Premessa
Zanfretta deve la sua notorietà al fatto di sostenere di avere vissuto, tra il 1978 e il 1981, undici episodi di incontro ravvicinato del terzo e quarto tipo con esseri alieni.
Zanfretta deve la sua notorietà al fatto di sostenere di avere vissuto, tra il 1978 e il 1981, undici episodi di incontro ravvicinato del terzo e quarto tipo con esseri alieni.
All'epoca Zanfretta prestava servizio presso la cooperativa Istituto Val Bisagno di Genova, e i presunti incontri ravvicinati sarebbero avvenuti proprio durante i pattugliamenti che egli svolgeva per lavoro nella città e provincia. Alcuni testimoni, tra cui diversi colleghi di Zanfretta, nonché numerosi residenti dei comuni di Torriglia e Propata (GE), teatro di alcuni degli eventi, dichiararono di aver assistito a strani episodi (ad esempio avvistamenti di «oggetti volanti molto grossi e luminosi») correlati ai presunti rapimenti e ne informarono i Carabinieri.
Il brigadiere Antonio Nucchi raccolse 52 di queste testimonianze; egli stesso sarà testimone di un avvistamento UFO. Il maresciallo Carlo Toccalino, che la notte tra il 6 e 7 dicembre 1978 era di turno al centralino della cooperativa di guardianaggio, disse in un'intervista che poco prima del primo presunto incontro, avvenuto intorno a mezzanotte, Zanfretta aveva chiesto aiuto ai suoi colleghi via radio esclamando: "Mamma mia quanto è brutto! Non sono uomini, non sono uomini!". Proprio in quelle ore, alcuni abitanti della vicina Torriglia avrebbero visto un forte bagliore in direzione del luogo ove si trovava Zanfretta.
Allarmati dall'interruzione del contatto radio, i colleghi Walter Lauria e Raimondo Mascia si misero alla ricerca di Zanfretta: lo trovarono all'una: affermarono che il suo corpo era molto caldo nonostante il freddo di quella notte. Zanfretta era in stato confusionale e febbricitante. Quando si riprese, disse che era stato terrorizzato da "degli extraterrestri dalle sembianze mostruose". Le guardie giurate informarono il comando dei Carabinieri, il quale, poi, inoltrò al ministero dell'Interno verbali nei quali veniva definito "buono" il grado di attendibilità delle testimonianze.
Durante il sopralluogo effettuato sul posto all'indomani si sarebbero rilevate sul terreno due impronte a ferro di cavallo aventi un diametro di circa tre metri. Lo spessore era di circa 15 cm e pareva suggerire che qualcosa si fosse posato sul prato. In seguito fu compilato il "Rapporto informativo circa l'avvistamento di oggetti volanti non identificati (Ovni) ed umanoidi da parte di Zanfretta Fortunato"; esso sarà inviato alla Pretura di Genova dal brigadiere Nucchi il 3 gennaio 1979, ed il giudice Russo ne disporrà l'archiviazione l'11 gennaio 1980 per "mancanza di estremi di reato". Sotto ipnosi regressiva, Zanfretta racconterà che, prima di essere ritrovato, avrebbe subito esami clinici invasivi a bordo di un UFO. Riferirà, inoltre, che i presunti alieni avrebbero manifestato il proposito di trasferirsi sulla Terra in futuro.
Zanfretta descrive questi alieni come di pelle verde e increspata, alti quasi tre metri, grandi punte sulla testa e occhi triangolari gialli; egli dichiara che proverrebbero da un pianeta morente della "terza galassia" di nome "Titania".
Un altro strano episodio si sarebbe verificato nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1979, quando Zanfretta scomparve nuovamente. La sua auto fu rinvenuta, senza di lui, di nuovo vicino a Torriglia. Questa volta fu però osservata una nuvola nel cui interno si sarebbero accesi due fari; il tenente Cassiba affermò di aver sparato alcuni colpi contro tale nuvola, al che essa sarebbe sparita. Poco dopo Zanfretta fu trovato nei pressi della macchina. Infine, in coincidenza del quarto presunto Incontro Ravvicinato, avvenuto in Corso Europa, a Genova, i residenti segnalarono un black-out circoscritto.
La Scatola Misteriosa
Zanfretta nei suoi racconti fa spesso riferimento a un cubo di un metro per un metro di probabile metallo che tramite l'appoggio della mano ne provoca l'apertura, mostrando al suo interno una sfera di vetro, che a sua volta contiene una piramide che inizia a roteare su se stessa provocando delle scosse elettriche.
Secondo quello che dice Zanfretta la scatola si troverebbe in un luogo sicuro nei pressi di Torriglia, un piccolo paese sopra Genova dove lo stesso ebbe i primi incontri con gli alieni. Zanfretta in varie occasioni racconta le difficoltá a raggiungere il nascondiglio, una zona boschiva e pericolosa, per via di precipizi.
Zanfretta raccontò anche di un episodio:
"Un giorno sono entrato come ho sempre fatto normalmente, ho aperto la scatola, ho aspettato che andasse, diciamo alla potenza giusta che doveva essere, è partita una scarica dalla punta verso il corridoio, ho sentito un urlo spaventoso e mi sono preso paura perché ho detto stai a vedere che qualcuno mi ha seguito ed è riuscito ad entrare dove entro io, invece allora ho indietreggiato, quindi la scatola si è chiusa automaticamente e sono andato a vedere nel corridoio, c'era una lepre tagliata a metà.. una parte è diventata vetro e un'altra polvere."
Dalla testimonianza di Zanfretta si suppone che quella scatola con piramide incorporata si possa aprire solo da dei prescelti (ancora meglio se uomini in nero di qualche setta occulta, individui perfetti per mantenere un segreto ben custodito) e quindi usata solo col consenso degli alieni. Inoltre se non si è idonei nel suo utilizzo o se solo ci si avvicina si rischiano gravissime conseguenze, a sottolineare quanto è sofisticato il congegno. Probabilmente funziona in automatico, progettato apposta così per tenere alla larga gli intrusi e possibili minacce esterne, oppure viene costantemente monitorato dall'alieno di turno! Lo stesso Zanfretta ha dichiarato che chi si avvicina rischia di restare fulminato!
Potrebbe essere una caverna naturale
Potrebbe essere una vecchia miniera in disuso
Potrebbe essere un vecchio fortino militare di quelli interrati
Potrebbe essere una vecchia costruzione abbandonata.
La cosa strana è che ognuna di queste ipotetiche strutture comporterebbe un controllo periodico da parte di guardie forestali.
Zanfretta ha provato diverse volte a fotografare la scatola cercando di portare una prova della sua storia, purtroppo tutti i tentativi sono andati male, infatti le foto scattate alla misteriosa scatola sono venute nere. Prendendo per buona la versione di Zanfretta, probabilmente è una tecnologia aliena così avanzata che quell'oggetto è impossibile da fotografare con i nostri mezzi attuali conosciuti.
Concludendo
Le analogie tra il video di Willi.I.Am e il caso Zanfretta sono evidenti, cambia la grandezza dell'oggetto ma il principio sembra lo stesso, non sono certamente una prova ma possono o potranno rivelarsi due indizi da non sottovalutare, del resto la scarsità di informazioni non consente un'analisi dettagliata, il campo delle ipotesi resta quanto mai aperto.
Fonte & Fonte
Per approfondimenti: Il Caso Zanfretta
Zanfretta nei suoi racconti fa spesso riferimento a un cubo di un metro per un metro di probabile metallo che tramite l'appoggio della mano ne provoca l'apertura, mostrando al suo interno una sfera di vetro, che a sua volta contiene una piramide che inizia a roteare su se stessa provocando delle scosse elettriche.
Il marchingegno è molto simile a quello esposto nel videoclip di Willi.I.Am e anche le dinamiche, considerando che la piramide gira su se stessa ed emette fasci di luce, o scosse elettriche, come afferma Zanfretta.
Zanfretta alle domande del tipo: "perché non mostra a tutti la scatola?" risponde che gli è stato imposto di tenerla nascosta e di non mostrarla a nessuno. La scatola gli sarebbe stata consegnata dagli stessi alieni che lo hanno rapito, per essere a sua volta consegnata all'ufologo Josef Allen Hynek che però è poi morto. Quindi ora la scatola è rimasta a Zanfretta che dice di tenerla nascosta in un luogo sicuro che raggiunge due volte al mese da circa 30 anni.
Zanfretta alle domande del tipo: "perché non mostra a tutti la scatola?" risponde che gli è stato imposto di tenerla nascosta e di non mostrarla a nessuno. La scatola gli sarebbe stata consegnata dagli stessi alieni che lo hanno rapito, per essere a sua volta consegnata all'ufologo Josef Allen Hynek che però è poi morto. Quindi ora la scatola è rimasta a Zanfretta che dice di tenerla nascosta in un luogo sicuro che raggiunge due volte al mese da circa 30 anni.
Può darsi che ci siano più meccanismi di questo tipo sparsi per il mondo in determinate sedi, dalle logge massoniche al Vaticano, dall'Area 51 alla NASA, dalla CIA alla NSA, nei luoghi dove sono avvenuti gli avvistamenti o rapimenti alieni, quindi nelle zone in cui l'attività aliena è più presente.
Secondo quello che dice Zanfretta la scatola si troverebbe in un luogo sicuro nei pressi di Torriglia, un piccolo paese sopra Genova dove lo stesso ebbe i primi incontri con gli alieni. Zanfretta in varie occasioni racconta le difficoltá a raggiungere il nascondiglio, una zona boschiva e pericolosa, per via di precipizi.
Zanfretta raccontò anche di un episodio:
"Un giorno sono entrato come ho sempre fatto normalmente, ho aperto la scatola, ho aspettato che andasse, diciamo alla potenza giusta che doveva essere, è partita una scarica dalla punta verso il corridoio, ho sentito un urlo spaventoso e mi sono preso paura perché ho detto stai a vedere che qualcuno mi ha seguito ed è riuscito ad entrare dove entro io, invece allora ho indietreggiato, quindi la scatola si è chiusa automaticamente e sono andato a vedere nel corridoio, c'era una lepre tagliata a metà.. una parte è diventata vetro e un'altra polvere."
Due disegni di come viene immaginata tale scatola:
| Scatola chiusa |
| Scatola aperta |
Quello che si chiedono in tanti è il luogo preciso dove viene tenuta nascosta la misteriosa scatola, Zanfretta nelle sue interviste parla di un corridoio e di una grossa stanza.
Riallacciandosi al video musicale, si possono ben notare dei corridoi percorsi da Willi.I.Am e ballerini mentre portano la valigia, che contiene il meccanismo, per raggiungere successivamente la grande stanza.
Tornando alla zona in cui è nascosta la scatola di Zanfretta, le ipotesi sono diverse:
Potrebbe essere una caverna naturale
Potrebbe essere una vecchia miniera in disuso
Potrebbe essere un vecchio fortino militare di quelli interrati
Potrebbe essere una vecchia costruzione abbandonata.
La cosa strana è che ognuna di queste ipotetiche strutture comporterebbe un controllo periodico da parte di guardie forestali.
Zanfretta ha provato diverse volte a fotografare la scatola cercando di portare una prova della sua storia, purtroppo tutti i tentativi sono andati male, infatti le foto scattate alla misteriosa scatola sono venute nere. Prendendo per buona la versione di Zanfretta, probabilmente è una tecnologia aliena così avanzata che quell'oggetto è impossibile da fotografare con i nostri mezzi attuali conosciuti.
Concludendo
Le analogie tra il video di Willi.I.Am e il caso Zanfretta sono evidenti, cambia la grandezza dell'oggetto ma il principio sembra lo stesso, non sono certamente una prova ma possono o potranno rivelarsi due indizi da non sottovalutare, del resto la scarsità di informazioni non consente un'analisi dettagliata, il campo delle ipotesi resta quanto mai aperto.
Fonte & Fonte
Per approfondimenti: Il Caso Zanfretta







No comments:
Post a Comment