior offerente?
Al punto in cui siamo, è tecnicamente impensabile un qualsiasi cambiamento. Il mondo andrebbe totalmente resettato. Le banche, dal canto loro, non hanno nessun vantaggio e motivo a dare soldi alle imprese o al cittadino, quando la speculazione finanziaria è molto più redditizia, sicura e i tempi di incasso molto più veloci. Ma se anche le banche, oggi, concedessero crediti alle aziende, la situazione economica rimarrebbe tale. La sola cosa per innescare la crescita sta nel distribuire soldi gratis alla cittadinanza!!!!
Tutta questa montagna di denaro che per decenni ha alimentato gli stomaci senza fondo di politici, imprenditori, finanzieri e mafiosi, e servi al seguito, vampirizzando le nostre vite e il nostro domani, deve ritornare ai cittadini, alla società tutta, per mettere finalmente in moto, un paese bloccato da quasi un ventennio, dalle ganasce di un’illegalità, assurta a pratica relazionale quotidiana e sbandierata a motivo di orgoglio.
La colpa della drammatica situazione italiana, è di questo popolo di imbecilli, sempre ripiegati sul loro opportunismo privato e figli di una codardia connaturata, che predilige il servilismo, le dipendenze e le promesse gridate, ad una analisi oggettiva dello stato delle cose, nel nome del bene comune. Non perdonerò mai gli italiani per tanta leggerezza, ipocrisia e qualunquismo! Ma oramai la frittata è fatta!
La colpa della drammatica situazione italiana, è di questo popolo di imbecilli, sempre ripiegati sul loro opportunismo privato e figli di una codardia connaturata, che predilige il servilismo, le dipendenze e le promesse gridate, ad una analisi oggettiva dello stato delle cose, nel nome del bene comune. Non perdonerò mai gli italiani per tanta leggerezza, ipocrisia e qualunquismo! Ma oramai la frittata è fatta!
Solo una vera rivolta popolare di massa è in grado di restituire a questa nazione le condizioni per una nuova rinascita. E’ tempo di processi sommari e di impiccagioni, perché sia ad esempio per tutti - che siano, politici, imprenditori o banchieri – che siano strilloni televisivi o testimonial di merendine cancerogene – direttori di giornale o amministratori delegati – preti o agenti di spettacolo. E’ arrivato il momento di abbattere quel muro di vergogna, di menzogna e di perversione morale che, da troppo tempo, oscura l’orizzonte dei nostri figli e ne compromette ogni residua felicità.
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